Torino, puzza in tutta la città: incendio in una fabbrica libera diossine

Nel tardo pomeriggio il rogo della Transistor ha prodotto un odore acre che ha invaso tutta la città fino alla collina. Verso le 19 di ieri, mercoledì 18 marzo, l’aria di Torino era irrespirabile. In giro per la città molte persone hanno dovuto schermare con la mano o con un fazzoletto bocca e naso a causa di un persistente maleodore che, al tramonto, si è sparso invadendo tutta la città. A causare questo disagio è stato il rogo della Transistor, un’azienda di via Paolo Veronese, nella periferia nord di Torino, specializzata nel recupero di materiale elettronico. Questa mattina la nube nera sprigionatasi dall’incendio avvenuto intorno alle 18 non era più visibile, ma l’odore pungente e fastidioso persisteva. Migliaia le telefonate che hanno raggiunto i vigili del fuoco torinesi e dalle 21 di ieri sera l’Arpa ha iniziato a monitorare le condizioni dell’aria, affermando che non esiste alcun allarme di tipo ambientale. Gli esperti hanno spiegato che la plastica bruciata ha liberato nell’aria delle diossine. Nelle ore successive al rogo della Transistor, la polizia municipale è passata nei condomini della zone per raccomandare ai residenti di chiudere le finestre di casa. Circa venti le squadre di Vigili del Fuoco che si sono impegnate fino a tarda notte per domate le fiamme. Fra le possibili cause dell’incendio vi è un corto circuito che avrebbe scatenato una reazione a catena, facendo bruciare computer e altri rifiuti elettronici. Due operai dell’azienda di 37 e 59 anni sono rimasti intossicati e trasportati all’ospedale Giovanni Bosco dove sono rimasti per tutta la notte. Gli altri si sono allontanati mettendosi in salvo non appena hanno visto le fiamme.transistor-incendio-18-marzo-2015-620x357

Fonte:  Repubblica

Foto | Google Maps

La Paz, Messico: l’energia arriverà 100% dal sole

Ad oggi la città messicana di La Paz (215.000 abitanti) viene già alimentata per il 60% delle utenze dall’impianto fotovoltaico più grande del Sud America, Aura Solar I. Entro la fine dell’anno, una nuova centrale coprirà anche il fabbisogno rimanente, portando La Paz ad essere 100% rinnovabile381583

La città messicana di La Paz (215.000 abitanti) potrebbe essere interamente alimentata da energia solare prima della fine del 2015: ad “aiutare” la centrale fotovoltaica attualmente in funzione – Aura Solar I, un impianto da 39 MW di potenza – arriverà infatti Grupotec, con un nuovo impianto da 30 Mw, in grado di servire anche il rimanente 40% della popolazione, che ad oggi si rifornisce ancora di energia elettrica tradizionale. Il nuovo impianto occuperà 44 ettari di terreno e potrà contare su 97.000 moduli solari e una batteria per lo stoccaggio da 11 Mw. Se tutto andrà come da progetto, la costruzione si rivelerà un affare da ogni punto di vista: per i cittadini, che pagheranno l’energia alle stesse tariffe attuali, senza alcun rincaro, per l’ambiente, che potrà contare su quasi 100.000 nuove “utenze pulite”, e ovviamente per i costruttori: Messico California, con i loro grandi spazi assolati, si stanno rivelando una miniera d’oro per le industrie del fotovoltaico, come dimostra anche la recente attivazione di Topaz, l’impianto solare più grande del mondo.

Fonte: ecodallecitta.it

Mezzi pesanti in città: possono circolare?

Ha fatto scalpore il caso del Sindaco di Messina, che davanti al mancato rispetto della nuova ordinanza che vieta ai mezzi pesanti l’ingresso in città fra le 7 e le 21 sulle strade principali, ha deciso di intervenire personalmente, bloccando gli autotrasportatori di persona. E nelle altre città come funziona?

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Messina tir superiori alle 7,5 tonnellate possono percorrere le strade principali della città, ma solo prima delle 7 o dopo le 21, come stabilisce l’ordinanza. Una limitazione entrata in vigore a luglio 2014, per volontà del Sindaco Renato Accorinti, che da anni lavorava per questa battaglia: “Ho atteso questo momento per venti anni. Ho portato avanti nella mia vita interventi ed iniziative per contrastare il transito dei mezzi pesanti lungo le arterie cittadine, ed oggi, che sono sindaco di Messina, avverto ancora di più il senso di responsabilità e la necessità di fare tutto ciò che sia possibile per evitare altre vittime. In caso di ricorso al Tar potrei anche perdere, ma non lo farò mai davanti ai cittadini. Questa ordinanza, che entrerà in vigore da lunedì 21, rappresenta il primo grande passo per liberare la città dal transito dei tir”. (Qui l’intervento completo). La novità è stata però ignorata ripetutamente dagli autotrasportatori, che percorrevano le strade interdette senza curarsi del provvedimento. Davanti alle continue infrazioni, il Sindaco ha deciso di prendere in mano la situazione e bloccare di persona il passaggio dei tir, ordinanza alla mano. (Guarda il video). Ma nelle altre città come funziona? Secondo l’Art.7 del Codice della Strada, (Decreto legisl. 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni), i Comuni possono limitare la circolazione di tutte o di alcune categorie di veicoli “per accertate e motivate esigenze di prevenzione degli inquinamenti e di tutela del patrimonio artistico, ambientale e naturale”, e le modalità con cui applicare la restrizione variano ovviamente da un comune all’altro. Oltre a questo, esiste un calendario annuale di date in cui vige il divieto di circolazione dei tir su tutto il territorio nazionale, da cui sono esentate alcune particolari categorie di trasporto (clicca qui per approfondimenti).  La maggior parte dei comuni ha optato per vietare la circolazione dei tir nei centri storici (banalmente, anche perché in molti casi non ci sarebbe comunque modo di farli passare, specie nelle cittadine medievali) e alcune città hanno deciso di estenderla anche alle strade più frequentate, deviando i tir su percorsi secondari. (Si veda l’esempio di Parma o Caserta ).
Tuttavia, soprattutto nelle città più industrializzate, ai mezzi pesanti viene comunque concesso l’ingresso nelle aree centrali, ma dietro pagamento. E’ il caso di Torino, dove i mezzi pesanti possono richiedere diversi tipi di permesso per accedere alla ZTL, da quello temporaneo giornaliero fino all’abbonamento annuale (informazioni più dettagliate qui), e di Milano, dove pagano un ticket di 5 euro per entrare in città e 10 per entrare nella cerchia dei Bastoni e, superati i 15q di massa del veicolo, 1 euro addizionale di “charge” ogni quintale di peso in più del veicolo.

Fonte: ecodallecittà.it

Smog a Torino, troppo ottimismo? Il Presidente della Commissione Ambiente Grimaldi: “Non basta la danza della pioggia”

Se è vero che la qualità dell’aria sta leggermente migliorando, è altrettanto vero che Torino resta la città più inquinata d’Italia, e anche nel 2013 ha superato tutti i limiti. Marco Grimaldi: “Bisogna muoversi. L’aria non aspetta i tempi della politica: Torino deve ritrovare il ritmo di un borgo sostenibile”378325

risultati presentati dall’Arpa in Commissione Ambiente sull’andamento dello smog nel 2013 sono stati letti con ottimismo dai quotidiani locali dall’Assessorato all’Ambiente, che hanno sottolineato come la centralina della Consolata sia rimasta per la prima volta al di sotto del limite di legge per la media annuale degli sforamenti. (Il valore da non superare è 40 mcg/m2, che è esattamente la media registrata dalla centralina). Non esattamente un trionfo insomma, soprattutto se consideriamo che, oltre alla media annuale, contano gli sforamenti, e la Consolata da sola ne ha totalizzati 100, contro i 35 consentiti. (Dati Arpaqui). Secondo il presidente della Commissione Ambiente Marco Grimaldi, più che concentrarsi sui piccoli miglioramenti, che per quanto non interamente attribuibili al meteo, come ricorda l’Arpa, molto devono alle piogge abbondanti – come in questo gennaio insolitamente mite in quanto a polveri – sarebbe il caso di prendere il toro per le corna e sfruttare il calo degli spostamenti a motore per lanciare una buona volta le politiche per la mobilità dolce di cui si parla da anni.
McLuhan diceva che l’automobile è diventata un articolo di vestiario senza il quale ci sentiamo nudi, incerti e incompleti – afferma Marco Grimaldi – Vero è che senza un cambiamento culturale, senza vere alternative, senza una città più vivibile sarà difficile cambiare questo vecchio abito del 900. Per superare l’era delle smog city servono mezzi pubblici efficienti, piste ciclabili e una città più dolce. Dolce come il ritmo di un borgo sostenibile, di una via pedonale, di una zona 30. Una città nella quale le biciclette e i mezzi pubblici sono alleati dell’ambiente. Muoviamoci la qualità dell’aria non aspetta i ritmi della politica, non basta fare la danza della pioggia per salvarci dallo smog”.

Fonte: ecodallecittà

Mobilità sostenibile per una città possibile

Dove: Mausoleo della Bela Rosin, Torino1923

Per celebrare il suo venticinquesimo compleanno l’associazione La Città Possibile propone una raccolta di materiali progettuali (tavole e plastici) frutto di due anni di didattica, sopralluoghi e rilevazioni su strade e spazi verdi, rilievi fotografici, misurazioni di traffico nel quartiere di Mirafiori Sud a Torino.

25 anni fa, a Torino, l’associazione La Città Possibile ha fatto la sua prima uscita pubblica proponendo e mostrando con materiali e documenti quanto visto in giro per l’Europa col comune riferimento ai principi dell’ecologia urbana. Un incontro con la “VISIONE ZERO” (l’approccio etico-sociale alla sicurezza stradale), la Moderazione del Traffico e la sperimentazione europea dello spazio urbano condiviso “Shared Space”, la “Forestazione urbana” e una concezione sistemica del verde in città, i Programmi di Recupero Urbano di URBAN e le forme più mature del coinvolgimento partecipativo dei cittadini.

“Mobilità sostenibile per una città possibile”

Raccolta di materiali progettuali (tavole e plastici) frutto di due anni di didattica, sopralluoghi e rilevazioni su strade e spazi verdi, rilievi fotografici, misurazioni di traffico nel quartiere di Mirafiori Sud.

A questa mostra, la terza uscita in questi anni dalla cooperazione col liceo, abbiamo aggiunto una esposizione svizzera sulle Strade residenziali e la Moderazione del Traffico realizzata nel 1981 (!) (oltre 50 metri lineari di pannelli autoportanti) che noi abbiamo utilizzato in ambito nazionale già negli anni Novanta e che risulta ancora oggi perfettamente attuale e “istruttiva” sul piano culturale e tecnico. Il tutto girerà negli spazi espositivi delle biblioteche comunali, a cominciare dal Mausoleo della Bela Rosin di Strada Castello di Mirafiori 148/7 dal 22 febbraio al 23 marzo (venerdì, sabato e domenica ore 10.00/12.00 e 14.00/17.00). Per chi, impossibilitato a venire, volesse lasciare un saluto, ricordare un incontro o qualcosa di significativo fatto in questi anni con l’associazione La città possibile, proponiamo di mettere il tutto in qualche riga e spedircelo alla e-maillacittapossibile@alice.it

Fonte: ecodallecittà

Torino: approvato il masterplan Smart City

Frutto della collaborazione con 66 diverse istituzioni del territorio, il masterplan si compone di 45 punti sui temi della mobilità, dell’energia, dell’inclusione sociale, dell’ambiente, della qualità e degli stili di vita. Fassino: “Un’occasione per un salto di qualità nell’organizzazione della vita della nostra città”377772

Il Consiglio comunale ha approvato la delibera del masterplan “Torino Smart City”, denominato “Smile – Smart inclusion Life & Health and Energy”. Con la delibera, la Città assume gli assi strategici del masterplan “come linea di indirizzo e visione dello sviluppo di future progettualità a livello europeo, nazionale e regionale, legate ai temi della Smart city”.
Frutto della collaborazione con 66 diverse istituzioni del territorio, il masterplan si compone di 45 punti sui temi della mobilità, dell’energia, dell’inclusione sociale, dell’ambiente, della qualità e degli stili di vita. Le 45 azioni proposte rappresentano le potenzialità da sviluppare nei prossimi anni, proposte dalla Città e dagli altri enti locali coinvolti nel progetto. “Smile -ha sottolineato l’assessore Enzo Lavolta, che ha presentato la deliberazione- è la possibilità concreta di rendere operativi gli sforzi che l’intero sistema locale porta avanti nell’ambito dell’innovazione tecnologica e sociale attraverso l’accesso a importanti risorse ulteriori alle risorse pubbliche attualmente a disposizione dell’Amministrazione”.
“E’ un patrimonio straordinario che suscita interesse e aspettative tra gli operatori del mondo economico sociale e culturale della nostra città”, ha commentato Piero Fassino intervenendo in aula prima del voto. “I programmi smart cities – ha continuato il sindaco – sono l’occasione per un salto di qualità nell’organizzazione della vita della nostra città. Smart city è un modo diverso di pensare la città in tutte le sue dimensioni, non solo per il valore aggiunto in termini tecnologici, ma anche per la significativa valenza sociale”.  Nel 2013, grazie al progetto Smart city, sono stati attivati 14 progetti europei per un valore di 3,5 milioni di euro, attraverso il bando MIUR Sartcities and Communities sono partiti 11 progetti di giovani under 30 per 7 milioni di euro nella sezione dell’innovazione sociale oltre a 6 progetti di ricerca per 100 milioni. Da ricordare ancora il bando cluster tecnologici di cui è diventato capofila Torino Wireless.

Fonte. ecodallecittà