Puglia, continua la corsa al fotovoltaico. Lo studio di Confartigianato Imprese Puglia

Anno dopo anno, aumentano gli impianti e cresce la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. E’ quanto emerge dalla prima indagine sul fotovoltaico condotta dal Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia che ha elaborato gli ultimi dati del Gestore dei servizi energetici (Gse)375657

In Puglia, ci sono 33.563 impianti, di cui 11.101 in provincia di Lecce, 8.992 nel barese, 4.675 nel tarantino, 3.791 nel brindisino, 3.543 nel foggiano e 1.461 nella Bat. Rispetto al 2011, l’incremento è di 10.637 unità (erano 22.926), pari al 46,4 per cento in più. In dettaglio, gli impianti nel Salento sono aumentati del 56,1 per cento. Seguono Foggia (55,6 per cento), Taranto (48,6), Brindisi (41,8), Bari (35,8) e Barletta-Andria-Trani (33,4). Potenza complessiva. Gli oltre 33mila impianti esprimono una potenza complessiva di 2.449 megawatt contro i 2.186 dell’anno precedente. La variazione è di 263 megawatt in più, pari ad un incremento del 12 per cento. In dettaglio, Bari è cresciuta del 23,5 per cento. Seguono Lecce (13), Taranto (11,3), Bat (10,9), Foggia (10,6) e Brindisi (3,8). Produzione di energia elettrica. I pannelli producono energia per 3.491,2 giga watt contro i 2.095,8 del 2011 (più 66,6 per cento). In particolare, Foggia è cresciuta dell’80,7 per cento. Seguono Taranto (72,9), Bari (66,3), Brindisi (62,5), Bat (62,2) e Lecce (60,4). Numeri da primato. Il Salento si conferma la prima provincia in Italia circa la produzione di energia da fonte solare (942 giga watt). Rappresenta da sola il 5 per cento dei 18.861,7 giga watt prodotti nel Belpaese. La diffusione territoriale non segue, dunque, le tradizionali classifiche economiche che vedono, di solito, il Nord, e in particolare il Nord-est, primeggiare sul Centro e sul Mezzogiorno. Anzi, proprio in Puglia, ed in particolare nel Salento, il fotovoltaico è onnipresente. Si tratta, per lo più di piccoli, piccolissimi impianti. A fine 2012, in Italia, risultano in esercizio 478.331 impianti per una potenza di 16.420 megawatt e una produzione di 18,9 tera watt. Cifre da capogiro. Tant’è che nel solo 2012 è stato installato quanto presente in Italia alla fine del 2010: oltre 148mila impianti, per una potenza addizionale di 3.686 megawatt, pari ad un incremento del 29 per cento. Almeno un impianto è presente nel 97 per cento dei Comuni italiani (era appena l’11 per cento nel 2006) ed il 96 per cento degli impianti è collegato in bassa tensione (con una taglia media di 11 chilowatt). La maggior parte degli impianti è entrata in esercizio nel corso dell’estate scorsa, anticipando il passaggio normativo fra il quarto e il quinto Conto energia. Ad ogni modo, Confartigianato esprime soddisfazione per il decreto legge in materia di efficienza energetica varato il 31 maggio dal Consiglio dei Ministri che, oltre agli interventi sull’eco-bonus, consente di continuare ad operare a oltre 80mila installatori di impianti nel settore delle energie rinnovabili. Il Governo, infatti, ha recepito le sollecitazioni di Confartigianato ed è stato sventato il rischio che dal primo agosto si creassero 80mila “esodati”. Questo sarebbe stato il destino degli impiantisti, in base all’articolo 15 del decreto legislativo numero 28 del 2011, che tra i requisiti per poter installare impianti non prevedeva l’abilitazione oggi riconosciuta dal decreto ministeriale numero 37 del 2008 per i responsabili tecnici delle imprese impiantistiche. Grazie alla battaglia di Confartigianato, questa “discriminazione” è stata superata e il provvedimento varato dal Governo riconosce la qualificazione professionale già acquisita dagli installatori in possesso del titolo di studio della scuola dell’obbligo e dell’esperienza maturata in anni di lavoro e imposta dalla legge del 2008 per operare sugli impianti.

 

Fonte: eco dalle città

Bari, finanziato l’impianto di compostaggio. Dal biogas si produrrà energia elettrica

Il Ministero dello Sviluppo economico stanzia 11 milioni (su 18 totali) per l’impianto di digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti urbani. Grazie al recupero del biogas si produrrà energia elettrica per un megawatt l’anno. Il “digestato” infine verrà avviato alla produzione di compost di qualità

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Il progetto, predisposto dalla direzione aziendale, è stato presentato lo scorso mese di luglio, e ha ottenuto un finanziamento dal Ministero dello Sviluppo economico, nell’ambito del Programma operativo interregionale “Energie Rinnovabili e risparmio energetico” (POI Energie), di 11 milioni di euro (di cui 2,2 per impianti e 8,8 di finanziamento agevolato) a fronte di un valore complessivo dell’opera stimata in 18 milioni di euro. Sarà così realizzato un impianto di digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti urbani con recupero del biogas per la produzione di energia elettrica per un megawatt, e successivo avviamento del “digestato” alla produzione di compost di qualità. Per la sezione di digestione anaerobica è stata ipotizzata una tecnologia innovativa ad umido che assicura un minore impatto sull’ambiente circostante, una maggiore resa di conversione per il biogas e un’ottima qualità del compost prodotto. L’impianto sarà realizzato nella sede AMIU di Bari: “Grazie alla nuova struttura – commenta il presidente di AMIU Gianfranco Grandaliano – sarà possibile sviluppare pienamente il recupero della frazione umida e raggiungere percentuali di raccolta differenziata molto maggiori delle attuali, fino a oltre il 65%. La frazione umida potrà così essere utilizzata in un impianto di proprietà comunale che si avvale di tecnologie di ultima generazione e consente la produzione di energia rinnovabile e fertilizzante organico di qualità che sarà reso disponibile agli operatori agricoli locali. Per la città è un risultato molto importante ottenuto anche grazie al sostegno del sindaco e dell’assessore Giannini”. “Si tratta di una notizia che attendevamo da tempo – dichiara il sindaco di Bari Michele Emiliano – e che rientra nella strategia aziendale che dal 2004 ha consentito di attuare una serie di importanti investimenti concretizzatisi negli impianti di tritovagliatura, e biostabilizzazione, e nel potenziamento e rinnovo del parco mezzi e dei depositi aziendali. Con la realizzazione dell’impianto di compostaggio l’AMIU farà un salto di qualità nella gestione del ciclo dei rifiuti riducendo sensibilmente la quantità dei flussi da destinare in discarica. Il che significa spingere sulla raccolta differenziata dell’umido, conseguire un netto vantaggio in termini ambientali e ridurre progressivamente i costi di gestione del servizio di igiene urbana, a tutto vantaggio dei cittadini”.

Fonte: eco dalle città