Trasporti in Regione Piemonte, a rischio il 50% delle corse

L’Assessore regionale Bonino: “O il governo stanzia i fondi che mancano all’appello per finanziare il trasporto pubblico oppure l’alternativa sarà lo smantellamento della rete. Impossibili, a questo punto, razionalizzazioni ed efficientamenti: ci sarà solo da tagliare”

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Seicentotre milioni di euro: è il fabbisogno stimato per il trasporto pubblico locale del Piemonte, contro un Fondo nazionale che ne ha assegnati 485. un taglio che per l’Assessore regionale ai trasporti, appena riconfermata, Barbara Bonino “non è sostenibile per la Regione, che non è in grado di stanziare ulteriori risorse”. Che la salute del trasporto pubblico locale in Piemonte non fosse buona non è una novità: dodici linee ferroviarie tagliate in un anno (i cosiddetti rami secchi) non sono bastate a risanare i conti, e i tagli sono piovuti a cascata su Provincia Comune, che tra riorganizzazioni delle linee e ricorsi al Tar cercano faticosamente di mantenere in piedi la rete. (Vedi Tpl, la Provincia di Torino spalma i tagli su quattro anni e contiene quelli del 2012 al 5% e Torino, cala dal 12 settembre la frequenza delle corse GTT). Ma ora potrebbero non bastare: il debito accumulato nell’ultimo biennio è salito a 340 milioni di euro. “O il Governo stanzia i fondi che mancano all’appello per finanziare il trasporto pubblico – ha dichiarato l’Assessore durante il consiglio regionale straordinario convocato per discutere l’emergenza – oppure l’alternativa sarà lo smantellamento della rete. Impossibili, a questo punto, razionalizzazioni ed efficientamenti: ci sarà solo da tagliare”.
E parecchio. Si parla del 50% delle corse sulle linee degli autobus e del 34% per il trasporto ferroviario, probabilmente già a giugno. Per l’Assessore l’unica soluzione è che la Regione faccia sistema e intervenga presso il prossimo Governo perché incrementi i fondi a disposizione. “Fondi a cui si dovrà comunque accompagnare una nuova riorganizzazione del servizio. Il Piemonte ha già attuato politiche innovative e di efficientamento, attivando l’Sfm, il sistema ferroviario metropolitano, elaborando una programmazione integrata ferro-gomma, attuando la bigliettazione elettronica con il Bip e investendo risorse ingenti per rinnovare il parco autobus. Lo stato delle finanze regionali ci impedisce di contrarre nuovi mutui”. I pendolari si attrezzeranno con mezzi privati…Pesanti anche le ricadute ambientali: “I pendolari dovranno attrezzarsi con mezzi propri – sottolinea il Gruppo Consiliare del PD in Regione – Una situazione evidentemente ingiusta e insostenibile. La Giunta Cota è totalmente indifferente al trasporto pubblico, tanto che Cota ha dichiarato pubblicamente che non è compito della Regione garantire il diritto di mobilità dei cittadini. Questi tagli comporteranno il fallimento di tutte le imprese piemontesi di Tpl ed una valanga di licenziamenti di autoferrotranvieri”.
La Rete per la #MobilitàNuova sabato 4 maggio a Milano “Governo e opposizione uniti lamentano di non vedere soluzione -osserva Beppe Piras della Rete Mobilità Nuova– chiudendo gli occhi di fronte ad un’enorme ovvietà: la politica nazionale sui trasporti sta paralizzando la nazione. Come ricordato dalle associazioni ambientaliste all’incontro con Pierluigi Bersani, il Primo programma delle infrastrutture strategiche, costituisce (con le sue 390 opere in elenco per 375 miliardi di euro) un’ipoteca per il futuro economico-finanziario e ambientale del Paese. “Sabato 4 maggio -annuncia Piras- manifesteremo a Milano per testimoniare la necessità del cambiamento e imporre ai decisori politici una rivoluzione della mobilità che parta dal riequilibrio delle risorse pubbliche destinate al settore dei trasporti; contro quelle opere pubbliche stradali, autostradali e ferroviarie inutili e dannose per il Paese”.

Fonte: eco dalle città

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A Torino la più grande stazione a gas metano d’Europa per i mezzi pubblici

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Alle porte di Torino, in località Gerbido, ha sede la più grande stazione di rifornimento a gas metano d’Europa. Lo stabilimento nella periferia sud ovest del capoluogo piemontese occupa un’area di 100.000 mq: 30.000 mq di superficie coperta, 54.000 di superficie libera e circa 16.000 destinati al deposito di installazioni fisse. Dei 350 mezzi pubblici lì ricoverati ben 189 sono alimentati a metano. Nello stabilimento sono impegnate 840 persone: 700 autisti, 100 operai e oltre 40 addetti. Inaugurata il 5 dicembre 2005, la stazione di Gerbido rappresenta uno dei centri più avanzati in Europa, per quanto riguarda il controllo del sistema metano applicato agli autobus. L’impianto è in grado di rifornire fino a 8 autobus contemporaneamente. Per un pieno di gas metano occorrono circa 15 minuti e Torino Metano lavora su due turnazioni: di notte sui mezzi di proprietà GTT, di giorno con rifornimento al pubblico e agli enti convenzionati. L’impegno di GTT per una mobilità meno impattante sulla qualità dell’aria non è una novità. Dal 2010 sono attivi gli autobus Citelis da diciotto metri, con motore diesel ecologicamente avanzato che riducono del 99% le emissioni di particolato e idrocarburi. In città riscuotono da alcuni anni un particolare successo anche i minibus elettrici Elfo che attraversano la città limitatamente alla zona a traffico limitato e permettono ai passeggeri di viaggiare gratuitamente. Dallo scorso autunno sono attivi anche gli Hybus che hanno convertito i motori Euro 0-1-2 a una motorizzazione ibrida seriale. Durante i Giochi Olimpici Invernali del 2006 GTT sperimentò l’utilizzo di un bus a idrogeno. In una Torino che continua a essere una delle città con il più alto inquinamento da pm10 d’Italia, l’azienda di trasporto pubblico fa la sua parte. Ora tocca ai cittadini capirlo ed evitare che questi mezzi vaghino semivuoti per il capoluogo piemontese.

Fonte: Torino Metano I GTT