BeeGreen: il festival della sostenibilità a Torino e dintorni

Il BeeGreen è il Festival della sostenibilità organizzato nel torinese dall’InQubatore Qulturale, ed è alla sua prima edizione. Un mese di incontri, laboratori, conferenze proiezioni ed escursioni alla scoperta del mondo della sostenibilità, tra maggio e giugno 2018, sotto diversi angoli di vista e in collaborazione tra le varie realtà del territorio.beegreen-festival-sostenibilita-torino-e-dintorni

Una serie di appuntamenti gratuiti legati alla sostenibilità ambientale, con ben un mese di eventi collegati a questo tema e che spaziano dall’escursionismo alla mobilità sostenibile, dai temi legati all’alimentazione fino alla scoperta della street art torinese. Ed infine proiezioni di film, documentari e molto altro.

Il BeeGreen è il Festival della sostenibilità con sede a Torino e dintorni e organizzato e curato dall’InQubatore Qulturale, uno spazio partecipato e aperto ai cittadini nato allo scopo di porsi come polo culturale e luogo di incontro per privati, aziende, enti pubblici e organizzazioni che perseguono valori sociali, culturali, ambientali e artistici. Il festival sarà presentato con una conferenza stampa il 23 aprile 2018, presso la Casa dell’Ambiente di Torino.
Quest’anno è alla sua edizione “numero zero”, come lo definisce uno dei suoi organizzatori, Fabio Dipinto: “attraverso una serie di eventi, incontri, proiezioni, laboratori e varie attività, per tutto il mese di maggio, BeeGreen si propone di intrattenere, educare e sensibilizzare le persone riguardo le tematiche della mobilità sostenibile, dell’economia circolare, del turismo responsabile e della conoscenza del territorio, così come la conoscenza e lo sviluppo dei territori in cui viviamo, le energie alternative e l’agricoltura urbana”.

Il Festival partirà il 3 maggio e terminerà il 1 giugno, gli eventi a esso collegati non avranno sede solo a Torino, ma anche nei comuni di Alpignano, Avigliana, Druento, Grugliasco, Collegno, Rivalta e Venaria Reale. “L’idea del Be Green è nata in maniera molto semplice: da una semplice chiacchierata con Chiara Bruzzese, una delle socie fondatrici dell’associazione InQubatore Qulturale, emerse la volontà di organizzare un evento che aiutasse a diffondere il tema della sostenibilità. Abbiamo inviato alcune mail ad alcune realtà del territorio che lavorano in questo campo, per capire la loro disponibilità ad organizzare una cosa del genere: abbiamo avuto un ottimo riscontro e alla prima riunione organizzativa del BeeGreen hanno partecipato molte realtà del territorio, e siamo riusciti insieme ad organizzare un evento che ci auspichiamo possa facilitare la messa in rete tra di esse, nella quale noi svolgiamo il ruolo di coordinamento, facendo in modo che ognuno possa fare la propria parte.”beegreen-festival-sostenibilita-torino-e-dintorni-1522398047

“Abbiamo scelto l’ape come simbolo del festival perché le api sono uno dei principali rilevatori della sostenibilità, non solo ambientale, ma anche economica e sociale. Non è un’esagerazione dire che le api assicurano le condizioni ideali per la nostra esistenza: si è calcolato, infatti, che circa il 70% delle piante commestibili abitualmente consumate dall’uomo dipendano dall’azione impollinatrice degli insetti pronubi tra i quali l’ape è in assoluto il più efficiente. Inoltre essendo un animale molto sensibile alla qualità dell’ambiente in cui vive si rivela un vero e proprio bioindicatore dell’inquinamento”.

Il progetto del BeeGreen festival coinvolgerà ben venticinque realtà tra associazioni, aziende private ed enti pubblici, ed Italia che Cambia e Piemonte che Cambia saranno media partner dell’evento.
La speranza, nelle parole di Fabio Dipinto, è che questo evento si ponga come modello e che riesca a coinvolgere sempre più partner interessati a valorizzarlo nelle prossime edizioni: “Non abbiamo sostegni economici al momento, è un evento auto-organizzato completamente a costo zero e speriamo il prossimo anno di poter trovare sponsorizzazioni e finanziamenti, perché ci auguriamo di farlo diventare un modello per il territorio nei prossimi anni.”

Fonte: http://piemonte.checambia.org/articolo/beegreen-festival-sostenibilita-torino-e-dintorni/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

Annunci

Il cohousing dove le generazioni si incontrano

Si chiama “Casa alla vela” e riunisce, cinque signore anziane, cinque studenti universitari e due assistenti familiari in un immobile modernamente ristrutturato composto da due spaziosi appartamenti con cinque camere e quattro bagni, una bella mansarda, una terrazza, un giardino e un orto. E’ l’esperimento di cohousing intergenerazionale avviato a Trento.casa_alla_vela

Il progetto è della cooperativa sociale Sad, un progetto innovativo che ha l’obiettivo di fornire una soluzione di socialità e convivenza agli anziani che allunghi il loro tempo di autosufficienza, allontanando la prospettiva della casa di riposo. Il tutto con costi accessibili, poiché affitto, vitto, bollette e spese del servizio di assistenza vengono divise per cinque e con l’aiuto degli studenti universitari che abitano al piano superiore e tengono compagnia, organizzano feste di compleanno e aiutano nella cura dell’orto. Il progetto ha destato un tale interesse da essere oggetto di studi accademici. Ad avvicinarvisi per studiarlo, appunto, è stata la sociologa Cinzia Boniatti, trentina anch’essa, che vi ha dedicato la tesi di master in management della Pubblica Amministrazione. Ma nel caso di Cinzia l’interesse è anche di crescita personale e professionale.«Mi trovo in una fase della vita in cui vale la pena ridefinire il contesto sociale dell’abitare e del lavorare per dare un senso positivo al cambiamento. Ho voglia di prendere in mano la mia vita adesso che ho ancora l’energia necessaria e prima che la situazione economica, sociale e culturale nel nostro paese si deteriori al punto in cui i cambiamenti si possano solo subire. E questa del cohousing mi pare una modalità interessante, da diffondere, far conoscere perché può rappresentare una risposta ai tanti bisogni sociali dell’oggi. Ho proposto quindi un progetto di master per approfondire a livello accademico l’esperienza del vivere coabitando e, studiando in modo particolare le caratteristiche del senior-cohousing, ne ho compreso i grandi benefici sulla salute psico-fisica, sul benessere spirituale e sulla qualità della vita».

Ma cos’è esattamente la Casa alla Vela?

Si tratta di una soluzione abitativa condivisa che ha consentito di accogliere un gruppo di cinque anziane parzialmente autonome. Possono uscire liberamente, organizzare il tempo da passare insieme, gite, attività, fino alla condivisione del menù che l’assistente familiare cucina per tutte. Dopo il primo mese di sperimentazione, inoltre, si è registrato anche un ulteriore beneficio trasversale, non previsto nella fase di progettazione. I familiari diventano risorsa per l’intera piccola comunità: fanno compagnia anche alle altre ospiti e propongono attività piacevoli che vengono condivise con chi lo desidera. «L’offerta abitativa prevede per gli anziani uno spazio di privacy, aspetto spesso fortemente compromesso nella generalità delle case di riposo – spiega Boniatti –  La privacy è una caratteristica fondamentale del cohousing perché permette di coniugare i benefici della condivisione di alcuni spazi e attività comuni con il mantenimento dell’autonomia della propria abitazione e dei propri tempi di vita. Un altro aspetto molto vantaggioso per l’anziano è rappresentato dalla soluzione delle incombenze quotidiane supportato da assistenti familiari. Vengono infatti agevolate quelle attività di carattere giornaliero come fare la spesa, la preparazione dei pasti, il supporto all’igiene personale, la pulizia degli ambienti comuni così come il lavaggio e la stiratura degli indumenti. Le incombenze di carattere periodico come la gestione amministrativa, le pratiche burocratiche e le piccole manutenzioni sono anch’esse supportate da un servizio ad hoc. La scelta condivisa del menù del giorno e la partecipazione alla preparazione delle pietanze sono parte della prassi ordinaria così come comuni sono la pratica del giardinaggio e la cura dell’orto. Queste azioni quotidiane che gli anziani svolgono sono fondamentali per sentirsi motivati e favorire una longevità attiva. Alcune attività ricreative saranno organizzate ad opera di educatori professionali e volontari mentre sarà agevolata la possibilità di condividere hobbies, nel rispetto dell’indole e dell’attitudine individuale». Le potenzialità del cohousing sono veramente tantissime, anche più di quante non ne possa esprimere la Casa alla Vela, che ha comunque dimensioni ridotte. Nei cohousing si realizza una rete sociale-solidale tra i membri della comunità dove attraverso “una banca del tempo” si attivano servizi di cura o manutenzione ma anche di risparmio e ripartizione dei costi. Si può fare la spesa «acquistando direttamente da imprese agricole attraverso i Gruppi di Acquisto Solidale – aggiunge ancora Boniatti – si può adottare il car-sharing tra i residenti per abbattere i costi di acquisto, assicurazione, manutenzione e tasse dell’automezzo in condivisione». Nel caso della Casa alla Vela, si è anche provveduto ad installare apparecchiature per la sicurezza dell’ambiente domestico e per la cura e il monitoraggio della persona; sono state eliminate le barriere architettoniche e assicurate sicurezza ed ergonomicità degli elettrodomestici e utensili in dotazione; è stata garantita la sostenibilità ambientale e l’efficienza energetica dell’edificio che comporta una riduzione dei canoni delle utenze a carico dei cohouser; sono poi presenti operatori del sociale che agiscono sia a titolo gratuito che a pagamento a supporto dell’anziano. La creazione di questa filiera innovativa di sostegno alla persona evita il ricorso alle badanti e va ad arginare in modo sostanziale il fenomeno dell’isolamento e della fragilità dell’anziano; promuove l’invecchiamento attivo, il benessere psico-fisico e la partecipazione attiva alla comunità. La filiera di sostegno introduce nel disegno del cohousing un ulteriore elemento di innovazione, perché lo associa a iniziative del terzo settore offrendogli i connotati di un vero e proprio “social cohousing”». «L’altra categoria interessata dal progetto sono i giovani, ai quali viene messo a disposizione l’appartamento posto al secondo piano della palazzina palazzina – che è indipendente dalla zona riservata agli anziani – e anche una spaziosa mansarda per organizzare momenti di convivialità. Anche a questo ambito si estendono tutti i vantaggi generali di questa forma di coabitazione che diventa cohousing intergenerazionale. Nel caso dei giovani, poi, la cooperativa Sad offre anche opportunità lavorative part-time che possono essere remunerate con i voucher sociali».Più che un esperimento, dunque, un vero e proprio esempio che si auspica molti altri seguiranno. «E non è casuale – spiega Cinzia Boniatti – che in questo territorio le prime risposte alle molteplici difficoltà e fragilità che emergono vengano proprio da parte di un mondo, quello delle cooperative sociali, che ha come scopo precipuo l’offrire alla cittadinanza un servizio di assistenza per far fronte anche ai nuovi bisogni di natura socio-assistenziale. L’aspetto vivificante di queste esperienze è la loro concretezza e fattibilità: il leit motiv è il pragmatismo e non l’astrattezza di premesse ideologiche».

GUARDA IL VIDEO

Fonte: il cambiamento.it

Ecovillaggi e Cohousing - Libro

Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere

€ 13

Vivere Insieme - Libro
Autori Vari
€ 9.5

Famiglie, Reti Familiari e Cohousing
€ 28

Milano in bici: una guida web sul sito del Comune dedicata ai ciclisti urbani

È online “Milano in bici”, la guida web interamente dedicata a chi utilizza le due ruote per muoversi in città. Si possono consultare tutte le informazioni utili per spostarsi in bicicletta, il piano di ampliamento delle piste ciclabili, la mappa delle nuove rastrelliere e delle zone 30, le informazioni sul bikesharing e gli indirizzi delle ciclofficine della città

374073

È online “Milano in bici“, la guida web sul sito del Comune interamente dedicata a chi utilizza le due ruote per muoversi in città. Cliccando su “Milano in bici” si possono consultare tutte le informazioni utili per spostarsi in bicicletta, il piano di ampliamento delle piste ciclabili, la mappa delle nuove rastrelliere e delle zone 30, le informazioni sul bikesharing e gli indirizzi delle ciclofficine della città. Dati e informazioni sono contenuti anche nella versione in pdf “Milano in bici: la città amica delle due ruote”, scaricabile dal sito http://www.comune.milano.it, così come il manuale “Consigli per la sicurezza di chi va in bicicletta” (anche in formato e-book). “Milano in bici” contiene anche una sezione sulle normative per le due ruote e uno spazio dedicato al cicloturismo e agli itinerari ciclabili dentro e fuori città, nonché i link a siti utili per i ciclisti. L’area media ed eventi propone una guida delle principali iniziative sulla ciclabilità a Milano: dagli incontri e convegni sulla mobilità sostenibile alle rassegne e manifestazioni dedicate alla promozione e diffusione della cultura della bicicletta. Presenti in questa sezione anche gli interventi, i video e le foto dell’incontro pubblico “Milano in bici: verso il piano della ciclabilità“, che si è tenuto sabato 2 marzo a Palazzo Marino per raccontare ai milanesi i primi risultati ottenuti nel primo anno e mezzo di mandato e spiegare come Milano si sta trasformando in una città ciclabile. Dati e informazioni sono contenuti anche nella versione in pdf “Milano in bici: la città amica delle due ruote“, scaricabile dal sito http://www.comune.milano.it, così come il manuale “Consigli per la sicurezza di chi va in bicicletta” (anche in formato e-book). “Milano in bici” contiene anche una sezione sulle normative per le due ruote e uno spazio dedicato al cicloturismo e agli itinerari ciclabili dentro e fuori città, nonché i link a siti utili per i ciclisti. L’area media ed eventi propone una guida delle principali iniziative sulla ciclabilità a Milano: dagli incontri e convegni sulla mobilità sostenibile alle rassegne e manifestazioni dedicate alla promozione e diffusione della cultura della bicicletta. Presenti in questa sezione anche gli interventi, i video e le foto dell’incontro pubblico “Milano in bici: verso il piano della ciclabilità”, che si è tenuto sabato 2 marzo a Palazzo Marino per raccontare ai milanesi i primi risultati ottenuti nel primo anno e mezzo di mandato e spiegare come Milano si sta trasformando in una città ciclabile.

Fonte:eco dalle città