È tempo di autoproduzione: ecco come ottenere germogli freschi e nutrienti

Sì, questo è veramente il tempo dell’autoproduzione. Perché si viene limitati nei movimenti, ma anche per acquisire finalmente quella consapevolezza che ci conferma che non dobbiamo per forza dipendere in tutto e per tutto dall’esterno e da ciò che ci arriva. Impariamo allora a fare in casa i germogli, un ottimo cibo, fresco e nutriente.

È tempo di autoproduzione: ecco come ottenere germogli freschi e nutrienti

Sì, questo è veramente il tempo dell’autoproduzione. Perché si viene limitati nei movimenti, ma anche per acquisire finalmente quella consapevolezza che ci conferma che non dobbiamo per forza dipendere in tutto e per tutto dall’esterno e da ciò che ci arriva. Iniziamo oggi con una serie di suggerimenti e dimostrazioni pratiche sull’autoproduzione alimentare domestica e sull’autosufficienza energetica, per la quale ci avvaliamo della collaborazione del PeR, il Parco dell’Energia Rinnovabile, e del suo direttore scientifico, Alessandro Ronca.

Impariamo allora a fare in casa i germogli, un ottimo cibo, fresco e nutriente.

Saper far germogliare in modo giusto e corretto i semi per poi gustarli freschi, in insalata o nelle preparazioni varie in cucina è utilissimo. Ed è un modo, appunto, per autoprodurre cibo nutriente e vitale!

In questo video, Alessandro Ronca, direttore scientifico del PeR, il Parco dell’Energia Rinovabile, ci spiega come fare per ottenere ottimi germogli pronti da consumare, alimento da utilizzare in caso d’emergenza (magari chissà, visti i tempi, se siete a corto di cibi freschi…) ma anche da far rientrare, volendo, nella consuetudine. Al PeR, oltre a sperimentare, insegnare e applicare il risparmio e l’autosufficienza energetica, si affinano e e si insegnano anche le tecniche dell’autoproduzione alimentare e domestica.

Per informazioni: https://www.per.umbria.it/

Fonte: ilcambiamento.it

Germogliatore: come usarlo e altri consigli pratici

Coltivare i germogli in casa è semplice, divertente e… salutare! Possiamo coltivare germogli di trifoglio, di soia, di rucolafagioli azuki, mung e tanto altro ancora: è un fai-da-te che non richiede perizia alcuna, non ruba spazio e poi i germogli sono tutti alimenti estremamente pregiati dal punto di vista nutritivo, avendo un notevole contenuto vitaminico e di sali minerali. Altra cosa, i semi costano davvero poco, per cui è anche un modo economico di fare il pieno di salutari vitamine.germogli-trifoglio-400x250

Germogliatore, si o no? Rispondiamo a questa domanda innanzitutto? E’ davvero necessario il germogliatore, ossia quel contenitore in plastica o terracotta, dove riponiamo i semi da fare germogliare? Per quella che è le mia esperienza, il germogliatore è utile per ottimizzare gli spazi, la resa in termini di germogli e semplificare il procedimento complessivo. Ma non è indispensabile. In rete troverete anche altri procedimenti di germogliazione casalinga, come il metodo dei vasetti o il piatto con garza, ma personalmente, specie per chi è alle prime armi e non ha troppo tempo, ritengo che il germogliatore non sia una cattiva idea. L’altra cosa di cui abbiamo bisogno naturalmente sono i semi da germogliare: rigorosamente bio, costano anche davvero poco. Una volta muniti di germogli (nel nostro caso, oggi documentiamo l’ultima germogliata di trifoglio), possiamo cominciare la nostra avventura. Dopo avere tenuto a bagno in acqua i germogli per una notte, la mattina successiva li disponiamo sul germogliatore, che deve essere situato in un luogo luminoso, ma non esposto direttamente ai raggi del sole. Un mobile o un davanzale andranno benissimo: in quest’ultimo caso, fate però attenzione di non avere un calorifero sotto

Giorno della posa: i germogli di trifoglio non hanno bisogno di tantissima acqua: basterà mantenerli umidi. Nel mio caso, qualche spruzzata di acqua con uno spruzzino la sera del primo giorno è più che sufficiente.
Attenzione a non mettere troppa acqua durante la germogliazione, c’è sempre il rischio di ammuffire i germogli. Il secondo giorno, vedrete più chiaramente che i semi si sono spaccati e stanno cominciando a germogliare. Aumentate leggermente le dosi di acqua (circa una tazzina di caffè la mattina e una la sera) e scolate l’acqua che si accumula nella vaschetta inferiore: non buttatela via, è ricca di sali minerali e di vitamine, potete sempre usarla per innaffiare le piante.

 

Provate a fare anche voi i germogli di soia con i germogliatori e i relativi kit di semi che potete acquistare qui:

 

Germogliatore Geo in Plastica - Geo Plus

Voto medio su 75 recensioni: Da non perdere

€ 24.5

Sacchetto Germogliatore - Sprout Bag

Voto medio su 12 recensioni: Da non perdere

€ 9.9001

Geograss Kit per Erba di Grano - Orzo
€ 17.5

 

Il terzo giorno il colore dominante comincia a diventare il verde: i germogli di trifoglio sembrano crescere a vista d’occhio. Noterete come i germogli sul ripiano superiore – più esposti alla luce – crescono più in fretta. Ci basterà invertire la posizione dei vari ripiani per mantenerli alla pari nella crescita. Altra cosa, se germogliate nei mesi caldi, potrà capitare di vedere degli insetti aggirarsi “minacciosamente” attorno ai vostri germogli. Potrete proteggere i germogli con una garzetta che allontanerà gli insetti, ma che non ne impedirà la crescita.

Il quarto giorno i germogli vi sembreranno quasi pronti, ma pazientate ancora un attimo, raramente sono pronti già al quarto giorno. Il quinto giorno i nostri germogli di trifoglio sono prontisi consumano crudi, in modo da potere beneficiare di tutte le loro proprietà nutritive. Su insalate, ma anche su una bruschetta, una fetta di pane imburrata, in una minestra o anche tranquillamente da soli, leggermente conditi come una comune insalata.

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Si possono conservare altri 4/5 giorni dopo la raccolta in frigorifero (ma non congelare), anche perché – a differenza della verdura che comincia a perdere proprietà nutritive dopo la raccolta – i germogli mantengono intatte le loro proprietà anche fuori dal germogliatore. Una cosa importante: non lasciateli nel germogliatore dopo il quinto giorno, anche se cresceranno ancora. Di fatto una crescita eccessiva comporterà una perdita di sostanze nutritive e li renderà poco commestibili.

Fonte: tuttogreen.it

Germogliatore: come usarlo e altri consigli pratici

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Coltivare i germogli in casa è semplice, divertente e… salutare! Possiamo coltivare germogli di trifoglio, di soia, di rucolafagioli azuki, mung e tanto altro ancora: è un fai-da-te che non richiede perizia alcuna, non ruba spazio e poi i germogli sono tutti alimenti estremamente pregiati dal punto di vista nutritivo, avendo un notevole contenuto vitaminico e di sali minerali. Altra cosa, i semi costano davvero poco, per cui è anche un modo economico di fare il pieno di salutari vitamine.

Germogliatore, si o no?

Rispondiamo a questa domanda innanzitutto? E’ davvero necessario il germogliatore, ossia quel contenitore in plastica o terracotta, dove riponiamo i semi da fare germogliare? Per quella che è le mia esperienza, il germogliatore è utile per ottimizzare gli spazi, la resa in termini di germogli e semplificare il procedimento complessivo. Ma non è indispensabile. In rete troverete anche altri procedimenti di germogliazione casalinga, come il metodo dei vasetti o il piatto con garza, ma personalmente, specie per chi è alle prime armi e non ha troppo tempo, ritengo che il germogliatore non sia una cattiva idea. L’altra cosa di cui abbiamo bisogno naturalmente sono i semi da germogliare: rigorosamente bio, costano anche davvero poco. Una volta muniti di germogli (nel nostro caso, oggi documentiamo l’ultima germogliata di trifoglio), possiamo cominciare la nostra avventura. Dopo avere tenuto a bagno in acqua i germogli per una notte, la mattina successiva li disponiamo sul germogliatore, che deve essere situato in un luogo luminoso, ma non esposto direttamente ai raggi del sole. Un mobile o un davanzale andranno benissimo: in quest’ultimo caso, fate però attenzione di non avere un calorifero sotto

Giorno della posa: i germogli di trifoglio non hanno bisogno di tantissima acqua: basterà mantenerli umidi. Nel mio caso, qualche spruzzata di acqua con uno spruzzino la sera del primo giorno è più che sufficiente.
Attenzione a non mettere troppa acqua durante la germogliazione, c’è sempre il rischio di ammuffire i germogli.

Il secondo giorno, vedrete più chiaramente che i semi si sono spaccati e stanno cominciando a germogliare. Aumentate leggermente le dosi di acqua (circa una tazzina di caffè la mattina e una la sera) e scolate l’acqua che si accumula nella vaschetta inferiore: non buttatela via, è ricca di sali minerali e di vitamine, potete sempre usarla per innaffiare le piante.

Il terzo giorno il colore dominante comincia a diventare il verde: i germogli di trifoglio sembrano crescere a vista d’occhio. Noterete come i germogli sul ripiano superiore – più esposti alla luce – crescono più in fretta. Ci basterà invertire la posizione dei vari ripiani per mantenerli alla pari nella crescita. Altra cosa, se germogliate nei mesi caldi, potrà capitare di vedere degli insetti aggirarsi “minacciosamente” attorno ai vostri germogli. Potrete proteggere i germogli con una garzetta che allontanerà gli insetti, ma che non ne impedirà la crescita.

Il quarto giorno i germogli vi sembreranno quasi pronti, ma pazientate ancora un attimo, raramente sono pronti già al quarto giorno. Il quinto giorno i nostri germogli di trifoglio sono prontisi consumano crudi, in modo da potere beneficiare di tutte le loro proprietà nutritive. Su insalate, ma anche su una bruschetta, una fetta di pane imburrata, in una minestra o anche tranquillamente da soli, leggermente conditi come una comune insalata.

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Si possono conservare altri 4/5 giorni dopo la raccolta in frigorifero (ma non congelare), anche perché – a differenza della verdura che comincia a perdere proprietà nutritive dopo la raccolta – i germogli mantengono intatte le loro proprietà anche fuori dal germogliatore. Una cosa importante: non lasciateli nel germogliatore dopo il quinto giorno, anche se cresceranno ancora. Di fatto una crescita eccessiva comporterà una perdita di sostanze nutritive e li renderà poco commestibili. Buona germogliazione a tutti e scriveteci le vostre avventure di autoproduzione con i germogliatori 

Fonte: tuttogreen,it

 

 

Come coltivare i germogli e le loro proprietà terapeutiche

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Nel seguente articolo troverete una semplice e esplicita guida come coltivare in casa i vostri germogli, l’ennesimo dono della natura perché il germoglio è ricco di proprietà nutritive e terapeutiche la cui scelta non si basa solo sul gusto ma anche sulle proprietà perché ogni genere di germogli possiede proprietà benefiche uniche, coma ad esempio il germoglio d’avena che è indicato in caso di disturbi polmonari. Il vantaggio di coltivare germogli è anche economico e pratico perché non richiede strumenti particolarmente complessi.

La coltivazione dei germogli fatta in casa e le loro proprietà benefiche

Sono molte le proprietà bionutrizionali attribuite ai germogli tali da arrivare a considerarli un vero e proprio alimento terapeutico. Devono essere consumati crudi e sono ricchi di enzimi, oligoelementi,vitamine, aminoacidi essenziali. Ma non solo perché sono anche ricchi di gusto e facilitano una buona digestione.

La germinazione: la rinascita del seme

Nel piccolissimo germoglio in questa fase avvengono delle sostanziali modifiche nella struttura del seme e nella sua composizione biochimica. Portando a complesse azioni enzimatiche le sostanze del tessuto nutritivo ad essere assorbite dall’embrinee che comincia a crescere trasformandosi in una pianta germinativa, germoglio, uno degli alimenti più vivi che possa esistere in natura.

Ma quali semi possiamo fare germogliare?

Si possono far germogliare quasi tutti i tipi di semi,non c’è che l’imbarazzo della scelta. I più indicati e sperimentati sono:frumento, soia verde, soia rossa,erba medica, alfalfa,miglio, ceci, crescione,fagiolo, fieno,greco, grano saraceno, lenticchie, senape. Ottimi sono anche i germogli di: zucca, riso, avena, cumino, mais, piselli, cocomero e melone.
I ceci e la soia richiedono qualche impegno in più perché durante i primi giorni di germinazione è bene risciacquarli un maggior numero di volte (3 o 4 volte al giorno). E’ bene evitare il consumo dei semi germogliati delle solanacee, poiché contengono sostanze velenose, i germogli di pomodoro, per esempio, contengono dosi no trascurabili di un alcaloide tossico detto licopersicina e i germogli di patata contengono l’alcaloide solanina, pure tossico.

Quali semi scegliere in base ai nostri bisogni

Possiamo scegliere di fare germogliare quasi qualunque tipo di seme, l’imbarazzo della scelta è davvero presente. I più comune e pratici sono indubbiamente: soia verde e rossa,azuki,erba medica,alfaalfa,miglio,ceci,fagiolo,grano saraceno,lenticchie,senape. Ma possono essere anche coltivati: semi di zucca,riso,avena,cumino,piselli,melone e cocomero e molti altri ancora. I più impegnativi sono senza dubbio soia e ceci perché nei primi giorni di germinazione devono essere risciacquati un numero di volte superiore, 3 o 4 volte al giorno. E’ bene però se possibile evitare il consumo dei germogli delle piante solanacee perché contengono sostanze tossiche, i germogli di pomodoro ad esempio contengono dosi di un alcaloide nocivo detto licopersicina e i germogli della patata contengono la solanina ugualmente tossico. Ecco qui sotto le proprietà di alcuni dei molti germogli che possiamo consumare per migliorare la nostra salute:

  • Avena: Indicata per i disturbi polmonari e la cattiva digestione
  • Fagioli: Attribuiti per facilitare la dissoluzione dei calcoli renali sono però ricchissimi di proteine e contribuiscono a donare energia e rafforzare lo stomaco assieme all’organismo
  • Grano Saraceno: Ricchi di vitamine e sali minerali rafforzano il cuore contenendo anche grandi quantità di fosforo,manganese,calcio e ferro. Ma non solo trovano un effetto portante anche nel miglioramento della salute alla tiroide
  • Germogli di segale: Integratori di vitamina B, C, E. Sono molto importante perché anch’essi provocano una azione energetica e antiossidante.
  • Soia: Trovano il loro massimo nell’uso per gli atleti o per chi deve compiere sforzi fisici molto importanti
  • Kamut: Svolgono un importante funzione energetica, contengono magnesio, potassio, calcio,zinco senza contare la vitamina B ed E.
  • Piselli:Ricchi di fitoestrogeni sono ideali per minestre,insalate e zuppe perché il loro sapore ricorda vagamente quello dell’asparago.
  • Ravanello: Contengono clorofilla e vitamina A, C ed E. la loro proprietà principale è necessaria per migliorare le difese immunitarie.

Materiale occorrente per coltivare i germogli in casa:

  • Seme del tipo e nella quantità desiderata. E’ bene acquistare solamente semi provenienti da coltivazioni biologiche o biodinamichee che non abbiano subito alcun trattamento chimico di conservazione per la semina e lo stoccaggio.
  • Un contenitore a vostra scelta ma è bene evitare l’uso dei contenitori di plastica o di metallo, tenendo presente che è possibile trovare apparecchi dedicati allo scopo chiamati germogliatori
  • Un Tessuto o un tovagliolo di tela bianca a trama larga.
  • Un colino e un elastico.

I principi chiave da seguire per ottenere la germinazione e i tre metodi possibili

Il Primo Metodo:

  • Ponete su di un piatto una la quantità di semi che intendete fare germogliare e scartare quelli rotti, bucati da parassiti o ammaccati. Mettete i semi un colino e sciacquarli sotto un getto di acqua tiepida, in modo da rimuovere eventuali polveri e sedimenti, oltre alle impurità.
  • Disponete i semi sul fondo largo di un barattolo o di un vaso di vetro,l’ampiezza dell’involucro dev’essere sufficientemente grande da permettere all’aria di circolare e ai semi di aumentare  3-4 volte e più il loro volume.
  • Ponete il contenitore sotto il rubinetto e fate scorrere con delicatezza l’acqua lasciando che fuoriesca per almeno 1 minuto, così che i semi bucati o alterati vengano eliminati, i semi interi e sani rimangono sul fondo.  Lasciate quindi una quantità d’acqua da sovrastare i semi di almeno 4 o 5 dita, chiudete il recipiente con un tessuto bianco a trama larga, fermatelo con un elastico.
  • A quel punto mettere il contenitore al buio e a una temperatura media  -15- 25 gradi  per  6 – 12 ore. Il tempo di messa a bagno dei semi varia a seconda del tipo e della temperatura(più il seme è grosso, più sarà necessario che questi stia ammollo) Sono sufficienti 6 ore per i semi di grano, erba medica, fieno greco, mentre occorrono 10/12 ore per soia e fagioli ad esempio. Per quanto riguarda la temperatura, un clima caldo permetterà al germogli di svilupparsi più in fretta, mentre  quelli che non germoglieranno, marciranno più in fretta.(Ma bisogna tener conto poi del fatto che il grano saraceno e la soia germogliano meglio con più calore, mentre altri semi, come l’erba medica, reagiscono favorevolmente in maniera completamente opposta)
  • Per sciacquarli procedere in questo modo: mettete l’imboccatura del vaso, su cui è fissato il telo a trama larga, sotto il getto d’acqua del rubinetto e poi capovolgete il vaso per scolare via, con cura, tutta l’acqua. A tale scopo potrete lasciare il vaso capovolto o in posizione leggermente inclinata, in modo da consentire al residuo d’acqua di uscire attraverso la tela. I semi, in altre parole, debbono essere costantemente umidi, ma non in ammollo.
  • Durante tutte le operazioni suddette e quelle che seguono non va tolta la tela che copre il recipiente.
  • E’ necessario sciacquare i semi almeno due volte al giorno, mattina e sera, per i primi 2-3 giorni, poi si possono sciacquare una sola volta, eccezione per i semi di soia e  di ceci, per i quali è bene eseguire tre o più risciacqui al giorno. Dopo ogni risciacquo il vaso va riposto al buio. I risciacqui vanno proseguiti per 3- 5 giorni, finché, i germogli avranno raggiunto i 3- 4 cm di lunghezza. Prima di consumare i germogli è consigliabile eseguire l’operazione seguente, allo scopo di arricchirli di clorofilla: il barattolo che li contiene deve essere esposto alla luce solare. Il tempo di esposizione sarà di 7- 8 ore se la luce è indiretta, mentre saranno sufficienti meno ore se viene esposto direttamente alla luce del sole, in quanto esiste il pericolo che i raggi solari possano disseccare le radichette. Si svilupperanno delle minuscole foglie verdi che arricchiscono i germogli di clorofilla.

Il Secondo metodo:

  • Procedete secondo il metodo precedente sino alla fine della messa a bagno dei semi. A questo punto togliete il velo di cotone dall’imboccatura del vaso e versate il contenuto  -germogli e acqua di macerazione- in un colino, in modo che scoli via l’acqua- spargete poi i semi sul fondo di un piatto. Stendete sopra i semi un telo bianco bagnato e strizzato, quindi coprite il tutto con un secondo piatto.
  • Ancor più semplicemente, si può effettuare il risciacquo in modo….si riempie d’acqua il piatto contenete i semi coperti con il telo, poi si scola coprendo con l’altro piatto, in modo da lasciare una piccola fessura. Per finire si strizza bene il telo e lo si dispone sui semi. I risciacqui vanno proseguiti per 3-5 giorni, sinché i germogli abbiano raggiunto la lunghezza di 3-4 centimetri.

Il Terzo e ultimo metodo:

  • Sino alla fine della messa a bagno potete procedere come indicato nella descrizione del primo metodo. Poi disponete i semi in uno scolapasta in acciaio inox la cui superfici interna sia stata previamente ricoperta con un telo bianco a trama larga o con una garza. Coprite l’imboccatura dello scolapasta con l’altro tessuto e bagnate il tutto sotto acqua corrente.
  • Ripetete l’operazione di risciacquo ogni giorno, finché, nel giro di 3-5 giorni, i germogli abbiano raggiunto i 3-4 centimetri di lunghezza.

Autore: Mario Di Coste

Fonte: naturopataonline.org