Le mele ai pesticidi dell’agricoltura chimica

Greenpeace ha pubblicato i risultati di un’analisi sulle mele acquistati nei supermercati di 11 Paesi europei, Italia compresa. Mentre i test sulle mele biologiche non hanno evidenziato tracce di pesticidi, ben l’83% delle mele prodotte in modo convenzionale è risultato contaminato da residui di pesticidi e nel 60% di questi campioni sono state trovate due o più sostanze chimiche.

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«Metà dei pesticidi rilevati hanno effetti tossici noti per organismi acquatici come i pesci, ma anche per le api e altri insetti utili – spiega l’associazione ambientalista – Molte di queste sostanze chimiche, inoltre, sono bioaccumulabili, hanno impatti negativi sulla riproduzione o altre proprietà pericolose. Infine, a causa dell’incompletezza di dati e conoscenze disponibili soprattutto sugli effetti di residui multipli, non si possono escludere rischi per la salute umana». Greenpeace ha analizzato 126 campioni di mele, di cui 109 prodotte convenzionalmente, le rimanenti provenienti da coltivazioni biologiche. Le mele sono state acquistate in 23 catene di supermercati e analizzate in un laboratorio indipendente per verificare la presenza di un’ampia gamma di residui di pesticidi. In Italia le mele sono state acquistate presso le catene Auchan, Carrefour, Lidl e un campione di mele biologiche presso Naturasì. Nella maggior parte dei campioni era presente almeno il residuo di un pesticida: in un campione acquistato presso Lidl sono stati trovati residui di tre pesticidi. La sostanza trovata più frequentemente è il THPI, un metabolita del fungicida captano. Greenpeace chiede ai supermercati «di abbandonare l’uso di pesticidi pericolosi nella produzione ortofrutticola, incentivando gli agricoltori a preferire pratiche di coltivazione sostenibili». «Dai campi al piatto, i pesticidi chimici sono una presenza troppo frequente nei nostri alimenti», dichiara Federica Ferrario, responsabile della campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace. «Anche se tutti i residui individuati rientrano nei limiti stabiliti dalle normative, la varietà di sostanze chimiche trovate mostra che nelle coltivazioni convenzionali è pratica comune irrorare i meleti con applicazioni multiple di pesticidi. Tutto questo, insieme alla scarsa conoscenza dei possibili impatti dei “cocktail di pesticidi” sull’ambiente e sulla salute, è fonte di grande preoccupazione. Inoltre non è accettabile che gli agricoltori e le loro famiglie debbano sopportare il carico tossico di questo fallimentare sistema di agricoltura industriale». Nel complesso, le analisi sui campioni europei hanno permesso di individuare 39 tipi diversi di pesticidi. Solo il 17% delle mele convenzionali testate è risultata priva di residui rilevabili. Alcuni di questi pesticidi sono considerati altamente persistenti e potenzialmente bioaccumulabili: ciò significa che, una volta rilasciati nell’ambiente, si degradano lentamente e possono risalire la catena alimentare accumulandosi in un’ampia varietà di organismi viventi, finendo così per danneggiare l’intero ecosistema. Le mele analizzate sono state prodotte in Austria, Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Italia, Olanda, Polonia, Slovacchia, Spagna e Svizzera e vendute nei supermercati dei rispettivi Paesi d’origine. «I supermercati devono interrompere questa dipendenza da sostanze tossiche e incoraggiare una progressiva riduzione dei pesticidi nella produzione convenzionale di mele, a partire dai pesticidi più pericolosi, fino alla loro completa eliminazione. I consumatori non vogliono essere responsabili inconsapevoli del degrado dei nostri ecosistemi e i supermercati devono assumersi la responsabilità di ampliare l’offerta di mele coltivate con tecniche che non necessitano di pesticidi, incentivando gli agricoltori ad adottare pratiche di coltivazione ecologiche», conclude Ferrario. Lo studio di Greenpeace conferma i risultati dell’analisi su campioni di acqua e suolo prelevati all’inizio dell’anno nei meleti europei, che avevano rilevato la presenza si numerose miscele di pesticidi.

Scarica QUI  “L’abuso di pesticidi nella produzione europea di mele”

Fonte: ilcambiamento.it

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Mele troppo lucide per essere bio? Un po’ di chiarezza sulle cere usate per proteggere la frutta

Mele ricoperte di cera, gommalacca o altro prodotto: naturale o artificiale? Il video sotto ci fa riflettere su come spesso paranoie individuali se condivise in in rete si prestino a diventare virali e a trasformare un mezzo di libertà in un mezzo di disinformazione.

Siamo alla paranoia, step che segue la bufala: ci si immagina chissà quali delitti e quali reati per cui si usa la rete senza un briciolo di criticità diventando pure virali ma diffondendo mala informazione. Il video in alto è forse uno dei tanti esempi di come la libertà di espressione del libero pensiero sforni cazzate a velocità impressionanti. E’ solo un esempio, sia chiaro: in rete ne circolano tanti altri e anche in lingue diverse. Se avete voglia di divertirvi cercate su youtube filmati più o meno recenti, in inglese e spagnolo in cui gli autori fanno tutti il medesimo esperimento: grattano con un coltellino la buccia di una mela ricavandone una sostanza che somiglia a cera bianca, che vanno poi a bruciare. Nessuno, si è preoccupato di raccogliere la sostanza simile a cera e richiedere analisi di laboratorio o di andare anche a chiedere spiegazioni a un agronomo. Ebbene le mele con la cera sono assolutamente normali e anzi possono essere addirittura naturali. In genere le cere naturali sono usate per rivestire le mele o altra frutta come gli agrumi con lo scopo di proteggere il frutto da muffe e funghi e di farlo durare, così, più a lungo grazie alla pellicola protettiva che riveste la buccia. In etichetta troviamo specificato se la frutta che andiamo a acquistare sia stata trattata con le cere e se la sua buccia sia commestibile o meno.  Ma si badi bene: le cere commestibili possono ricoprire non solo le mele, gli agrumi e frutta in genere, ossia prodotti freschi, ma anche caramelle, farmaci e finanche la cioccolata. Ne scriveva molti anni fa Trashfood ricordandoci che la cera che riveste molti prodotti alimentari è nota come gommalacca o additivo E904. La gommalacca è ricavata da insetti, i Tachardia laccae è dunque un polimero naturale che viene rifiutato per motivi etici, ad esempio, dai vegani. La gommalacca non riveste solo la frutta a scopo protettivo, creando una barriera verso funghi e muffe, e a scopo estetico donando un aspetto lucido al frutto, ma viene impiegata per proteggere pillole e capsule, caramelle e cioccolata. La gommalacca può essere ingerita e è sostanzialmente innocua anche se sembra possa essere causa di allergie.Baskets Of Just-Picked Apples

Veniamo alle mele oggetto del video, mele biologiche. Il Regolamento(CE) N. 889/2008 della Commissione del 5 settembre 2008 elenca nell’allegato VIII gli additivi ammessi per le colture biologiche che sono: Carbone vegetale E 153; Annatto, bissina, norbissina E160b; Carbonato di calcio E170; Metabisolfito di potassio E224; Metabisolfito di sodio E223; Nitrito di Sodio E250; Nitrito di Potassio E252; Acido lattico E270; biossido di carbonio E290; Acido malico E296; Acido Ascorbico E300; Ascorbato di sodio E301; Estratto ricco in tocoferolo E306; Lecitine E322; Acido ascorbico E330; Citrati di sodio E331; Citrati di calcio E333; Acido tartarico E334; Tartrati di sodio E335; Tartrati di potassio E336; Fosfati monocalcico E3341; Estratti di rosmarino (da colture biologiche) E392; Acido Alginico E400; Alginato di sodio E401; Alginato di potassio E402; agar-agar E406; Carragenina E407; Farina di semi di carrube (da colture biologiche) E410; Gomma di guar E412 (da colture biologiche); Gomma arabica E414 (da colture biologiche); Gomma di xantano E415; Glicerolo E422; Pectina E440 (da colture biologiche); Idrossipropilmetil-cellulosa E464; Carbonati di sodio E500; Carbonati di potassio E501; Carbonati di ammonio E503; carbonati di magnesio E505; Cloruro di calcio E509; Solfato di calcio E515; Idrossido di sodio E524; Biossido di silicio E551; talco E553b; Argon E938; Elio E939; Azoto E941; Ossigeno E948. Tra le cere ammesse nei prodotti biologici troviamo la cera d’api e la cera carnauba E903, un polimero naturale che si ricava da una palma, la Copernicia prunifera, usata su molti prodotti commestibili industriali (caramelle, gomme da masticare, medicinali ecc.). Detto ciò, dall’etichetta mostrata nel video nei pochi frame disponibili, non si evince alcuna indicazione in merito a cere usate per la conservazione delle mele, il che farebbe supporre (ma non disponiamo di analisi di laboratorio) che la cera presente sulla buccia della mela possa essere quella naturalmente prodotta dal frutto stesso. Infatti, come ci ricorda Melabio:

La buccia della mela contiene delle cere naturali. Il frutto le produce per proteggere la sua epidermide da tutti gli agenti atmosferici che nei suoi lunghi mesi di permanenza sulla pianta deve sopportare. Dai freddi primaverili al forte sole estivo, al freddo autunnale prima del raccolto. Quando viene strofinata su una superficie morbida, come qualsiasi cera… si lucida.

Dunque, tante risposte e tutte naturali che coinvolgono anche le mele biologiche.

© Foto Getty Images

Fonte: ecoblog.it

7 cose da fare in autunno con tutta la famiglia

L’arrivo dell’Autunno significa la ripresa dei ritmi quotidiani: il lavoro, la scuola, gli impegni sportivi. È una sorta di “inizio stagione” e spesso si viene travolti da una marea di nuovi progetti e vecchie ansie, così da trascurare la propria famiglia e limitare il tempo libero. Eppure, anche questa stagione profumata e malinconica ha le sue occasioni di divertimento con i bambini. Noi ve ne proponiamo alcune. fall-family-e1382457681835-400x250

 

Raccolta delle foglie

Può sembrare un’attività banale con cui coinvolgere l’intera famiglia, ma in realtà può essere divertente. Tutto ciò implica che raccogliere davvero le foglie non debba essere la vostra priorità, perché i bambini potrebbero trovare decisamente più divertente ricoprirsi con esselanciarle ovunque o buttarsi direttamente sul cumulo che avete appena fatto. Vantaggi: ricordi indelebili, aria pulita e zero inquinamento.

Mele e picnic

Una cosa simile, ma non uguale, è possibile farla anche con le mele. L’unico ostacolo è trovare un bell’albero carico di frutti pronti per essere raccolti e, magari, gustati all’istante. Con questo pretesto, potrete trascinare la vostra famiglia in una merenda improvvisata immersi nella Natura, magari portandovi un piccolo fornello con cui caramellare lo zucchero o sciogliere la cioccolata per intingervi le mele appena raccolte e sbucciate. Vantaggi: pancia piena e livello di allegria ristabilito.

A caccia di pigne, ghiande e grandi foglie

L’autunno fornisce il pretesto perfetto per passeggiare senza avere troppo caldo e senza doversi portare l’ipod: questo perché il paesaggio e i colori sono così magnetici che non possono essere ignorati. I parchi, i campi e le strade di campagna sono i luoghi ideali per trovare tanti oggetti per esercitarsi in riciclo creativo: pigne e ghiande sono perfette per essere dipinte e incollate su grandi centri tavola, le foglie sono tutte da collezionare per comporre un bellissimo bouquet autunnale oppure per creare un coloratissimo disegno. I bambini più saputelli, invece, potranno sbizzarrirsi indovinando gli alberi da cui arrivano le foglie che trovano a terra: grazie ad un’App sullo smartphone di mamma e papà in grado di fornire la risposta esatta.

Vantaggi: creatività e fantasia riattivati.

Dinner Club sotto casa

Per passare qualche serata in compagnia e gustare le specialità della tradizione, possibilmente con prodotti a km zero o dell’orto urbano, sarebbe bello organizzare una cena o un pranzo con altre famiglie del vicinato, magari ospitandosi l’un l’altro di volta in volta. In questo modo, i piccini potranno giocare tra loro e socializzare, mentre i grandi prendersi qualche momento di relax chiacchierando e gustando prelibatezze.

Vantaggi: sostegno alla filiera di prodotti locali e zero emissioni.SONY DSC

Creare una Green Community

Utilizzare spazi pubblici come biblioteche,  l’aula magna della scuola o perché no? il salotto di casa per incontrare altre famiglie e confrontarsi su tematiche ambientali ed eco-sostenibili. Utile per capire come gli altri rendono la propria vita quotidiana più green e trovare nuovi spunti. Inoltre, potrebbe essere un buon punto di partenza per creare iniziative da proporre alla comunità e promuovere uno stile di vita più salutare. Coinvolgete anche i bambini, rimarrete stupiti dal loro interesse e dai rimedi che suggeriranno per risolvere i vostri crucci, molto spesso le soluzioni migliori sono le più semplici!

Bicicletta: un passatempo in 4D

Tra le cose da fare in Autunno, uscire in bicicletta è magico. Voi direte: “Meglio andare in auto! Almeno c’è il riscaldamento“. Avete ragione, ma in auto potete vedere solo i colori, perdendovi un sacco di altre cose: per esempio, il vento fresco sul viso o il rumore delle foglie che cadono, quel rumore “croccante” di quando vengono schiacciate dalla ruota della bicicletta, e ancora l’odore dell’autunno, dell’erba bagnata e dei funghetti matti che vi crescono. Insomma, in bicicletta si può fare attenzione a tutto: colori, odori, profumi, suoni.

Vantaggio: forma fisica invidiabile e nessun impatto per l’ambiente.

Cucinare insieme

E se la giornata fosse talmente piovosa da non permette di stare all’aria aperta, potete sempre sfruttare l’occasione per ideare e creare nuove ricette in cucina, coinvolgendo anche i più piccini nel ruolo di “Capo Chef”. L’autunno ci regala tantissime verdure gustose e colorate: zucche, funghi, broccoli, carote, barbabietole rosse, finocchi, patate… che possono essere usate con fantasia per torte salate, dolci e zuppe.

Vantaggio: pasti sani e risate a volontà.

Fonte: tuttogreen.it

7 cose da fare in autunno con tutta la famiglia

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L’arrivo dell’Autunno significa la ripresa dei ritmi quotidiani: il lavoro, la scuola, gli impegni sportivi. È una sorta di “inizio stagione” e spesso si viene travolti da una marea di nuovi progetti e vecchie ansie, così da trascurare la propria famiglia e limitare il tempo libero. Eppure, anche questa stagione profumata e malinconica ha le sue occasioni di divertimento con i bambini. Noi ve ne proponiamo alcune.

Raccolta delle foglie

Può sembrare un’attività banale con cui coinvolgere l’intera famiglia, ma in realtà può essere divertente. Tutto ciò implica che raccogliere davvero le foglie non debba essere la vostra priorità, perché i bambini potrebbero trovare decisamente più divertente ricoprirsi con esselanciarle ovunque o buttarsi direttamente sul cumulo che avete appena fatto. Vantaggi: ricordi indelebili, aria pulita e zero inquinamento.

Mele e picnic

Una cosa simile, ma non uguale, è possibile farla anche con le mele. L’unico ostacolo è trovare un bell’albero carico di frutti pronti per essere raccolti e, magari, gustati all’istante. Con questo pretesto, potrete trascinare la vostra famiglia in una merenda improvvisata immersi nella Natura, magari portandovi un piccolo fornello con cui caramellare lo zucchero o sciogliere la cioccolata per intingervi le mele appena raccolte e sbucciate. Vantaggi: pancia piena e livello di allegria ristabilito.

A caccia di pigne, ghiande e grandi foglie

L’autunno fornisce il pretesto perfetto per passeggiare senza avere troppo caldo e senza doversi portare l’ipod: questo perché il paesaggio e i colori sono così magnetici che non possono essere ignorati. I parchi, i campi e le strade di campagna sono i luoghi ideali per trovare tanti oggetti per esercitarsi in riciclo creativo: pigne e ghiande sono perfette per essere dipinte e incollate su grandi centri tavola, le foglie sono tutte da collezionare per comporre un bellissimo bouquet autunnale oppure per creare un coloratissimo disegno. I bambini più saputelli, invece, potranno sbizzarrirsi indovinando gli alberi da cui arrivano le foglie che trovano a terra: grazie ad un’App sullo smartphone di mamma e papà in grado di fornire la risposta esatta.

Vantaggi: creatività e fantasia riattivati.

Dinner Club sotto casa

Per passare qualche serata in compagnia e gustare le specialità della tradizione, possibilmente con prodotti a km zero o dell’orto urbano, sarebbe bello organizzare una cena o un pranzo con altre famiglie del vicinato, magari ospitandosi l’un l’altro di volta in volta. In questo modo, i piccini potranno giocare tra loro e socializzare, mentre i grandi prendersi qualche momento di relax chiacchierando e gustando prelibatezze.

Vantaggi: sostegno alla filiera di prodotti locali e zero emissioni.SONY DSC

Creare una Green Community

Utilizzare spazi pubblici come biblioteche,  l’aula magna della scuola o perché no? il salotto di casa per incontrare altre famiglie e confrontarsi su tematiche ambientali ed eco-sostenibili. Utile per capire come gli altri rendono la propria vita quotidiana più green e trovare nuovi spunti. Inoltre, potrebbe essere un buon punto di partenza per creare iniziative da proporre alla comunità e promuovere uno stile di vita più salutare. Coinvolgete anche i bambini, rimarrete stupiti dal loro interesse e dai rimedi che suggeriranno per risolvere i vostri crucci, molto spesso le soluzioni migliori sono le più semplici!

Bicicletta: un passatempo in 4D

Tra le cose da fare in Autunno, uscire in bicicletta è magico. Voi direte: “Meglio andare in auto! Almeno c’è il riscaldamento“. Avete ragione, ma in auto potete vedere solo i colori, perdendovi un sacco di altre cose: per esempio, il vento fresco sul viso o il rumore delle foglie che cadono, quel rumore “croccante” di quando vengono schiacciate dalla ruota della bicicletta, e ancora l’odore dell’autunno, dell’erba bagnata e dei funghetti matti che vi crescono. Insomma, in bicicletta si può fare attenzione a tutto: colori, odori, profumi, suoni.

Vantaggio: forma fisica invidiabile e nessun impatto per l’ambiente.

Cucinare insieme

E se la giornata fosse talmente piovosa da non permette di stare all’aria aperta, potete sempre sfruttare l’occasione per ideare e creare nuove ricette in cucina, coinvolgendo anche i più piccini nel ruolo di “Capo Chef”. L’autunno ci regala tantissime verdure gustose e colorate: zucche, funghi, broccoli, carote, barbabietole rosse, finocchi, patate… che possono essere usate con fantasia per torte salate, dolci e zuppe.

Vantaggio: pasti sani e risate a volontà.

Fonte: tuttogreen

Riciclo creativo: scopri come tutto ma proprio tutto in casa può essere riciclato…

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Gli appassionati di cucina sfruttano la loro creatività per dar vita a piatti sempre nuovi e sfiziosi, magari recuperando scarti ed avanzi del giorno prima. E molte donne sono grandi esperte nel ridurre gli sprechi della tavola convertendoli in piatti sfiziosi o in piccoli rimedi per la pulizia della casa, ma vediamo alcuni dei più curiosi. Gli scarti di frutta e verdura possono difatti essere riciclati per tutt’altra attività e trovare un nuovo impiego naturale ed ecologico. E’ importante però che vengano sempre accuratamente lavati, anche se provenienti da coltivazioni biologiche. Iniziamo subito dalle scorze di mele, agrumi e melograni che possono essere asciugate e disidratate, fatte a pezzetti e utilizzate come potpourri, cospargendoci sopra dell’acqua di colonia o alcune gocce di olio essenziale di arancia amara o bergamotto. Per chi ha il compost si può invece pensare di aggiungerle, insieme anche agli scarti delle verdure, nel relativo recipiente. La buccia di avocado si può riutilizzare, perché è spessa, per piantare i germogli come in un vaso e come simpatica coppetta “naturale” per servire creme e gelati in giardino. Mentre i gusci delle noci (ma vanno bene anche quelli delle uova) se disposti accanto alle piante tengono lontani lumache e parassiti. In estate si possono servire macedonie dentro ciotole ricavate anche scavando cocomeri o meloni, mentre in autunno si può sfruttare una zucca precedentemente scavata. Per lucidare le pentole in rame e ottone si strofina la superficie con la buccia di limone o del lime o di qualsiasi frutto che abbia un elevato contenuto di acido citrico. Se si aggiunge un mezzo cucchiaino di bicarbonato il risultato sarà eccellente! E lo sapevate che la buccia di banana può essere invece riutilizzata per lucidare le scarpe e le foglie delle piante d’appartamento? Durante le vacanze di Pasqua, anziché ricorrere a coloranti artificiali, si può decorare le uova facendole bollire con della buccia di cipolla per ottenere dei gusci dalle tonalità giallo ed arancione. Scorze di agrumi potranno essere aggiunti alla vodka o all’olio d’oliva per aromatizzarli in modo del tutto particolare, mentre le proprietà della buccia di limone per eliminare i cattivi odori dal frigo o dal forno sono, credo, note a tutti. Per la cura del corpo suggeriamo invece di ricorrere alle pesche, ricche di potassio e vitamina A, utili per idratare e rivitalizzare la pelle. Se si cosparge dello zucchero sulla polpa, sarà perfetto per farsi uno scrub. Per i disturbi intestinali, provate a far bollire un bastoncino di cannella con la pellicina interna bianca del melograno (avendo tolto i semi), lasciate raffreddare e bevete almeno 3 volte al giorno fin quando non avrete risolto il vostro problema. Quanti hanno problemi di capelli grigi? Per un mese ci si può risciacquare i capelli dopo lo shampoo con una lozione ricavata facendo bollire per  mezz’ora la buccia delle patate e, una volta raffreddata, filtrata con una pezza di cotone. Risultato: capelli lucidi e scuri! Per lavare via lo sporco dopo una giornata di lavoro, si può provare ad usare un sapone al pistacchio fatto in casa: frullare i gusci di pistacchio con mezzo bicchiere d’acqua e mescolare il tutto con della glicerina fusa. Lasciare raffreddare in un contenitore che farà da stampo e usare il sapone per massimo una settimana.

 

Fonte: tuttogreen

Per un momento dolce……

La ricetta della crostata di mele vegan senza burro e uova

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Amo la crostata di mele e la preparo anche spesso poiché piace a tutti in casa. Ne ho sperimentato diverse versioni ma sicuramente quella preferita è la versione vegan ossia con pasta frolla preparata senza burro e senza uova ma con olio di girasole. In genere per misurare gli ingredienti uso un bicchiere da 100 ml poiché trovo sia più pratico per gestire le proporzioni. In ogni caso in questa ricetta indico anche il peso in grammi.

Ingredienti per la crostata di mele vegan senza burro e uova: 400 gr di farina 0 (ma potete anche miscelare a vostro piacimento più farine come integrale, di farro ecc. ); 100 grammi di mandorle sgusciate; 100 ml di olio di girasole ma va bene anche il burro di soia; 4 o 5 mele medie; il succo di un limone; 150 gr. di zucchero di canna (o se preferite 100 ml di sciroppo d’agave); cannella in stecche e se vi piace una grattugiatina di zenzero. La prima cosa che faccio è tritare le mandorle nel mixer; una metà la tolgo subito poiché le lascio più grosse mentre l’altra metà la trito molto finemente come se fosse una farina e metto le due tipologie di mandorle tritate da parte. Passo poi a preparare la pasta frolla vegan. In una ciotola metto la farina, un pizzico di sale, lo zucchero (meno un paio di cucchiai che serviranno per le mele) e le mandorle quelle tritate più finemente. Inizio a impastare con la punta delle dita cercando di amalgamare tutti gli ingredienti. Se l’impasto è troppo secco aggiungo un po’ di latte di soia o di mandorle finché non si stacca dalle mani. Attenzione la pasta non va lavorata troppo. Metto la pasta a riposare avvolgendola in un canovaccio. Passo a preparare le mele che lavo bene con acqua e bicarbonato e le asciugo. Le taglio prima in quattro parti, lasciando la buccia e poi a dadini e le metto in una ciotola e ci aggiungo il succo del limone, un paio di stecche di cannella, un paio di cucchiai di zucchero di canna conservati dai 150 gr., le mandorle tritate grossolanamente e una grattugiata di zenzero e se vi va anche di zeist di limone. Mescolo bene e lascio riposare. Prendo la pasta frolla e la divido in due parti di cui una un po’ più grande. Stendo con il mattarello la palla di pasta più grande e ci fodero una tortiera per crostate di 26-28 cm (dipende da quanto la fate sottile); dentro ci verso le mele a dadini cospargendo sopra bene il succo e completo la crostata aggiungendo le strisce di pasta trasversali. Metto in forno per circa 40-50 minuti a 160 gradi alzando la temperatura a 180 gradi negli ultimi 10-15 minuti di cottura.

fonte: ecoblog