Come addolcire l’acqua in lavatrice per risparmiare detersivo: il trucco del sale

Sale nella lavatrice come anticalcare e per usare meno detersivobucato

Esiste una soluzione naturale per ottimizzare il lavoro della lavatrice e utilizzare meno detersivo: utilizzare il sale per addolcire le acque dure e come anticalcare. Nell’esperimento sono stati usati anche l’aceto e il bicarbonato, una soluzione mutuata da soluzioni eco per la lavastoviglie. Vediamo nel dettaglio come usare la lavatrice con questa modalità. Le acque dure non sono le migliori per fare il bucato in lavatrice: lasciano una patina biancastra e rendono le fibre stoppose. Dopo molti lavaggi in acqua ricca di calcare la nostra biancheria smette di essere bianca e diventa grigiastra. Non solo bisogna usare più detersivo per lavare i panni, ma anche ammorbidente e anticalcare per lavatrice.  Insomma, un vero e proprio attentato all’ambiente. Eppure un rimedio c’è e anche semplice che ho testato personalmente nella mia lavatrice: un bicchiere- di sale grosso a lavaggio per il programma da 7 Kg. Ovviamente metto meno detersivo, liquido e comprato alla spina, non uso l’ammorbidente ma aceto messo per l’ultimo risciacquo e non uso (mai usato per la verità) anticalcare. L’idea mi è venuta osservando la lavastoviglie: perché ha il cestello per il sale grosso? Il sale nella lavastoviglie si mette per addolcire l’acqua e per far venire più brillanti le stoviglie. Ecco, ho pensato, il sale dovrebbe aiutare a far venire il mio bucato più pulito grazie all’uso di un’acqua più dolce. Comunque, ho anche aggiunto un cucchiaio di bicarbonato. Il lavaggio con sale, bicarbonato e aceto l’ho ripetuto anche su capi colorati, jeans e neri e in nessun caso ho avuto problemi. L’aceto in lavatrice può infatti sostituire l’ammorbidente, ma non solo: in virtù della sua composizione è anche un anticalcare, ragione che lo rende utilizzabile per lo stesso scopo anche nella lavastoviglie.
Foto | Flickr

Fonte: ecoblog.it

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Stop agli ammorbidenti chimici: ecco come prepararne uno naturale ed economico

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Gli ammorbidenti sono prodotti davvero speciali per il bucato. Si usano per conservare la morbidezza dei tessuti e per dare un piacevole odore ai nostri vestiti ogni volta che li laviamo. Si tratta di un prodotto molto comune sul mercato e, di fatto, lo si trova facilmente e anche a prezzi vantaggiosi a seconda della marca che si sceglie. Ma sapevate che molte delle fragranze che vengono aggiunte agli ammorbidenti costituiscono una minaccia per la nostra salute? Anche se l’odore che emanano i nostri capi appena lavati è gradevole, gran parte delle fragranze e degli agenti chimici utilizzati negli ammorbidenti commerciali possono essere pericolosi, specialmente per i bambini. Secondo gli esperti, gli ammorbidenti in commercio contengono composti chimici che possono causare reazioni sulla pelle o allergie respiratorie come la rinite. Tenendo in considerazione che molti di questi agenti chimici sarebbero nocivi per l’organismo se venissero ingeriti, gli esperti assicurano che possono essere dannosi anche attraverso il semplice contatto con la pelle. Esattamente come avviene per altri prodotti chimici che si utilizzano per la pulizia della casa, gli ammorbidenti per il bucato possono causare danni alla nostra salute, anche se probabilmente questi non si manifestano in modo immediato e vengono associati difficilmente all’uso di tale prodotto. Gli esperti assicurano che la maggior parte di questi prodotti contiene ftalati, ovvero i composti chimici che si aggiungono per dare all’ammorbidente proprio quel piacevole odore che tanto ricerchiamo, ma che secondo molti studi ha causato disordini ormonali in vari animali. Usare ammorbidenti industriali, quindi, non solo può causare danni alla nostra salute, ma anche all’ambiente. Per questo motivo, si vuole promuovere l’uso di alternative ecologiche e sane, che non costino troppo, siano efficaci, e soprattutto che non abbiano effetti negativi sulla nostra salute e che siano ecosostenibili.ammorbidente-e1436891252276

Come preparare un ammorbidente naturale ed economico

Ora che sapete che gli ammorbidenti industriali possono causare danni alla vostra salute e all’ambiente, dovete cominciare a considerare la possibilità di preparare i vostri in casa. Ovviamente devono essere prodotti naturali ed economici, che si prenderanno cura del vostro bucato e lo renderanno morbido. Questo ammorbidente naturale richiede l’uso di ingredienti molto comuni che probabilmente avete già in casa. Le loro proprietà aiuteranno a rendere più morbidi i tessuti e ad eliminare i cattivi odori dal nostro bucato.

Ingredienti

  • 10 gr di bicarbonato di sodio.
  • 150-200 ml di acqua calda.
  • 800 ml di aceto di mele.
  • 20 gocce di olio essenziale.
  • Recipiente di plastica con una capacità di 3 litri e mezzo.

Cosa dovete fare?

  • È importante usare un recipiente di plastica grande, perché il composto aumenterà di volume. Quando avrete trovato il recipiente adatto, versate l’acqua calda e aggiungete il bicarbonato di sodio e l’aceto di mele. Osserverete a questo punto una reazione chimica tra gli ingredienti che causerà la formazione di moltissime bolle nel recipiente.
  • Quando il liquido si sarà stabilizzato, conservatelo nel recipiente del vostro vecchio ammorbidente (o in qualsiasi recipiente comodo che abbiate a disposizione), e aggiungete l’olio essenziale con l’aroma che preferite. Agitate e conservate in un luogo fresco.
  • Per usarlo, aggiungetelo al bucato posto in acqua o in lavatrice, esattamente come facevate con il vostro vecchio ammorbidente industriale.

Consiglio: Prima di usare l’ammorbidente, agitatelo bene per amalgamare di nuovo tutti gli ingredienti. Per ogni bucato, saranno sufficienti 4 cucchiai di ammorbidente fatto in casa.bucato-500x334

  • Questo incredibile ammorbidente vi aiuterà a rendere il bucato morbido, pulito e privo di sostanze chimiche. Si consiglia in particolare per i colorati e per il bucato scuro.
  • Se soffrite di allergie o avete problemi respiratori di vario genere, questo ammorbidente diventerà il vostro più grande alleato per ottenere la morbidezza desiderata senza soffrire di scomodi effetti secondari. Esso, inoltre, si renderà protagonista di un’importante funzione alternativa oltre a quella di pulire il vostro bucato. Aiuterà infatti a mantenere pulita la vostra lavatrice da quelle particelle di sporco e di detersivo che si tendono ad accumulare nei fori. 
  • Non abbiate dubbi dunque a provare tutti i benefici che vi garantirà l’uso di questo ammorbidente sin dalla vostra prossima lavatriceNon potrete più fare a meno del suo delicato aroma e della sensazione di morbidezza che lascerà in ognuno dei vostri vestiti.

Fonte: viverepiusani.com

Pulizie ecologiche: con WashAPP usiamo la lavatrice senza inquinare

Con la APP Washapp è possibile imparare a fare il bucato e a smacchiare i capi in maniera ecologica, sfruttando tanti consigli della nonna e rimedi naturali.

Fare un bucato ecologico con la lavatrice significa usare meno detersivi, meno elettricità, meno acqua e dunque non inquinare. Sappiamo che conviene lavare molti capi a 30 gradi centigradi ma non sappiamo, ad esempio, come comportarci quando ci sono macchie che invece richiedono una temperatura dell’acqua più elevata e detersivi più aggressivi per essere mandate via. Ecco che l’app gratuita WhashAPP ci aiuta a comportarci bene e in maniera ecologica proprio in queste situazioni ricorrendo a rimedi naturali e ai consigli della nonna e senza poi andare a modificare le nostre abitudini ecologiche del bucato in lavatrice. Infatti, scorrendo le varie proposte fatte dalla APP, che si presenta come una lavatrice virtuale nel cui cestello inserire i vari capi, si scopre come è possibile lavare in maniera ecologica e sopratutto smacchiare non solo gli indumenti e i capi di abbigliamento, ma anche tappezzeria, scarpe e altro. Accedendo alla sezione “smacchia” si può conoscere ogni rimedio naturale disponibile per mandare via le macchie più ostinate. Infatti, scorrendo la APP potrete trovare le risposta su come togliere macchie di olio, erba, fango, caffé, vernice o vino dai capi bianchi, colorati o scuri. WashAPP fornisce peraltro l’utile servizio meteo perché il bucato lo possiamo stendere così nelle giornate migliori sia per la presenza di sole sia di vento e rinunciare così all’asciugatrice.washapp-620x350

E veniamo all’ideatrice di questa APP che è Stefania Lobosco e perché è nata washapp:

A darmi l’idea di WashApp saranno stati i numerosi vestiti rovinati dalle mie amiche o l’essere stufa di sentir chiedere numerosissime volte a mamme e nonne (che hanno dovuto imparare ad utilizzare Skype anche per aiutare i nipoti a cucinare e a togliere le macchie): “A quanto devo mettere la lavatrice?” o “Come mai il calzino nero mi ha fatto diventare grigio il pigiama bianco?”

Per quanto riguarda le pulizie ecologiche più in generale, Stefania ci consiglia:

cercate il più possibile di produrli in casa con alcuni semplici ingredienti come aceto (ottimo anche per il calcare), bicarbonato, acido citrico, olii essenziali per le profumazioni e sapone di Marsiglia. Anche acquistare i detersivi concentrati o alla spina può garantire un risparmio economico di circa il 60% e consente di risparmiare anche sulla plastica del packaging. Inoltre, è sufficiente una goccia di detersivo diluita con acqua per lavare efficacemente. Acquistate elettrodomestici a classe energetica A+++ per proteggere l’ambiente e consumare molto meno sulla bolletta elettrica. E cercate di non dimenticare mai gli elettrodomestici in modalità standby.

Fonte:  Puliti e felici
Foto | WashApp @ facebook

Ma quanto consuma una lavatrice? Tanto. Ecco come si può risparmiare

Avete mai fatto caso a quanto gira velocemente il disco del contatore quando la lavatrice è in funzione? Già; perché si tratta di un elettrodomestico che può essere molto “energivoro”. Ma basta mettere in atto qualche semplice accorgimento ed ecco che il risparmio diventa realtà.lavatrice_risparmio

Se vogliamo risparmiare un po’ di energia, quindi soldi e ridurre l’inquinamento provocato dalla produzione di energia elettrica attraverso le fonti fossili, abbiamo alcune possibili soluzioni di facile applicazione.  Parlando di lavatrici è sufficiente ridurre la temperatura dell’acqua a cui si lava e il risparmio è assicurato. Il lavaggio sarà ancora soddisfacente ma i consumi si ridurranno sensibilmente. Come si vede chiaramente dalle immagini che trovate in fondo all’articolo (Fig. 2 e Fig. 3) si ottiene un risparmio di circa il 30% semplicemente abbassando la temperatura dell’acqua. Nel primo caso la temperatura è stata impostata a 60°, mentre nel secondo a 40°. Nel primo caso la lavatrice ha utilizzato la resistenza interna per circa 15 minuti, mentre nel secondo ne sono sono stati sufficienti circa 10. Questo ci fa capire che più alta si vuole la temperatura di lavaggio più a lungo rimane accesa la resistenza interna che scalda l’acqua. (I due lavaggi in questione sono stati eseguiti uno di seguito all’altro e pertanto le condizioni di valutazione erano uguali per entrambi). Va detto che le misure sono state effettuate in Agosto, con temperatura dell’aria e dell’acqua più elevate che in inverno. Se facessimo lo stesso calcolo a Dicembre avremmo dei consumi maggiori sia perché la temperatura in casa non sarebbe più alta di 19° sia perché l’acqua in ingresso sarebbe più fredda. Se volessimo fare un calcolo del consumo reale dei lavaggi, basterebbe moltiplicare il tempo di utilizzo della resistenza (1600 W = 1,6 kW) e il tempo di utilizzo del motore (circa 100 W – 0,1 kW, come si vede dalla figura 1). Nel primo caso avremmo 1,6 kW per 15 minuti, più  0,1 kW per 60 minuti: ossia 400 Wh più 100 Wh per un totale di 500 Wh. Se paghiamo un kWh di energia elettrica 0,2 € il lavaggio ci sarà costato circa 10 centesimi. Nel secondo caso , lavando con l’acqua a 40°, avremmo 1,6 kW per 10 minuti, più  0,1 kW per 60 minuti: ossia 266 Wh più 100 Wh per un totale di 366 Wh. In questo caso il lavaggio ci sarà costato solo 7 centesimi. Da notare che il tempo di lavaggio è sempre lo stesso, quello che cambia è il tempo in cui la lavatrice “aspetta” il riscaldamento dell’acqua. Quanto spenderemmo se invece di scaldare l’acqua con la resistenza interna utilizzassimo l’acqua scaldata col sole dai collettori solari? Invece di far scaldare l’acqua alla lavatrice la si può far arrivare  già calda così ché l’energia elettrica servirà solo per far girare il cestello, con il consumo del solo motore che si aggira sui 100 Watt. Se avete installato un pannello solare per l’acqua calda potete farla confluire direttamente in lavatrice. La lavatrice, in questo caso, dovrebbe avere il doppio ingresso: uno per l’acqua calda e uno per quella fredda. Se la vostra non lo ha, potete acquistare un “SaveEl.En.” apparecchio che si occupa proprio di far arrivare acqua calda e fredda in base alla richiesta. Se, dunque, utilizziamo l’acqua scaldata col sole il costo del lavaggio si ridurrà al solo consumo del motore. Quindi avremo 100 W per 60 minuti. Cioè 0.1 kWh, ovvero 0,02 centesimi di spesa!
Un’altra possibilità, se non avete i pannelli  solari per l’acqua calda, è quella di mandare alla lavatrice l’acqua scaldata con la caldaia a gas. Il costo sarà minore che se la scaldate con la corrente elettrica.
fonte: il cambiamento.it

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RISPARMIO ENERGETICO CON LA LAVATRICE

 

Come si sceglie una lavatrice?

Qual è il modo migliore per utilizzarla?

Quanto consuma?

Di quale manutenzione ha bisogno?

panni stesi

Sono domande semplici, che ci troviamo ad affrontare spesso, sia al momento dell’acquisto di una lavatrice, che nel suo uso quotidiano e, soprattutto, quando dobbiamo pagare qualche riparazione troppo costosa. Le risposte possono essere altrettanto semplici.

LA LAVATRICE:

ISTRUZIONI PER L’USO

La lavatrice può funzionare meglio: non c’è bisogno di fare sacrifici o rinunce, basta adottare qualche piccolo accorgimento, in modo da consumare meno energia, risparmiando denaro e salvaguardando anche l’ambiente.

• L’acquisto

• l’installazione

• l’utilizzo

• la manutenzione

della lavatrice vengono trattati con l’intento di evidenziare quello che bisogna sapere nella vita di tutti i giorni, a contatto diretto con questa “macchina della casa”. Pensare al futuro significa anche ridurre i consumi irrazionali sin da oggi. Possiamo farlo in molti modi, ogni giorno, con un pizzico di intelligenza, senza per questo rinunciare alla qualità della vita.

L’ACQUISTO

La tecnologia si evolve a ritmo sempre più veloce: anni di studio e di lavoro hanno portato alla produzione di lavatrici che, rispetto a quelle vecchie, sono in grado di lavare il bucato utilizzando una minore quantità d’acqua, di detersivo e di energia elettrica.

lavatrice

Infatti, fino a pochi anni fa l’unico tipo di lavaggio era quello dell’“ammollo”, in cui la biancheria veniva immersa in acqua con il detersivo e lavata soltanto con un movimento rotatorio del cestello. Ora nei nuovi modelli è stato introdotto il lavaggio “a pioggia” in cui i capi sono posti ad una duplice azione in quanto, oltre all’ammollo  vengono continuamente spruzzati dall’alto con acqua e detersivo. Alcune macchine prevedono anche il riutilizzo dell’acqua di lavaggio che, attraverso un’apposita conduttura, viene riciclata e immessa nuovamente in vasca, passando attraverso la biancheria ed aumentando così l’eliminazione dello sporco. Diminuendo la quantità d’acqua è necessaria meno energia per portarla alla temperatura prescelta per il lavaggio ed è anche sufficiente una minore quantità di detersivo. Per queste ragioni, al momento dell’acquisto, è sempre meglio preferire modelli di recente produzione, che ormai assicurano un consumo d’acqua e detersivo estremamente contenuti e di cui sono noti sia il consumo di energia che la capacità di lavare.

MENO CONSUMI… UGUALI RISULTATI

Quali sono gli ingredienti per un buon bucato?

Acqua, detersivo e… naturalmente… elettricità.

Vediamo ora come si può risparmiare sugli “ingredienti” senza per questo rinunciare ad un ottimo risultato. Sappiamo già che, acquistando elettrodomestici di nuova concezione, è possibile lavare con una minore quantità d’acqua e di detersivo. A proposito di detersivo: costa di più dell’energia elettrica usata nel ciclo di lavaggio. Infatti,per un bucato a 60°C si usano tra 1,2 e 1,5 kWh di elettricità per scaldare l’acqua e si consumano 120‐150 grammi di detersivo in polvere; questo significa che spendiamo circa 0,26 Euro per l’energia elettrica e circa 0,31 Euro per il detersivo. Riducendo i consumi di detersivo, perché con le nuove lavatrici ne basta una minore quantità, possiamo ottenere un doppio vantaggio:

diminuire le spese e contribuire al rispetto dell’ambiente.

Lo scarico di detersivi nei fiumi e nei mari rappresenta infatti una delle maggiori cause dell’inquinamento delle acque. È importante inoltre sapere che un bucato “perfetto” non dipende tanto dalla quantità di detersivo, quanto dalla “durezza” dell’acqua a cui questo viene miscelato. La presenza di calcio e magnesio nell’acqua utilizzata influenza in maniera determinante i risultati del lavaggio: per diminuire la quantità di calcio e magnesio i detersivi contengono nella loro formulazione particolari ingredienti che sono in grado di bloccare l’azione negativa dei componenti della durezza dell’acqua. Più alta è la durezza dell’acqua maggiore è la quantità di questi ingredienti, e quindi di detersivo, che deve essere dosata per ottenere risultati di lavaggio accettabili dal punto di vista della pulizia e dell’igiene. Quando si usa un’acqua “dolce” (minore di 15 gradi francesi) è sufficiente una dose di detersivo molto inferiore rispetto a quando si usa un’acqua “dura” (maggiore di 25 gradi francesi).

 asciugatrice

 Le istruzioni in etichetta riportate sui contenitori dei detersivi forniscono ai consumatori le dosi corrette da utilizzare anche in funzione della durezza dell’acqua. Per poter seguire tali istruzioni è quindi necessario conoscere il grado di durezza dell’acqua di cui si dispone. La durezza dell’acqua può essere misurata per mezzo di “strisce‐test” (si trovano in vendita nei negozi di ferramenta e in quelli di acquari) che, immerse, permettono una facile lettura. Per correggere un’acqua troppo dura è bene installare, alle tubature di adduzione, un “addolcitore” che trattenga il calcare. In alternativa, buoni risultati si possono ottenere utilizzando, insieme al detersivo, anche un prodotto anticalcare.

L’UTILIZZO

Scegliere correttamente il programma. Il programma a 90°C è ormai raramente necessario perché i detersivi di oggi assicurano un bucato “perfetto” a temperature più basse. Dovrebbe essere utilizzato esclusivamente per un bucato veramente molto sporco e con tessuti resistenti. Oltre al fatto che consuma molta elettricità per scaldare l’acqua e molto detersivo (circa il 20% in più perché, generalmente, questo programma prevede anche una fase di prelavaggio) la temperatura elevata dell’acqua deteriora più rapidamente la biancheria. Preferire i programmi di lavaggio a temperature non elevate (40°‐ 60°C). Come già detto oggi

esistono detersivi molto attivi anche a basse temperature, in grado di garantire ottimi risultati;

inoltre i tessuti durano di più e i colori non sbiadiscono. Utilizzare la lavatrice solo a pieno carico oppure servirsi del tasto “economizzatore o mezzo carico” quando c’è poca biancheria da lavare. In questo caso però bisogna ricordarsi che “mezzo carico” non significa “mezzo consumo”. L’energia e l’acqua consumate per lavare poca biancheria si riducono ma non così tanto come si è portati a credere. Controllare la quantità di detersivo in base alla durezza dell’acqua, senza mai esagerare: ne serve sempre meno di quanto pensiamo; verifichiamolo con la tabella presente sulle confezioni di detersivo e in base allo sporco effettivo della biancheria. Non superare mai le dosi di detersivo consigliate dalle case produttrici, perché il detersivo incide molto sui costi del bucato e concorre all’inquinamento dell’ambiente. Facciamo qualche prova di lavaggio con dosi ridotte: rimarremo soddisfatti e stupiti dei risultati!

LA MANUTENZIONE

La lavatrice è la regina della casa e, per farla funzionare bene, bisogna trattarla come tale! Pulire frequentemente il filtro: le impurità e il calcare accumulato ostacolano lo scarico dell’acqua. Usare i prodotti decalcificanti insieme al detersivo: evitano la formazione di depositi e facilitano le funzioni del detersivo soprattutto con “acqua dura”: aumenterà il costo del lavaggio ma si ridurranno gli interventi e ‐ i costi ‐ di manutenzione. Staccare i collegamenti elettrici e idraulici se la lavatrice è destinata a rimanere a lungo inattiva e mantenere l’oblò leggermente aperto per evitare la formazione di cattivi odori. Tenere sempre pulito il cassetto del detersivo evitando che si formino incrostazioni. Leggere sempre attentamente e il libretto di istruzioni allegato al nuovo apparecchio: contiene preziosi suggerimenti per un migliore utilizzo dell’elettrodomestico.

L’ASCIUGATURA

Con le nuove tecnologie, ormai, il lavaggio di un bucato in lavatrice è diventato un’operazione estremamente semplice. Ci sono poi alcuni modelli programmati anche per l’asciugatura. Anzi, oggi si tende a sostituire questa operazione con macchine asciugatrici studiate appositamente. Attenzione però: per riscaldare l’aria necessaria all’asciugatura occorre molta energia. Esistono in commercio diversi modelli di asciugatrici per biancheria che adottano, principalmente, due sistemi: quello con scarico d’aria, adatto a locali bene aerati e quello con condensazione del vapore per locali non aerati. Questi sistemi operano in modo analogo, aspirando all’esterno l’aria che viene riscaldata e immessa sulla biancheria, per sottrarre umidità. La differenza nei due tipi sta nel modo di cedere all’ambiente l’umidità sottratta: nel primo caso riversando l’aria umida nel locale e, nel secondo, raccogliendo i vapori in un apposito contenitore da svuotare a fine ciclo, o direttamente in uno scarico.

ATTENZIONE PERÒ: per riscaldare l’aria necessaria all’asciugatura occorre molta energia e anche se con qualche variazione a seconda del sistema usato, il costo di questa operazione rimane elevato. Usiamo il sole appena è possibile, è gratis e non inquina e facciamo funzionare l’asciugatrice o il ciclo di asciugatura della lavatrice solo quando non possiamo fare altrimenti.

LA SICUREZZA, L’EFFICIENZA ENERGETICA E IL RISPETTO DELL’AMBIENTE

Al momento dell’acquisto degli apparecchi domestici è bene assicurarsi che ci sia il marchio di qualità IMQ o un altro marchio riconosciuto a livello europeo. Se c’è significa che l’apparecchio è prodotto in conformità con le norme di legge in materia di sicurezza. Possiamo inoltre anche trovare l’Ecolabel (ecoetichetta): un marchio europeo che indica un prodotto più “compatibile con l’ambiente” e quindi, generalmente, anche con un minor consumo di energia. Ha per simbolo la margherita con le stelle come petali e la “E” di Europa al centro.

Fonte: web