Efficienza energetica, finanziamenti per 6 miliardi di euro dalla BEI

Per sfruttare le risorse messe a disposizione dalla Banca europea per gli investimenti la filiera della white-green economy deve prima acquisire conoscenze e capacità di sviluppare progetti duraturi e di valore

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Le risorse, in Italia e in Europa, per finanziare l’efficienza energetica ci sono ma bisogna imparare ad accedervi e a investirle in modo razionale. La Banca europea per gli investimenti (Bei) metterà sul piatto, fino al 2015, circa 6 miliardi di euro all’anno per il comparto energia, ma per sfruttarli, la filiera della white-green economy deve prima acquisire conoscenze e capacità di sviluppare progetti duraturi e di valore. E’ quanto emerso nel corso del convegno ”Efficienza Energetica: opportunità e strumenti per lo sviluppo”, organizzato alla rappresentanza a Milano della Commissione europea da Smart Energy Expo, manifestazione sull’efficienza energetica, in programma alla Fiera di Verona dal 9 all’11 ottobre. “Tra i sei punti del piano strategico della Bei – spiega Andrea Tinagli, direttore per l’Italia del braccio finanziario dell’Unione europea – ce n’è proprio uno relativo all’efficienza energetica, alle rinnovabile e alla ricerca. Gli strumenti finanziari a disposizione delle Pmi e delle imprese fino a 3.000 dipendenti come le grandi energy service company già ci sono, quello che servono sono dei progetti validi”. L’obiettivo, quindi, è rilanciare una filiera industriale d’eccellenza già presente sul territorio e che spesso la finanza pubblica locale non riesce a sostenere a causa dei vincoli del patto di stabilità. Anche il gruppo assicurativo-finanziario Sace, presente all’incontro, dal 2008, offre garanzie per 3,5 miliardi di euro, in settori di interesse strategico tra cui l’efficienza energetica e sono allo studio nuovi strumenti per favorire anche l’internazionalizzazione della filiera. E’ necessario comunque fare sistema tra tutti gli attori coinvolti, Governo compreso, come ha sottolineato al convegno Enrico Bonacci, del ministero dello Sviluppo economico: “Stiamo lavorando ad un restyling delle detrazioni fiscali per gli interventi di efficientamento energetico delle costruzioni, con nuovi criteri quali costi diversificati per le diverse tecnologie e premianti verso quelli più efficaci nel complesso, come ristrutturare un intero edificio piuttosto che le singole unità abitative”.

Fonte: ecodallecittà

Clima, Libro verde Ue: proposto il taglio delle emissioni del 40% entro il 2030

Al via la procedura di consultazione pubblica sul Green paper della Commissione europea sulle politiche energetiche e climatiche al 2030. Tra i provvedimenti proposti, il taglio delle emissioni del 40% per tutti gli Stati membri

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La Commissione europea ha adottato un Green paper (Libro verde) intitolato “A 2030 framework for climate and energy policies” (Un quadro delle politiche climatiche ed energetiche al 2030). Il documento (vedi allegato), che fino al prossimo 2 luglio sarà sottoposto a una procedura di consultazione pubblica, contiene una serie di proposte sulla strategia che l’Ue dovrà adottare in campo energetico e climatico oltre il 2020. Il Libro verde, ad esempio, indica come possibile obiettivo per tutti gli Stati membri la riduzione delle emissioni di gas serra del 40% entro il 2030 (rispetto ai livelli del 1990), per poi puntare al taglio dell’80-95% entro il 2050. Il documento, inoltre, prevede l’aumento della quota di energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, nonché lo sviluppo di infrastrutture energetiche “intelligenti”.
La pubblicazione del documento apre dunque il dibattito, che coinvolgerà non solo i governi nazionali dei Paesi Ue, ma anche tutti gli altri portatori di interesse. Secondo la Commissione, l’avvio del processo di definizione delle politiche climatiche per il dopo 2020 è fondamentale non solo per ragioni strettamente ambientali, ma anche per favorire uno sviluppo economico improntato alla sostenibilità, catalizzando investimenti e creando occupazione. «Vogliamo fare in modo che l’industria e gli investitori abbiano maggiore chiarezza sulla strategia post 2020: a questo, in sintesi, serve il Green Book – ha commentato a questo proposito il commissario europeo per l’Energia, Gunther Oettinger – Agire con realismo e lungimiranza è necessario, il 2020 è già il passato per gli investitori mentre il 2030 è il domani».
Dello stesso tenore le dichiarazioni di Connie Hedegaard, Commissaria Ue responsabile per l’Azione per il clima: «Abbiamo stabilito degli obiettivi per il 2020, ma per la maggior parte degli investitori il 2020 è già alle porte. È arrivato il momento di stabilire gli obiettivi per il 2030. Prima lo facciamo, maggiore sicurezza offriamo alle nostre imprese e ai nostri investitori. Più ambiziosi saranno questi obiettivi, maggiori saranno i benefici per il clima».
Nei giorni scorsi, Bruxelles aveva avviato la consultazione su un altro documento, che punta a definire la posizione dell’Ue in vista dei negoziati per il prossimo accordo internazionale sul clima, che dovrà entrare in vigore nel 2020.

Leggi il comunicato della Commissione europea

Fonte: eco dalle città

 

Scarica il Libro verde [0,10 MB]

Green paper “A 2030 framework for climate and energy policies” – Commissione europea

Osservatorio sulla Bioeconomia……

Osservatorio sulla Bioeconomia, il nuovo progetto della Commissione Europea

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La Commissione Europea istituirà un osservatorio sullo sviluppo della Bioeconomia nell’Unione, utile per mapparne i progressi e misurarne l’impatto di sviluppo nei mercati europei: lo ha annunciato ieri Máire Geoghegan-Quinn, Commissario europeo per la Ricerca, l’innovazione e la scienza. L’annuncio è stato dato nel corso di una conferenza sulla Bioeconomia, tenutasi ieri a Dublino:

E’ ormai passato un anno da quando abbiamo lanciato la strategia comunitaria di bioeconomia; in questa fase stiamo assistendo gli Stati membri affinché colgano l’opportunità offerta dal passaggio da un’economia post-petrolio a un economia basata su un uso più intelligente delle risorse di terra e di mare. E’ essenziale che lo facciano perché sarà un bene per il nostro ambiente, il nostro cibo e la sicurezza energetica, nonché per la competitività dell’Europa nel futuro. In questo senso, l’osservatorio contribuirà a mantenere lo slancio.

ha detto ieri il Commissario europeo; l’Osservatorio, un progetto partirà a marzo 2013 e durerà tre anni, si pone come obiettivo quello di rendere pubblici tutti i dati raccolti, attraverso un portale web dedicato, entro il 2014, sostenendo in questo modo le strategie di bioeconomia in corso di sviluppo a livello regionale e nazionale da parte degli Stati membri.

Per Bioeconomia si intende ad un modello economico basato sull’uso intelligente delle risorse, di terra e mare, biologiche e rinnovabili; risorse queste che vengono impiegate come input della produzione industriale ed energetica, nonché della produzione di alimenti e mangimi: si stima che oggi in Europa abbia un valore di 2000 miliardi di euro per 22 milioni di posti di lavoro.

La strategia di Bioeconomy dell’Unione si basa su tre pilastri principali: primo su tutti gli investimenti in ricerca e sviluppo, innovazione e competenze. Questo includerà presumibilmente anche investimenti comunitari, nazionali e privati, nonché il rafforzamento di sinergie con altre iniziative politiche.

Il secondo pilastro su cui si poggia la strategia bioeconomica europea è lo sviluppo di nuovi mercati e di competitività, focalizzandosi in particolare su un’intensificazione sostenibile della produzione primaria, la conversione dei flussi di rifiuti in prodotti finali con valore aggiunto (come ad esempio il recupero della Co2 emessa dallo smaltimento dei rifiuti, trasformandola in bio-energia o in altri prodotti a base biologica, creando crescita e posti di lavoro).

Il terzo pilastro è stato edificato ieri con la posa della prima pietra: la creazione dell’Osservatorio sulla Bioeconomia può infatti avvenire solo la creazione di un gruppo di esperti per condividere visioni, politiche e coinvolgere gli stakeholder attraverso una rete di conferenze in fase di programmazione.

La strategia europea mira ad una sinergica complementarietà con le altre politiche, fondi e strumenti europei che mirino agli stessi obiettivi ed è una delle proposte operative nell’ambito di due delle iniziative centrali per le strategie Europa 2020: l’Unione dell’innovazione e un’Europa efficiente sotto il profilo delle risorse.

Fonte: ecoblog