No inceneritori, biomasse e biogas in Umbria: 11 maggio manifestazione a Terni

Decine di impianti a biomasse, biodigestori e in generale impianti a combustione già attivi o previsti in tutta la regione senza il coinvolgimento della popolazione locale nel processo decisionale. Comitati e associazioni di cittadini dell’Umbria scenderanno in piazza l’11 maggio a Terni per denunciare questo atteggiamento delle amministrazioni e riaffermare il diritto a lottare in difesa dei territori, della salute e di un futuro sostenibile.impianto_biogas

I comitati e le associazioni di cittadini firmatari, attivi in diversi comuni della regione Umbria denunciano la condizione di emergenza che i nostri territori stanno sopportando a seguito della costruzione di decine di impianti a biomasse, bio digestori e in generale a combustione già in produzione e/o previsti in tutta la regione. Alla data di oggi infatti se ne contano circa trenta. In nessuno di questi casi la popolazione locale è stata coinvolta nel processo decisionale dalle amministrazioni, ma solo ex post messa di fronte al fatto compiuto, spesso con l’impianto in avanzato stato di costruzione. Del resto la stessa legislazione vigente permette ciò, non recependo l’importanza della decisione condivisa in merito a impianti che hanno una ricaduta consistente in termini di accumulo di inquinanti. Valga come esempio la situazione della conca Ternana, già pesantemente colpita da emissioni di origine industriale, alle quali si sommano, malgrado la ferma opposizione dei cittadini e le stesse caratteristiche orografiche, un impianto di incenerimento di rifiuti da 10 Mw a cui presto si sommerà una seconda centrale a biomasse e linoleum da 4 Mw. L’Umbria, conosciuta anche come ‘polmone verde’ d’Italia, è già punteggiata da centinaia  di ettari di impianti fotovoltaici a terra, progetti eolici e metanodotti sui crinali. Inoltre la vocazione agricola della nostra regione volta alla salvaguardia dell’ambiente e delle biodiversità è altamente compromessa dal proliferare di queste decine di centrali a biomasse e bio digestori, poiché il loro approvvigionamento di combustibile rende  necessarie anche le coltivazioni dedicate, le quali, oltre all’inquinamento dei terreni e la loro degradazione nel corso di un solo decennio per l’uso massiccio di concimi e diserbanti, mettono a repentaglio la sovranità alimentare di intere popolazioni più o meno vicine e causano di fatto l’estinzione delle piccole produzioni agricole già duramente provate dalle normative vigenti in materia. Note sono le società, per le quali l’Italia vanta un triste primato numerico, che su tali fenomeni speculano e non può che spaventare il loro ingresso sul nostro territorio. Riteniamo che ciò sia possibile esclusivamente grazie ad una incentivazione alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e assimilate che non ha alcuna rispondenza con una strategia di reale efficienza energetica, ma che per ora di contro alimenta solo circuiti speculativi; tale inefficienza è stata reinterpretata anche dal Piano Energetico Regionale che peraltro ha fissato una percentuale obbiettivo di energia da fonti rinnovabili già ampiamente superata. Risulta poi foriero di dubbi e sospetti, e ne chiediamo conto anche alla Presedente Marini, il fatto che l’attuale Assessore Regionale all’Ambiente Silvano Rometti, di cui sono già state chieste le dimissioni, continui a ricoprire l’incarico malgrado il suo personale conflitto di interessi. Allo stesso modo chiediamo la sospensione del Direttore dell’ARPA di Terni fin quando non siano chiarite le sue responsabilità oggi oggetto di indagini giudiziarie.

Comuni, Province e Regione hanno dimostrato di non essere in grado di rappresentare un interlocutore serio per le popolazioni. Riteniamo indispensabile denunciare questo atteggiamento e di contro riaffermare il nostro diritto a lottare in difesa dei territori, della salute e di un futuro di vera sostenibilità. Per questo invitiamo alla manifestazione regionale dell’11 maggio a Terni, ore 16 Piazzale della Rivoluzione Francese al lato della stazione.

Comitato No Inceneritori Terni, Italia Nostra Terni, WWF Terni, Comitato Salviamo la Valnerina, Comitato No Biomasse Avigliano, Coordinamento regionale Terre Nostre, Coordinamento Regionale Rifiuti Zero, Comitato tutela patrimonio ambientale Acquasparta, Italia Nostra Regionale, Italia Nostra Valnerina, Coordinamento regionale Fonti Energie Rinnovabili, Comitato Colle Umberto, Comitato Aria Pulita Massa Martana, Comitato Inceneritori Zero, No Biogas Narni, Movimento contadino Genuino Clandestino Umbria.

Fonte: il cambiamento

 

Fiducia a un governo ambientalista. Firma

Una petizione lanciata da un gruppo di ambientalisti ed operatori economici verdi per mettere l’Italia sulla rotta giusta. Si invitano tutti i cittadini a sottoscrivere su Change.org in favore di una “soluzione verde” alla crisi politica italiana

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La crisi economica e la crisi politica dell’Italia richiedono e suggeriscono una soluzione nel segno dell’ecologia e dell’ambientalismo.

Per firmare la petizione clicca qui

Avevano detto le associazioni ambientaliste con l’ECOTELEGRAMMA che in un mese di campagna elettorale la parola ambiente è stata trascurata. (“Eppure la qualità dell’aria che respiriamo, il cibo che mangiamo, l’acqua che beviamo, il diritto a non essere sommersi dai rifiuti, la possibilità di scegliere un’energia pulita prodotta in Italia, la tutela del nostro territorio, del nostro patrimonio naturale e dei nostri beni culturali e colturali sono temi centrali della vita quotidiana. Assieme a quello, sempre più drammatico, del lavoro che in questi ultimi anni è cresciuto soltanto nei settori della green economy e dell’agricoltura di qualità”). Ora i risultati delle elezioni – con tutto il problema della mancanza di una maggioranza al Senato – creano un situazione nuova, difficile da un lato, ma anche carica di opportunità. Non c’ è dubbio che tra le motivazioni degli elettori, ma soprattutto nelle intenzioni programmatiche del Movimento5 stelle, i temi dell’ambiente, delle energia e di una nuova economia verde siano molto importanti. Senza entrare nel dettaglio di questioni come il voto di fiducia e le alleanze sistematiche o episodiche, ci troviamo di fronte a un’occasione da non perdere, a un bivio storico. I soggetti che si occupano di ambiente e risorse naturali, di produzione e consumo di cibo di qualità, di energie rinnovabili e sostenibilità, di beni culturali, identità territoriali e turismo, di legalità e giustizia, di lotta agli sprechi, nonché alcune sigle del mondo imprenditoriale che è riuscito a tradurre queste visioni in fatturato e nuovi posti di lavoro, insieme con i cittadini più attivi nelle battaglie per la difesa della salute e del territorio possono oggi unirsi e farsi sentire perché si avvii una legislatura finalmente attenta all’ambiente e affinché le forze di Italia Bene Comune e del Movimento 5 Stelle trovino il modo di avviarla. Ricordiamo alcuni impegni chiari contro lo spreco di ambiente, territorio, energia e futuro da prendere già nel primo anno di governo:

1) garantire la legalità e la giustizia, la trasparenza e l’equità nelle filiere agricole ed alimentari, ambientali ed energetiche, aumentando efficienza ed efficacia dei controlli con un’adeguata tutela penale dell’ambiente;
2) fissare l’obiettivo del 100% rinnovabili, procedendo alla chiusura progressiva delle centrali alimentate con combustibili fossili, rinunciare al piano di sviluppo delle trivellazioni petrolifere in mare e definire una roadmap per la decarbonizzazione che sostenga la green economy, e per il risparmio energetico

3) spostare i fondi stanziati per strade e autostrade verso il trasporto sostenibile(ferrovia, nave, bici, mezzi elettrici e a basso impatto ambientale, car sharing) e il trasporto pendolare nelle aree urbane, definendo un piano nazionale della mobilità che superi definitivamente il programma delle infrastrutture strategiche;

4) rendere compatibili le scelte economiche e di gestione del territorio con la conservazione della biodiversità naturale attribuendo un ruolo centrale ai parchi, e varare un piano della qualità per il settore turistico per valorizzare i beni culturali e ambientali;

5) approvare un pacchetto di interventi per favorire l’occupazione – soprattutto giovanile – in agricoltura, sostenere le colture biologiche, biodinamiche e a basso impatto ambientale e promuovere modelli di consumo alimentare sostenibili;

6) approvare una legge che fermi il consumo di suolo e aumentare i vantaggi fiscali che derivano dalla scelta a favore del recupero e della ristrutturazione, dell’architettura bioclimatica e dell’urbanistica mirata all’abbattimento dell’inquinamento e alla riqualificazione energetica e ambientale del patrimonio edilizio;

7) incentivare non solo la raccolta differenziata, il riuso, il riciclo e il recupero dei materiali ma anche la lotta agli sprechi in ottica preventiva, cominciando a tagliare il sostegno agli inceneritori e alle discariche.


Andrea Bertaglio, giornalista ambientale

Tullio Berlenghi, esperto diritto ambientale

Paola Bolaffio, giornalista ambientale

Gian Maria Brega Promotore Labelab

Roberto Cavallo, Presidente ERICA e AICA

Alessio Ciacci, Assessore all’Ambiente di Capannori, Personaggio Ambiente 2012

Maurizio Cossa, Decrescita Felice Torino

Michele D’Amico, giornalista ambientale

Alessandro Fabrizi, comunicazione ambientale

Simona Falasca, Direttore Greenme

Alessandro Farulli, Direttore di Greenreport

Sergio Ferraris, Direttore responsabile ed editoriale QualEnergia

Marco Fratoddi, Direttore di La Nuova Ecologia

Marika Frontino, giornalisti ambientali

Giuseppe Gamba, presidente Azzero CO2

Paolo Hutter, Direttore Eco dalle Città

Lidia Ianuario, Direttrice Responsabile NeWage

Giuseppe Iasparra, giornalista ambientale e blogger

Bianca Laplaca, giornalista ambientale

Giuseppe Lanzi, AD Sisifo Italia (Green Economy)

Simonetta Lombardo, giornalista ambientalista

Paolo Piacentini , Presidente Federtrek

Letizia Palmisano, giornalista, vicepresidente di Econnection

Raphael Rossi, manager pubblico esperto rifiuti

Roberto Rizzo, giornalista ambientale e scientifico

Mauro Spagnolo, Direttore Responsabile Rinnovabili.it

Alessandro Tibaldeschi, ufficio stampa green Press Play

NOI ESTENSORI DI QUESTO APPELLO CHIEDIAMO il pronunciamento e l’appoggio DELLE PERSONE RICONOSCIUTE E IMPEGNATE NEL CAMBIAMENTO ECOLOGICO IN ITALIA, e più in generale la firma dei cittadini che condividono questa idea di “soluzione verde” alla crisi politica.

Fonte: eco dalle città