La settimana Europea della Mobilità Sostenibile dal 16 al 22 settembre 2015

Quest’anno la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile si fonda con la campagna Do The Right Mix.settimana-europea-mobilita-sostenibile-2015

Il Ministero dell’Ambiente italiano ha annunciato anche per quest’anno l’adesione alla Settimana Europea della Mobilità Sostenibile fissata dal 16 al 22 settembre 2015. La caratteristica di questa edizione è che si fonde con un’altra iniziativa promessa della Commissione Europea: la campagna Do The Right Mix. Lo slogan scelto è quello delle “tre C”: “Choose. Change. Combine” (Scegli. Cambia. Combina) per incoraggiare i cittadini a scegliere il modo migliore per spostarsi anche cambiando le proprie abitudini e combinando tra loro diversi mezzi di trasporto, in modo da risparmiare tempo e denaro per gli spostamenti in citò. Il ministero svolge un ruolo di coordinamento nazionale e di supporto alle iniziative degli eventi promossi da Comuni e associazioni. Gli Enti Locali possono partecipare alla Settimana Europea della Mobilità Sostenibile attraverso proprie attività e iniziative che abbiano come scopo quello di sensibilizzare la cittadinanza a questo tema. Inoltre Amministrazioni Pubbliche, Autorità Locali, ONG, gruppi di cittadini, istituzioni pubbliche e private, operatori dei trasporti e aziende potranno iscriversi alla Europea Mobility Week per tutto l’anno concorrendo con le proprie iniziative ai premi ufficiali in palio. La Settimana Europea della Mobilità Sostenibile è sostenuta dalle Direzioni Generali Mobilità e Trasporti e Ambiente della Commissione Europea ed è gestita da un consorzio costituito da tre network di città europee, vale a dire Eurocities, Iclei e Polis, ma anche dall’agenzia di comunicazione ICF-MOSTRA e dal Centro Regionale per l’Ambiente.

Fonte: ecoblog.it

Eco-vacanze in condivisione: 5 modi di fare eco-turismo a piccoli prezzi

Di anno in anno, le famiglie italiane si vedono costrette a fare tagli sempre più stringenti alle spese che minacciano di svuotare il loro portafogli. Così, shopping e vacanze sono le prime voci ad essere depennate dalla lista dei ‘desideri’.eco

Eppure, il successo della share economy ci mostra come il concetto di ‘condivisione’ possa essere applicato anche alle voci considerate “di lusso”. Insomma, viaggiare a piccoli prezzi è ancora possibile. Ecco allora 5 alternative per non rinunciare a viaggiare, ad essere amici dell’ambiente, ma senza spendere un patrimonio.

1. Condividere l’ospitalità

L’house sharing è una pratica oramai estremamente diffusa in tutto il mondo, che sta dilagando anche in Italia. Vuoi visitare una città, senza spendere cifre da capogiro? Esistono delle community e dei siti specializzati dove poter cercare ospitalità in casa di altre persone. Alcune chiedono il pagamento di cifre non troppo alte altri semplicemente offrono lo scambio della propria ‘magione’ con un’altra, Avere a disposizione un appartamento per i viaggiatori è un ottimo modo per immergersi totalmente nella realtà del posto, vivendo come un locale. Questi i principali siti di riferimento: homexchange.com , homelink.comscambiocasa.it e l’ultra-famoso airbnb.it Se poi l’idea di trovarsi soli in casa di sconosciuti non ci aggrada, è sempre possibile cercare solo un posto letto in qualche casa dislocata sul globo: couchsurfing.org è una community dove gli swapper possono incontrarsi e offrire o cercare un divano dove dormire (il couch del nome, appunto!) durante il proprio viaggio, contenendo di molto i loro budget. Per chi viaggia con famiglia al seguito, invece, è possibile trovare sistemazioni a costo zero o a prezzo molto basso tramite l’aiuto della community Familylink Travel. Infine, per chi non volesse rinunciare al comfort di una struttura turistica e sentirsi coccolato dalle premure dell’albergo, esistono agriturismi e B&B che, attraverso la riscoperta del vero significato di vacanze nella natura, offrono ospitalità in cambio di piccole prestazioni di lavoro (es. giardinaggio, cura dell’orto, servizi fotografici, piccole riparazioni, ecc.). Ci sono anche B&B eco-sostenibili che possono offrire ospitalità in cambio di traduzioni di parte del sito web o piccole riparazioni; B&B D’Eco (a Milano, offre soggiorno in cambio di lavori di tappezzeria); B&B Il Richiamo del Bosco (scambia alloggio con aiuto nella legnaia e nei lavori di giardinaggio) e tanti altri ancora, che anche solo per una settimana offrono un soggiorno in cambio di aiuto.

2. Condividere la barca

Viaggiare in barca a vela può essere un’esperienza entusiasmante, ma non è sempre facile mettere insieme una compagnia per dividere l’affitto e le spese del viaggio. Portali come sailsquare.it consentono agli utenti di incontrarsi e aggregarsi per formare un equipaggio e salpare verso le mete desiderate, condividendo tutto o parte del viaggio.
3. Condividere gli spostamenti

Siamo dubbiosi sulla rete di trasporto pubblico che troveremo arrivati alla nostra meta? Oppure dobbiamo affrontare uno spostamento che non è coperto in maniera adeguata dai mezzi di trasporto, ma noleggiare un auto costerebbe troppo? Cerchiamo un passaggio su portali come  blablacar, che consentono a driver e passeggeri di mettersi in contatto per offrire o cercare passaggi. Oltre a scegliere la tratta desiderata, sarà possibile avere già informazioni sui costi, scegliere il tipo di viaggio e di compagnia che ci attende (fumatori, non fumatori, con animali, autostrade, strade statali, amanti delle chiacchiere, discreti o silenziosi, ecc.), avere informazioni sulla tipologia di mezzo di trasporto e sul comfort a bordo, oltre che individuare i punti di incontro per salire e scendere.

4. Condividere la convivialità

La scelta di un ristorante in cui mangiare cucina tipica del posto è il momento più rischioso per cadere nelle cosiddette “trappole per turisti”, fatte da ristoranti che affermano di offrire cucina locale, che si rivela spesso scadente e dal conto molto salato. Per non incappare in questi tranelli e assaporare una cucina più autentica, contenendone i costi, oggi è possibile cenare addirittura a casa di gente del posto, condividendo il cibo e le abitudini. Alcune community di riferimento attive soprattutto nel mondo anglosassone sono: newgusto.com,cookening.comeatwith.com

5. Condividere gli itinerari

Il tempo per scoprire una città si rivela sempre insufficiente per conoscerne a pieno i luoghi salienti. Così è possibile affidarsi, a costi contenuti, a guide locali che, pianificando assieme ai viaggiatori e in base al tempo a disposizione, potranno costruire un itinerario esplorativo personalizzato, che consentirà di vedere tutti i luoghi caratteristici, uscendo dagli schemi classici proposti dai percorsi standard. Vayable.com è un sito dove poter pianificare il proprio percorso esplorativo. Restando in tema di “esplorazione”, per chi ama camminare in mezzo alla natura, ma vuole condividere questa esperienza con persone esperte del posto, vengono in aiuto portali come socialtrekking.it, dove è possibile, una volta stabilita la meta, trovare compagni di tragitto e affidarsi ad una guida locale esperta che potrà suggerire, oltre a percorsi interessanti, anche eventuali strutture dove alloggiare a costi ridotti. L’economia della condivisione ha aperto nuove frontiere anche ai viaggi, che non sono più un lusso di pochi, ma un privilegio di tutti coloro che sono in grado di esplorare il mondo con nuovi occhi e con una mente più aperta a condividere con gli altri.

Fonte: tuttogreen.it