La Tabacca: due donne si autocostruiscono il futuro tra permacultura e socialità

Vi proponiamo la storia di Giorgia e Francesca, due giovani donne che hanno riabitato una vecchia casa nell’entroterra ligure, ristrutturando l’abitazione e ridando vita al terreno agricolo, passo dopo passo e seguendo i principi della permacultura. La Tabacca è oggi un progetto ambientale e sociale e la dimostrazione di come si possa passare dalla teoria alla pratica rimboccandosi le maniche e avendo chiaro l’obiettivo da raggiungere. Il giorno in cui finalmente intervisto Giorgia Bocca e Francesca Bottero (dopo anni in cui ci ripromettiamo di incontrarci) è davvero fuori dal comune. Arrivo, infatti, con il mio camper a Voltri, nei pressi di Genova, e lì incontro una troupe della Rai, “capitanata” dalla giornalista Elisabetta Mirarchi. Sono venuti ad intervistarmi sul nostro lavoro con Italia che Cambia e contestualmente a seguirmi mentre intervisto Giorgia e Francesca. Lasciamo il mio camper e la macchina della RAI in un vicino parcheggio e saliamo su una piccola auto 4X4 con la quale è venuto a prenderci un volontario che collabora a La Tabacca. La strada per raggiungere la sede del nostro incontro, infatti, è impervia e impossibile da percorrere con mezzi ordinari. In effetti ci inerpichiamo su una stradina tipicamente ligure che ci porta a passare in pochi minuti dal mare a terre interne, premontane, selvatiche. Ed eccoci giunti a casa di Giorgia e Francesca. Dopo aver gustato tutti insieme un pranzo meraviglioso e aver visitato gli orti e la casa che si sono auto-ristrutturate in molti anni e secondo i criteri della bioedilizia, intervistiamo le due ragazze.

I primi passi

Francesca e Giorgia si sono conosciute molti anni fa e hanno lavorato entrambe per l’Associazione Terra! Onlus. Qui hanno incontrarono uno psichiatra di Torino che, inaspettatamente, decise di donar loro la sua casa e il suo terreno a patto che ci realizzassero un progetto sociale. Racconta Francesca: “È stato un percorso travagliato, perché lui non era mai venuto qua, e aveva a sua volta ereditato questo luogo da alcuni zii, ma in breve tempo siamo riuscite a risolvere i problemi di successione. Il primo gennaio 2011 siamo venute qui in perlustrazione per la prima volta. Abbiamo incontrato subito gli alberi che custodiscono questo luogo, che ti accompagnano lungo il sentiero. È spuntata questa casa in mezzo alla natura spoglia, completamente rustica; una casa che aveva l’imprinting della casa contadina di un tempo; sotto c’erano stalle e mangiatoie, cucina con vecchi manufatti, un vecchio forno di mattoni e una vecchia cucina fatta con un rufo. Questo era lo scenario: una casa immersa in un bosco, con un solo pezzo di terra coltivato. Non c’era una strada di accesso e tutta la casa era da ricostruire… ma il sogno era talmente grande che ci siamo messe subito in cammino per poterlo realizzare”. 

Il primo passo fu ricostruire il tetto. Per farlo, tagliarono 12 castagni del loro bosco e con essi costruirono le travi del nuovo tetto. “L’inizio è stato abbastanza turbolento – continua Giorgia – qui non ci conoscevano, eravamo come piantine infestanti che si stavano insediando in un luogo non loro. Abbiamo cercato sin da subito di creare rapporti con le famiglie del borgo, ma all’inizio è stato un po’ difficoltoso: siamo due donne, che volevano vivere di agricoltura in un bosco e che per di più si portavano dietro tutti questi giovani vestiti colorati che sapevano di spezie e curcuma… sembravamo una banda del ’68 e questo ha creato resistenza. Ma piano piano, le persone si sono abituate a vederci, a parlare con noi, i bambini hanno iniziato a curiosare, e oggi in molti ci vogliono bene. La signora Tina, ad esempio, ci prepara le focacce”.

La progettazione in permacultura

La ristrutturazione della casa e la coltivazione della terra sono state realizzate seguendo i principi della permacultura e le logiche della bioedilizia. La progettazione è stata realizzata su tutto: l’uso e riutilizo dei materiali, la luce e il design interno, i mobili antichi, il recupero delle acque di sorgente e la successiva fitodepurazione. Prima hanno sperimentato “nel piccolo” e poi replicato “nel grande”. Per questo ci sono voluti otto anni per ristrutturare l’abitazione e avviare l’azienda agricola. Questa è composta da sette ettari di bosco. Francesca si sta occupando personalmente del miglioramento boschivo così come in passato molti dei lavori di ristrutturazione sono stati eseguiti fisicamente con l’aiuto delle due donne. Qui, infatti, mancava fino a pochi mesi fa una strada di accesso. Giorgia e Francesca, quindi, hanno trasportato con la carriola i materiali dalla strada alla casa, attraversando il bosco, giorno dopo giorno e spesso con l’aiuto di amici e volontari. Lo stesso è avvenuto con bosco e parte agricola: Francesca ha lasciato la sua attività in Terra Onlus per avviare l’azienda agricola e realizzare potature e giardini. Racconta Francesca: “Nelle zone limitrofe a casa abbiamo già avviato un piccolo frutteto recuperando delle vecchie varietà di prugne che erano tipiche di questo luogo. Inoltre stiamo valorizzando piante autoctone, come la Mela Carla, tipica delle zone liguri, e abbiamo inserito altre varietà generose, per la futura autosufficienza delle galline. Coltiviamo anche alcuni grani antichi e facciamo orticultura”.

Le attività ambientali e sociali

Non è tutto. Accanto alle attività agricole, la Tabacca ospita percorsi di educazione ambientale ed è la sede di riferimento de La Scuola diffusa della Terra Emilio Sereni. Non meno importante, il filone sociale: “Crediamo – continua Giorgia – che nello scambio con le persone ci sia sempre un aumento di possibilità e una maggiore capacità di risolvere i problemi. Inizialmente abbiamo coinvolto la nostra prima rete sociale, costituita dalle persone amiche e da quelle collegate all’Associazione, per poi passare ad innescare processi di partecipazione con il territorio, con le famiglie vicine, facendo comunicazione, creando relazione, facendoci conoscere, coinvolgendo le persone e mettendo a disposizione quello che noi avevamo in competenze e risorse in termini di scambio. Questo ha soddisfatto i bisogni anche di altri. In questo momento storico, infatti, sempre più persone sentono il bisogno di luoghi di accettazione, senza giudizio. Partecipiamo e organizziamo eventi culturali, occasioni di divulgazione, campeggi. L’apporto dell’associazione Terra Onlus è fondamentale in questo processo e cambia completamente il nostro approccio, perché ci permette di fare formazione con obiettivi precisi da raggiungere”.  

Molte delle scelte portate avanti dalle due donne hanno anche un risvolto politico: l’idea, infatti, è quella di andare a influenzare il legislatore locale per rendere più semplici le soluzioni architettoniche e di servizio che loro stanno mettendo in pratica nella loro abitazione in modo che possano poi essere adottate anche da altri.

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Le radici

“Ho memoria delle mie fotografie da bambina – confida Francesca – venivo sempre ritratta mentre scavavo una buca per terra o in mezzo alle vigne o in un campo, e rivedendo quelle foto ho visto il mio desiderio di vivere in campagna, in modo semplice, a contatto con la natura, e forse questo è stato il regalo più bello di questi sette ettari di bosco”.  

“Il nome La Tabacca – continua Giorgia – deriva dal contrabbando del tabacco che – come ci hanno narrato gli anziani del posto – si svolgeva in queste terre. Già allora, una donna teneva le fila della famiglia e curava le piante. Il luogo viveva quindi una gestione molto matriarcale: i bambini venivano qui a giocare e c’era una forte integrazione. Noi ci sentiamo un prolungamento di questa famiglia”. 

Il futuro

“Io sono pronta per La Tabacca 2.0 – esclama Giorgia – a ottobre verremo finalmente a vivere qui e saremo pronte per valorizzare l’esterno soprattutto dal punto di vista dell’economia basata sul turismo culturale. Sogno una multifunzionalità dell’agricoltura legata all’accoglienza e al turismo. Stiamo già collaborando con una azienda agricola vicina, che è sempre di una donna, con cui faremo trasformazione del prodotto e quindi piano piano vorremo espandere il nostro modello nella valle. Vogliamo creare un modello replicabile che sia utile per tutti”. 

Intervista e riprese: Daniel Tarozzi

Montaggio: Paolo Cignini

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2019/07/la-tabacca-due-donne-autocostruiscono-futuro-permacultura-socialita-io-faccio-cosi-255/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

Hanno preso un forte militare e ne hanno fatto una casa famiglia

Lo storico Forte Tenaglia a Genova è stato restituito alla cittadinanza con progetti di volontariato e di valorizzazione. E la Casa del Telegrafo oggi vive di nuovo come casafamiglia per minori in affido. La Piuma, così hanno chiamato l’associazione inizialmente formata da famigliari ed amici. Loro sono Emilio Parodi e Laura Lanza, una coppia di educatori che ha fatto dell’accoglienza dei piccoli una scelta di vita. Da quasi 15 anni prendono in affido dal Tribunale dei Minorenni – tramite Comune di residenza – bambini di età diverse, in attesa che la loro madre naturale superi un periodo di difficoltà o, nel peggiore dei casi, in attesa di trovare una nuova famiglia che li accompagni nella crescita.  

Ma il sogno di Forte Tenaglia arriva dopo, una decina d’anni fa, quando non lontano dal quartiere di provenienza, sopra la stazione Principe, il gruppo della Piuma si imbatte in una struttura militare della cinta muraria seicentesca, quasi invisibile ai più, e oltretutto sepolta dai rovi e dall’immondizia scaricata abusivamente. L’incontro fortuito con un dirigente del Demanio ragionevole aiuta i volontari a produrre e sottoporre un progetto di recupero a fini sociali che trova parere favorevole per una concessione di prova. E così ha inizio.

Pensionati, giovani, gruppi parrocchiali, amici di amici, professionisti affascinati dal sogno… Una miriade di persone comincia ad affacciarsi a questo fascinoso insieme di ruderi, a conoscerne palmo a palmo l’estensione, a liberarne da vegetazione e rifiuti gli spazi all’aperto e al chiuso. E viene alla luce, in due anni di lavori: una struttura incredibile, sospesa sulla città e abbracciata dal mare, in linea d’aria sembra di poter toccare la lanterna di Genova. Un’oasi verde tra l’azzurro cielo dei colli e il blu intenso del mar ligure. Nel frattempo, visti i buoni risultati, la concessione del Demanio diventa ventennale. È a partire da questa bellezza, dalle energie generosamente regalate di tante persone comuni, e anche di tanti professionisti, che la Piuma comincia davvero a prendere casa in quello che era un bene militare, e oggi diventa luogo di pace e di accoglienza. Tra bandi, donazioni, raccolte fondi e un mutuo, prendono il via infine i lavori di ristrutturazione edilizia della caserma più in alto, la Casa del Telegrafo, che oggi ospita i locali della casa famiglia, i saloni per le attività sociali, e in via di finitura due appartamenti per accoglienze di maternità e situazioni emergenziali.

Quello che invece avviene regolarmente fin dai primi tempi, è la riapertura del forte alla cittadinanza: con i Porte Aperte, giornate domenicali di visita gratuita e merenda sociale, per conoscere il valore storico artistico del bene e goderne in convivialità. Ma anche con altri progetti che esprimono i valori più profondi della Piuma, come l’accoglienza di rifugiati in borsa lavoro (che hanno così la possibilità di imparare l’arte dei muretti a secco), o l’accoglienza di detenuti in messa alla prova, per i lavori di manutenzione e recupero. Da qualche mese sono arrivate anche le api, nuova occasione di formazione e socialità per svariati volontari, ma anche importante presidio ambientale alle porte della città, a fronte della pericolosa diminuzione della specie in tutta Europa a causa dei pesticidi.  Forte Tenaglia ha vissuto molte stagioni. Il ‘600, l’espansione napoleonica, il corazzamento imposto dai Savoia, le maldestre aggiunte dei soldati fascisti per la contraerea nella Seconda Guerra Mondiale. Quindi l’abbandono e l’abusivismo. Da dieci anni la sua rinascita per la città e per soggetti fragili è una di quelle buone notizie che danno speranza, che si può toccare con mano, che parte dal basso, dal sogno e dalla dedizione di un manipolo di volontari e di famiglie. Ma è uno spazio grande, dove c’è posto per tanti, per progettare sognare e lavorare insieme a quell’Italia che non fa notizia, e che cambia davvero le persone e le vite.  Fonte: http://www.italiachecambia.org/2019/01/hanno-preso-forte-militare-hanno-fatto-casa-famiglia/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

Liguria, boom di immatricolazioni di auto ibride con lo stop al bollo

auto-ibride-logo

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, parlando in una conferenza stampa lo scorso 11 gennaio, ha annunciato un vero e proprio boom delle immatricolazioni delle auto ibride nel 2016: un +60% sul mercato locale che è stato possibile anche grazie alla misura regionale che prevede l’esenzione del bollo per 5 anni per questo tipo di veicoli.  La misura, approvata a giugno, è stata resa retroattiva anche per i mezzi immatricolati nei sei mesi precedenti, comprendendo così l’intero anno 2016:

“La legge che abbiamo varato lo scorso giugno per introdurre una nuova esenzione dalla tassa automobilistica per le auto ibride ed elettriche è stata una misura molto riuscita, come dimostra l’aumento di oltre il 60% rispetto all’andamento medio delle immatricolazioni di questa tipologia di auto nei due anni precedenti”

ha detto Toti ai cronisti, ricordando che l’obiettivo della Regione è favorire la diffusione delle auto benzina-elettrica, benzina-idrogeno e gasolio-elettrica. Tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2016 le nuove immatricolazioni di auto ibride sono state 647.

Fonte: ecoblog.it

Bandiere Blu 2015, l’elenco delle spiagge: in testa Liguria, Toscana, Marche, Campania e Puglia

In totale sono 280 le spiagge premiate nel 2015 in Italiataggia-spiaggia

Puntuale come ogni anno, arriva la proclamazione delle Bandiere Blu 2015. Il riconoscimento internazionale, assegnato dalla Fee – Foundation for environmental education, premia i comuni che curano maggiormente le proprie spiagge, rispettando e valorizzando l’ambiente e gestendo il territorio in modo sostenibile. Le spiagge premiate con la Bandiera Blu 2015 in Italia sono 280, mentre 147 sono i comuni premiati. Le regioni con più Bandiere Blu sono Liguria (23 spiagge), Toscana (18), Marche (17), Campania (14) e Puglia (11). In generale il territorio italiano può vantare un miglioramento rispetto al 2014: +7 bandiere. Sono gli 11 i Comuni “new entry”, mentre 4 sono le Bandiere Blu 2014 che hanno perso lo status. I nuovi arrivi sono Taggia (nella foto in alto), Borghetto S.Spirito, S.Margherita Ligure (Liguria); Capaccio (Campania); Terracina (Lazio); Cannobio (Piemonte); Castellaneta (Puglia), Castelsardo, Sorso (Sardegna), Tusa (Sicilia), Rosolina (Veneto). Ad uscire dall’elenco delle migliori spiagge sono due abruzzesi e due siciliane: Silvi, Rocca S. Giovanni, Ragusa e Marsala. Interessante spulciare sul sito ufficiale i valori presi in considerazione per l’assegnazione delle Bandiere Blu, dove i macrotemi sono quattro: Educazione ambientale e informazione; Qualità delle acque; Gestione ambientale; Servizi e sicurezza. Tra i requisiti, oltre ai più ovvi (come quelli relativi alla qualità delle acque e alla pulizia della spiaggia), citiamo la presenza di servizi igienici e di contenitori per la raccolta differenziata, l’affissione della mappa e del codice di condotta, numero adeguato di personale di salvataggio e promozione di mezzi di trasporto sostenibili per raggiungere la spiaggia.

Qui sotto l’elenco completo delle bandiere blu 2015 in Italia. In stampatello i comuni entrati nel 2015

Bandiere Blu 2015 – Abruzzo

in provincia di Chieti

Vasto – Punta Penna, Vignola San Nicola
San Salvo – Zona Fosso Molino
Francavilla al Mare – Lido Asterope
San Vito Chietino
Fossacesia

in provincia di Teramo

Tortoreto
Roseto degli Abruzzi – Lungomare Centrale, Marrarosa, Sud
Pineto – Torre Cerrano

Bandiere Blu 2015 – Basilicata

in provincia di Potenza

Maratea

Bandiere Blu 2015 – Calabria

in provincia di Cosenza

Trebisacce – Lungomare Sud

in provincia di Crotone

Melissa – Torre Melissa
Cirò Marina

in provincia di Reggio Calabria

Roccella Jonica

Bandiere Blu 2015 – Campania

in provincia di Napoli

Anacapri – Punta Faro, Gradola
Massa Lubrense

in provincia di Salerno

CAPACCIO
Ascea
Casal Velino
Agropoli – Trentova, S.Marco
Vibonati
Montecorice – Agnone,Capitello,San Nicola a Mare
Pisciotta
Positano
Centola – Palinuro
Castellabate
Pollica – Acciaroli e Pioppi
Sapri – Lido di Sapri San Giorgio

Bandiere Blu 2015 – Emilia Romagna

in provincia di Ferrara

Comacchio – Lidi comacchiesi

in provincia di Forlì-Cesena

Cesenatico
San Mauro Pascoli – San Mauro Mare
Gatteo – Gatteo Mare

in provincia di Ravenna

Ravenna – Lidi Ravennati
Cervia – Milano Marittima, Pinarella

in provincia di Rimini

Cattolica
Misano Adriatico
Bellaria Igea Marina

Bandiere Blu 2015 – Friuli-Venezia Giulia

in provincia di Gorizia

Grado

in provincia di Udine

Lignano Sabbiadoro

Bandiere Blu 2015 – Lazio

in provincia di Latina

TERRACINA
Gaeta
Sabaudia
Latina – Marina di Latina
Sperlonga
Ventotene – Cala Nave
San Felice Circeo

in provincia di Roma

Anzio

Bandiere Blu 2015 – Liguria

in provincia di Genova

  1. MAGHERITA LIGURE
    Chiavari
    Moneglia
    Lavagna

in provincia di Imperia

TAGGIA
San Lorenzo al Mare
Santo Stefano al Mare – Baia Azzurra
Bordighera

in provincia di La Spezia

Framura – Fornaci
Lerici
Ameglia – Fiumaretta

in provincia di Savona

BORGHETTO S. SPIRITO
Finale Ligure
Albisola Superiore
Pietra Ligure – Ponente
Loano
Savona – Fornaci
Varazze
Spotorno – Zona Moli Sirio e Sant’Antonio
Albissola Marina
Noli
Bergeggi
Celle Ligure

Bandiere Blu 2015 – Lombardia

in provincia di Brescia

Gardone Riviera

Bandiere Blu 2015 – Marche

in provincia di Ancona

Ancona – Portonovo
Sirolo
Numana
Senigallia

in provincia di Ascoli Piceno

Grottammare
Cupra Marittima
San Benedetto del Tronto

in provincia di Fermo

Pedaso – Lungomare Centro
Porto San Giorgio
Porto S.Elpidio
Fermo – Lido, Marina Palmense

in provincia di Macerata

Potenza Picena – Porto Potenza Picena
Civitanova Marche

in provincia di Pesaro e Urbino

Mondolfo – Marotta
Fano
Pesaro
Gabicce Mare

Bandiere Blu 2015 – Molise

in provincia di Campobasso

Termoli
Petacciato – Marina
Campomarino – Lido

Bandiere Blu 2015 – Piemonte

in provincia di Verbano-Cusio-Ossola

CANNOBIO
Cannero Riviera

Bandiere Blu 2015 – Puglia

in provincia di Bari

Polignano a Mare
Monopoli – Lido Rosso, Castel S.Stefano, Capitolo

in provincia di Barletta-Andria-Trani

Margherita di Savoia – Centro Urbano Canna Fesca

in provincia di Brindisi

Fasano
Ostuni

in provincia di Lecce

Otranto
Castro
Salve
Melendugno

in provincia di Taranto

CASTELLANETA
Ginosa – Marina di Ginosa

Bandiere Blu 2015 – Sardegna

in provincia di Cagliari

Quartu S. Elena – Poetto

in provincia di Ogliastra

Tortolì – Lido di Orrì, Lido di Cea

in provincia di Olbia-Tempio

La Maddalena – La Maddalena, Caprera
Palau
Santa Teresa Gallura – Rena Bianca, Capo Testa Ponente

in provincia di Oristano

Oristano – Torre Grande

in provincia di Sassari

CASTELSARDO
SORSO

Bandiere Blu 2015 – Sicilia

in provincia di Agrigento

Menfi

in provincia di Messina

TUSA
Lipari – Lipari, Vulcano

in provincia di Ragusa

Ispica
Pozzallo

Bandiere Blu 2015 – Toscana

in provincia di Grosseto

Monte Argentario
Grosseto – Marina di Grosseto e Principina a Mare
Castiglione della Pescaia
Follonica

in provincia di Livorno

Cecina – Marina, Le Gorette
Livorno – Antignano e Quercianella
San Vincenzo
Piombino – Parco naturale della Sterpaia
Rosignano Marittimo – Castiglioncello e Vada
Bibbona – Marina di Bibbona
Marciana Marina – La Fenicia
Castagneto Carducci

in provincia di Lucca

Pietrasanta
Forte dei Marmi
Viareggio
Camaiore

in provincia di Massa-Carrara

Carrara – Marina di Carrara Centro

in provincia di Pisa

Pisa – Marina di Pisa, Tirrenia, Calambrone

Bandiere Blu 2015 – Trentino-Alto Adige

in provincia di Trento

Caldonazzo
Tenna
Levico Terme – Lido
Calceranica al lago
Pergine Valsugana

Bandiere Blu 2015 – Veneto

in provincia di Rovigo

ROSOLINA

in provincia di Venezia

San Michele al Tagliamento – Bibione
Cavallino Treporti
Venezia – Lido di Venezia
Eraclea – Eraclea Mare
Jesolo
Chioggia – Sottomarina
Caorle

Foto: comune di Taggia

Fonte: ecoblog.it

Liguria, bando da 1,6 mln di euro a fondo perduto per fotovoltaico

renzo_guccinelli

 

Quasi 1 milione e 700mila euro a favore delle imprese che decideranno di effettuare investimenti nella produzione di energia da fonte rinnovabile fotovoltaica e in interventi di miglioramento della tutela ambientale. Sono stati stanziati oggi dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore allo sviluppo economico, Renzo Guccinelli (nella foto a sinistra). Le risorse del bando provengono dai Fondi UE 2007-2013 del programma POR-FESR che vuole sostenere la diffusione delle fonti rinnovabili e in particolare del fotovoltaico anche a seguito del blocco degli incentivi a livello nazionale. Il finanziamento è destinato alla realizzazione di impianti con potenze comprese tra i 20 e i 200 kWp. Sono ammessi anche interventi che prevedono l’installazione di impianti su tetto, a servizio di attività produttive o a terra in siti già degradati come ex cave o discariche. Potranno presentare domanda grandi, medie e piccole imprese e soggetti no-profit. Le domande devono essere redatte esclusivamente on line e presentate dal 25 febbraio al 25 marzo attraverso la piattaforma di Filse all’indirizzo http://www.filse.it. “La Liguria con gli attuali 78 MW installati, per un totale di circa 5.000 impianti – spiega Guccinelli – ha visto un incremento significativo della diffusione di impianti fotovoltaici, ma esistono ancora grandi potenzialità di sviluppo che potranno concorrere al raggiungimento degli obiettivi individuati dalla UE per il 2020 per la produzione di energia da fonti rinnovabili”.

Fonte: Regione Liguria

 Regione Liguria. POR FESR 2007-13. Azione 2.2 Contributi a fondo perduto per il fotovoltaico (82.26 kB)

Piste ciclabili: Piemonte e Liguria scommettono sul recupero dei rami secchi

Le vecchie ferrovie diventano l’opportunità per sviluppare il cicloturismo: in Liguria l’esperimento ha funzionato, ora tocca al Piemonte 167441721-586x389

La notizia di una nuova stagione di impegno del Piemonte nell’allestimento di nuove piste ciclabili, dopo il boom degli anni zero e la frenata dell’ultimo triennio. Ma ciò che più conta è che il Piemonte punta a trasformare in piste ciclabili le vecchie reti ferroviarie dismesse da almeno un decennio, i cosiddetti rami secchi. Il Consiglio regionale ha approvato un emendamento in tal senso, proposto dal PD e collegato alla manovra finanziaria 2013, con il quale avvierà un progetto sperimentale per la copertura delle linee ferroviarie dismesse del Piemonte.

Stiamo lavorando a un progetto sperimentale di questo tipo già da diversi mesi. Stiamo discutendo anche con Rfi per ottenere il comodato d’uso gratuito. Per la tecnologia utilizzata l’idea non avrebbe altri esempi in Italia,

ha detto l’assessore regionale al Turismo, Alberto Cirio. Dunque se da una parte si tenta la strada di un utilizzo gratuito delle strade ferrate, dall’altra il progetto prevede l’utilizzo di pannelli di gomma adagiati sulle rotaie con una dimensione tale da rendere possibile la marcia in due direzioni. Una soluzione che avrebbe tre punti di forza: il costo contenuto, il basso impatto ambientale e la reversibilità nel caso si decidesse di riavviare la ferrovia su di una determinata tratta. E poi, un progetto di questo genere, fornirebbe un vero e proprio salvagente alla Mondo, l’impresa dell’albese che ha ricoperto di tartan le piste di mezzo mondo ma che sta attraversando, attualmente, un periodo di grave crisi. I tempi di realizzazione sarebbero brevi e la Regione potrebbe sostenere economicamente il progetto attraverso i fondi Fas per il sistema turistico. Intanto, nella vicina Liguria, la Giunta regionale ha approvato un finanziamento di 3,5 milioni di euro, a valere sul Par Fas (Fondo Aree sottoutilizzate), per interventi di realizzazione di piste ciclabili nel territorio ligure. Due milioni di euro sono destinati alla creazione di nuove piste ciclabili nelle Province di Genova (Arenzano, Carasco e Casella) e Imperia(Camporosso), per un totale di 9,5 chilometri di sviluppo. Altri 1,45 milioni sono stati stanziati per il completamento del Parco Costiero del Ponente Ligure, una delle piste ciclabili più lunghe del Mediterraneo, nata sul tracciato della vecchia ferrovia Genova-Ventimiglia. Un altro co-finanziamento deliberato in giunta e destinato alla Provincia di La Spezia darà vita a un percorso ciclabile lungo il Canale Luense che si sviluppa per 23 chilometri fra Liguria e Toscana. Altri 100mila euro finanzieranno la pista ciclabile tra Framura e Deiva Marina. Tante opere per favorire il cicloturismo e i viaggi itineranti, ma c’è un grosso problema: provate voi, nei mesi estivi o in altri periodi di alta stagione, a trovare una stanza (o anche solo una piazzola in campaggio) per una sola notte. Se si vogliono stimolare le gite dei residenti, ben vengano le ciclabili, se, invece, si vogliono creare opportunità per il turismo si faccia un patto con gli albergatori perché vengano incontro alle esigenze dei cicloturisti che, per la natura del mezzo, sono abituati a cambiare località e struttura ricettiva giorno dopo giorno.

Fonte: ecoblog

 

Marcia per la terra di “Salviamo il Paesaggio”

Dove: Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lazio, Piemonte

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Il Forum nazionale “Salviamo il Paesaggio” propone – in concomitanza con l’Earth Day mondiale – una manifestazione generale pubblica a salvaguardia dei terreni liberi e fertili rimasti

Si tratta di una grande Marcia per la Terra, che si terrà domenica 21 aprile, in Piemonte, Liguria e Lazio, sabato 20 aprile in Friuli Venezia Giulia.
La manifestazione potrà svilupparsi in contemporanea anche in altre Regioni, a cura dei comitati locali Salviamo il Paesaggio, continuate a visitare questa pagina per vedere tutti gli aggiornamenti.
Per il momento pubblichiamo i programmi indicativi di queste quattro regioni, da cui le altre regioni e comitati locali potranno eventualmente prendere spunto…

Marcia per la Terra in Piemonte

Marcia per la Terra in Liguria

Marcia per la Terra in Friuli Venezia Giulia

Marcia per la Terra nel Lazio

Fonte: eco dalle città