David Cameron preso di mira da Greenpeace, la sua casa di campagna ospita il fracking

La casa di campagna di David Cameron premier del Regno Unito

La casa di campagna di David Cameron nell’Oxfordshire è stata trasformata in un cantiere per il fracking da un gruppo di attivisti di Greenpeace, come segno di dissenso in merito alle nuove leggi che spianano la strada alla fratturazione idraulica nel Regno Unito. La protesta è accompagnata anche da una petizione da firmare online. La protesta è stata sospesa qualche minuto fa dalla polizia che ha intimato gli attivisti di lasciare la casa essendo una proprietà privata. La protesta è stata comunque pacifica e prettamente simbolica e ha visto gli attivisti provvisti di elmetti e giubbini di riconoscimento apporre sul cancello anteriore dell’edificio un cartello con su scritto:

Ci scusiamo per gli eventuali disagi per il fracking sotto casaBpRKshLCcAE3_bV

e hanno cercato di i consegnare un assegno gigante di 50 sterline, pari all’indennità disposto per pagare i proprietari di casa e terrieri per lasciare campo libero alle imprese di perforare sotto il loro suolo.
Spiega Greenpeace UK:

Il fracking – o fratturazione idraulica – è un processo distruttivo e sporco che usa una miscela di acqua, sabbia e sostanze chimiche per rompere le rocce e far rilasciare il gas intrappolato. Nonostante la retorica di Cameron, sappiamo che il fracking non aiuterà coloro che hanno bisogno di carburanti e sappiamo che le emissioni di gas di scisto peggioreranno i cambiamenti climatici. Gli scienziati dicono che i due terzi di tutte le riserve di combustibili fossili accertate devono rimanere nel terreno se vogliamo evitare i cambiamenti climatici catastrofici. Il boom del fracking minerebbe la crescita delle energie rinnovabili nel Regno Unito e lascerebbe nei nostri villaggi camion e impianti di perforazione per gli anni a venire.

Fonte: The Telegraph, Greepnpeace UK

Foto | Greenpeace UK @Twitter

 

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La casa ecosostenibile costata solo 180 euro

Michael Buck, un agricoltore dell’Oxfordshire ha raccolto per anni materiali di scarto e in otto mesi ha eretto una casa dove tutto, tranne i vetri, è biodegradabilecasa2-586x390

Sembra la casa di un hobbit o uno di quei funghi che nell’immaginario infantile nascondono i Puffi, ma la casa che Michael Buck si è costruito nel suo giardino dell’Oxfordshire è un virtuoso esempio di bioedilizia, un capolavoro dell’arte del riciclo. Partendo da materiali naturali e da quello che trovava nei cassonetti dell’immondizia, questo agricoltore 59enne ha costruito con i materiali raccolti nel corso di anni un’abitazione che gli è costata all’incirca 180 euro. Utilizzando sabbia, argilla, paglia e acqua, l’agricoltore inglese ha eretto la sua nuova abitazione in otto mesi. Il tetto è composto da una base di legno coperta con la paglia, la pavimentazione proviene dagli scarti di un vicino di casa e per le finestre sono stati utilizzati i vetri di un camion, gli unici oggetti – insieme ai chiodi – non biodegradabili di tutta la casa. All’opera hanno partecipato parecchi amici e anche le mucche che hanno fornito la materia prima per… lo stucco naturale. Nella casa non sono state usate parti metalliche e non è presente elettricità. Il riscaldamento proviene da un forno a legna posto strategicamente sotto la mezzanine dove si trova il letto. L’acqua è garantita da una fonte naturale presente all’esterno e l’illuminazione avviene grazie alle candele.
http://www.dailymail.co.uk/news/article-2513154/Farmer-builds-house-just-150-using-materials-skips–current-tenant-pays-rent-MILK.html

Con questa impresa Buck voleva dimostrare che non è necessario indebitarsi per tutta la vita per pagare una casa: “C’è bisogno soltanto della terra su cui costruire”.  Le uniche spese del contadino-architetto sono stati i chiodi per fissare il tetto e un po’ di paglia aggiuntiva, per l’edificazione e per il tetto. La casa è affittata ma anche in questo caso Buck è fuori dal gregge: l’affitto viene pagato con il latte dall’inquilina che lavora in una fattoria.

Fonte:  Daily Mail