Giustizia ambientale, nuovi orientamenti Ue aiutano i cittadini a contestare l’autorità pubblica

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La Commissione europea ha adottato un documento di orientamento sull’accesso alla giustizia in materia ambientale che chiarisce le modalità per le persone fisiche e le associazioni per contestare dinanzi ai giudici nazionali decisioni, atti od omissioni di autorità pubbliche connesse al diritto ambientale dell’Unione. Le autorità pubbliche che non rispettano i diritti e gli obblighi previsti dalla normativa ambientale possono essere chiamate a risponderne dal pubblico. Venerdì 28 aprile la Commissione europea ha adottato un documento di orientamento sull’accesso alla giustizia in materia ambientale che chiarisce le modalità per le persone fisiche e le associazioni per contestare dinanzi ai giudici nazionali decisioni, atti od omissioni di autorità pubbliche connesse al diritto ambientale dell’Unione. Con la pubblicazione di questo documento la Commissione Juncker è convinta di aver fatto un importante passo avanti, “fornendo ai cittadini gli orientamenti necessari per accedere meglio alla giustizia a livello nazionale. Questi orientamenti intendono aiutare le persone fisiche e le organizzazioni non governative a decidere se adire il giudice nazionale. Inoltre possono servire ai giudici nazionali per individuare tutte le sentenze della Corte di giustizia dell’Unione europea di cui dovrebbero tener conto nel pronunciarsi su questioni relative all’accesso alla giustizia in materia ambientale. Infine permettono alle amministrazioni nazionali di prendere atto di eventuali carenze dei loro sistemi giudiziari e alle imprese di capire meglio quali sono i diritti e gli obblighi UE in gioco nelle decisioni, atti e omissioni che le riguardano”.

Frans Timmermans, primo Vicepresidente responsabile per lo Stato di diritto, ha dichiarato: “La certezza giuridica è un principio fondamentale di una società basata sullo Stato di diritto, ed è importante offrire tali orientamenti a tutte le parti interessate. Il diritto ambientale è al centro del nostro impegno per costruire un futuro sostenibile per l’UE, e noi tutti dobbiamo sapere chiaramente quali sono i nostri diritti e le nostre responsabilità”.

Karmenu Vella, Commissario responsabile per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, ha affermato: “La normativa ambientale intende proteggere le persone e la loro salute. Se le autorità pubbliche non rispettano i diritti e gli obblighi previsti da tale normativa, il pubblico può chiamarle a risponderne. I nuovi orientamenti rappresentano un passo importante per far sì che i cittadini si attivino su questioni quali la qualità dell’aria e dell’acqua e la gestione dei rifiuti. Avviando procedimenti in materia ambientale dinanzi ai giudici nazionali, i cittadini possono contribuire a garantire l’applicazione corretta del diritto ambientale in tutta l’Unione europea”.

La Corte di giustizia dell’Unione europea ha pronunciato una serie di sentenze che chiariscono le prescrizioni dell’UE sull’accesso alla giustizia in materia ambientale, ad esempio:

  • in che modo i giudici nazionali devono esaminare le argomentazioni secondo cui i piani locali per la qualità dell’aria non prevedono misure sufficientemente efficaci per soddisfare gli standard di qualità stabiliti dalla legislazione dell’UE;
  • il ruolo del pubblico, in particolare delle organizzazioni non governative ambientaliste, nel contribuire a far rispettare negli Stati membri gli obblighi derivanti dalla legislazione dell’UE sulla natura;
  • i criteri di valutazione che i giudici nazionali devono applicare per evitare che costi di contenzioso eccessivamente onerosi impediscano ai cittadini e alle associazioni di esercitare il loro ruolo nella difesa del diritto ambientale dell’Unione a livello nazionale.

Il documento di orientamento presentato riunisce tutte queste sentenze in un unico testo, rendendone così più comprensibile contenuto e implicazioni. L’adozione del documento di orientamento sarà seguita da discussioni con gli Stati membri che non adempiono ancora pienamente i loro obblighi, come interpretati dalla Corte di giustizia dell’Unione europea. Tali discussioni proseguiranno inoltre nel contesto del processo istituito mediante il riesame dell’attuazione delle politiche ambientali.

Contesto

L’accesso alla giustizia garantisce che le persone fisiche e le associazioni ambientaliste possano, a determinate condizioni, chiedere a un giudice nazionale indipendente di verificare se un’autorità pubblica abbia agito legittimamente nel prendere una decisione o compiere un atto o un’omissione che incide sui loro diritti. Le garanzie di principio consistono nel diritto di essere ascoltati, nello scrutinio sufficiente da parte del giudice nazionale, in misure per rimediare al problema e in misure per evitare costi eccessivamente onerosi. Il documento di orientamento è basato sulle disposizioni sull’accesso alla giustizia figuranti nel diritto ambientale derivato dell’UE e sulle disposizioni della convenzione di Aarhus sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale (convenzione di Aarhus), come interpretate dalla Corte di giustizia dell’Unione europea. Il documento di orientamento tratta dell’accesso alla giustizia in relazione a decisioni, atti od omissioni di autorità pubbliche degli Stati membri. Non riguarda le controversie in materia ambientale tra privati né il controllo giurisdizionale degli atti delle istituzioni dell’Unione.

Per ulteriori informazioni

Scheda informativa: Accesso alla giustizia in materia ambientale

Scheda informativa: Far rispettare la normativa ambientale – Perché ti riguarda?

Fonte: ecodallecitta.it