Bari, colonnine pubbliche per mezzi elettrici: la presentazione del progetto

Lunedì 29 luglio si è tenuta la presentazione delle colonnine pubbliche Enel per la ricarica dei mezzi elettrici a emissioni zero, istallate in diversi punti della Città di Bari375822

All’incontro sono intervenuti il sindaco Michele Emiliano, gli assessori ai Lavori pubblici, all’Ambiente e all’Urbanistica, Marco Lacarra, Maria Maugeri ed Elio Sannicandro, il consigliere incaricato del sindaco per i Trasporti Antonio Decaro e il responsabile rete Puglia e Basilicata di Enel distribuzione Roberto Zanchi.

«Abbiamo presentato – ha dichiarato il sindaco Michele Emiliano – la rete di colonnine pubbliche per ricaricare le auto elettriche a emissioni zero. Sono complessivamente 23 in tutta la città di Bari e potrebbero presto raddoppiare. L’iniziativa si inserisce nella più ampia strategia della nostra amministrazione sulla mobilità sostenibile, che punta a diffondere un’idea di trasporto rispettoso della salute dei cittadini e dell’ambiente. Bari inoltre è la prima città nel centro-Sud a dotarsi di una rete di infrastrutture simili e la seconda in Italia».

Chiariamo che questa iniziativa è a costo zero per il Comune, ma pagata interamente da privati. Quindi non c’è nessuno “spreco” di soldi pubblici.

Per chi fosse interessato, questi sono i punti dove poter ricaricare le auto elettriche:

– Petruzzelli Corso Camillo Benso Cavour – 1 colonnina
– Politecnico Via Amendola, 126 – 2 colonnine
– Poste italiane Corso A. De Tullio, – 2 colonnine
– Uni.Versus CSEI Viale Japigia, 180 – 2 colonnine
– Aeroporto Viale Enzo Ferrari, – 2 colonnine
– Acquedotto Pugliese Viale Vittorio Emanuele Orlando – 2 colonnine
– Fiera del Levante Piazzale Oriente – 2 colonnine
– Ipercoop Via Natale Loiacono, 20 – 2 colonnine
– Stazione Centrale Piazza Aldo Moro – 3 colonnine
– Comune di Bari Corso Vittorio Emanuele II – 2 colonnine
– Ass. Mobilità Sostenibile Via Giulio Petroni, 103 – 2 colonnine
– Fiera del Levante – Eataly Ingresso monumentale – 1 colonnina

Fonte: eco dalle città

 

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Torino e Barcellona, dalla crisi escono prima le smart cities. Intervista a Piero Fassino

Abbiamo incontrato Il Sindaco Fassino a Barcellona, dove era in visita per stringere i legami tra due città che stanno già lavorando insieme per ottenere finanziamenti europei da investire nell’efficientamento energetico e sulla mobilità sostenibile: si può scommettere sull’ambiente per uscire dalla crisi, sia economica che politica?

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“Due città che non stanno mai ferme sono destinate ad incontrarsi”: il Sindaco Piero Fassino ha raccontato l’evoluzione di Torino alla Llotja de Mar di Barcellona, davanti a una sala di giornalisti, aziende e impresari del turismo, incuriositi e sorpresi da questa città in cui, oltre ai gianduiotti, si inventa anche l’mp3 e l’acqua per gli astronauti, anche se nessuno lo sa. “E’ vero, siamo l’unica città in cui al posto di azienda si dice fabbrica: ma alla vocazione industriale si è aggiunto tanto altro, e Torino si trasforma ogni giorno di più. Proprio la scorsa settimana la Città si è aggiudicata180 milioni di euro con il bando Smart City per progetti che vanno dall’applicazione delle tecnologie digitali, al risparmio energetico, alla mobilità, alla sicurezza dei cittadini, e alla qualità della vita urbana”. E accanto alla cultura, alla musica, all’arte e alla gastronomia, è proprio sull’innovazione e sulla sostenibilità che Torino vuole puntare. Assieme a Barcellona, perché il lavoro da fare è enorme, e dalla collaborazione le due città hanno tutto da guadagnare.

Torino e Barcellona lavorano insieme: cosa c’è in cantiere?

Moltissimo. Stiamo cercando di acquisire importanti finanziamenti da progetti europei in campo ambientale e tecnologico, e per lavorare assieme abbiamo creato un’equipe di tecnici in condivisione, che mette a confronto i progetti delle due città e cerca di armonizzarli in modo da poter realizzare esperienze di progetti pilota comuni ad entrambe. I progetti sono finalizzati a ridurre il consumo energetico degli edifici, ad accrescere la qualità ambientale riducendo il tasso di CO2 e l’inquinamento… e ovviamente il teleriscaldamento: Torino è già oggi la città europea più teleriscaldata, ma puntiamo ad estendere la rete. E poi c’è la mobilità urbana, che va riorganizzata favorendo tutte le forme di spostamento a basso impatto ambientale, come il bike sharing e il car sharing – anche sul modello di Barcellona, da cui c’è da imparare. Puntiamo all’estensione della metropolitana, al rinnovamento della flotta dei bus con l’acquisto di mezzi elettrici e a basso impatto… E ancora: progetti di riqualificazione degli edifici, sia in funzione del risparmio energetico che della sicurezza.

Ma tutto questo come si combina con un bilancio comunale in rosso? Da una parte c’è una città che punta tutto sull’innovazione, ottenendo finanziamenti importanti. E dall’altra una città piena di debiti, annoverata nella lista dei comuni a rischio fallimento…

In realtà non c’è contraddizione: noi siamo un comune fortemente indebitato, è vero, ma non per lo sfondamento della spesa corrente. Ci siamo indebitati perché negli anni scorsi abbiamo investito moltissimo: nella metropolitana, nel passante ferroviario, nei Giochi Olimpici, nel teleriscaldamento, nel termovalorizzatore… è chiaro che tutto questo si traduce in un conto in rosso, ma che in realtà ha portato un incremento del patrimonio della città e un elevamento dei servizi che mettiamo a disposizione. E ora ovviamente siamo impegnati per rientrare nei conti e ripagarlo.

A proposito di conti in rosso, si parla sempre di più della possibilità di Transition Town, di decrescita felice e – su un altro fronte – di Green economy: si può scommettere sull’ambiente e sull’ecosostenibile per uscire dalla crisi? 
Io distinguerei: credo fermamente che dobbiamo puntare sulla green economy, sulle energie rinnovabili, e sui progetti delle smart cities. Ma tutto questo non va rappresentato come decrescita, ma al contrario come un alto livello, anche se basata su un modello di sviluppo diverso da come l’abbiamo inteso in passato. Non credo invece alle forme di decrescita che abbassano il livello di ricchezza della società e anche il reddito delle famiglie.

Una petizione on line su Change.org chiede a PD, SEL e Movimento Cinque Stelle di unirsi e dare il via, insieme, ad una legislatura sotto il segno dell’ecologia. E’ un’idea ingenua pensare che possa essere l’Ambiente il punto di incontro per uscire da questo caos politico? 

Non è ingenua, ma bisogna dirlo al Movimento 5 stelle che continua a dichiarare di non essere disponibile a convergere su nulla. Io mi auguro che cambino idea, anche perché i terreni comuni su cui costruire ci sono. L’ambiente è proprio uno di questi.

Fonte: eco dalle città