– Luce + Stelle, ecco come è andata la due giorni torinese sull’inquinamento luminoso

La due giorni è iniziata giovedì 12 febbraio, presso l’Osservatorio Astrofisico di Torino con l’osservazione del cielo che sovrasta la metropoli piemontese, ed è proseguita venerdì 13 con un convegno a Palazzo Lascaris, dove si è parlato di ricerca astronomica, astroarcheologia, ottica, per poi concentrarsi sul problema dell’inquinamento luminoso381934

 

Il 2015 è stato proclamato dall’Assemblea Generale del Nazioni Unite come “Anno Internazionale della Luce e delle tecnologie basate sulla Luce” e Enti di Ricerca come l’Istituto Italiano di Astrofisica, la Società Astronomica Italiana, l’Unione Internazionale Astronomica, Pro Natura e il Consiglio regionale del Piemonte si preparano affinché il2015 sia anche l’anno del buio. Non è una provocazione ma una necessità dettata dall’inquinamento luminoso.
La due giorni è iniziata, nella serata di giovedì 12 febbraio, presso l’Osservatorio Astrofisico di Torino con l’osservazione del cielo che sovrasta la metropoli piemontese, con una lezione dell’astronomo Walter Ferreri dal nome “costellazioni e mito”, dove all’interno del planetario INFINI.TO è stato mostrato lo spettacolo della volta celeste e le costellazioni che la compongono con i relativi miti e leggende ad esse associati. Uno spettacolo che ha lasciato il pubblico meravigliato, seguito dall’osservazione guidata dall’astronomo ricercatore Claudio Benna che ha mostrato, nella cupola Morais, il pianeta Giove con uno dei più potenti telescopi italiani, descrivendo i danni che l’inquinamento luminoso sta provocando alla ricerca e alla sopravvivenza stessa di strutture come l’Osservatorio di Pino Torinese, perché se non è possibile vedere le stelle è quasi impossibile fare ricerca e non resta che concentrarsi sulla didattica.
La presentazione del Progetto Meno Luce Più Stelle, è continuata venerdì 13 con un convegno presso l’Aula Consiliare di Palazzo Lascaris, dove esperti si sono susseguiti con relazioni sulla luce sotto differenti aspetti scientifici, dall’astroarcheologia di Guido Cossard, alla ricerca astonomica pura di Marco Delbò, passando per l’ottica di Luca Zangrilli e subito il problema dell’inquinamento luminoso è stato al centro del dibattito. La relazione di Pero Bianucci, scrittore e giornalista scientifico, che partendo dal dato oggettivo che la Via Lattea è scomparsa dalla nostra vista, affronta a tutto tondo il problema dell’inquinamento luminoso, spronando la classe politica a fare di più, a osare senza farsi condizionare dagli intrecci economici tra Comuni, municipalizzate, aziende produttrici di energia e contratti pluridecennali che penalizzano le scelte intelligenti e proiettate al futuro a discapito del mero denaro.
Quasi il 100% delle popolazioni dei paesi più sviluppati vive sotto cieli illuminati da luce sprecata, circa il 70% della popolazione italiana non ha mai visto la Via Lattea e molte delle stelle che hanno permesso, grazie al loro studio, enormi progressi scientifici all’umanità non sono più osservabili dalle nostre città e questa non è solo una perdita per la ricerca scientifica ma sopratutto una perdita per tutta la collettività. Infatti l’inquinamento luminoso incide sui comportamenti di molte specie animali, insetti e vegetali, i cui effetti a cascata si riflettono sulle attività umane e sull’economia in generale, senza dimenticare gli effetti sul ritmo circadiano dell’uomo, i cui disturbi comportano una serie di patologie che condizionano fortemente la vita dell’uomo. come la relazione Maria Luisa Rastello
Se osserviamo l’immagine notturna della nostra penisola da un satellite, possiamo rimanere meravigliati dalla bellezza dell’immagine ma subito risulta evidente quanto tutta quella luce che si riflette verso l’universo sia inutile. Ogni anno i Comuni italiani spendono 1,6 miliardi di euro in energia e manutenzione degli impianti e si stima che si potrebbe risparmiare il 35% solamente indirizzando la luce emessa nella direzione giusta. Se consideriamo che solo la Città di Torino con oltre 96mila punti luce di illuminazione pubblica, sopporta una spesa annua di circa 10 milioni di euro per la manutenzione e 14 milioni per consumo di elettricità è facile capire quanto si potrebbe risparmiare.
Durante il convegno si è anche discusso di quali possano essere le strategie da mettere in campo per ridurre o arginare il fenomeno dell’inquinamento luminoso. Oltre alla proposta di modifica dell’attuale Legge Regionale sull’inquinamento luminoso vigente in Piemonte, che è stata già presentata ed è in attesa di discussione, ma che a detta degli esperti non rispecchia la rivoluzione sperata, si è discusso delle potenzialità delle luci a LED. I vantaggi di una illuminazione a led, oltre a quello economico dovuto al risparmio nei consumi elettrici, sono da ricercare nella possibilità di direzionare il fascio luminoso emesso da queste lampadine, che permette di ridurre drasticamente la quantità di luce dispera nell’ambiente, e se a questa si aggiungono le possibilità che offre l’IOT, l’internet delle cose, i risparmi in termini di inquinamento luminoso possono essere notevoli, come ha mostrato la relazione di Gian Luca Matteucci della CSP – Innovazione nelle ICT. Ma la tecnologia LED, quella attuale, pone gli studiosi ad un bivio. Infatti i soldi risparmiati potrebbero trasformarsi in una illuminazione più aggressiva, in quanto le lampade a LED spostano lo spettro della luce emessa, quella che a noi appare bianca tendente all’azzurro, al limite degli ultravioletti con tutti i danni che provoca alla retina, specialmente in quella dei bambini.  Per dovere di cronaca l’obiettivo del convegno era quello di offrire un momento di riflessione tra gli specialisti, gli amministratori locali e la cittadinanza per far nascere in Piemonte il“Parco del cielo” cioè individuare e quindi proteggere dall’inquinamento luminoso alcune aree dove il cielo è abbastanza buio da permettere ricerche astronomiche e eventi dedicati all’osservazione e alla divulgazione con vantaggi all’economia e il turismo naturalistico. Inoltre per sensibilizzare il Consiglio Regionale del Piemonte su questa tematica, l’International Astronomical Union, e l’Istituto Nazionale di Astrofisica hanno intitolato una cometa, scoperta da Ferreri, col nome di Palazzoascaris consegnando l’attestato al Presidente del Consiglio Regionale Mauro Laus.. I lavori del convegno sono iniziati con l’intervento di Maria Paola Azzario Chiesa (Presidente del Centro UNESCO di Torino e della Federazione Nazionale dei Centri e Club UNESCO) che ha sottolineato l’impegno dell’UNESCO nell’anno della luce. Il periodo che stiamo attraversando è decisivo per la difesa del cielo notturno, almeno ciò che resta.
Il futuro è dei LED, diodi a emissione luminosa, che stanno rinnovando l’illuminazione domestica e quella pubblica con forti risparmi di energia e nelle spese di manutenzione. Oggi in Italia il consumo annuo per l’illuminazione pubblica è di 107 kW/h per abitante. Con il passaggio ai LED potrebbe ridursi di un terzo. il Comune di Torino ha deciso di sostituire tutte le vecchie lampade con luci a LED e intende proseguire su questa strada come ha confermato Tom Dealessandri, ex vicesindaco della Città e ora nel board di Iren.
Forse ha ragione Bianucci, l’euforia dell’apparente e immediato risparmio economico ha fatto sottovalutare gli alti rischi legati all’intenso uso delle nuove lampade.

Fonte: ecodallecitta.it

 

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13. Cos’è la luce?

La luce è una radiazione elettromagnetica visibile. Inoltre, deve essere considerata con tutte le sue implicazioni per la vita umana.

> La luce gioca un ruolo psicologico primario nelle nostre vite, consentendoci di vedere e di svolgere i compiti visivi

> La luce ha anche un impatto psicologico nella definizione del nostro comfort e della nostra sensazione di benessere

> La luce ha un effetto crono-biologico sull’organismo umano, impostando e sincronizzando il nostro orologio biologico.

La luce ha numerose caratteristiche importanti, quali la luminanza, l’intensità, lo spettro e la direzione. La luce è costituita dalla luce diurna e dalla luce elettrica. È disponibile un’ampia gamma di lampade dotate a loro volta di diversi caratteristiche emissione luminosa efficacia colore durata e circuiti.17

Luminosità – È ciò che viene rilevato dall’occhio ed interpretato dal cervello come luce quale effetto dell’adattamento.

Apparenza cromatica – Il colore apparente emesso da una sorgente di luce, misurato dalla temperatura del colore correlata e descritto come caldo, intermedio o freddo.

Resa cromatica – La capacità della luce proveniente da una sorgente luminosa di rivelare il colore di un oggetto. È determinata dallo spettro della sorgente luminosa. È misurata dall’indice di resa cromatica (Ra); un numero maggiore

indica una resa migliore, fino ad un massimo di Ra = 100.

Contrasto – Esperienza soggettiva di luminosità comparativa tra aree luminose viste contemporaneamente.

Riflesso – Il fastidio o l’impedimento della visione in presenza di un contrasto eccessivo nel campo visuale.

Illuminamento – La quantità di luce presente in un’area divisa per le dimensioni dell’area stessa (noto anche come “densità di luce”). È misurato in lux, varia da 0,2 lux per la luce lunare a 500 lux per un’illuminazione da ufficio, fino a raggiungere i 100000 lux in piena luce solare.

Luminanza – La luminosità misurata di una superficie luminosa o illuminata. È misurata in cd/m2.

Efficienza luminosa – Il rapporto tra il flusso luminoso emesso da una sorgente luminosa e la potenza consumata dalla sorgente stessa. È misurata in lm/W; più alto è il valore, più efficiente e la sorgente, fino ad un massimo di 680 lm/W.

Flusso luminoso – L’indice di emissione della luce da parte di una sorgente luminosa. È misurato in lm.

Intensità luminosa – La quantità di flusso luminoso irradiato in una particolare direzione. È misurata in cd.

Uniformità – Il rapporto tra illuminamento minimo ed illuminamento medio su una determinata area.

Fonte: CELMA-ELC

 

12. Una luce migliore – per le persone e per l’ambiente

> Vivere la qualità della luce

> Ottenere la convenienza

> Ridurre i costi

Comprendere l’importanza dell’illuminazione può portare vantaggi enormi per i 500 milioni di abitanti dell’UE.15

Ambiente visivo

L’ambiente visivo ci regala la prima impressione e influenza il nostro umore. L’illuminazione può migliorare, abbellire e stimolare il nostro ambiente visivo. Questi desideri rivestono la medesima importanza di giorno e di notte, all’interno ed all’esterno. Un’illuminazione valida ed appropriata regalerà piacere e soddisfazione alle persone

> Offrendo una luminosità superficiale bilanciata negli interni

> Illuminando il posto di lavoro senza riflessi

> Offrendo una luce priva di ombre nei locali sportivi quali piste per il bowling e campi di volano

> Abbellendo e modellando le caratteristiche delle sculture

> Migliorando l’espressione notturna delle facciate degli edifici

> Riducendo la paura del crimine durante la notte nei quartieri residenziali

La luce utilizzata in maniera scorretta causa fastidio, riflessi e pericoli, oltre a sprecare energia e risorse preziose. È importante ridurre l’inquinamento luminoso limitando l’emissione di luce invasiva durante la notte

> Evitando l’inquinamento luminoso (per godere di un cielo buio la notte e consentire di vedere le stelle)

> Minimizzando la luce dispersa (in particolare le emissioni degli edifici durante la notte)

> Arrestando la dispersione luminosa (per garantire alle persone un sonno tranquillo e salutare al buio)museo

Illuminazione d’emergenza

È essenziale offrire un’illuminazione d’emergenza per le persone nei luoghi pubblici e di lavoro, per assicurare la visibilità necessaria per muoversi in sicurezza nelle vie di fuga in caso di evacuazione durante periodi in cui non è disponibile la luce diurna e la fornitura di illuminazione normale è interrotta.

Creare soluzioni per l’illuminazione

Il ruolo del progettista

Comprendere                                considerare l’incarico, l’area, l’oggetto ed il luogo

Soddisfare i requisiti                      funzioni, amenità, standard, norme

Selezionare la dotazione               rispettando le direttive e le norme UE ed i requisiti architettonici ed ambientali

Calcolare                                       manualmente o con un software

Pianificare                                     disposizione, installazione, strategia di controllo, uso

Costi                                              fornitura, installazione, uso, manutenzione

Il ruolo dell’installatore

Installare l’impianto                       in base al progetto

Avviamento                                   predisporre lo schema per la consegna

Training                                         istruire l’utente finale circa uso, controllo e manutenzione16

Fonte: CELMA-ELC

La luce nelle metropoli? Ci pensano i LED

Molte città italiane pensano a illuminare strade, quartieri e palazzi con tecnologie LED. Una scelta responsabile, visto che un’illuminazione più efficiente può contribuire a ridurre sprechi e soprattutto risparmiare

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Diverse città italiane hanno iniziato o sono pronte a rifarsi il look, illuminando strade, quartieri e palazzi con tecnologie LED. Una scelta responsabile, visto che un’illuminazione più efficiente può contribuire a ridurre lo spreco di risorse preziose del pianeta e le conseguenti emissioni di anidride carbonica, migliorando così la qualità dell’aria che respiriamo e incidendo meno sul riscaldamento globale. Ma non solo: i benefici ambientali si associano a vantaggi anche economici.  Si tratta infatti ormai di un prodotto disponibile in varie forme, sia per interni sia per l’illuminazione pubblica, che permette di abbattere notevolmente, soprattutto nel lungo periodo, l’energia consumata e i relativi costi, diventando così ‘concorrenziale’ rispetto alle lampadine a basso consumo. Tanto che, a quanto pare, sempre più il LED sarà il protagonista dell’illuminazione del futuro.

Secondo uno studio della Pike Research, per esempio, le lampade a LED stanno già conquistando ampi spazi nell’illuminazione stradale, i costi infatti sono diminuiti del 50 per cento nel corso degli ultimi due anni, e si prevede che continueranno a scendere. In particolare, secondo le previsioni, entro il 2015 i LED diventeranno leader nell’illuminazione delle strade dietro, in termini di vendite, solo alle lampade al sodio ad alta pressione, generando, entro il 2020, più di 2 miliardi di dollari di fatturato annuo. Mentre secondo un report di Navigant Research, alla luce della progressiva riduzione del prezzo, della migliore qualità raggiunta e dei risparmi legati a un’illuminazione efficiente, in generale il numero di unità vendute in tutto il mondo di lampade a LED crescerà da 68 milioni, nel 2013, a 1,28 miliardi entro il 2021. Del resto, come risulta da uno studio Ecofys Philips, migliorare l’efficienza energetica nell’uso generale dell’elettricità consentirebbe di risparmiare fino a 1900 miliardi di dollari entro il 2020. Risparmi che, come sostiene Eric Rondolat, CEO di Philips Lighting, potrebbero essere potenzialmente reinvestiti in città e nuove infrastrutture, a favore di una crescita più sostenibile.

Ma in cosa consiste questo modo innovativo di fare luce, che coniuga il massimo risparmio con elevata efficienza e resa estetica? LED è l’acronimo di Light Emitting Diode: diodo che emette luce. In altre parole, sono piccolissimi componenti solidi in grado di emettere luce quando attraversati dalla corrente. Una tecnologia, ormai, usata da decenni: il primo LED a emissione luminosa è stato introdotto nel 1962, ma era caratterizzato da un’emissione molto debole. Da allora, però, la tecnologia ha fatto passi da giganti in termini di efficienza luminosa, spettro di emissione, intensità, durata di vita, affidabilità e potenzialità applicative. Infatti, come sottolinea il Wwf, se negli anni 60 l’efficienza energetica di questo sistema era ancora molto bassa, tra il 2006 e il 2007 è migliorata notevolmente, raggiungendo il livello delle lampadine a basso consumo. E si prevede che la qualità e l’efficienza energetica continueranno a migliorare ulteriormente tanto che, tra qualche anno, questa tecnologia potrebbe dominare il mondo dell’illuminazione, soppiantando le attuali lampadine a basso consumo: migliore è infatti la performance per quanto riguarda il ritardo dell’accensione e la diffusione della luce, inoltre non contiene sostanze tossiche, come il mercurio e il sodio, che troviamo invece in tutte le cosiddette lampade a risparmio energetico. Ma non solo. «I LED sono sorgenti di piccole dimensioni che non si scaldano a centinaia di gradi come una vecchia lampadina a filamento, non necessitano di tubi pieni di gas come le lampade a fluorescenza e durano molto a lungo; inoltre non emettono i dannosi raggi ultravioletti e la loro luce non scalda gli oggetti illuminati: sono tutte ottime qualità per una sorgente luminosa. Non a caso la Gioconda e l’Ultima Cena di Leonardo sono illuminati con apparecchi a LED» commenta l’architetto Margherita Suss. Quindi meno energia elettrica consumata, meno rifiuti tecnologici e praticamente nessuna sostanza inquinante da smaltire. Intanto, l’Unione Europea ha adottato a dicembre scorso un regolamento (1194/2012) che indica i requisiti di progettazione ecocompatibile di faretti e lampadine LED. I requisiti minimi, che saranno applicati a partire da settembre, riguardano le ore di vita della lampada (se dura più a lungo, sono necessarie meno sostituzioni, quindi si generano meno rifiuti), l’efficienza energetica, la resa cromatica, il mantenimento del flusso luminoso e il numero di cicli acceso-spento. Ma già adesso ci sono buoni motivi, secondo l’associazione ambientalista, per scegliere i LED rispetto alle lampadine a basso consumo: garantiscono stessa efficienza energetica, se non addirittura superiore (70-80 lm/W), durano più a lungo (fino a 40mila ore), offrono una migliore resa del colore, un ottimo fascio di luce, luce brillante simile a quella degli spot alogeni, accensione immediata, nessuna irradiazione ultravioletta. «Ma come tutte le tecnologie “giovani” – aggiunge Suss, che collabora al progetto Lumière, un’iniziativa dell’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile) per ridurre consumi e sprechi di energia rendendo più efficienti gli impianti di illuminazione pubblica – il costo è ancora piuttosto alto. Una lampadina a LED di buona qualità costa ancora, infatti, quasi 10 volte la sua omologa a fluorescenza di pari prestazioni. E questo, purtroppo, permette l’invasione del mercato da parte di prodotti economici di bassissima qualità e affidabilità che tolgono “ossigeno” alla ricerca di settore. È come sempre l’utente finale che deve saper premiare la qualità e lasciarsi guidare dai professionisti per le scelte importanti attraverso un progetto illuminotecnico». Per orientarsi tra le soluzioni a LED attualmente disponibili per illuminare case e uffici, il Wwf propone una guida nel sito Top Ten, rivolto ai consumatori, per facilitare la scelta dei prodotti che assicurano un minor consumo energetico.

Fonte: lastampa

3.Luce su misura per le città e le strade

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8:00 – SULLA STRADA

Oltre il 98% della popolazione frequenta la propria città durante la notte. Il volto di una città di notte gioca un ruolo importante per i residenti ed i turisti. Il primo requisito è rappresentato dalla visibilità e dall’orientamento stradale per i veicoli ed i pedoni, al fine di garantire la sicurezza e la mobilità. Gli incidenti hanno un costo elevato, mentre la paura della criminalità riduce la mobilità delle persone. Inoltre, la competizione globale porta a migliorare il benessere delle persone e la percezione visiva dell’architettura cittadina. Una luce migliore può sottolineare il fascino, modellare l’immagine, fornire sicurezza, oltre ad offrire un enorme potenziale di risparmio.

Gli effetti più significativi dell’illuminazione sono:

> L’illuminazione sottolinea l’impatto visivo dell’architettura ed attira l’attenzione

> Le strade ed i parchi ben illuminati migliorano la sicurezza e l’orientamento

> Gli apparecchi di illuminazione ed i sistemi di gestione dell’illuminazione innovativi riducono il consumo energetico

fonte: CELMA-ELC

2.La luce come la volete

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7:00 – INIZIA LA GIORNATA

Quasi il 100% della popolazione del mondo industrializzato vive in abitazioni. Una buona illuminazione in tutte le stanze è essenziale. Cucine, bagni, laboratori e studi hanno bisogno di una luce direzionale del colore adeguato, priva di riflessi e di ombre, per consentire di svolgere i compiti visivi in maniera sicura ed efficace. Sale e camere da letto hanno bisogno di una luce tenue per il rilassamento, abbinata a dei punti luce locali per la lettura.

Gli effetti più significativi dell’illuminazione sono:

> Luci regolabili, in grado di offrire illuminazione flessibile in tutte le stanze

> Sorgenti luminose efficaci, quali luci a LED, riducono il consumo energetico

> Apparecchi di illuminazione piacevoli ed efficienti in grado di offrire la giusta atmosfera per ogni situazione

Fonte: CELMA-ELC

Ora della Terra 2013, torna la luce. Le foto e i video da tutto il mondo

7000 città in oltre 150 Paesi, 24 ore di buio per i più bei luoghi simbolo al mondo, dal Ponte sul Bosforo alle strade di Tunisi. Prima volta di Cremlino e Piazza Rossa. I messaggi di Ban ki moon, Nelson Mandela, gli astronauti, i frati di Assisi, Francesco Totti. Migliaia di iniziative nel mondo, in Italia diretta da Piazza di Spagna

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L’Ora della Terra del WWF ha concluso il suo straordinario giro del mondo a luci spente e sul pianeta è tornata una nuova luce, alimentata dall’energia – rigorosamente sostenibile! – di centinaia di milioni di persone che in oltre 7000 città e oltre 150 Paesi si sono unite per inviare un messaggio chiaro: siamo determinati a creare un futuro sostenibile per il nostro pianeta. Un nuovo successo della più grande mobilitazione globale contro il cambiamento climatico mai organizzata, che in 24 ore ha unito un numero indecifrabile di persone dallo spazio agli angoli più remoti del mondo e ha spento simbolicamente le icone mondiali più note e amate di sempre. Nel frattempo grazie anche al tam tam su web e social network, si è scatenata in tutti i continenti una pioggia di impegni concreti “oltre l’ora” – dalla tutela di foreste e specie simbolo a cambiamenti di stili di vita e sistemi produttivi – per rimettere al centro il valore della natura e un utilizzo ragionevole delle risorse, dando al mondo un futuro più sostenibile, un’economia più prospera e sicura, e un maggior benessere per tutte le specie viventi, compreso l’uomo. Iniziato sabato mattina dalle isole Samoa, il domino di spegnimenti si è concluso domenica alle 8.30 alle isole Cook, passando per monumenti come l’Opera House di Sidney, la Tokyo Tower, i grattacieli più alti del mondo, lo stadio di Pechino (Bird’s nest), Marina Bay Sands a Singapore, la chiesa della Natività a Betlemme, il Ponte sul Bosforo, per la prima volta il Cremlino e la piazza Rossa a Mosca, le mura di Dubrovnik, l’Acropoli di Atene, la Tour EiffelBuckingham Palace e il Big Ben, la Sirenetta di Copenaghen, la porta di Brandeburgo, l’Empire State BuildingTimes Square e le Cascate del Niagara, la sede delle Nazioni Unite a New York. A dare il loro messaggio personaggi come Ban ki-moon, Nelson Mandela, Yoko Ono, il calciatore Lionel Messi, l’attrice Jessica Alba gli astronauti canadese Chris Hadfield e russo Roman Romanenko che l’Ora della Terra l’hanno vista e twittata dallo spazio dando il senso della preziosità e della fragilità del nostro pianeta, mentre tante celebrities in tutto il mondo hanno coinvolto i loro fan nelle migliaia di eventi speciali, concerti alimentati a pedali, serate danzanti a energia cinetica, maratone a luci spente, flashmob, cene a lume di candela e adunate di ragazzi delle scuole. L’Ora della Terra in Italia
In Italia tantissime le iniziative organizzate nei circa 300 Comuni che hanno aderito, spegnendo monumenti simbolo come la scalinata di Trinità dei Monti a Roma, che ha ospitato l’evento centrale, la Cupola di San Pietro e il teatro alla Scala e il Castello Sforzesco a Milano, la Torre di Pisa, palazzo Sacrati Strozzi, Ponte Vecchio, Duomo e la statua del David a Firenze, l’Arena di Verona, la mole Antonelliana, Piazza del Plebiscito a Napoli, Piazza Maggiore a Bologna, le mura di Lucca, la Fontana Maggiore di Perugia, la Torre dell’Elefante di Cagliari, la statua di Garibaldi a Trapani, i ponti di Calatrava a Reggio Emilia, l’Acquario di Genova e tanti altri. I testimonial
Negli anni è nata una vera e propria squadra di testimonial (guarda il video) che si sono appassionati all’Ora della Terra e anche quest’anno chiedono ai loro fan di partecipare attraverso un tam tam che si rincorre su web e social media: a partire dal neo-vincitore del Festival di Sanremo Marco Mengoni, all’intramontabile campione Francesco Totti, passando per Massimiliano RosolinoElisaNiccolò Fabi, il biker Vittorio BrumottiFrancesco FacchinettiBeppe BraidaPaola Saluzzi, Antonello Dose e Marco Prestala Nazionale italiana di Rugbyi Tetes de Bois. A loro si aggiunge quest’anno lo chef Alessandro Borghese e la squadra di Radio Rai2 Ottovolante, che ha animato la serata di Roma con Dario BallantiniSavino Zaba,Dario CassiniCorrado Nuzzo e Maria Di BiaseMarco BazzoniAndrea Perroni,Antonio Giuliani e Fabrizio Gaetani, con la partecipazione straordinaria di Simona Molinari. Mentre hanno lanciato la propria sfida per il pianeta anche il neo-commissario Rex l’attore Ettore Bassi, il geologo CNR Mario Tozzi, e il giornalista a due ruote di Radio Bici Maurizio Guagnetti che in questi mesi sta portando in tutta Italia l’appello del WWF “No al consumo di suolo, sì al riuso dell’Italia”.

Fonte: eco dalle citta’