2.La luce come la volete

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7:00 – INIZIA LA GIORNATA

Quasi il 100% della popolazione del mondo industrializzato vive in abitazioni. Una buona illuminazione in tutte le stanze è essenziale. Cucine, bagni, laboratori e studi hanno bisogno di una luce direzionale del colore adeguato, priva di riflessi e di ombre, per consentire di svolgere i compiti visivi in maniera sicura ed efficace. Sale e camere da letto hanno bisogno di una luce tenue per il rilassamento, abbinata a dei punti luce locali per la lettura.

Gli effetti più significativi dell’illuminazione sono:

> Luci regolabili, in grado di offrire illuminazione flessibile in tutte le stanze

> Sorgenti luminose efficaci, quali luci a LED, riducono il consumo energetico

> Apparecchi di illuminazione piacevoli ed efficienti in grado di offrire la giusta atmosfera per ogni situazione

Fonte: CELMA-ELC

L’importanza dell’illuminazione. La qualità della luce. Vivere meglio.

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La presente Guida per un’illuminazione consapevole è offerta da CELMA ed ELC per fornire informazioni autorevoli circa

l’importanza della luce e dell’illuminazione per le persone e gli ambienti. La guida fornisce delle considerazioni chiave necessarie per prendere delle decisioni adeguate nella scelta e nella gestione di soluzioni illuminotecniche corrette, efficienti e sostenibili. La guida sarà una fonte preziosa di informazioni per tutte le persone coinvolte nella realizzazione e nell’applicazione di politiche per l’illuminazione a livello locale, statale ed europeo. La presente guida conduce attraverso una moltitudine di applicazioni che le persone vivono contribuendo a determinare un collegamento con soluzioni di illuminazione. Inoltre, fornisce un elenco di regolamenti applicabili, di standard di riferimento e di contatti presso i quali ottenere ulteriori consigli ed informazioni.

L’Industria Europea dell’Illuminazione

L’Industria Europea dell’Illuminazione è rappresentata dalle associazioni europee CELMA ed ELC. L’Industria Europea dell’Illuminazione (sorgenti luminose, apparecchi di illuminazione e componenti) è composta da migliaia di aziende di apparecchi di illuminazione di tutta Europa, la maggior parte delle quali sono piccole e medie imprese. CELMA è la federazione delle associazioni nazionali di produttori di apparecchi di illuminazione e di componenti elettroniche per apparecchi di illuminazione dell’Unione Europea. CELMA rappresenta 19 associazioni di produttori di 13 paesi UE, corrispondenti ad oltre 1000 aziende (la maggior parte delle quali di dimensioni piccole e medie) e 107000 lavoratori impiegati in Europa, e genera 15 miliardi di euro di fatturato in Europa.

La federazione europea di aziende di lampade (ELC) rappresenta i principali produttori europei di lampade. ELC conta 8 membri, rappresenta oltre 50000 lavoratori impiegati in Europa e genera 5 miliardi di euro di fatturato in Europa. ELC è impegnata a proporre pratiche di illuminazione efficienti per il beneficio dell’ambiente mondiale, per il comfort delle persone e per la salute e la sicurezza dei consumatori.

 

Le soluzioni di illuminazione intelligenti fanno la differenza.

La luce è essenziale per la vita, oltre a consentirci di svolgere i compiti visivi. L’importanza di una buona illuminazione è innegabile, in quanto fornisce un servizio essenziale alle persone nelle diverse tipologie di ambiente. La luce:

> Aumenta la visibilità dei compiti visivi e riduce l’affaticamento negli ambienti di lavoro

> Aumenta la sicurezza e la praticabilità di vie e strade per conducenti, pedoni e residenti

> Motiva e stimola l’apprendimento e lo studio nel settore educativo

> Migliora la produttività e agevola la sicurezza e la precisione nei posti di lavoro

> Stimola la percezione visiva nei negozi

> Migliora la qualità della vita sociale e culturale a livello urbano e cittadino

> Enfatizza la bellezza visiva dell’architettura e dei paesaggi

La luce ha un impatto sul nostro umore; inoltre, migliora il benessere ed i processi biologici. La luce stimola la produttività e consente uno stile di vita nell’arco delle 24 ore, garantendo comfort e sicurezza anche per le persone anziane.

La società conferisce grande importanza alla salvaguardia del clima e delle risorse energetiche. L’illuminazione può giocare un ruolo centrale nel risparmio di energia, risorse e costi. Le nuove tecnologie ed i nuovi sistemi di controllo per l’illuminazione sono in grado di determinare risparmi di almeno il 40%. L’innovazione cambia le modalità di consumo

energetico ed offre soluzioni di illuminazione completamente nuove, per uno stile di vita confortevole e sano. Le principali

componenti dei sistemi di illuminazione sono:

> Lampade ed apparecchi di illuminazione efficienti con ballast elettronici

> Progettazione intelligente con sistemi di controllo dell’illuminazione intelligenti e sfruttamento della luce diurna

> LED ad alta efficienza che aprono scenari di illuminazione mai visti prima.

Oltre l’80% dei segnali elaborati dal cervello provengono dagli occhi. E questi segnali sono trasportati dalla luce. Per questo è estremamente importante avere la luce giusta e di qualità, adeguata ad ogni scopo.

Fonte: CELMA-ELC

 

Illuminazione a led

Illuminazione a Led permette di risparmiare circa il 70% dei consumi elettrici riducendo drasticamente anche i costi di manutenzione, elimina anche l’inquinamento luminoso e funziona a 24 Volt risolvendo così anche il problema della sicurezza sugli impianti di illuminazione pubblica.

Sistemi di illuminazione efficiente: più luce e più risparmio per la casa e l’ufficio.

Un sistema d’illuminazione artificiale si compone di diversi elementi: sorgenti luminose, convertitori, starter, driver, apparecchi di illuminazione e controlli. Le sorgenti luminose (le cosiddette lampadine) sono la fonte di luce. Il campo dell’illuminazione efficiente ha registrato negli ultimi anni un notevole sviluppo tecnologico e di mercato, anche grazie alle Direttive Europee che hanno messo al bando le tipologie di lampade tradizionali a incandescenza entro il 2012 e alle campagne condotte dal Gruppo Enel per la promozione delle Lampade Fluorescenti Compatte. L’evoluzione nel settore dell’illuminazione coinvolge anche i dispositivi utilizzati per controllare e guidare il funzionamento del sistema d’illuminazione con ricadute nei risparmi di energia conseguibili. Sono sempre più presenti sul mercato e commercializzati nei Punto Enel Green Power i sensori di presenza/prossimità, che permettono l’accensione automatica in presenza di oggetti in movimento nel campo di copertura, e i sensori di luminosità, che permettono di adattare il flusso luminoso della lampada in funzione delle condizioni d’illuminazione dell’ambiente circostante. Nel campo dell’illuminazione artificiale, le principali alternative tecnologiche oggi disponibili o in fase avanzata di sviluppo sono:

1. le lampade a incandescenza, tradizionali o alogene. In merito alle prime, l’Unione Europea ha introdotto l’obbligo di togliere dal commercio progressivamente le lampade a incandescenza tradizionali a partire dal 2009, per terminare nel 2012 (Regolamento n. 244/2009);

2. le lampade a scarica, a gas o a fluorescenza costituiscono oggi la parte più importante dell’offerta di mercato; in particolare nelle case e negli uffici, sono presenti lampade a fluorescenza compatte (CFL, Compact Fluorescent Lamp) o tubi fluorescenti lineari.

I principali svantaggi di queste lampade sono sintetizzabili in:

• costo di acquisto maggiore rispetto alla lampade a incandescenza, anche se ultimamente i prezzi di queste tecnologie si stanno decisamente riducendo;

• discreta sensibilità alla temperatura (calo nelle performance al crescere della temperatura di esercizio);
• controllo ottico limitato;

• possibilità di dimming (ossia di controllo e regolazione dell’intensità luminosa) limitate, al contrario dei LED;
• presenza di mercurio nella lampada. Tali lampade devono, infatti, essere smaltite come RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche).
3.  le lampade a stato solido LED (light Emitting diode), nelle quali il dispositivo sfrutta le proprietà ottiche di alcuni materiali semiconduttori per produrre fotoni che generano luce. La tecnologia a LED rappresenta una delle maggiori innovazioni nella storia dell’illuminazione, offrendo la possibilità di generare luce di vari colori in base al tipo di costruzione, ai valori di tensione e alla corrente di alimentazione. L’efficienza luminosa di una lampada a LED è molto elevata (50/100 lm/W), con una durata intorno alle 50.000 ore.

Tali lampade presentano i seguenti vantaggi:

• dimensioni ridotte;

• buona robustezza fisica;

• lunga durata;

• cicli accensione/spegnimento che non hanno alcun effetto sulla durata della lampada;

• non contengono Mercurio;

• elevata efficienza luminosa;

• nuove possibilità di illuminazione di design;

• possibilità di cambiare i colori della luce emessa;

• facilità di utilizzo in modalità dimming.SCHEMA_LED

fonte: greenpower

Lampade a led: risparmio energetico ed efficienza

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Le lampade a LED costituiscono la soluzione più efficace per ottenere un soddisfacente equilibrio tra prestazioni, risparmio energetico ed ecosostenibilità. Utilizzata fino a pochi anni fa solo in campo industriale e segnaletico, l’illuminazione a LED promette nel giro di poco tempo di andare a sostituire totalmente le lampade ad incandescenza e a fluorescenza, caratterizzate da consumi eccessivi e durate nel tempo ad essa non paragonabili.

Il confronto con le lampade ad incandescenza e fluorescenti

A partire dal 2010 sono state tolte dal mercato le lampade ad incandescenza da 75 e 100 watt, e nel settembre del 2012, con il ritiro di quelle da 60 watt cesseranno definitivamente di essere vendute e prodotte. Le lampade a fluorescenza, considerate comunemente a risparmio energetico, garantiscono una durata maggiore rispetto a quelle ad incandescenza, sebbene la loro vita media sia fortemente inficiata dalle frequenti accensioni e spegnimenti: gli elettrodi tendono infatti ad usurarsi per effetto dei numerosi pre-riscaldamenti a cui sono sottoposti. Ad ogni modo, paragonando una lampada fluorescente ad una lampada a risparmio energetico a LED, si riscontra come la seconda garantisca un risparmio energetico di circa il 60% in più, e disponga, a parità di utilizzo, di una vita media superiore di oltre 90 mila ore. Si aggiunga poi, che l’efficienza luminosa di una lampada a LED è superiore di circa quattro volte a quella di una lampada a fluorescenza, e di circa dieci a quella ad incandescenza; questo perché nei led l’energia elettrica è tramutata istantaneamente in luce.

Durata e costi

Le lampade a LED, anche dopo un utilizzo di oltre 60 mila ore, mantengono più del 70% dell’emissione luminosa, perdendo in luminosità solo dopo le 100 mila ore, e garantendo una durata nel tempo fino a 15 – 18 anni. Le lampade a risparmio energetico a LED non contengono materiali nocivi, non inquinano l’ambiente, garantendo prestazioni efficienti e zero emissioni di raggi UV. Oltre al risparmio energetico, perciò, l’illuminazione a led fornisce una funzionalità che nessun altro tipo d’illuminazione pare essere in grado di garantire. L’unica pecca delle lampade a LED è costituita dall’investimento iniziale: se infatti il risparmio in bolletta è palese, bisogna tenere in considerazione che il costo di una lampada a LED è superiore di circa 8-10 volte a quello di una lampada a fluorescenza. Il prezzo iniziale è comunque da confrontare con l’effettivo risparmio, e l’esborso iniziale non può che apparire pienamente giustificato.

Fonte: taglialabolletta

Che cos’è l’illuminazione a LED?

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L’illuminazione a LED è molto più efficiente rispetto alle lampade a incandescenza ed alle lampade a risparmio energetico. Una lampada a incandescenza tradizionale genera luce convogliando l’elettricità attraverso un filamento fino a che non diventa abbastanza caldo da diventare incandescente. Così facendo, solo una frazione dell’energia viene utilizzata per produrre luce, mentre oltre il 90% si disperde sotto forma di calore. Le lampade a risparmio energetico (CFL) convogliano l’elettricità in un tubo che contiene gas e mercurio. La reazione di tali gas produce luce ultravioletta che attraversa il rivestimento fluorescente all’interno del tubo e viene convertita in luce visibile. Nonostante tale processo sia più efficiente di quello di una lampada a incandescenza, circa l’80% dell’energia viene disperso sotto forma di calore. Al contrario, l’illuminazione a LED genera luce attraverso un processo altamente efficiente di luminescenza elettrica in cui gli elettroni possono raggrupparsi in coppie elettrone-lacuna nell’apparecchio sprigionando energia sotto forma di fotoni. L’irrisoria quantità di calore generata viene trasferita dalla sorgente luminosa al “vano calore” situato nella parte bassa della lampada. Così facendo si genera luce in maniera molto più efficiente. La lampada a LED consuma molto meno energia rispetto ad una lampada a incandescenza o ad una lampada a risparmio energetico (CFL)per generare la stessa quantità di luce. Esempio: la nostra lampada a LED da 8 W ha una resa luminosa paragonabile a quella di una lampada a incandescenza da 75 W o a quella di una lampada a risparmio energetico da 13 W.

Fonte: 5MinutiPerlAambiente

Pannelli solari fai da te: una speranza per l’Africa?

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Per molti in Africa l’accesso all’elettricità è decisamente limitato. La costruzione delle infrastrutture non è riuscita a tenere il passo con la diffusione massiva di cellulari e non è quindi insolito che per trovare un punto dove ricaricare il proprio telefono si cammini per diverse ore. Spesso, inoltre, i punti di ricarica sono alimentati con generatori a benzina o diesel, che naturalmente emettono anidride carbonica e sono estremamente inquinanti. Mark Kregh, direttore dell’azienda di pannelli solari Knowyourplanet, ha ideato un progetto in cui sperimentare l’energia solare come metodo alternativo per ricaricare telefoni e batterie: “Il progetto è iniziato alcuni anni fa, quando un mio amico senegalese mi ha chiesto se avevo dei prodotti a basso costo che permettessero di sfruttare l’energia solare in Africa. Gli ho detto che il fotovoltaico non era praticabile, poiché avrebbe necessitato componenti troppo costosi. Ma continuavo a pensarci, così dopo alcune ricerche, ho scoperto che c’era un’intera comunità che produce pannelli solari riutilizzando rottami.”  Per la creazione dei pannelli, il progetto pilota prevede inizialmente la sperimentazione di alcuni materiali quali vetro, LED, batterie, legno metallo, cavi e connettori per testare quali forniscono un miglior funzionamento. Grazie alla donazione di 5.000 sterline ricevuta tramite “World in Need”, a Febbraio Kragh si recherà in Kenya per donare i 1000 kit per la produzione di pannelli solari fai da te e formare la popolazione in modo che possano crearli in maniera autonoma. L’obiettivo finale è quello di creare un caricabatterie con un dollari che duri almeno cinque anni. Kragh afferma: “Miriamo a formare la popolazione locale per dare la possibilità di avere un lavoro e dunque un proprio reddito, in modo da non dover essere dipendenti dai produttori europei e cinesi”. Un progetto che ha indubbiamente un notevole potenziale e che fornisce delle competenze e una certa indipendenza alla popolazione. Un reale aiuto.

Fonte: tuttogreen

COME AUMENTARE L’EFFICIENZA ENERGETICA

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 La realizzazione di risparmi energetici significativi implica, da un lato, l’esigenza di sviluppare tecniche, prodotti e servizi a basso consumo di energia e, dall’altro, la necessità di modificare i comportamenti dei consumatori.

Il progresso tecnologico ha permesso significativi incrementi dell’efficienza nella conversione delle fonti fossili in energia, riducendo le perdite e migliorando le prestazioni degli impianti.

I progressi scientifici hanno migliorato le diverse tecnologie infrastrutturali: linee di trasmissione dell’energia, linee ferroviarie e stradali, edifici.

E’ aumentato il numero di dispositivi più efficienti comunemente utilizzati dagli utenti finali come le apparecchiature elettriche, i sistemi di riscaldamento, i piccoli e grandi elettrodomestici, i mezzi di trasporto.

Ma le tecnologie efficienti da sole non bastano a sfruttare tutto il potenziale di risparmio energetico disponibile.

Altrettanto essenziale è il contributo che deve provenire dai fattori “non tecnologici”, come l’organizzazione/gestione ottimizzata delle imprese e il comportamento consapevole dei cittadini verso un uso più razionale dell’energia.

Questi traguardi richiedono un grande impegno collettivo ma i vantaggi economici, sociali e ambientali per l’intera comunità sono davvero consistenti.

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Fonte: Enea

 

EFFICIENZA ENERGETICA E FONTI RINNOVABILI

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L’efficienza energetica, combinata a sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili, consente di ottenere i migliori risultati in termini di riduzione dei consumi di energia prodotta da fonti fossili (petrolio, gas).

L’utilizzo combinato di efficienza energetica e energia rinnovabile fa sì che, in modo reciproco, i punti di forza dell’una vadano a compensare le debolezze dell’altra, favorendo il progresso di entrambi i processi e accelerando il conseguimento degli obiettivi di risparmio: mentre l’efficienza energetica permette di realizzare considerevoli risparmi nel breve-medio periodo, ma vede il suo potenziale ridursi nel tempo, le rinnovabili producono poca energia nel breve termine, ma presentano un potenziale di crescita notevole;  il risparmio sui costi dell’energia ottenuto con l’efficientamento dei sistemi può essere utilizzato, sia a livello individuale che nazionale, per accelerare l’introduzione delle energie rinnovabili nel mercato, compensando gli alti oneri iniziali;  la disponibilità delle fonti energetiche rinnovabili è fortemente condizionata dalla loro localizzazione.

Al contrario, gli interventi di efficienza energetica possono essere realizzati ovunque. Nelle aree in cui le risorse rinnovabili sono limitate, le politiche di sviluppo territoriali potranno porre un maggiore accento sui miglioramenti dell’efficienza energetica.

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Fonte: ENEA

ACCENDI LA LUCE GIUSTA!!!

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I GRANDI PERICOLI DELLE LAMPADE A RISPARMIO ENERGETICO “CFL” (Lampadine Fluorescenti Compatte)

“La retorica della lampadina fluorescente continua. Da più di un decennio continuiamo ad attribuirle un ruolo importante nella lotta ai cambiamenti climatici, senza renderci conto delle innumerevoli problematiche sotto il profilo della salute e dello stesso ambiente”

Ci siamo già occupati del tema su Terra Nuova di gennaio, scatenando non poche perplessità. Adesso l’argomento viene affrontato anche da ADUC e riportato su il “Consapevole”, attraverso la diffusione di ulteriori pubblicazioni scientifiche e di un appello lanciato da David Price, coordinatore della Spectrum Alliance, nell’ambito della più vasta campagna di sensibilizzazione in Europa sulle conseguenze alla salute originate dall’uso di questo genere di illuminazione. Da settembre 2012 sono state messe al bando in tutta l’Unione Europea le lampadine ad incandescenza, per fare spazio a quelle a minor consumo energetico. Ma a quale costo?

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Le lampadine fluorescenti compatte -CFL- (note come lampadine a basso consumo energetico) possono di fatto provocare ulteriori gravi danni a fasce di popolazione affette da patologie quali il Lupus, forme di dermatite o eczema, elettrosensitività, autismo, epilessia, emicrania, alcuni tipi di porfiria e molte altre ancora, che possono soffrire gravi e dolorose reazioni all’illuminazione a basso consumo. Queste lampadine CFL, distribuite a destra e manca da associazioni ambientaliste e da fornitori di energia elettrica (già questo dovrebbe far pensare), presentano purtroppo tre principali problemi: le radiazioni elettromagnetiche, il mercurio e le radiazioni UV. Riportiamo uno stralcio dell’articolo pubblicato su il “Consapevole” e la rivista “Icaro”.

Radiazioni elettromagnetiche.

Misurazioni eseguite dimostrano che le CFL generano potenti campi elettromagnetici a poca distanza dalla sorgente, fino ad un metro di distanza (1). Il centro indipendente di ricerche francese CRIIREM (Centre de recherche et d’information sur les rayonnements electromagnetiques) sconsiglia pertanto di utilizzare lampadine a basso consumo energetico a brevi distanze, come ad esempio per illuminare i comodini delle camere da letto o le scrivanie (2). La messa al bando delle lampadine ad incandescenza porterà quindi ad un aumento delle persone sottoposte ad alti livelli di radiazioni elettromagnetiche. Inoltre esistono che il campo elettromagnetico generato dalle CFL può viaggiare all’interno dei cavi elettrici esponendo le persone alla così detta “elettricità sporca” in tutta l’abitazione. Uno studio pubblicato nel giugno del 2008 dall’American Journal of Industrial Medicine, segnalava che questa elettricità sporca aumenta di 5 volte il rischio di contrarre il cancro (3). L’effetto dannoso dell’elettricità sporca è stato evidenziato anche dalle ricerche condotte dalla ricercatrice canadese Marta Havas (4). Le lampade alogene a basso voltaggio (12V) possono anch’esse essere dannose a causa del campo elettromagnetico generato dal trasformatore. Ciò succede in particolare con le radiazioni emesse dai “trasformatori elettronici” che possono contaminare anche le condutture generando elettricità sporca. Le lampade alogene a 220V non hanno invece questo effetto.

Mercurio.

Le CFL contengono da 3 a 5 mg di mercurio, una sostanza estremamente tossica per il cervello, il sistema nervoso, i reni ed il fegato. Sebbene si dica che le CFL hanno un basso contenuto di mercurio, questo quantitativo è più che sufficiente a causare seri danni alla salute. In modo particolare sono a rischio le donne in stato di gravidanza ed i bambini piccoli, poiché il mercurio influisce sullo sviluppo del cervello e del sistema nervoso del feto e del neonato. Valutazioni eseguite dimostrano che quando una lampadina a basso consumo si rompe, i vapori di mercurio si diffondono e le emissioni superano di gran lunga i livelli di sicurezza per svariate settimane dalla rottura (5). Le lampadine che non vengono smaltite correttamente potrebbero rompersi nel camion della spazzatura, diffondendo i vapori di mercurio sulla città, o finire nelle discariche dove, il mercurio, può contaminare aria, acqua e suolo. Di conseguenza, la messa al bando delle lampadine ad incandescenza ed il conseguente aumento dell’utilizzo delle CFL, porterà centinaia di chilogrammi di mercurio direttamente nelle nostre case e nelle nostre strade.

Radiazioni UV.

Le CFL senza il doppio guscio protettivo (ed anche alcuni tipi di lampade alogene) emettono radiazioni UV-B e tracce di UV-C. E’ ben noto che questo tipo di radiazioni sono dannose per la pelle (i.e. tumore della pelle) e per gli occhi (i.e. cataratta). Diversi studi,infatti, dimostrano che le lampade fluorescenti aumentano il rischio di contrarre tumori della pelle (6). La British Association of Dermatologists sostiene che le persone che soffrono di alcune malattie della pelle o che sono sensibili alla luce, accusano un aggravamento dei loro sintomi in conseguenza dell’uso di lampadine a basso consumo energetico (7). Perfino individui senza problemi cutanei preesistenti, possono sviluppare sul viso sintomi allergici e/o lesioni simili alle ustioni da sole (8). La protezione supplementare del doppio guscio sulle CFL può circoscrivere il problema delle radiazioni UV, ma finché saranno vendute CFL senza doppia protezione, le radiazioni UV continueranno ad essere un alto fattore di rischio.

Ulteriori problemi

Altri problemi correlati all’uso delle CFL comprendono il tremolio della luce che può provocare mal di testa, affaticamento della vista e problemi di concentrazione (9) e l’alta percentuale della componente blu della luce che, come è risaputo, diminuisce la produzione di melatonina, che a sua volta può causare disturbi del sonno, tumori, attacchi di cuore.

Casa fare?

Ricordiamo altresì che si stanno diffondendo altre tecnologie, sicuramente più efficienti, come l’illuminazione a LED, che risolvono in parte tutti questi problemi. Dobbiamo anche ricordare che la luce migliore rimane la luce naturale, che potremmo sfruttare al massimo anche all’interno delle nostre abitazioni. Per il resto potremmo continuare ad usare le lampadine fluorescenti con maggiore coscienza e parsimonia, ricordandoci di smaltire in modo corretto.

Rischio cancro delle lampadine a risparmio energetico

Le lampadine a risparmio energetico (CFL), emettono una quantità superiore alla media di raggi ultravioletti e quindi potrebbero aumentare il rischio di cancro alla pelle soprattutto per chi lavora ore e ore vicino alle fonti di luce. L’allarme arriva dal quotidiano britannico Guardian, la Health Protection Agency (HPA) ha condotto uno studio sui vari modelli di lampadine a risparmio energetico disponibili sul mercato ed ha verificato che il modello non incapsulato, emette livelli troppo elevati di radiazioni UV-C in 9 casi su 53. a2 centimetri di distanza dalla lampadina, ci si trova esposti a un livello di emissione ultravioletta paragonabile a quello della luce solare diretta in un giorno d’estate. “ Una esposizione ai raggi UV-C, anche limitata, causa danni al DNA”, spiega Anthony Carr della Sussex University, “il rischio più immediato, soprattutto per le categorie professionali che lavorano sotto la luce ravvicinata e continua di queste lampade, come gli orafi, è un arrossamento della pelle simile a una scottatura, ma è presente anche un limitato rischio di cancro della pelle”. Tutte le autorità internazionali però, stanno spingendo per la diffusione globale delle lampadine a risparmio energetico per motivi ecologici e economici. La soluzione? Utilizzare solo i modelli incapsulati o cambiare tecnologia con il LED.

Fonte: Sample I, Vidal J. Radiation warning over ecofriendly lightbulbs. The Guardian 09/10/2008

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Lampade a basso consumo, la Svizzera invita a stare lontani

Non avvicinatevi a meno di trenta centimetri delle lampade a risparmio energetico. E’ il suggerimento diffuso dall’Ufficio federale della sanità pubblica svizzera in seguito ad un’indagine condotta dalla “It’ls Foundation” (Fondazione di ricerca sulle tecnologie dell’informazione nella società) di Zurigo diretta dal professor Niels Kuster del locale Politecnico. La ricerca voleva determinare con precisione, grazie ad un nuovo metodo di misura, i campi elettromagnetici generati dalle nuove lampade a risparmio, ora utilizzate in seguito alla decisione dell’Unione Europea di mettere al bando le tradizionali lampade ad incandescenza entro il 2012. in particolare interessava stabilire gli effetti generati sul corpo umano e, a tal proposito, si precisa che i valori di intensità rilevati a 30 centimetri dalle lampade considerate, sono inferiori (10%) alla soglia raccomandata dalla International Commission for Nonionizing Radiation Protection. Se però ci si avvicina al di sotto dei 30 centimetri, i valori misurati crescono rapidamente fino a superare in alcuni casi i limiti stabiliti. Per questo, a titolo prudenziale, l’ufficio della sanità pubblica di Berna, invita a mantenere l’opportuna distanza soprattutto se le lampade restano a lungo accese, come nel caso di quelle poste sulla scrivania. La ricerca è stata condotta utilizzando quattro manichini che rappresentavano un uomo, una donna, un bambino di 6 anni e una bambina di 11 anni, scandagliati in posizioni diverse e a varie distanze. Le lampade a risparmio energetico sono dotate di un trasformatore ed emettono campi elettrici a bassa e media frequenza che possono generare nell’organismo correnti elettriche, le quali, a partire da una certa intensità, sono in grado di provocare infiammazione dei nervi e dei muscoli. In passato era stato sollevato anche il problema dell’inquinamento perché, al loro interno contengono pure una quantità esigua di mercurio (inferiore a 5 milligrammi) che in caso di rottura del bulbo, può disperdersi nell’aria  Inoltre le lampade a basso consumo con bulbo fluorescente, in certe condizioni, lasciano filtrare una piccola parte dei raggi ultravioletti per cui, ad una certa distanza, inferiore a 20 centimetri e dopo una lunga esposizione, non si possono escludere eritemi cutanei. La decisione Svizzera è un buon provvedimento che dovremmo seguire, precisa Settimio Grimaldi, biofisico dell’Istituto di neurobiologia e medicina molecolare del Cnr. E non solo per le lampade ma anche per frigoriferi e lavatrici. Anch’essi emettono campi elettromagnetici e l’unico modo di difendere la nostra salute, eliminando gli effetti negativi, è quello di mantenere le distanze suggerite dall’indagine di Zurigo.

Fonte:corriere.it

Una soluzione?Lampade a LED. Go LED!!!

Fonte : coscienze in rete magazine

PERCHÉ L’EFFICIENZA ENERGETICA

Gli studi effettuati a livello internazionale e nazionale confermano che la modalità più conveniente in termini di costi-efficacia per risparmiare energia e i cui effetti sono percepibili nel breve/medio termine è l’efficienza energetica.

L’incremento dell’efficienza energetica si ottiene mettendo in atto varie forme di intervento, che includono miglioramenti tecnologici, ottimizzazione della gestione energetica e diversificazione dell’approvvigionamento di energia.
Sprechi e perdite di energia rappresentano il “giacimento” nascosto di cui disponiamo e che l’efficienza energetica ci consente di recuperare e valorizzare per ottenere consistenti vantaggi economici, ambientali e sociali.

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Per queste ragioni l’efficienza energetica costituisce una componente essenziale della strategia energetica europea e nazionale, finalizzate a realizzare un’economia a basso consumo energetico, più sicura, più competitiva e più sostenibile.

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Fonte ENEA