Eventi meteo estremi in aumento tra il 40 e il 70% negli USA orientali

Tempeste e piogge violente dicentano piu’ frequenti nella parte est, mentre la siccita’ e’ in agguato all’ovest.

A causa del global warming gli eventi meteorologici estremi sono aumentati significativamente negli Stati Uniti, Un recente studio mostra che gli eventi di pioggia molto intensa sono aumentati del 40% nel Midwest (dal Missouri al Michigan) e del 70% nel Northeast (dal West Virginia al Maine). Questa variazione e’ avvenuta tra il 1958 e il 2012. Negli Stati Uniti occidentali invece la precipitazioni sono aumentate molto meno e in alcuni casi sono diminuite in modo catastrofico. Come si vede dalla mappa qui sotto (variazioni delle precipitazioni tra il periodo 1991 2012 e la prima meta’ del XX secolo), l’Arizona e’ la piu’ colpita dalla siccita’, in particolare nella sua parte nordorientale che corrisponde all’incirca alla nazione Navajo(1) L’aumento delle precipitazione e’ chiaramente correlato all’aumento della temperatura: se l’atmosfera e’ piu’ calda puo’ contenere piu’ vapore acqueo, di conseguenza cresce la massa  totale di acqua disponibile per le piogge. Un aumento di un solo grado di temperatura fa salire la pressione di vapore saturo del 6% circa (2).

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(1) La nazione Navajo  ha il territorio piu’ esteso tra tutti i popoli nativi, dato che si estende per ben 71000 km², abbracciando anche parte dello Utah e del New Mexico; si tratta tuttavia di zone molto aride in cui i nativi furono deportati dai bianchi verso la meta del XIX secolo che stanno diventando ancora piu’ aride.
(2) La pressione di vapore saturo e’ la massima pressione parziale che il vapore acqueo puo’ avere in atmosfera ad una certa temperatura; al di sopra di quel valore  poi condensa.

Fonte: ecoblog.it

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Smog, nel primo trimestre 2013 è in recessione anche il Pm10

I primi tre mesi del 2013 sono stati “i più respirabili” dal 2009: le capitali dello smog italiano, Torino, Milano e Alessandria hanno registrato le concentrazioni medie e il numero di sforamenti più basso degli ultimi cinque anni. Merito del meteo, ma pesa anche il calo dei consumi di carburante: fino a – 17,6% per la benzina a gennaio 2013 rispetto allo stesso mese del 2012

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Saranno state le condizioni meteo particolarmente favorevoli, sarà che con i prezzi della benzina alle stelle hanno circolato meno auto, ma i primi tre mesi del 2013 sono stati “i più respirabili” da cinque anni a questa parte. Torino e Milano, le capitali dello smog italiano non vedevano medie mensili e sforamenti così bassi dal 2009. Non che questo basti a rientrare nei limiti di legge: come abbiamo visto, i 35 giorni di bonus annuali ce li siamo già abbondantemente mangiati. In ogni caso, dati alla mano, quest’anno è andata meno peggio del solito…

Torino
La media delle centraline nel primo trimestre di quest’anno – gennaio, febbraio e marzo fino a data corrente – si è fermata a 59,5 mcg/m3: un valore che lascia ancora ampi spazi di miglioramento, ma che è comunque nettamente più basso degli anni precedenti: 81,2 mcg/m3 nel 2012, 70,8 nel 2011, 63 nel 2010 e 71,4 nel 2009. Anche per quanto riguarda gli sforamenti, considerando gennaio, febbraio e marzo fino al 20 del mese per ciascuno degli anni presi come riferimento, possiamo dire che il 2013 è stato di gran lunga l’anno migliore: “solo” 51 sforamenti, contro i 65 del 2012, 66 del 2011, 61 del 2010 e 62 del 2009.

Milano
Stessa tendenza anche a Milano: 55,3 mcg/m3 è la media del primo trimestre 2013. La serie storica – dal 2009 al 2012 – segnava tutti valori superiori: 65, 59, 78 e 71 mcg/m3. In calo anche gli sforamenti: 40 alla data corrente, contro i 49 del 2012, 60 del 2011, 45 del 2010 e 47 del 2009.

Alessandria
Ad Alessandria, che si è appena conquistata il “premio” come città più inquinata d’Italia dal rapporto Mal’Aria di Legambiente, la media delle concentrazioni del Pm10 nei primi tre mesi del 2013 è stata di 59 mcg/m3. Gli sforamenti sono stati 36. L’anno scorso erano quasi il doppio: 62, con una media di 84 mcg/m3. Risultati peggiori anche nel 2011 (media 63 mcg/m3, sforamenti 51) e nel 2009. (81 mcg/m3 di media, 62 sforamenti). Meglio solo la media del 2010, 48 mcg/m3 con due sforamenti in più, 38.

Il meteo o il carburante?

L’influenza di pressione, precipitazioni e temperatura sulle concentrazioni degli inquinanti in atmosfera è sempre molto alta. A contribuire alla riduzione c’è però anche il pesante calo dei consumi di carburante segnalato dall’Unione Petrolifera, sia a gennaio che a febbraio. A gennaio la contrazione era stata del – 10,4%, con percentuali particolarmente alte per il settore autotrazione: “I prodotti autotrazione, con un giorno di consegna in più, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina nel complesso ha mostrato un regresso del 13,7% (95.000 tonnellate) rispetto a gennaio 2012, e il gasolio autotrazione del 5,3% (98.000 tonnellate). A parità di giorni di consegna, il calo per la benzina sarebbe stato del 17,6% e per il gasolio del 9,6%“. In calo anche febbraio, – 8,7% in totale, con percentuali più basse sull’autotrazione, viziate dall’emergenza neve dell’anno precedente: ” I prodotti autotrazione, con un giorno di consegna in meno, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina nel complesso ha mostrato un aumento pari al 3,8% (+21.000 tonnellate) rispetto a febbraio 2012, mese anomalo caratterizzato da forti nevicate e dal blocco di molte attività (la benzina segnò un 20%). Mentre il gasolio autotrazione un calo del 2,1% (36.000 tonnellate)”.

fonte: Eco dalle Città su fonte Arpa Piemonte e Arpa Lombardia