E se un’isola della Scozia diventasse una Smart City?

Un politico scozzese lancia la proposta: prendere una piccola isola della Scozia, automatizzarla e trasformarla in una Smart City.http _media.ecoblog.it_1_1c9_isola-scozia-smart-city

Potrebbe portare investimenti internazionali e persino un bel po’ di turisti, sempre ben accetti in Scozia, l’idea del politico scozzese Ivan McKee. Questo membro del Parlamento della Scozia vorrebbe che il Governo scozzese trasformasse una intera isola del noto arcipelago del Regno Unito in una smart city sperimentale. Si tratterebbe, in pratica, di concentrare in una sola isola né troppo piccola né troppo grande tutte le tecnologie più futuristiche attuali e in fase di sviluppo: auto a guida autonoma, smart home connesse, trasporto pubblico su acqua automatizzato, realtà virtuale per permettere meeting aziendali senza vedersi e spostarsi fisicamente e persino un collare per cani e gatti che li tiene occupati mentre il padrone non è a casa. Tutto questo, spiega McKee, potrebbe portare vantaggi ambientali ed economici alla città o isola che verrebbe “smartizzata“. Di fatto, spiega il politico, attirerebbe moltissimi investimenti da parte delle aziende che sviluppano tecnologie di automazione e anche molti turisti che la vedrebbero come una “isola a tema“.

Tra le isole papabili per questa rivoluzione ci sarebbero Gigha, Skye, Bute, Holy Isle. Va ben capito, però, se sia veramente il caso di trasformare luoghi pressoché incontaminati in una smart city che, per quanto smart, è pur sempre una city…

Via: Sunday Herald
Foto: Unsplash

Alle Canarie la prima isola alimentata solo da energia idroeolica

Un sistema integrato eolico e idroelettrico permetterà un approvvigionamento costante per i 10000 abitanti dell’isola, riducendo le emissioni di CO2 di 20000 tonnellate.

El Hierro è l’isola più piccola dell’arcipelago della Canarie, situata all’estremo sud ovest. Ha solo diecimila abitanti e non è famosa per il turismo, ma ha conquistato il primato di prima isola al mondo alimentata al 100% da fonti rinnovabili.

E’ stato infatti ultimato un sistema integrato idroeolico che permetterà all’isola di avere autonomia energetica, senza dover dipendere dalle importazioni di gasolio per i generatori diesel. Cinque turbine eoliche con una potenza totale di 11,5 MW sono integrate con un sistema idroelettrico di uguale potenza. Il bacino superiore è stato  scavato in una caldera vulcanica, permettendo di immagazzinare fino a 500000 m³ di acqua. A livello del mare esiste un bacino inferiore di 150000 m³. L’energia eolica in eccesso prodotta nei giorni di forte vento alimenterà un gruppo di pompaggio da 6 MW per immagazzinare acqua nel bacino superiore per attivare l’idroelettrico nei giorni di scarso vento. Il sistema alimenterà anche un impianto di desalinizzazione, visto che l’isola non è particolarmente piovosa. La transizione alle rinnovabili permetterà il risparmio di 40000 barili di petrolio all’anno e la mancata emissione di 20000 t di CO2. Si tratta di un progetto pilota che potrebbe facilmente essere esteso a isole più grandi.

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Fonte: ecoblog.it

COOL ROOF, tetto fresco.

Il “cool roof” ( tetto fresco) è un sistema di coperture in grado di riflettere la radiazione solare mantenendo fresche le superfici esposte, aumentando il comfort e diminuendo i costi. Per ridurre l’effetto “isola di calore” delle aree urbane, accanto alla possibilità di investire sui giardini pensili orizzontali e verticali o sulle coperture ventilate, si è ormai consolidata la scelta di soluzioni a “cool roof”, letteralmente “tetto fresco”. Il “cool roof” è un sistema di coperture in grado di riflettere la radiazione solare mantenendo fresche le superfici esposte ai raggi. Essendo un sistema di raffrescamento passivo, il “cool roof” si basa sull’uso di tecniche per il controllo del calore principalmente utilizzando materiali ad alta riflettanza solare e ad alta emittanza termica, ovvero la capacità di emettere calore sotto forma di radiazione infrarossa mantenendo il tetto fresco anche sotto il sole.Immagine

Vantaggi dei cool roof

Rimanendo fresche le coperture, anche la quantità di calore trasmesso alle abitazioni diminuisce, aumentando il comfort interno e diminuendo i costi per la climatizzazione, con evidenti guadagni sia in termini economici che energetici. I cool roof si mantengono solitamente ad una temperatura tra i 28°C ed i 33°C, decisamente inferiore alle coperture convenzionali, garantendo un risparmio energetico giornaliero per quanto riguarda il condizionamento dell’aria ed una riduzione del picco di carico dal 10 al 30%. L’applicazione di membrane riflettenti inoltre aumenta la produttività dei pannelli fotovoltaici, mantenendo la temperatura della superficie del tetto decisamente inferiore rispetto al normale, arrivando addirittura ad una riduzione vicina ai 40°C.20130729_2

Le principali soluzioni per i “tetti freddi”

Per trasformare una normale copertura in un “cool roof” esistono vari approcci diversificati in base al materiale utilizzati, la caratteristica comune rimane la colorazione bianca. Oltre alle tradizionali membrane bituminose ed alle vernici di colore bianco, prodotte ovviamente a partire da derivati del petrolio, si stanno iniziando a diffondere sul mercato soluzioni per cool roof ecologiche o comunque riciclabili. Non ultimo una delle società specializzate in questa particolare tipologia di prodotto, ha presentato un manto di copertura per cool roof a base di oli vegetali e resine vegetali. La membrana è realizzata grazie al riutilizzo degli scarti di altri settori industriali, riducendo i rifiuti e gli scarti di materie prime e venendo riconosciuto anche dalla bioedilizia. Diversi casi studio hanno verificato che l’applicazione di soluzioni cool roof su coperture orizzontali o verticali ha generato un aumento dell’efficienza energetica delle abitazioni anche superiore al 40%, andandosi anche a sommare alle prestazioni già elevate degli edifici progettati secondo i criteri bioclimatici. Nell’edificio recentemente inaugurato a Toronto per l’Earth Rangers Centre for Sustainable Technology ad esempio, l’impiego del cool roof (tetto bianco) associato al green roof (tetto verde), ha permesso all’edificio di raggiungere livelli di sostenibilità elevatissimi, riducendo i propri consumi del 90%.

Fonte: rinnovabili.it