Marmo, le cave cambiano il paesaggio delle Alpi Apuane

Il business del marmo arricchisce solamente le aziende, devastando il territorio montano delle Alpi Apuane

DANBY, VT - OCTOBER 25:  George Bush Jr. climbs to the top of a marble wall as he helps cut it into blocks inside the mine at the Vermont Quarries' Corporation Danby Quarry, which is located inside Dorset Mountain October 25, 2005 in Danby, Vermont. Some of the marble from the mine is used in the creation of tombstones for soldiers killed in Iraq and Afghanistan who will be buried in Arlington National Cemetery. Danby Quarry is the biggest underground marble quarry in the world, over a mile long with a footprint of twenty five acres and reaching six levels deep.  (Photo by Joe Raedle/Getty Images)

Negli ultimi vent’anni si è scavato più che nei precedenti 2000 anni di storia delle cave delle Alpi Apuane. E la Commissione tutela ambiente montano del Club Alpino Italiano lancia un grido d’allarme sostenendo che le montagne appenniniche rischiano di scomparire in nome del profitto. Secondo le stime del Cai per ogni tonnellata di marmo in blocchi estratta ne vengono distrutte dieci di montagna. Si tratta di un’attività che ogni anno mangia 4 milioni di tonnellate di montagna, circa un milione e mezzo di metri cubi. L’industria del marmo ha dato vita, nel corso degli anni, a 765 cave: 150 sono quelle ancora attive e una settantina sono inserite all’interno del Parco Regionale Alpi Apuane. Le cave vengono concesse dai comuni (Massa, Carrara, i Comuni della Versilia, della Lunigiana e della Garfagnana) e le proprietà sono concentrate in poche famiglie. Fra queste vi è anche la famiglia Bin Laden che con la sua Cpc Marble & Granite Ltd ha acquistato nel 2014 il 50% della Marmi Carrara pagando a quattro famiglie proprietarie 45 milioni di euro. Quanto guadagnano i comuni? Attualmente Carrara incassa dal marmo 15 milioni di euro che potrebbero essere molti di più se i canoni delle concessioni non fossero irrisori: nel 2012, per esempio, a fronte dei 15 milioni di guadagno del Comune di Carrara, le imprese operanti nel settore del marmo hanno guadagnato 168 milioni di euro. Al comune è dunque andato l’8,8% del guadagno complessivo. Anche i dati sull’occupazione confermano che il marmo non ha portato posti di lavoro: nella media 2009-2012 il tasso di disoccupazione complessivo è stato dell’8,8% e quello giovanile del 21,1%, mentre a Massa Carrara le percentuali hanno fatto registrare, rispettivamente, un 11,6% e un 30,5%. C’è poi l’aspetto dell’impatto ambientale della lavorazione, con i fiumi Cartara e Frigido e i loro affluenti che si tingono di bianco a causa della marmettola, la polvere di taglio, residuo della lavorazione del marmo. Per gli abitanti della zona oltre al danno la beffa: i costi della depurazione, infatti, finiscono nelle bollette degli utenti. Senza dimenticare i passaggi dei camion che fanno la spola dalle cave. AS fronte di questa situazione, il nuovo piano paesaggistico della Regione Toscana ha messo a tutela le Alpi Apuane sopra i 1200 metri. I vertici del Parco si battono contro una norma regionale che 25 anni fa ha imposto che dato un quantitativo 100 di marmo, l’80% può essere di frammenti e il 20% di blocchi. Si tratta di un’eredità del passato, di quando il marmo veniva estratto con la dinamite: con le nuove tecnologie i detriti possono essere evitati.

Fonte:  AdnKronos

© Foto Getty Images

Come pulire il pavimento in marmo, pietra e granito in modo ecologico

Scopriamo insieme le soluzioni naturali su come pulire il pavimento in marmo, pietra e granito in modo ecologico. Nell’ambito della nostra Guida alla pulizia della casa con prodotti Biologici, affrontiamo ora il tema della pulizia dei pavimenti in marmo, pietra e granitopavimento-in-marmo-400x250

Il marmo, nonostante la sua robustezza, è molto sensibile all’azione del tempo, all’usura, ai detersivi tradizionali, ed alle sostanze acide. Molte volte, le superfici in marmo acquisiscono un aspetto trascurato proprio perché vengono puliti con prodotti chimici multiuso non indicati alla loro pulizia.

Ecco dunque, vari suggerimenti per mantenere il marmo sempre lucido e uniforme.

  • La pulizia ordinaria delle superfici, non solo in marmo ma anche in granito, (di bagno, cucina, piani di lavoro ecc), deve essere fatta semplicemente con sapone di marsiglia. Passate una spugna morbida inumidita sul sapone e poi strofinate il marmo, granito o pietra. Poi basta risciacquare con panno umido. Se la superficie si presenta più sporca del solito cospargetela con bicarbonato prima di passare la spugna insaponata. Il sapone non solo sgrassa il marmo, ma gli dona lucentezza, non lo intacca ed è antibatterico.
  • La pulizia dei pavimenti in marmo, (e anche granito, e pietra naturale) evitate di usare i detersivi tradizionali per pavimenti, ma usate una miscela fatta con 3 litri di acqua, 2 cucchiai di bicarbonato, 10 cucchiai di alcol e 1 pezzettino di sapone di marsiglia sciolto nel secchio, strofinate il sapone in una spugna molto bagnata e premetela dentro al secchio, così non dovete aspettare che il sapone si sciolga. Passate questo “detersivo” sul pavimento, usando uno straccio in microfibra molto ben strizzato.
  • Se il marmo ha perso la naturale lucentezza, provate a levigarlo con la pietra pomice, una polvere abrasiva molto fina in vendita nei ferramenta. Mischiate acqua e polvere di pomice e strofinate il marmo o granito usando una spugna da cucina. Strofinate bene la superficie, insistendo sulle eventuali zone macchiate, quindi risciacquate e lavate la superficie interessata con sapone di marsiglia e risciacquate un’altra volta.
  • Se il marmo si presenta sporco, macchiato di grasso e di altre sostanze, o in cattivo stato,provate a fargli un “applicazione”. Prendete del “bianco di spagna” (un tipo di gesso), o anche del comune gesso, bagnatelo con poca acqua q.b. per fare una crema liquida e applicate su tutta la superficie da trattare. Copritela bene e lasciate in posa per 30 minuti. Poi spolverate il marmo per togliere l’eccesso di gesso, poi lavatelo con sapone di marsiglia e risciacquate, si può anche utilizzare per superfici in pietra naturale e granito.

E se cade qualcosa di acido come mi comporto?

Gli acidi sono veri nemici del marmo, sostanze come: succo di limone, aceto, succo di frutta, anticalcare, pomodoro, detersivi acidi, ecc., se rimangono a lungo sulla superficie possono corrodere la parte lucida del marmo rendendolo opaco e ruvido. Nel momento in cui una di queste60974196_1-250x187

sostanze, o qualsiasi altro acido, tocca la superficie del marmo, toglietelo subito con uno straccio e lavate la zona in questione con sapone di marsiglia e bicarbonato o anche sapone e soda solvay; si può anche mettere semplicemente un composto fatto con bicarbonato e acqua sulla parte dove è caduto l’acido. Se la macchia è preesistente, provate a levigarla con la pietra pomice, e dopo strofinate la zona macchiata del marmo o granito con una spugna insaponata in sapone di marsiglia e ricoperta di soda solvay. Strofinare per bene il marmo e risciacquarlo con uno straccio inumidito in acqua e alcol.

Cose importanti da ricordare su Come pulire il pavimento in marmo, pietra e granito in modo ecologico:

Se il pavimento è sottoposto a un forte traffico deve essere sciacquato e risciacquato giornalmente cosi da evitare il trasporto dall’esterno di materiale abrasivo, il miglior consiglio è dunque lavarlo con acqua possibilmente, per  rimuovere il quotidiano sporco, estremamente importante per garantire la bellezza di marmi e graniti. Questa semplice accortezza lo curerà nel tempo preservando per anni la sua lucentezza!

Fonte: tuttogreen.it