Una batteria antimonio-magnesio liquidi potrebbe cambiare il mondo delle energie rinnovabili

Grazie alla relativa abbondanza dei metalli usati, il costo sarà inferiore ai 500 % al kWh. Sarà possibile immagazzinare energia con un costo molto minore rispetto ai pompaggi o agli impianti a gas di back up

Come spiega Donald Sadoway nel video qui sopra, batterie giganti potrebbero risolvere il problema dell’intermittenza delle fonti rinnovabili con un costo minore di impianti termoelettrici a gas di backup o sistemi di pompaggio. Non stiamo parlando di minuscole pile per l’elettronica o di mini batterie per le auto, ma di sistemi che occupano il volume di un intero container per applicazioni di potenza. Un gruppo di ricerca del MIT sembra avere trovato la risposta giusta in termini di efficienza, durata e versatilità nelle batterie a metalli liquidi formate da tre strati: lega antimonio-magnesio /sale/magnesio, che formano tre strati separati immiscibili grazie alla loro diversa densità (1).

In condizioni operative il sistema lavora intorno ai 700°C, la temperatura è mantenuta con il calore dissipato dai processi di conversione. Come si vede dallo schema qui sotto, durante la fase di carica il magnesio dello strato inferiore cede elettroni al circuito esterno, migra in forma ionica attraverso il sale e torna metallico nello strato superiore acquisendo elettroni esterni. Durante la fase di scarica il sistema funziona all’inverso. Altri dettagli sono in questo articolo del 2010.

Una cella di 10×10 cm può immagazzinare circa 0,27 kWh di energia. Assemblate in pacchi da 24 celle e in moduli da 32 pacchi si arriva a 200 kWh. Lo storage system proposto dalla Ambri, azienda spin-off del MIT, è costituito da 10 moduli per un totale di di 2 MWh. Secondo gli sviluppatori, la batteria può rispondere come un’auto da corsa o un trattore, può cioè convogliare enromi quantità di energia in pochissimo tempo, oppure scaricarsi lentamente nell’arco di 12 ore. Il sistema potrebbe quindi rispondere ad una crescita della domanda in rete con una velocità superiore a tutti gli impianti attualmente in esercizio. La relativa abbondanza dell’ antimonio rispetto ad altri elementi chimici usati in batterie hi-tech e la completa disponibilità del magnesio, estraibile dall’acqua di mare, rendono questa batteria meno costosa di altri sistemi alternativi. L’obiettivo è di restate sotto i 500 $ per kWh, circa la metà degli attuali sistemi di potenza. I primi prototipi funzionanti verranno installati nel corso di quest’anno a Cape Cod e alle Hawaii. Se la scommessa sarà vinta, queste batterie potrebbero cambiare per sempre il mondo dell’energia rinnovabile, distribuendo l’energia quando serve ad un costo minore per l’ambiente rispetto ai sistemi attuali. Qui occorre concentrare gli investimenti, invece di sprecare miliardi di dollari per bucare il pianeta alla ricerca di petrolio di cattiva qualità.Batteria-Antimonio-Magnesio

(1) L’antimonio (Sb) fonde a 630 °C ed ha una densità in fase liquida di 6,53 g/cm³; il magnesio (Mg) fonde a a 650 °C ed è molto meno denso: 1,58 g/cm³. Lo strato inferiore è in realtà una lega liquida antimonio magnesio con una frazione molare massima di magnesio del 12% in condizioni di batteria totalmente scarica. Il sale è un composto MgCl2:NaCl:KCl (50:30:20 in fazione molare) con punto di fusione a 396 °C.

Fonte: ecoblog.it

 

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Le castagne: proprietà salutari e 5 ricette per gustarle

Le castagne sono il frutto dell’autunno e ci accompagnano fino all’inverno. Hanno moltissime proprietà salutari e sono particolarmente nutrienti2

I castagneti sono probabilmente una delle fonti di cibo più importanti che si siano avute dal Medioevo a oggi. Le castagne, infatti, sono un frutto particolarmente calorico e usato da sempre nell’alimentazione di molte popolazioni. La castanicoltura si consolida nel tempo e diviene una vera e propria forza economica all’inizio del secolo scorso quando le esportazioni delle pregiate castagne italiane raggiungono volumi interessanti. Ma come mai tanto interesse per le castagne? Perché sono ricche di carboidrati ma non hanno glutine e dunque in varie forme, lessate arrosto o come farina si prestano a fornire molte calorie. Infatti 100 gr. di castagne fresche assicurano 200 Kcal, mentre secche apportano 350Kcal, il 7-8% di fibre il 35% di zuccheri, pochi grassi 3gr., tanto potassio, magnesio, calcio, zolfo e fosforo nonché le vitamine B1, B2, PP, C. Insomma, un vero concentrato di energia.

Come si puliscono le castagne3

Pulire le castagne è semplice ma non tutti oggi sanno come si fa e dunque ecco spigato il procedimento. Se vogliamo castagne arrosto allora è necessario inciderle con un coltellino affilato sul lato piatto a forma lineare o a croce (la foto in alto ci mostra quello fatto sulle caldarroste) dopo averle tenute a mollo in acqua fredda per un paio di ore. Una volta pronte e e incise possiamo metterle sulla placca e infornarle a 250 gradi C per circa 25 minuti ricordandoci di rigirarle spesso. Se invece ci servono castagne bollite possiamo procedere così: andiamo a sbucciare le castagne senza eliminare la pellicina interna. Le mettiamo in una pentola e le copriamo di acqua aggiungendo del sale e qualche foglia di alloro. Lasciamo bollire e quando infilando una forchetta in uno dei frutti lo sentiamo morbido, allora possiamo essere sicuri che è cotto. Scoliamo avendo cura di raccogliere l’acqua perfetta per risciacquare i capelli. Infatti un antico rimedio naturale per i capelli vuole che si usi l’acqua dove sono state fatte bollire le castagne per risciacquare i capelli dopo lo shampoo per renderli più lucidi e aumentare i riflessi chiari. Una maschera rinforzante per capelli si ottiene proprio con le castagne bollite mescolate a olio di germe di grano e questo composto va massaggiato su cute della testa e capelli per circa 20 minuti. Si risciacqua poi con uno shampoo e acqua tiepida.

Infuso di foglie di castagno contro tosse e raffreddore4

Le foglie di castagno che si possono anche acquistare in erboristeria in infuso aiutano contro la tose e il raffreddore. Ne bastano 2 cucchiai da far bollire in circa mezzo litro di acqua. Il liquido poi raffreddato va bevuto a piccoli sorsi.

La ricetta del pane di castagne alla calabrese5

A dimostrazione che le castagne erano un alimento molto comune e molto usato in passato eco il pane di castagne tipico della Calabria. E’ un antichissimo prodotto perfetto per accompagnare zuppe e minestre autunnali e invernali. Si prepara mescolando 2 parti di farina di grano a una parte di farina di castagne a cui va unito lievito madre, un pizzico di zucchero e un pizzico di sale. E’ molto saporito e perfetto anche per antipasti a base di patè di olive e verdure lessate.

Le crepes di farina di castagne ovvero i necci toscani6

In Toscana le castagne sono davvero molto comuni e presenti in tantissime ricette tra cui il famoso castagnaccio. Una preparazione che merita di essere riscoperta riguarda i necci, ovvero le crepes con farina di castagne che sono per tradizione farcite con ricotta di pecora addolcita da zucchero o miele. Questi gli ingredienti necessari:

300 gr. di farina di castagne,
mezzo litro di acqua a temperatura ambiente,
un cucchiaio di olio
un pizzico di sale fino

Procedimento. In una ciotola alla farina di castagne si aggiunge il cucchiaio di olio, il pizzico di sale e l’acqua versata a filo. Si mescola fino ad avere un impasto liscio e omogeneo. Nel frattempo scalderemo su fiamma vivace un padellino per preparare le crepes. Il padellino va unto con poco olio e verseremo un mestolo di impasto facendo cuocere i necci da entrambi i lati. Si possono farcire sia con ripieno dolce come pere e cioccolato, ad esempio, sia salato con verdure di stagione.

Fonte: ecoblog

Gli ingredienti della cucina naturale: l’uva

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L’uva e la vite, rappresentano un vero patrimonio dell’umanità, specie per i paesi della zona Mediterranea, proprio come l’olio. Questa pianta ha moltissime proprietà benefiche, che ne giustificano l’importanza anche nelle culture antiche. La vite nasceva spontanea in Asia, e in tutta l’area del Mediterraneo, e presso i Greci aveva rilievo anche a livello religioso tale da essere simbolo del dio Bacco. Parliamo della Vitis vinifera, dalla quale derivano tutti i vitigni destinati alla produzione di uva da vino e da tavola. L’uva, che sia destinata a fare del vino o ad essere mangiata, contiene molti sali minerali, soprattutto potassio, importante per il benessere della muscolatura, ma anche manganese, rame, fosforo, magnesio, silicio (che fa particolarmente bene a pelle e capelli), cloro e ferro. Per quanto riguarda le vitamine, la A (betacarotene,cioé antiossidante), la B1 (presiede al corretto funzionamento dell’apparato digerente e del sistema nervoso), la B2 (combatte le malattie della pelle, degli occhi e serve per l’accrescimento) la C (rafforza le difese immunitarie, i capillari e favorisce lo sviluppo di denti e ossa) e la PP (importante contro la pellagra). Questi principi nutrizionali, uniti ai polifenoli (di cui uno degli elementi più importanti sono i flavonoidi), fanno sì che l’uva abbia effetto antiossidanteantitumorale e antivirale, in particolare grazie al revestratolo, e favorisce la risoluzione dei problemi legati alla circolazione sanguigna. Il revestratolo, infatti, combatte l’insufficienza venosa, la flebite e la fragilità capillare, rafforza le pareti dei vasi sanguigni, ne favorisce la contrazione e quindi la risalita del sangue dagli arti inferiori al cuore. Sul fronte del vino, va anche detto che diverse ricerche scientifiche hanno chiarito che pochi bicchieri bevuti al pasto non sono dannosi. Anzi, migliorano la stabilità del plasma e contribuiscono alla diminuzione dell’LDL (lipoproteine a bassa densità conosciute anche come colesterolo cattivo) e all’aumento dell’HDL (lipoproteine ad alta densità conosciute anche come colesterolo buono), sempre grazie ai polifenoli. A beneficiare delle virtù benefiche dell’uva è anche la circolazione dell’occhio, poiché svolge azione astringente e previene le emorragie. A livello fitoterapico l’uva è utilizzata per numerosi problemi – oltre alla flebite – per le vene varicose, le gambe pesanti, la couperose, i disturbi della menopausa e quelli emorroidali. Per la bellezza della pelle l’uva è importantissima perché i sali minerali, le vitamine ed i polifenoli che contiene, aiutano sul fronte dell’azione antinvecchiamento, contrastano i radicali liberi e la formazione delle rughe, favoriscono la produzione di collagene ed il rinnovo dell’epidermide. Non ultimo hanno un’azione depigmentante sulle macchie scure. Introdurre l’uva nei pasti quotidiani è una saggia idea, perché tra i tanti pregi è rimineralizzante, lassativa e diuretica. In settembre, poi, i nostri nonni parlavano della famosa ‘cura dell’uva’. Attenzione a non esagerare, però, se si deve tenere la bilancia sotto controllo oppure se si soffre di diabete perché è molto zuccherina. Su 100 gr di uva fresca il potere calorico è pari a 61 kcal.

Fonte: tuttogreen

Gli ingredienti della cucina naturale: l’anguria

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L’anguria (conosciuta anche come cocomero) è uno dei frutti dissetanti per eccellenza. Chi di voi nelle torride giornate d’estate non ne hai mai addentato una bella fetta? E’ infatti ricchissima di acqua, appartiene alla famiglia delle cucurbitacee, come la zucca e il cetriolo. Il suo nome scientifico è citrullus vulgaris e la sua origine è antica. Proviene dall’Africa e le prime testimonianze della presenza dell’anguria si ritrovano già nell’Antico Egitto, perché gli Egizi collocavano le angurie nelle tombe dei Faraoni affinché se ne cibassero nella vita ultraterrena. E’ un frutto sicuramente gradito a chi ha problemi di peso perché ha pochissime calorie e zero grassi. Largo all’uso delle angurie nelle diete dimagranti, perché sazia, facilita la diuresi e la disintossicazione dell’organismo. E per questo è utile anche per combattere la cellulite. Dal punto di vista nutrizionale le angurie sono ricche di vitamina A, C e B6, quest’ultima molto importante per la salute del sistema immunitario e per il funzionamento del sistema nervoso. Mentre i sali minerali maggiormente presenti sono fosforo, magnesio ma soprattutto  potassio. Questo frutto estivo quindi, aiuta l’organismo nelle situazioni di stanchezza e spossatezza. Non meno importanti sono le proprietà antiossidanti poiché contiene carotenoidi, soprattutto il licopene (presente anche nei pomodori), che sono naturali antitumorali e antinvecchiamento.cocomero

Sono tantissimi i modi per consumare l’anguria, dalla classica fetta da morsicare ben fredda alle macedonie  al frullato con l’aggiunta di menta fresca. Noi ne suggeriamo due, completamente diversi l’uno dall’altro. La prima proposta è la ricetta dell’anguria in insalata, per consumare questo frutto in modo salato. Ecco gli ingredienti:

  • 300 gr di insalata verde mista
  • 400 gr di polpa di anguria
  • 100 gr di peperone
  • 200 gr di pomodori
  • basilico

Preparazione. Tagliate le verdure a striscioline e mescolatele in una insalatiera con l’insalata. A parte preparate una vinaigrette con le foglie fresche di basilico, sale, olio e aceto nelle quantità desiderate. Condite l’insalata e servite. L’altra idea riguarda l’anguria al cognac, e qui siamo nel regno delle consumazioni dolci. Vi occorrono questi pochi ingredienti:

  • anguria media
  • 4 cucchiai di zucchero di canna
  • 3 bicchierini di cognac

Preparazione. Tagliate l’anguria a metà e poi scavatene la polpa con l’aiuto di un cucchiaio da gelato, avendo cura di eliminare i semi. Mettete le palline d’anguria in un recipiente e distribuitevi sopra lo zucchero. Spruzzate  il cognac e trasferite il tutto all’interno dell’anguria scavata per bene fino alla parte bianca. Si può decorare il bordo scolpendo un orlo a zigzag. Riponete in frigorifero per almeno 2 prima di servire.

Fonte: tuttogreen

Gli ingredienti della cucina naturale: le susine e le prugne

Tra i vari frutti estivi un posto di riguardo va alle susine e alle prugne, anche se molti le confondono prendendole per la stessa cosa. Le susine sono i frutti della Prunus domestica mentre le prugne del Prunus salicina. Il primo è detto susino europeo mentre il secondo susino cino-giapponese. Si tratta di due varietà distinte per colore e forma che però hanno le stesse proprietà, perché appartengono alla famiglia delle Rosacee, sono originarie dell’Oriente e giunsero in Europa in seguito alle Crociate. Entrambi i frutti hanno molte varietà, che differiscono principalmente per il colore che va dal giallo, al rosso e al viola, e per la forma, in alcune varietà più tonda in altre più ovale. In Giappone sono diffuse le prugne umeboshi, una varietà molto apprezzata anche nella cucina macrobiotica, che si utilizzano come accompagnamento del riso, per via del loro sapore acido ed estremamente salato. sour and salty. Possono essere gustate persino prima del the verde matcha perché sembra che preparino il palato ad accoglierne il sapore simile all’erba. La susina ha un sapore acidulo per la presenza di acido malico. La prugna è invece più dolce. Comunque sia, in generale si tratta di un frutto dalle notevoli proprietà antiossidanti, questo secondo i risultati di uno studio condotto negli Stati Uniti, pertanto il consumo di susine aiuta a combattere l’invecchiamento e i radicali liberi perché abbondano in polifenoli, e non sono da meno dei più decantati mirtilli neri. Entrambi i frutti si consumano freschi ma le prugne si possono anche essiccare anche se il loro contenuto calorico e zuccherino aumenta notevolmente. Entrambe hanno proprietà lassative dovute alla presenza della difenil-isatina e di tante fibre. I benefici non sono solo per l’intestino ma anche per il sangue poiché viene facilitata l’eliminazione del colesterolo ‘cattivo’, il famigerato colesterolo LDL. Inoltre, l’elevata concentrazione di potassio fa sì che susine e prugne siano anche diuretiche e utili a combattere la ritenzione idrica. Dal punto di vista nutrizionale questi due frutti, oltre al potassio, contengono anche calcio, fosforo e magnesio, vitamina A, B1, B2, C, quest’ultima aiuta l’assorbimento del ferro, rinforza le difese dell’organismo, è antibatterica e antivirale.ricetta-prugne

Per tutte queste ragioni è bene approfittare della stagione estiva per gustare questi frutti, senza esagerare per evitare un eccessivo effetto lassativo,da giugno a settembre possiamo approfittare di tutte le diverse varietà che giungono a maturazione, mentre per il resto dell’anno abbiamo a disposizione quelle secche, altrettanto benefiche, solo un po’ più caloriche. Un lassativo naturale, da utilizzare in caso di reale necessitò, è dato dal decotto di prugne che si fa molto mettendo in un pentolino 5-6 prugne secche, aggiungendo acqua quanto basta per ricoprirle e portando a ebollizione per una decina di minuti. Si lascia raffreddate un pochino, quindi si mangiano le prugne bollite e si beve il decotto. In cucina le prugne e le susine sono perfette per i dolci come farcitura o decorazione e nelle marmellate, ma si accompagnano altrettanto bene nei piatti salati a base di carne e salumi. Il piatto più famoso forse è l’arrosto natalizio alla frutta secca. Un’altra cosa che si può fare a casa con le prugne, ma non solo, è essiccarle. Vengono perfette se si possiede un essiccatore anche se il forno, tenuto bassissimo e con lo sportello aperto, per 3-4 ore, farà un lavoro altrettanto egregio. Si potranno gustare così per tutto l’inverno frutti e verdure dell’estate. Una ricetta insolita per usare le prugne come antipasto sono i rotolini di speck e prugne secche. Fate rinvenire le prugne secche nell’acqua tiepida per 15 minuti,e sgocciolate e arrotolate attorno ad ogni prugna una fettina di speck. Infilzate uno stecchino per fermare il tutto.

Un’altra cosa che si può fare a casa con le prugne, ma non solo, è essiccarle. Vengono perfette se si possiede un essiccatore anche se il forno, tenuto bassissimo e con lo sportello aperto, per 3-4 ore, farà un lavoro altrettanto egregio. Si potranno gustare così per tutto l’inverno frutti e verdure dell’estate.

Fonte: tuttogreen

 

Gli ingredienti della cucina naturale: il melone

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Uno dei frutti più consumati in estate è il melone. Forse non tutti sanno che appartiene alla famiglia delle cucurbitacee, come la zucca e lo zucchino, e come queste verdure ha la caratteristica di essere coltivato in modo da svilupparsi disteso lungo il terreno e, meno frequentemente, come rampicante. La pianta prende il nome scientifico di cucumis melo, mentre i frutti, quelli che chiamiamo normalmente meloni, hanno il nome di peponidi. Originariamente proviene dall’Asia, nell’area del Mediterraneo si è diffuso grazie al popolo Egizio, attualmente la Cina è il più forte produttore di questo frutto, mentre in Europa è coltivato soprattutto in Spagna, Romania, Italia e Francia. Il largo consumo di questo frutto è giustificato dal suo notevole potere nutrizionale, infatti esso è ricco di vitamina A, il betacarotene, importante antiossidante e antinvecchiamento, alleato anche della tintarella poiché stimola la melanina. Possiede anche buone dosi di vitamina C e di vitamine del gruppo B, in particolare la B6, che aiuta l’equilibrio del sistema nervoso. Contiene molto ferro, fosforo, magnesio e potassio, quindi è un efficace rimineralizzante, che fa bene soprattutto alle ossa e ai denti. Poiché nel melone vi è molta acqua, circa il 92% del contenuto, aiuta a idratare e a dissetare il corpo specie in estate, oltre a facilitare la diuresi e la disintossicazione, mentre la presenza di fibra ne fa un naturale lassativo. Chi soffre di sovrappeso non avrà problemi a mangiare questo frutto poiché è poco calorico e contiene pochi zuccheri, la sola controindicazione è di evitare di consumarne in eccesso in quanto può sovraccaricare lo stomaco e affaticare la digestione, per la stessa ragione è opportuno, quando si mangia il melone, anche moderare l’assunzione di liquidi.macedonia-melone-anguria1-e1371078805351

Macedonia di melone, anguria e menta

Il melone può essere consumato in tanti modi diversi e, oltre all’intramontabile re delle tavole estive, il prosciutto e melone, noi vi proponiamo due ricette.

Macedonia di melone e anguria alla menta.  Ingredienti: 1 melone,1/2 anguria, 1 cucchiaino di zucchero, 1 limone, 1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato, 2 cucchiaini di pistacchi tritati, foglioline di menta fresca. Tagliate a cubetti oppure a palline la polpa dei due frutti. A parte raccogliete il loro liquido, aggiungete il succo di limone, lo zucchero, lo zenzero e le foglioline di menta.  Versate in coppette individuali, condite con lo sciroppo e guarnite con i pistacchi.

Spiedini di melone con feta e rucola. Ingredienti: 1 melone, 15 gr di rucola, 300 gr feta. Tagliate il melone a metà, eliminate i semi e con uno scavino fate delle palline, quindi tagliate la feta a piccoli cubetti e montate gli spiedini sugli stecchini, alternando palline di melone, foglie di rucola e cubetti di feta.

Vi auguriamo un’estate rinfrescata da questo frutto gustoso.

Fonte: tuttogreen

Scopriamo le proprietà del magnesio

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È lo scarto del sale, ma è indispensabile per l’attività di oltre 300 enzimi e svolge un ruolo fondamentale praticamente su quasi tutti gli apparati del corpo umano. Non a caso, da chi ne conosce le potenzialità, è considerato la panacea di molti mali. È facilmente assimilabile ed economico. Ma soprattutto funziona. È l’unico fra i Sali di magnesio ad aver dimostrato la sua efficacia nella terapia delle malattie infettive, grazie all’effetto stimolante sui globuli bianchi e in generale su tutto il sistema immunitario. Il Cloruro di Magnesio aiuta a curare “epilessie, distrofie, sclerosi, poliomielite, tumori, asma, bronchite cronica, broncopolmonite, enfisema polmonare, influenza, pertosse, raucedine, affezioni dell’apparato gastrointestinale, malattie cervicali, tensioni neuro muscolari, artriti, sciatiche, dolori ai muscoli, calcificazioni, osteoporosi, depressioni, ansie, paure, mali di testa, febbri, fuoco di sant’Antonio, orticarie, tetano (anche quando il paziente è già rigido), morsi di vipera (lavare anche la ferita), rabbia, parotite, scarlattina, rosolia, morbillo e le altre malattie dell’infanzia”. Come ogni scoperta, anche questa parte da un evento pressoché fortuito: nel 1915 il professor Pierre Delbet, utilizzando una soluzione di cloruro di magnesio per il lavaggio delle ferite, si rese conto di come questa non solo non danneggiasse i tessuti, cosa che – invece – accadeva con gli altri antisettici, ma addirittura facilitasse la guarigione della ferita stessa. Delbet scoprì inoltre come l’uso del cloruro di magnesio scongiurasse pericolose complicazioni, quali le sovra infezioni batteriche frequenti all’epoca, grazie all’azione di stimolo sull’attività dei globuli bianchi. Il successivo e importantissimo passo fu scoprire che l’azione di stimolo non era limitata ai globuli bianchi, bensì agisse su tutte le cellule dell’organismo, allargando lo spettro oltre i meccanismi di difesa. La sperimentazione proseguì somministrando la soluzione anche per via orale, riscontrando – nella maggior parte dei pazienti – il manifestarsi di una sensazione di benessere generale, energia, una maggiore resistenza alla fatica e una maggior stabilità emotiva. All’epoca, le molte persone che cominciarono ad assumere la soluzione di cloruro di magnesio in qualità di “tonico”, con conseguenze inaspettate sull’organismo, informarono prontamente il professore. In poco tempo, grazie alle testimonianze dei pazienti, Delbet si ritrovò tra le mani gli effetti della sua “scoperta”. Il cloruro di magnesio aveva fatto scomparire completamente disturbi dell’apparato digerente come coliti, colecistiti e angiocoliti, aveva migliorato in modo esponenziale affezioni del sistema nervoso quali il tremore senile, il morbo di Parkinson, i crampi muscolari. Ancora, effetti sorprendenti erano stati riscontrati nella cura della pelle: acne giovanile, eczema, psoriasi, verruche, geloni, prurito. Infine, Delbet fu in grado di dimostrare come il cloruro di magnesio potesse migliorare lo stato di unghie e capelli, di diverse patologie legate allo stato allergico come il raffreddore da fieno, l’orticaria, i pruriti di vario genere fino ad arrivare alle emorroidi e all’edema di Quincke. La sua sperimentazione si allargò a tal punto da testare il cloruro di magnesio localmente, sotto forma di pomata: l’effetto non raggiunse il 100% voluto, ma l’applicazione permise di far inscurire buona parte di capelli e barbe sbiancate da anni, o di scolorire le macchie cutanee della “vecchiaia”. Nelle sue ricerche, Pierre Delbet fu coadiuvato dal Dottor Neveu, ma i benefici del Cloruro di Magnesio hanno interessato parecchi medici e ricercatori, tra cui l’italiano Raul Vergini. Se gli alchimisti assegnavano la denominazione di Panacea Universale al chermes, minerale ritenuto capace, oltre che di guarire ogni male, anche di prolungare indefinitamente la vita, a questo punto anche il Cloruro di Magnesio potrebbe arrogarsi, senza tema di smentita, lo stesso titolo. La cosa incredibile è come la carenza di Magnesio sia sempre stata ignorata dai medici come possibile causa di almeno una buona parte dei disturbi che affliggono l’essere umano. Il Magnesio è un elemento essenziale presente in tutti gli organismi, indispensabile per lo svolgimento di numerose reazioni enzimatiche. L’organismo umano ne contiene circa 25 grammi, localizzati per lo più nelle ossa, nei muscoli, nel cervello e in altri organi come fegato, reni e testicoli. Il Magnesio ha la capacità di produrre l’equilibrio minerale necessario agli organi per l’espletamento delle loro funzioni, come per esempio i reni, alimenta l’acido urico nelle artrosi, ha potere decalcificante fino alle più sottili membrane nelle articolazioni, nelle sclerosi e nelle sclerosi calcificate, quindi è un valido aiuto per prevenire gli infarti poiché purifica il sangue. Rinvigorisce anche il cervello: diversi studi attestano la sua validità nel mantenerne la gioventù, fino alla vecchiaia. Malgrado tutto ciò, Il Magnesio è – tra tutti gli elementi – il meno somministrato. La sua importanza è stata, e ancora oggi continua a essere dai più, sottovalutata. Se è stato dimostrato come, con l’uso del Magnesio, aumenti anche la conta dei globuli bianchi perché questo effetto, che porta il nome di citofilassi, continua a essere ufficialmente trascurato? Come dire che per l’essere umano non sia importante avere la possibilità di aumentare il proprio tono immunitario. Secondo Padre Beno J. Schorr, professore di fisica, chimica e biologia al Collegio di Santa Caterina “Il Magnesio elimina il calcio dai punti indebiti e lo fissa solidamente alle ossa. Dopo i 40 anni l’organismo assorbe sempre meno magnesio, producendo vecchiaia e dolori perciò deve essere preso secondo l’età. Dai 40 ai 55 anni: mezza dose (una dose = una tazzina da caffè). Dai 55 anni ai 70: una dose al mattino. Dai 70 ai 100 anni: una dose al mattino ed una alla sera”. (1985). È del 1932 la ricerca di Schrunipf-Pierron: la dieta abituale delle popolazioni rurali dell’Egitto forniva quasi due grammi di Magnesio al giorno. Risultato? Tra i contadini egiziani l’incidenza del cancro era 10 volte inferiore a quella delle popolazioni di Europa e USA, mentre quella del cancro allo stomaco addirittura 50 volte minore. Non a caso, anche Delbet orientò la sua ricerca anche in quest’ambito. Nel quotidiano, Schrunipf-Pierron osservò come i contadini egiziani non soffrissero di raffreddori, influenze, polmoniti e pleuriti. Le loro donne partorivano con estrema facilità, mentre gli anziani conservavano un’ “andatura elegante e armoniosa anche in età molto avanzata”. Sia chiaro, il Cloruro di Magnesio non è una medicina, bensì un alimento che non ha controindicazioni ma soprattutto è compatibile con qualsiasi cura farmacologica in corso. Ha comunque una peculiarità non indifferente: prenderne una dose per un dolore soltanto fa sì che eventuali altri dolori guariscano comunque, perché il sale mette in ordine tutto il corpo. Dove trovare Il Magnesio? Presto detto: nei cereali integrali, la soia, i fagioli, i vegetali in genere (se coltivati con metodo biologico), i frutti di mare, cioccolata e cacao. Essendo un prodotto di scarto del sale, va da sé che anche il sale marino sia ricco di Magnesio. Peccato però che l’impiego di concimazioni minerali e il raffinamento dei cibi portino alla quasi totale perdita di magnesio. La stessa cottura può portare a un impoverimento dello stesso fino al 70%. Come scoprire se si è carenti di Magnesio? Molto spesso i sintomi passano per ansia, ipereccitabilità muscolare, cefalea, vertigini, insonnia, asma, alterazioni del ritmo cardiaco, stanchezza eccessiva, disturbi del ciclo mestruale. Dire che si sarà immuni da tutte le malattie è impossibile, ma sapere che c’è la possibilità di attenuare i dolori e il decadimento del corpo, è già una ragione importante per cominciare ad assumerlo. Anche perché il corpo, nella sua grande intelligenza fisiologica, elimina l’eventuale eccesso da solo. Al massimo, pulirete l’intestino. Che male non fa. Per quanto mi riguarda, devo ringraziare un erborista che, anni fa, mi ha letteralmente “rimessa al mondo” consigliandomi il Cloruro di Magnesio. La pigrizia a volte prende il sopravvento e io stessa, pur consigliandolo a tutti, dimentico di assumerlo. E gli effetti si vedono. Per quanto mi riguarda, uso il Magnesio Supremo, scelto dopo aver letto il libretto accompagnatorio. Iniziato con il pensiero che comunque male non faceva, ho visto sparire in poco più di una settimana un dolore alla schiena che credevo cronico, e non solo. Potete trovare questo prodotto nelle farmacie più lungimiranti, nelle erboristerie, o ordinarlo online. Francamente dove lo acquistiate non ha importanza. Posso solo dirvi che mi ha aiutata, tanto. Così ho pensato fosse giusto e doveroso, da parte mia, mettervi a parte del mio “piccolo segreto”.

Buona vita

Cristina Colombera

Nella mia ricerca, ho avuto modo di leggere parecchie testimonianze. Tra tutte, ho scelto questa: “Rientrato a Florianopolis, presi una dose di Cloruro di Magnesio tutte le mattine. Tre giorni più tardi, presi una dose al mattino e una alla sera. Al ventesimo giorno mi svegliai non più rannicchiato, ma disteso nel letto e senza dolori. Se camminavo, il dolore era ancora presente. Al trentesimo giorno mi alzai sbalordito: non mi faceva male più niente. Al quarantesimo giorno camminai per tutta la giornata sentendo appena un leggero peso alla gamba. Sono ormai trascorsi dieci mesi, mi sento agile e mi piego quasi come un serpente perché il Magnesio porta via il calcio dai punti indebiti e lo fissa solidamente alle ossa. Le mie pulsazioni, che prima erano inferiori ai 40 battiti, sono ritornate normali. Il mio sistema nervoso è ristabilito e molto più lucido. Il sangue, decalcificato, è fluido. Le frequenti fitte acute al fegato sono scomparse. Molti chiedono cosa mi stia succedendo poiché, a giudicare dall’aspetto, sembro ringiovanito. Infatti, ho riacquistato la gioia di vivere. Con questa cura centinaia di persone, dopo anni di sofferenze per dolori vertebrali, artrosi, acidi urici e altro, sono guarite al Collegio di Santa Caterina”.

 

Magnesium, The Nutrient That Could Change Your Life.

Fonte: ilgiornaledellebuonenotizie.it

Tratto da: http://www.ecplanet.com/node/3880

http://pianetablunews.wordpress.com/

La Cura dell’Aglio: un rimedio naturale dalle proprietà benefiche

 

Aglio: rimedio naturale della medicina popolare. E’ utilizzato in naturopatia per le sue molteplici proprietà benefiche e curative. Antibiotico, rinforza il sistema immunitario ci protegge dai metalli pesanti e rende la pelle più bella.aglio

Che cosa contiene l’aglio: I principi attivi  e il bene noto fiato.

Chi non ha mai fatto caso al fiato maleodorante che ci viene dopo aver mangiato aglio soprattutto se fresco? Dobbiamo ringraziare il suo più noto principio attivo: l’allicina che a seguito di processi enzimatici viene trasformata in allina. L’allicina è un composto solforato che contiene zolfo, ogni processo digestivo , o anche di semplice maneggiamento all’ aria libera questi composti volatili.  Il processo di eliminazione è aereo tramite la respirazione e per via polmonare. Ecco spiegato il ben noto alito . Non è certo quindi un caso che nel Louis Pasteur nel lontano  1859 ebbe modo di verificarne l’ efficacia nella cura contro la malattia del tifo che guarda caso colpisce proprio le vie respiratorie ed i polmoni. L’aglio è un antibiotico con una notevole azione inibente su molti ceppi batterici. In passato proprio per questa sua proprietà, era utilizzato versandone direttamente il succo fresco su ferite. I principi attivi farmacologici dell’aglio sono molti tra cui i più conosciuti e studiati sono l’alliina e la garlicina. Indicativa anche la presenza  di minerali e vitamine: potassio, magnesio, calcio, manganese, selenio, Vitamina C (solo nell’aglio fresco), Vitamina A b1 b2 e PP.  Sono presenti anche altre sostanze tra cui alcaloidi enzimi e fitosteroli, di cui vedremo l’ utilità a breve .

Le proprietà curative dell’aglio: sistema immunitario e cardiocircolatorio

Le proprietà benefiche e curative dell’aglio sono molte . L’aglio rinforza il sistema immunitario grazie alla presenza del Selenio e alla sua azione anti battericida e vermicida. L’ eliminazione dell’ alliina favorisce l’ espettorazione. Possiede inoltre la  capacità di abbassare la pressione sanguigna esprimendo un‘azione antiipertensiva. I benefici non finiscono ancora: è stata verificata azione benefica nell’abbassare il tasso di colesterolo  nel proteggerci dall’ aterosclerosi. L’aglio ha anche proprietà anticoagulante prevenendo l’ aggregazione piastrinica causa di trombi.

Aglio un rimedio naturale per flora batterica intestinale

Tutti gli antibiotici di sintesi hanno una caratteristica comune: a livello intestinale uccidono tutti i batteri, sia quelli dannosi che quelli utili al nostro organismo ( e sistema immunitario!) Un antico rimedio naturale, usato da secoli come l’aglio, in questo senso sa fare meglio: si occupa solo dei batteri patogeni e riesce addirittura a favorire la crescita dei saprofiti (i batteri utili) . Per questo motivo è raccomandato anche da molti naturopati proprio in casi di disbiosi intestinale a seguito di cure antibiotiche.

Aglio e proprietà antitumorali

Molti medici, naturopati e ricercatori ne sono convinti: l’ aglio può essere usato anche nel trattamento di alcuni tumori. A fare ben sperare sono proprio alcuni risultati su test condotti su animali in cui si è potuto verificare che l’aglio fresco e intero ( quindi non alterato da manipolazioni o da cottura) inibisce la crescita tumorale. L’ aglio è anche attivo contro l’Helicobacter pylori un batterio responsabile di causare ulcere gastriche e di alcune forme tumorali dello stomaco.

Aglio un rimedio anche per la chelazione dei metalli tossici?

Il problema della diffusione incontrollata dei metalli tossici minaccia sempre più la nostra salute. I metalli pesanti colpiscono in particolar modo il sistema nervoso, i polmoni reni e fegato.  Da naturopata non posso che consigliarvi di aumentare l’utilizzo di aglio fresco nella vostra dieta.  Il motivo è presto spiegato: i composti solforati che contiene l’ aglio si legano stabilmente con il piombo il cadmio ed il mercurio presente nel nostro organismo, permettendone l’ eliminazione.

L’aglio ti fa anche più bello: Dona bellezza alla pelle e rinforza i capelli.

Avete mai sentito parlare dell’inositolo? L’inositolo è semplicemente il nome tecnico della  Vitamina B 7. Tra le molte funzioni della B7 è proprio la crescita dei capelli. L’aglio contiene una sostanza chiamata acido Fitinico. Quest’acido in parte si lega le sostanze minerali permettendo quindi l’ utilizzo dei numerosi minerali e oligoelementi che contiene e in parte è  trasformarsi in inositolo.

Dosaggi dell’ aglio fresco

Ma quanto aglio serve al nostro benessere? Qualunque sia lo scopo per cui lo assumete , la prima regola da rispettare è la costanza. Se lo scopo è di tipo preventivo o come tonico generale, sono sufficienti 2-3 spicchi al giorno. Se volete bloccare una fastidiosa diarrea, i dosaggi aumentano: da 5 a 10 spicchi consumati durante l’arco dell’ intera giornata. Non eccedere nei dosaggi in unica somministrazione: l’aglio può irritare lo stomaco.

Ricetta per tintura madre d’aglio

L’aglio può essere usato anche sotto forma di tintura madre. Potete prepararvela tranquillamente da voi: la ricetta per la preparazione è semplice: bastano 400 g di aglio fresco, 250 g di alcol (va bene anche la grappa).

Preparazione della tintura d’aglio: spremere l’aglio senza usare strumenti metallici, unirlo con l’alcol in un contenitore chiuso e lasciatelo riposare almeno 2 settimane. Filtrare e lasciare riposare per un’altra settimana. Dosaggi: 15 gg 3 volte al giorno.

Se volete provare il succo fresco su piccole ferite o punture d’insetti, la preparazione casalinga prevede l’ uso di spicchi d’aglio freschi pestati sino a produrre un liquido che andrà diluito dieci a uno e aggiunto ad una soluzione di acqua e alcol al 30 %. Va conservato in luogo fresco e buio e può durare alcuni mesi.

Gli integratori a base di aglio

Sono molti e spesso mischiati con altri rimedi fitoterapici in base alla destinazione d’uso. Per quanto riguarda l’aglio, controllate le percentuali di allina o allicina. Può differire molto da un integratore all’altro.

Utilizzo pratico, Precauzioni e Controindicazioni dell’ Aglio.

La forma erboristica più efficace è l’aglio fresco intero. La cottura e le alterazioni diminuiscono la sua efficacia come antibiotico. Se usato con moderazione a bassi dosaggi, non ha particolari controindicazioni se non una personale ipersensibilità che può portare a fenomeni allergici. In tal caso sospendere l’assunzione.  Prestare attenzione in caso di persone che soffrano di problemi all’apparato gastrico: gastrite esofagite, reflusso esofageo e ulcera. Un eccesso di aglio può aumentare le secrezioni di acido cloridrico. Si raccomanda di mangiarlo in piccole dosi frazionate durante le giornate allo scopo di non irritare le stomaco.

Fonte: naturopataonline