Al lavoro camminando o in bicicletta: arriva Jojob Bici e Piedi per incentivare i dipendenti che lasciano a casa l’auto

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Anche in Italia i dipendenti delle aziende saranno incentivati ad andare al lavoro camminando o in bicicletta: Jojob lancia infatti la nuova funzione Jojob Bici e Piedi. Gli utenti potranno certificare i tragitti casa-lavoro e ricevere in cambio “Foglie Oro” da utilizzare per avere sconti e promozioni da parte della propria azienda.  Ogni viaggio percorso in bicicletta o a piedi genererà un risparmio in termini di CO2 pari a 130 g/km e un risparmio economico di 0,20€/km.

Anche in Italia le aziende potranno incentivare i dipendenti che percorrono il tragitto casa-lavoro camminando o in bicicletta: Jojob, il maggior player italiano di carpooling aziendale, lancia infatti Jojob Bici e Piedi, una nuova funzione integrativa dedicata alla mobilità 100% sostenibile. Per prima in Italia un’applicazione per smartphone permetterà di certificare sia le tratte casa-lavoro percorse in carpooling che quelle fatte a piedi e in bici.

Grazie alla funzione Jojob Bici e Piedi i dipendenti delle aziende aderenti potranno infatti certificare i propri tragitti casa-lavoro percorsi camminando o in bicicletta e calcolare il risparmio in termini ambientali ed economici: secondo le stime di Jojob, ogni viaggio percorso in bicicletta o a piedi genererà un risparmio in termini di CO2 pari a 130 g/km e contestualmente un risparmio economico per il dipendente pari a 0,20€* per ogni km percorso senza l’utilizzo dell’automobile.

Certificazione dei viaggi casa-lavoro e premi per i dipendenti

Scaricando la app su smartphone di Jojob e registrandosi, i dipendenti delle aziende aderenti troveranno nella sezione “certifica” dell’applicazione mobile due nuove modalità di viaggio, Bici e Piedi, che potranno attivare ogni qualvolta si troveranno a percorrere il tragitto casa-lavoro con queste modalità di spostamento, in modo da avviare il processo di certificazione. Durante tutto il viaggio, l’app traccerà  il percorso grazie al tracking GPS e il dipendente alla fine riceverà il proprio report di viaggio. I viaggi casa-lavoro percorsi in bici e a piedi consentiranno ai dipendenti di maturare dei punti, le cosiddette “Foglie Oro” di Jojob, per accedere a centinaia di promozioni: dagli sconti per gli impianti sciistici o i parchi divertimento, alle convenzioni con hotel e ristoranti, gli incentivi avranno lo scopo di diffondere la mobilità sostenibile a 360 gradi.

Bici e Piedi si integrano al carpooling aziendale

La funzione Jojob Bici e Piedi andrà ad integrarsi con quella del carpooling aziendale di Jojob, che certifica i viaggi condivisi tra colleghi e dipendenti di aziende limitrofe per raggiungere la sede aziendale in auto e che nel solo 2017 ha permesso di risparmiare 1.714.120 km e non emettere in atmosfera 222.835 Kg di CO2. Le aziende quindi, in un’ottica di smart working e welfare aziendale, potranno offrire al personale dipendente sempre più alternative di trasporto innovative ed ecologicamente sostenibili per raggiungere il posto di lavoro senza stress.

“Dalla Francia all’Olanda, dal Belgio alla Nuova Zelanda: in Europa e nel resto del mondo sono sempre di più le realtà aziendali che si attivano per incentivare i propri dipendenti a muoversi senza l’utilizzo dell’auto privata, per ridurre traffico ed emissioni di CO2 e allo stesso tempo per promuovere il Welfare Aziendale dal punto di vista della mobilità”, spiega Gerard Albertengo, founder e CEO di Jojob. “Per questo motivo, dopo aver promosso l’utilizzo del carpooling aziendale in tutta Italia e aver coinvolto oltre 140.000 utenti e più di 1.700 aziende italiane, abbiamo scelto di fare un passo ulteriore e dare la possibilità alle aziende di promuovere modalità di trasporto sempre più ecologiche, orientate anche al miglioramento della salute e del benessere dei dipendenti. La promozione di strumenti come Jojob Bici e Piedi – conclude Albertengo – ci auguriamo spinga le stesse aziende a dotarsi di strutture e servizi, come parcheggi per biciclette e spogliatoi, elementi  di welfare aziendale già messi in campo in altri paesi e che aiutano ad incrementare esponenzialmente il ‘bike to work’ e la qualità della vita dei dipendenti”.

* I dati del risparmio sono stati calcolati a partire dal costo medio per ogni km percorso senza carpooling che è pari a 0,20€ (costo scelto come standard, ricavato da tabelle ACI, che tiene conto del carburante e dell’usura del veicolo).unnamed1

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Chi è Jojob

Il servizio JOJOB di Bringme è un innovativo servizio di car pooling aziendale, nato con l’obiettivo di agevolare gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti di aziende limitrofe. JOJOB è costituito da una piattaforma web e da un’applicazione mobile. Ogni utente, dopo essersi registrato su www.jojob.it, potrà visualizzare su una mappa la posizione di partenza dei propri colleghi e dei dipendenti di aziende limitrofe alla propria, mettersi in contatto e condividere l’auto nel tragitto casa-lavoro. Con l’applicazione mobile, l’unica in grado di quantificare la reale CO2 risparmiata dopo ogni tragitto percorso in car pooling, ogni passeggero potrà certificare il tragitto effettuato, ottenendo punti trasformabili in sconti da utilizzare in locali, ristoranti, bar e palestre convenzionate, sia a livello nazionale che locale.

Fonte: agenziapressplay.it

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Auto elettriche e ibride, 4 mila euro di incentivi a Bolzano per i privati

La Giunta Provinciale di Bolzano delibera la concessione di contributi per l’acquisto di auto elettriche. Fino a 4.000 euro per le auto green.http _media.ecoblog.it_3_335_auto-elettriche-4-mila-euro-di-incentivi-a-bolzano-per-i-privati

La Provincia Autonoma di Bolzano spinge per la diffusione delle auto elettriche e delle auto ibride. E ci mette i soldi. La Giunta provinciale ha infatti deliberato i criteri per la concessione di contributi all’acquisto di veicoli elettrici da parte di soggetti sia privati che pubblici. Potranno chiederli i residenti in Alto Adige possessori di un veicolo immatricolato in provincia di Bolzano. Tale veicolo avrà anche l’esenzione dal pagamento del bollo auto per 5 anni e una riduzione al 22,5% per gli anni successivi. L’incentivo massimo previsto ammonta a 4.000 euro per le auto elettriche e a 2.000 per le auto ibride e verrà pagato per metà dalla Provincia Autonoma e per la restante parte dal concessionario. Per questo è in corso un dialogo con i concessionari dell’Alto Adige al fine di raccogliere le adesioni. La stessa misura, con buoni risultati, era stata messa in campo per le vetture aziendali: 131 domande di incentivazione per auto elettriche o ibride presentate nel solo periodo di luglio e agosto di quest’anno. Ai cittadini sarà concesso un iter burocratico più leggero, rispetto a quello spettante alle aziende. Gli sconti per elettriche e ibride saranno anche retroattivi: chi ha acquistato il veicolo da maggio 2017 in poi potrà chiederli.

Fonte: ecoblog.it

Incentivi energie rinnovabili: in Germania aste congiunte per fotovoltaico ed eolico

Il sottosegretario all’Energia Rainer Baake parla di un progetto pilota: dal 2018 eolico e fotovoltaico dovranno competere per aggiudicarsi all’asta 400 MW l’anno di potenza.20170504-fuenf-schaufenster-regionen-wird-zukunft-der-energieversorgung1

L’industria delle energie rinnovabili tedesche è in fermento per la notizia che il sottosegretario all’Economia e all’Energia Rainer Baake avrebbe in mente un piano per modificare, seppur gradualmente, l’attuale struttura degli incentivi alle rinnovabili in Germania.

Già oggi i grandi progetti eolici e fotovoltaici, in quello che un tempo era il paese faro delle rinnovabili nel mondo (e che ora non lo è più), devono aggiudicarsi la tariffa incentivante tramite un sistema di aste pubbliche: il Governo tedesco mette a disposizione un tot di potenza annua per ogni fonte rinnovabile, che viene assegnata ai progetti che “si accontentano” di una remunerazione inferiore per MWh prodotto. In pratica aste al ribasso, studiate per trovare la quadra tra sviluppo dell’energia verde e costo dell’energia per il consumatore finale.

Ora, però, Baake ipotizza aste congiunte tra eolico e fotovoltaico. In pratica, a partire dall’anno prossimo e per una quota di soli 400 MW, i progetti solari dovranno competere con quelli eolici all’interno della stessa asta. Il fotovoltaico, quindi, dovrà dimostrare di essere più economico rispetto all’eolico.

Questa ipotesi non piace affatto a BSW-Solar, l’associazione tedesca di categoria dei produttori di energia rinnovabile da fonte solare fotovoltaica. Secondo BSW-Solar, infatti, in una prima fase il fotovoltaico sarebbe nettamente svantaggiato rispetto all’eolico in fatto di costi: “Non sarebbe appropriato mettere solare ed eolico in competizione nel futuro, come chiede l’Unione Europea per la prima asta pilota del 2018. Per una conversione energetica di successo ed economicamente vantaggiosa ci sono due pilastri: l’eolico e il solare“.

Oltre che non economia, sempre secondo BSW-Solar, la scelta sarebbe anche sbagliata dal punto di vista tecnico-scientifico: “Gli scienziati raccomandano un rapporto 1:1 per le installazioni delle due tecnologie. Secondo il consenso dell’Associazione Federale dell’Energia Solare e dell’Associazione Federale dell’Energia Eolica, non è possibile creare le condizioni di una competizione leale all’interno di un’asta congiunta, con una grado di complessità compatibile, per assicurare un mix bilanciato di energie rinnovabili“.

La remunerazione dei più recenti grandi impianti fotovoltaici tedeschi, al momento, è scesa fino a 6,6 centesimi di euro per KWh. Secondo BSW-Solar questo è un segno positivo dell’evoluzione del solare elettrico in Germania. L’associazione chiede che, invece di mettere in competizione fotovoltaico ed eolico, il Governo Federale triplichi le aste dedicate al fotovoltaico. Anche per coprire il futuro fabbisogno energetico delle auto elettriche.

Credit Foto: BMWi

Fonte: ecoblog.it

Incentivi GPL e metano: i fondi disponibili nel 2017

La trasformazione a GPL e metano della propria auto è possibile grazie agli incentivi ICBI 2017. Tutti i dettagli.elenco-auto-a-metano

Chiunque stia cercando incentivi GPL e metano questo potrebbe essere il momento giusto grazie al fondo ICBI. Il condizionale è d’obbligo perchè l’“Iniziativa carburanti a basso impatto” è stata confermata anche per il 2017 ma il tetto stabilito è di 1.807.500 euro e non vale in tutta Italia. Al 31 gennaio – comunica il Consorzio Ecogas – è stato impiegato circa il 50% del fondo destinato ai cittadini (un milione e 500mila euro) e circa il 6% del fondo destinato ai veicoli commerciali (circa 300.000 euro). I contributi vanno dai 500 ai 1.000 euro per trasformazione con differenze a secondo della tipologia di impianto scelto e del tipo di veicolo, automezzo privato o veicolo commerciale. In ogni caso una cifra solo vicina a un terzo dell’intero prezzo da sborsare per la conversione dell’impianto.

Incentivi GPL 2017, 500 euro per i privati

Gli incentivi ICBI rappresentano una delle misure messe in atto dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per ridurre l’inquinamento atmosferico. L’iniziativa non è però diffusa su tutto il territorio nazionale ma è riservata ai comuni che decidono l’adesione. Tra questi il capofila è il Comune di Parma insieme ad altre 674 amministrazioni comunali aderenti, sparse un po’ in tutte le regioni d’Italia. Gli incentivi GPL e metano sono disponibili su auto private a benzina e su veicoli commerciali a benzina o gasolio. Quattro le tipologie di contributo: auto private a benzina Euro 2 o 3 hanno diritto a 500 euro di incentivo, di cui 350 a carico del fondo ICBI e 150 a carico dell’officina richiedente. Le auto che montano un impianto a metano hanno, invece, uno sconto di 650 euro (500 dall’ICBI e 150 dall’officina). Per i veicoli commerciali con massa inferiore a 3,5 T, invece, il contributo è di 750 euro nel caso di trasformazione a Gpl mentre un impianto a metano prevede uno sconto in fattura di 1000 euro indipendentemente dalla classe di inquinamento del veicolo.

Incentivi metano 2017, novità per i diesel

Inoltre è presente un programma sperimentale che permette di installare un impianto a metano o GPL anche per le auto diesel: l’importo per veicolo ammonta rispettivamente a 750 euro per un impianto a GPL e 1000 euro per uno a metano. Il progetto è però diretto solo alle aziende o agli enti pubblici con sede nei Comuni aderenti, e dotati di Mobility Manager di area o di azienda. I veicoli in questione monteranno un dispositivo che rileverà i valori reali delle emissioni in tempo reale e il principale inquinante monitorato sarà il particolato (PM). L’obiettivo è quello di consentire la libera circolazione nei comuni di questi veicoli durante i provvedimenti di limitazione al traffico. Per usufruire dell’incentivo il cittadino residente in un comune aderente ad ICBI deve recarsi presso uno degli installatori che aderiscono all’iniziativa. L’officina prenota via internet il contributo dopo aver verificato che il veicolo e il proprietario abbiano i requisiti necessari. Il cittadino fruisce dell’incentivo tramite uno sconto riportato direttamente in fattura mentre il Comune provvederà ad effettuare i rimborsi alle autofficine.

Fonte: edcoblog.it

Detrazioni fiscali per l’efficienza energetica, il vademecum ENEA per il 2017

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Proroga degli ecobonus, aumento degli incentivi e possibilità di cedere il credito: sono solo alcune delle misure per promuovere l’efficienza energetica introdotte o confermate per il 2017. Nell’ambito delle azioni del Programma nazionale di informazione e formazione. Proroga degli ecobonus, aumento degli incentivi e possibilità di cedere il credito: sono solo alcune delle misure per promuovere l’efficienza energetica introdotte o confermate per il 2017. Nell’ambito delle azioni del Programma nazionale di informazione e formazione gli esperti dell’Unità efficienza energetica dell’ENEA hanno preparato un sintetico vademecum sulle agevolazioni in tema di risparmio ed efficientamento energetico per le abitazioni. Il prossimo 7 febbraio, inoltre, all’ENEA si terrà una giornata con tutti i soggetti interessati a progetti, proposte e iniziative del Programma nazionale di informazione e formazione sull’efficienza energetica per il 2017. Una delle novità di maggiore rilievo previste dalla Legge di Stabilità è la proroga fino al 31 dicembre 2017 delle detrazioni fiscali del 65% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, il cosiddetto Ecobonus. Gli interventi di efficientamento di parti comuni degli edifici condominiali o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio sono invece stati prorogati fino al 31 dicembre 2021. In quest’ultimo caso e qualora siano rispettate un insieme di condizioni riportate nel provvedimento, l’incentivo può salire al 70 o anche al 75% del totale delle spese. Il tetto massimo delle spese detraibili è di € 40.000 per ciascuna delle unità immobiliari che compongono l’edificio e occorre comunque che vi sia l’Attestato della Prestazione Energetica degli edifici (APE), redatto da professionisti abilitati. L’agevolazione è prevista anche per edifici di proprietà di istituti autonomi per le case popolari e adibiti ad edilizia residenziale pubblica; inoltre, per questa tipologia di lavori, i soggetti beneficiari possono anche cedere il credito (basato sulla spesa sostenuta) ai fornitori che hanno effettuato gli interventi o ad altri soggetti privati con la facoltà di successiva cessione del credito. Ad oggi rimane esclusa la cessione ad istituti di credito e ad intermediari finanziari: le modalità di attuazione di tale opportunità saranno presto definite dell’Agenzia delle Entrate. Un altro capitolo importante riguarda le detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia e per l’acquisto di mobili. Agli interventi di ristrutturazione iniziati dal 1° gennaio 2016 è riconosciuta una detrazione del 50% dall’imposta lorda per ulteriori spese documentate sostenute nel 2017 (per un ammontare non superiore ai 10.000 euro), anche relative all’acquisto di grandi elettrodomestici di classe non inferiore ad A+, nonché A per i forni e per apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzate all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. Per le schermature solari sono stati confermati nel 2017 gli incentivi già previsti fino allo scorso anno da Ecobonus e Conto Termico. Con la Legge di Stabilità 2017 il Governo si è impegnato a prorogare al 31 dicembre 2019, all’interno del primo provvedimento utile, la detrazione dall’IRPEF del 50% dell’importo corrisposto per il pagamento dell’IVA sull’acquisto di immobili residenziali dal costruttore, ovverodi abitazioni di classe energetica A o B cedute dalle imprese costruttrici.

Diverse opportunità riguardano la PA, per interventi di efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, all’interno del cosiddetto Nello specifico, 200 milioni di euro sono riservati alle Pubbliche Amministrazioni per interventi di efficienza energetica: in vigore dal 31 maggio 2016, il cosiddetto Conto Termico 2.0 potenzia e semplifica il meccanismo di sostegno già introdotto dal decreto 28/12/2012, affinché il settore pubblico possa esercitare un ruolo sempre più virtuoso come previsto dalla Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica. L’obiettivo di queste incentivazioni è di contribuire al raggiungimento degli obiettivi in tema di efficienza energetica, tenuto conto dell’aumento dei consumi di energia per usi civili. Secondo le stime provvisorie elaborate dal Ministero dello Sviluppo Economico, infatti, fra il 2014 e il 2015, in Italia la percentuale di consumi di energia per usi civili è arrivata al 37%, per un totale di 46,6 Mtep con l’aumento di un punto percentuale. Per raggiungere l’ambizioso obiettivo di un risparmio dei consumi energetici del settore civile di 4,9 Mtep nel periodo 2011-2020 (di cui 2,4 già conseguiti al 2015) occorrono quindi tutte le misure in campo, non ultime quelle derivanti dalla Legge 232 dell’11 dicembre 2016, cosiddetta Legge di Stabilità 2017.

Fonte: ecodallecitta.it

Riusi e ricicli? In Svezia paghi meno tasse

Una proposta del Ministro delle Finanze svedese intende ridurre dal venticinque al dodici per cento l’Iva per chi ripara biciclette, scarpe e tessuti. La virtuosa iniziativa si pone l’obiettivo di ridurre lo spreco e valorizzare l’economia circolare.

Buone notizie per l’economia circolare dalla Scandinavia: la Svezia, su proposta del Ministro delle Finanze, ha deciso di ridurre l’Iva per chi ripara bici, scarpe e tessuti dal 25 al 12 per cento a partire da gennaio 2017, mentre saranno previste delle deduzioni fiscali (sotto forma di restituzione d’imposta) per chi deciderà di riparare gli elettrodomestici.Two men working in a Bicycle repair shop, with tools of the trade.

Gli incentivi sono coerenti con la scelta del governo svedese di ridurre le emissioni di gas serra e gli oggetti che finiscono in discarica. Secondo Per Bolund, ministro delle finanze svedese “spesso, un piccolo cambiamento apporta grandi modifiche nel comportamento, crediamo che questa scelta possa abbassare dell’87 per cento i costi del riparo e rendere più razionale la scelta di riparare la merce”.

La Svezia dimostra così di voler recepire il pacchetto dell’Unione Europea riguardo l’economia circolare, affinché oltre ad ottenere una riduzione dei rifiuti in discarica si possano creare nuove possibilità economiche dagli oggetti considerati di scarto: un nuovo modello di business olistico, in grado di vedere i prodotti e i servizi che replica in linea con il ciclo vitale naturale dove ogni fine rappresenta un nuovo inizio. E in Italia? Nel nostro Paese non mancano esempi virtuosi e straordinari di Economia Circolare. Dall’esperienza delle due siciliane Adriana Santanocito ed Enrica Arena è nata Orange Fiber, una pluri-premiata startup che ricava Tessuti sostenibili e innovativi da sottoprodotti agrumicoli.91315512_gettyimages-838426261


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invece, nata dall’idea di Giovanni Milazzo e Antonio Caruso (anch’essi siciliani),  produce biocompositi a partire dagli scarti industriali di biomasse organiche, con l’obiettivo di sostituire la plastica petrolchimica con materiali eco-sostenibili. Italia che Cambia ha conosciuto queste e altre realtà del mondo dell’economia circolare alla Fiera delle Idee del 21 ottobre 2016 a Firenze; un tratto comune delle loro esperienze è il limbo normativo italiano che rende difficile tracciare una rotta precisa per il futuro. Sarebbe un bel segnale, per questo mondo in piena sperimentazione e crescita che trasforma lo scarto in innovazione, lasciarsi ispirare e guidare dall’esempio svedese.

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2016/11/riusi-ricicli-svezia-meno-tasse/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

Austria, incentivi fino a 4000 euro per le auto elettriche

L’Austria investe 72 milioni di euro sulle auto ecologiche e sull’allargamento della rete infrastrutturale per la mobilità elettrica.auto-elettriche

Il successo del verde Alexander Van der Bellen nelle presidenziali austriache di domenica scorsa rappresenta il trionfo del partito ecologista che da decenni otteneva ottimi risultati nel paese mitteleuropeo. Con qualche giorno di anticipo su questa decisa sterzata politica, prima della consultazione elettorale, Vienna ha approvato nuovi incentivi a sostegno della mobilità elettrica.  Il bonus di sostegno a chi acquisterà auto elettriche potrà arrivare fino a 4mila euro, lo stesso importo massimo che è stato approvato poco prima dell’estate dal governo tedesco.  Se in estate la Germania aveva stanziato 1,2 miliardi di euro con un ambizioso target di 500mila veicoli elettrici in circolazione entro il 2020, l’Austria, almeno per il momento, si è limitata a 72 milioni di euro con un obiettivo facilmente raggiungibile, quello dei 16mila veicoli green (elettrici, a idrogeno e ibridi plug-in).  A beneficiare degli incentivi – equamente divisi fra i ministeri dei Trasporti e dell’ambiente e gli importatori – saranno tanto i privati quanto le imprese: si andrà dai 4000 euro (privati) e 3000 euro (aziende) di incentivi per i veicoli elettrici e a idrogeno ai 1500 euro per i veicoli ibridi plug-in. Il paniere di questa tranche di incentivi sarà di 48 milioni di euro. Altri 5 milioni di euro saranno riservati per i veicoli elettrici a due ruote e per i veicoli commerciali leggeri elettrici. I restanti 19 milioni di euro verranno utilizzati per il potenziamento delle infrastrutture, in particolar modo per l’implementazione delle colonnine di ricarica.  Come avviene già con le targhe verdi nella vicina Ungheria, le auto elettriche verranno contrassegnate da uno specifico segnale di riconoscimento.

Fonte: ecoblog.it

 

La Tesla Model 3 e la rivoluzione EV in India, Norvegia e Olanda.

La potenza asiatica sta per introdurre un nuovo incentivo per le auto elettriche e afferma di poter arrivare al 100% elettrico al 2030. Norvegia e Olanda discutono di liberarsi di auto a benzina e gasolio entro il 2025. Intanto per il nuovo modello “low-cost” di Tesla è boom di prenotazioni. Buone notizie per il mercato dei veicoli elettrici

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Negli ultimi giorni sui quotidiani si sono susseguite una serie di notizie che fanno pensare a una prossima accelerazione della rivoluzione che lentamente sta partendo nel mondo della mobilità, quella che vedrà affermarsi i veicoli elettrici.

L’incentivo indiano

La settimana scorsa, il Ministro dei Trasporti dell’India Nitin Gadkari ha affermato che il Paese è nelle condizioni per raggiungere il 100% di veicoli elettrici entro il 2030.

Il governo indiano, ha annunciato, sta lavorando su uno schema di incentivi innovativo: i veicoli elettrici verrebbero venduti senza la richiesta di un anticipo e dalla somma che i proprietari dovrebbero pagare sarebbero sottratti i risparmi sull’acquisto dei prodotti petroliferi.

Norvegia e Olanda

L’India non è il primo Paese a muoversi nella direzione del 100% elettrico. Poco dopo che la Norvegia aveva iniziato a valutare la possibilità di introdurre norme per imporre la vendita unicamente di auto elettriche a partire dal 2025, la Camera Bassa del Parlamento olandese ha approvato una mozione il mese scorso per vietare la vendita di nuove vetture a benzina e diesel a partire dallo stesso anno.

Tesla Model 3

Il forte interesse per il settore delle auto elettrico è dimostrato anche dal successo ottenuto dal nuovo Model 3 di Tesla, che ha ricevuto 276.000 ordini in soli tre giorni da tutto le parti del mondo. La Model 3 è l’auto che inizierà a percorrere le strade dalla fine del 2017 e che viene proposta a un costo più basso rispetto ai precedenti modelli di Tesla: 35.000 dollari. Gli analisti hanno calcolato che i 276.000 ordini e i rispettivi mille euro di caparra avrebbero assicurato all’azienda statunitense qualcosa come 280 milioni di dollari di capitali a costo zero. Se tutti questi ordini, che sono comunque rimborsabili, si trasformassero in vendite effettive, la società avrebbe un utile di quasi un miliardo di dollari.

 

Fonte: qualenergia.it

NUOVO CONTO TERMICO: SEMPLIFICATO L’ACCESSO AGLI INCENTIVI

Il nuovo Conto Termico 2.0 introduce numerose semplificazioni rispetto alla precedente versione: più facile l’accesso agli incentivi e tariffe più alte per alcuni interventi

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Sancita l’intesa sul nuovo Conto Termico 2.0. La Conferenza Unificata ha raggiunto oggi l’accordo sullo schema di decreto del Ministro dello sviluppo economico recante “Aggiornamento del sistema di incentivazione della produzione di energia termica da fonti rinnovabili ed interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni”.

Gli incentivi del Nuovo Conto Termico

Con una durate dell’incentivo variabile tra i due e i cinque anni (a seconda del tipo di intervento),  la tariffa andrebbe a coprire, nella maggior parte dei casi il 40% delle spese, con tetti massimi differenziati in base al tipologia interventizia, alla potenza dell’impianto e alla zona climatica. La percentuale passa al 65% per gli interventi di trasformazione in “edificio a energia quasi zero” e sostituzione dei sistemi di illuminazione con dispositivi efficienti. Più alto anche l’incentivo a copertura delle spese di per gli interventi di isolamento termico delle superfici opache realizzati nelle zone climatiche E e F (50%), che passa al 55% se abbinato alla sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.
E ancora le spese per le diagnosi energetiche e la redazione dell’Attestato di prestazione energetica (APE) sono incentivabili al 100% per le Pubbliche Amministrazioni e al 50% per i privati.

Gli interventi ammessi:
PRIVATI
Per i privati sono invece incentivabili interventi di piccole dimensioni quali:

  • la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale, anche combinati per la produzione di acqua calda sanitaria, dotati di pompe di calore;
  • la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti o di riscaldamento delle serre e dei fabbricati rurali con impianti dotati di generatore di calore alimentato da biomassa (taglia massima 2 MW);
  • l’installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e/o ad integrazione dell’impianto di climatizzazione invernale, anche abbinati a sistemi di solar cooling, per la produzione di energia termica per processi produttivi o immissione in reti di teleriscaldamento o teleraffrescamento (taglia massima degli impianti 2500 metri quadri)
  • la sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore (taglia massima 2 MW);
  • la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con sistemi ibridi a pompa di calore (taglia massima 2 MW).

PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

Come nel provvedimento originale risultano incentivabili per le Pubbliche amministrazioni gli interventi di:

  • isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume climatizzato;
  • sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi delimitanti il volume climatizzato;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti utilizzanti generatori di calore a condensazione;
  • installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento di chiusure trasparenti con esposizione di Est-sud-est a Ovest, fissi o mobili non trasportabili.

Alla lista il Nuovo Conto termico aggiunge tre nuovi interventi:

  • trasformazione in “edifici a energia quasi zero”;
  • sostituzione dei sistemi per l’illuminazione con dispositivi efficienti;
  • installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico degli impianti termici ed elettrici degli edifici (building automation), di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore.

FONTE: rinnovabili.it

Solare, agli italiani piace sempre di più e l’80 per cento chiede più incentivi

E’ stato presentato il XII Rapporto “Gli italiani e il solare” in cui emerge che per l’80 per cento dei cittadini lo gradisce. Per il terzo anno consecutivo il Rapporto Gli italiani e il solare, giunto alla sua dodicesima edizione e realizzato dall’Osservatorio sul Solare della Fondazione UniVerde con la collaborazione di IPR Marketing, conferma il trend positivo degli ultimi tre anni che non è mai sceso sotto l’80 per cento, del gradimento per questa forma di energia rinnovabile. Anzi, per il 92 per cento degli italiani è proprio l’energia solare a essere amica dell’ambiente tanto che il 70 per cento degli intervistati ha preso seriamente in considerazione la possibilità di usufruirne. Grande apertura anche verso le altre fonti di energia rinnovabile che convincono il 51 per cento degli italiani per quanto riguarda l’eolico,il 38 per cento per l’idroelettrico (+6% rispetto alle rilevazioni del maggio scorso); il 19 per cento apprezza il geotermico mentre interessa al 17 per cento le biomasse. Una preferenza, dunque, che va nella strada opposta appena dettata dal governo con lo Sblocca Italia e che si fonda sulle trivellazioni nei mari della penisola.

Spiega così le percentuali Alfonso Pecoraro Scanio presidente di UniVerde:

Più dell’80% dei cittadini chiede incentivi per le rinnovabili. Se non è possibile predisporre un sistema di incentivazione economica sarebbe almeno opportuno semplificarne la burocrazia. Nonostante il Governo abbia addirittura previsto tasse sull’autoconsumo, l’Italia è tuttavia ancora il secondo produttore al mondo di energia dal sole. Dobbiamo però intervenire con lungimiranza se vogliamo rilanciare un settore economico che a partire dal 2007 ha dato lavoro a decine di migliaia di persone. È necessario diffondere le smart grids perché le rinnovabili hanno stabilizzato le reti, ridotto le dispersioni e permesso al nostro Paese di risparmiare sulla bolletta energetica. Oggi 550 mila italiani tra famiglie, enti e istituzioni beneficiano e producono energia dal sole.italiani-e-solare-620x350

Secondo il sondaggio a contrarsi maggiormente è il favore verso il nucleare sceso al 4 per cento e restano basse anche le preferenze per carbone, al 2 per cento, petrolio al 3 per cento e metano al 10 per cento. Veniamo poi a un nuovo dato che risulta particolarmente interessante e emerso a seguito del focus proposto quest’anno: Accumulo di energia e riciclo dei componenti di sistema. In pratica appena l’8 per cento degli intervistati conosce le smart grid, ovvero le reti intelligenti sostenute proprio nell’Unione Europea e con cui ogni cittadino potrà produrre o ricevere energia. Alessandro Fiocco A.d. Terna Plus e Terna Storage ha commentato:

Terna ha già fatto e continua a fare la sua parte per ammodernare e realizzare la rete elettrica in favore del pieno sfruttamento delle energie rinnovabili. La società in questi anni si è fortemente impegnata investendo già 1,3 miliardi di euro in opere concrete e previsto ulteriori 2,5 mld di euro fino al 2016 per far sì che la rete si evolva in sincronia con il nuovo sistema. Sta inoltre sperimentando sistemi di accumulo di energia localizzati nel sud Italia, dove le Fer stanno diventando la principale fonte di copertura del fabbisogno.

Infine, un dato interessante riguarda la consapevolezza del riciclo dei pannelli solari giunti a fine ciclo di vita, che risulta essere un passaggio importante per il 65 per cento dei cittadini ma che va anche sostenuto con incentivi statali. E infatti alla presentazione era presente il Cobat, Consorzio per la raccolta e riciclo di pile e accumulatori che metterà a disposizione il suo know-how fatto di 25 anni di esperienza per collaborare a nuovi sistemi di stoccaggio dell’energia prodotta.

Foto | Fondazione UniVerde@facebook

Fonte: ecoblog.it