Messico, le dieci domande del premio Oscar Cuarón al presidente Peña Nieto

Il vincitore dell’Oscar per la miglior regia con Gravity ha acquistato una pagina sui principali giornali messicani per chiedere al suo presidente di spiegare alla popolazione

Alfonso Cuarón, il più importante regista messicano, autore di capolavori come Y tu mama tmabien e I figli degli uomini, ma soprattutto di Gravity che gli ha consentito di vincere il premio Oscar per la migliore regia, ha lanciato la sfida al presidente messicano Enrique Peña Nieto acquistando una pagina pubblicitaria sui principali giornali del Paese per porre dieci domande sulla controversa riforma energetica del Paese.

Io non sono informato sul perché il governo non abbia condiviso con me e con i messicani in generale ciò che abbiamo bisogno di capire. Attendo la sua risposta, insieme a molti messicani,

ha detto Cuarón riferendosi alla politica energetica del Paese.

La riforma costituzionale approvato nel 2013 prevede l’apertura del settore energetico pubblico alla partecipazione del settore privato. I chiarimenti del governo di Peña Nieto sul quanto e sul come questo slittamento verso la privatizzazione si realizzerà resta tutto da chiarire.

Il regista messicano pone altre questioni, dai riflessi della privatizzazioni sulle bollette dei cittadini all’impatto ambientale di una produzione energetica in mano a potenti multinazionali. E ancora:

In un paese come il nostro, dove lo Stato di diritto è così debole e spesso assente come può essere evitato il fenomeno della corruzione su vasta scala?Immagine11

Il presidente Peña Nieto ha risposto alla lettera di Cuarón con tre tweet nei quali ha spiegato che“aiuterà la comprensione delle portate e dei benefici della riforma” evitando sapientemente la natura di sfida personale fra lui e il regista. Ha detto che le risposte arriveranno quando saranno presentate le leggi secondarie. L’annuncio a pagamento è stato accompagnato dal sito www.diezpreguntas.com in cui la lettera è stata tradotta in inglese, tedesco, francese e italiano e da un account Twitter che ha prodotto un impatto immediato in Messico. L’hashtag #Cuarón è diventato ben presto un trend topic nazionale.

Cuarón è difficile da respingere perché è palesemente indipendente, è una persona di successo e sta agendo senza alcuna traccia di risentimento sociale e con l’unica preoccupazione di quanto sta accadendo in Messico. Si limita a chiedere chi beneficerà e chi invece soffrirà per una riforma così importante,

ha detto Sergio Aguayo, uno dei più importanti politologi messicani a Mvs Radio.US-OSCARS-PRESS ROOM

Fonte:  The Guardian

Foto © Getty Images

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La pubblicità vegan che spacca gli Stati Uniti

vegan

Lo spot “The Scarecrow” della catena di ristoranti messicani Chipotle scatena un dibattito per l’utilizzo del vegetarianismo per veicolare un brand che annovera nei propri menu anche la carne

In poco più di un mese la pubblicità in computer animation The Scarecrow della catena messicana di ristoranti Chipotle ha spaccato in due l’opinione pubblica. La storia è quella di uno spaventapasseri che lavora per la Crowd Food Incorporated, in una città distopica governata da grandi corvi meccanici. Lo spaventapasseri rappresenta il proletariato rurale che arriva nella città per lavorare. Il video di 3’22” è un viaggio nella coscienza dello spaventapasseri che prende atto della crudeltà degli allevamenti intensivi di mucche e di polli. Nella seconda parte lo spaventapasseri torna a casa affranto e inizia a cogliere i frutti della terra, a partire dal peperoncino che è il simbolo della nota catena messicana. E così decide di aprire un piccolo banco di cibi vegetariani campeggiato dalla scritta “Cultivate a better world”. In poco più di un mese la pubblicità è diventata un vero e proprio caso mediatico, totalizzando oltre 7 milioni di visualizzazioni, una cifra davvero altissima per una pubblicità. Sulla stampa americana si è aperto il dibattito. Se la morale vegana ha fatto breccia nel cuore degli spettatori più superficiali, non sono mancate le critiche di chi ha sottolineato come nei ristoranti Chipotle vengano serviti anche piatti di carne. Negli Stati Uniti i consumatori di carne rappresentano il 93% della popolazione. A differenza della dieta mediterranea, in cui la carne rappresenta una parte minoritaria della bilancia alimentare rispetto a cereali lavorati, frutta e verdura, negli Stati Uniti la carne è la base dell’alimentazione. I vegetariani e i vegani – fra cui va annoverata la cantante Fiona Apple che presta la voce a “Pure Immagination”, colonna sonora dello spot – sono appena il 7% della popolazione statunitense. E allora ecco alzarsi una levata di scudi contro lo spaventapasseri. Su Salon David Sirota ha criticato Chipotle che utilizza un’immagine vegetariana per vendere (anche) i suoi famosiburritos. Il sito Funny or Die ha ironizzato sulla logica mercantile perfettamente confezionata dalla catena di ristoranti messicani con una video-parodia. Ancor più ironico è l’attacco di Alexandra Petri su Washington Post: “Questa (pubblicità, ndr) non mi fa venire voglia di magiare da Chipotle. Mi fa venire voglia di rannicchiarmi in un coma vegano e non mangiare mai più”.

La critica a colossi come Mc Donald’s e Burger King è feroce, il prodotto – come dicevamo – è confezionato molto bene, con un’animazione strappalacrime e un fulcro del racconto più che nobile, peccato che per smascherare il trucco e una certa goffaggine del marketing, basti consultare il menu di un qualsiasi punto vendita Chipotle. Anche se dalla casa madre fanno sapere che la carne utilizzata nella catena è allevata secondo criteri di eticità e sostenibilità. Ma il messaggio che passa nel cartoon è che dallo spaventapasseri la carne non si mangia e ci sono solo colorate verdure. È il marketing, bellezza!

Fonte: Youtube