Eco-vacanze in un ostello di roulotte riciclate

Tutti coloro che fanno dell’ eco-sostenibilità il proprio credo e che hanno deciso di fare della Germania la loro meta, non devono perdere l’occasione di trascorrere qualche giorno al Base Camp, un hotel eco-sostenibile, le cui stanze altro non sono che vecchi camper, vagoni e roulotte restaurati e recuperati.hostello8

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Michael Schloesser è il giovane imprenditore che ha concepito questa nuova e idea di albergo. Dopo aver trovato ben quindici mezzi vintage, Micheal li ha rimessi a nuovo trasformandoli in stanze e creando un ostello in un luogo che un tempo era soltanto un camping per caravan. Nonostante l’ovvia mancanza di scale, ascensori e vasche idromassaggio, in questo singolare albergo vi è la presenza di numerosi spazi comuni, dove i clienti possono rilassarsi su divani creati con vecchi sedili imbottiti rimessi a nuovo. Sostenibili anche i prezzi: passare la notte in uno dei circa 120 posti letto della struttura, infatti, costa da22 a 69 euro. Grazie anche a quest’ultima trovata, la Germania si conferma dunque patria degli eco-alberghi, già qualche anno fa, ad Amburgo, era nato un ostello arredato interamente con materiali di riciclo. Sarà dunque un caso che nel paese economicamente più forte della Comunità Europea si stia mettendo in pratica un’idea concreta di turismo sostenibile, oppure in Germania hanno capito prima di altri che si può fare business anche rispettando l’ambiente?

Fonte: tuttogreen.it

Germania: la domenica delle rinnovabili

Alle ore 12 di domenica 11 maggio eolico e fotovoltaico hanno garantito i due terzi della produzione tedesca e il prezzo dell’energia elettrica è diventato negativo…

Lo scorsa domenica 11 è stata posta un’altra pietra miliare per le rinnovabili:  in Germania a mezzogiorno il 67% della produzione elettrica è stato garantito da eolico e fotovoltaico, che hanno comunque coperto oltre il 45% del fabbisogno nell’arco delle ore diurne. E’ un dato estremamente significativo, almeno per tre ragioni:

(1) Non si è ancora raggiunto il periodo annuo di massima insolazione;

(2) Il prezzo di picco dell’energia elettrica è diventato addirittura negativo;

(3) La rete non ha avuto problemi a gestire questa massiccia immissione di energia da fonti intermittenti:

«Ancora una volta è stato dimostrato che un sistema elettrico moderno quale è quello tedesco può accettare una significativa penetrazione delle fonti energetiche rinnovabili, che sono variabili, ma predicibili», commenta Bernard Chabot, uno degli analisti di Renewables International. «In effetti non ci sono ostacoli tecnici o economici per coprire inizialmente il 20% della domanda con le rinnovabili e successivamente il 50% e oltre combinandole con misure di efficienza energetica e sistemi di accumulo».

Questo avviene in Germania, dove l’irraggiamento solare varia tra 900 e 1300 kWh/m² anno, mentre in Italia dove è tra 1100 e 1800 potremmo fare molto di piùChistè ‘o paese d’ ‘o sole, ma evidentemente non lo abbiamo ancora capito abbastanza. Il video in alto mostra in time-lapse l’installazione degli 860000 impianti fotovoltaici in Germania tra il 2009 e il 2013.

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Fonte: ecoblog.it

L’ambiente e l’ecologia fanno spettacolo in Germania con il Green Carpet italiano

Per una volta l’Ambiente è stato al centro della scena ai Green Tec Awards di Monaco di Baviera. Anche l’Italia era presente e ha portato con Econyl il Green Carpet su cui hanno sfilato i vip tedeschi

Il Green Tec Awards giunto alla sesta edizione si conferma essere un premio unico perché capace di coniugare l’ambiente al glamour. Non è una operazione da poco portare sul palco ricercatori, scienziati e aziende che si occupano di ambiente, energia e sostenibilità e festeggiarli come delle celebrità del mondo del cinema premiandoli alla presenza di un parterre di Vip. Un esempio? Il il prof. Ernst Ulrich von Weizsäcker, Co-Presidente del Club of Rome è stato acclamato come una rock star la sera del 4 maggio dal palco dell’International Congress Center München (ICM) quando ha ritirato il premio Environmental Leadership Award che gli ha consegnato Günther H. Oettinger Commissario europeo per l’Energia, per l’impegno del Club of Rome nel diffondere la necessità di una coscienza ambientale. I premi erano 14 e assegnati dopo che i progetti sono stati votati on line e poi da una giuria di 50 esperti che ha scelto tra i tre finalisti e la location entro cui si è svolta la premiazione era la Fiera di Monaco di Baviera alla vigilia dell’IFAT, la più grande Fiera dedicata all’Ambiente e alle tecnologie ambientali d’Europa e che si svolge anche in Turchia, Cina e Africa. Dunque ecco che i Green Tec Awards assumono un peso decisamente interessante e vero evento per la Germania ma poco conosciuti in Italia, che però era presente con una sua eccellenza, l’azienda Econyl che produce nylon 6 ottenuto dalle reti da pesca recuperate dagli Oceani. La Econyl sponsor della manifestazione ha fornito il Green Carpet realizzato con il nylon 6 riciclato e solcato da tantissimi vip e celeb. presenti tra gli oltre 1000 ospiti. Gli sponsor erano tutti di grande rilievo: WILO , 50Hertz , TetraPak , Airbus, Porsche, ProSieben e WirtschaftsWoche.01-teppich041

 

Ho incrociato Franziska van Almsick ex campionessa del mondo di nuoto, la top model Franziska Knuppe, David Mayer de Rothschild attivista ambientalista, il calciatore Christoph Metzelder, Hans-Joachim Watzke Managing Director del Borussia Dortmund. Presenti anche politici di gran prestigio, come il già citato Günther H. Oettinger e poi Peter Altmaier, Capo dell’Ufficio della Cancelleria tedesca e ex ministro per l’Ambiente. Il buffet è stato vegetariano e hanno dominato verdure e ortaggi di stagione come le patate novelle e gli asparagi bianchi. E per brindare vini tedeschi e anche un prosecco italianissimo. Ma ecco di seguito i 14 premi assegnati mentre la prossima edizione dei Green tec Awards si terrà nel maggio 2014 a Berlino.

Automobility-Dente di leone per fare pneumatici

Si è aggiudicato il Green tec Awards 2014 il progetto RUBIN di Continental Reifen Deutschland GmbH che promuove la coltivazione e l’utilizzazione de denti di leone per ottenere gomma naturale. Negli ultimi anni i metodi e i sistemi di coltivazione sono stati ottimizzati e è stato possibile produrre gomma naturale di alta qualità in laboratorio dalle radici di tarassaco in laboratorio. Un impianto pilota che produce gomma naturale è attualmente in costruzione e Continental si aspetta un aumento a lungo termine della domanda di gomma naturale che corrisponde con la crescita prevista del mercato globale degli pneumatici. Spiega Andreas Topp Responsabile del lo sviluppo dei processi e industrializzazione dei pneumatici Continental:

Con il progetto Dente di leone abbiamo fatto un enorme passo avanti verso il nostro obiettivo a lungo termine ovvero rendere la produzione di pneumatici per automobili, camion e biciclette, così come i pneumatici specialistici, anche più sostenibile. Ci aspettiamo di essere in grado di produrre grandi quantità di gomma dal dente di leone con proprietà e prestazioni equivalenti alla gomma convenzionale. Di conseguenza ,saremo in una posizione indipendente dal raccolto annuale che si verifica nelle regioni subtropicali. Inoltre, un albero della gomma naturale richiede fino a sette anni di attesa prima che possa produrre gomma utilizzabile; per contro la gomma ottenuta dal tarassaco potrebbe fornire più raccolti all’anno e senza tempi di attesa.

Construction & Living – Il cemento diventa tessuto in carbonioBildschirmfoto-2014-04-24-um-18.04.44-620x350

Si è aggiudicato il premio per questa categoria il Carbon Concrete Composite (C3) sviluppato dall’Università TU di Dresda per un nuovo materiale composito di carbonio e calcestruzzo ad alte prestazioni.

Il cemento armato è il materiale più comunemente usato nella costruzione che presenta però diversi svantaggi quali il consumo eccessivo di risorse e una durata limitata tra i 40 e gli 80 anni. Dunque a rischio è la sicurezza dei ponti, ad esempio. Per questo motivo è stato sviluppato il C3 Carbon Concrete Composite da un consorzio tra università e circa 80 partner e promosso dal Ministero Federale dell’Istruzione e della Ricerca (BMBF) nell’ambito del programma “Zwanzig20” con 45 milioni di euro. In sostanza il carbonio è più stabile, forte e economico ed è stato strutturato sotto forma di tappeto da inserire in due strati di calcestruzzo. Il che consente di usare meno cemento, di renderlo più stabile e più forte e di farlo durare più a lungo. Con il nuovo cemento in filigrana dunque si pensa di ristrutturare e riparare le vecchie costruzioni in cemento armato con il vantaggio di ridurre sia il consumo energetico sia le emissioni di CO2 nella produzione e riparazione. In questo contesto è stato valutato l’impatto ambientale dei materiali da costruzione per tutto il loro ciclo di vita con la metodologia di valutazione DIN EN ISO 14040 che include le filiere di fornitura, le vie di trasporto e qualsiasi successivo riciclo da modellare (dalla culla alla tomba), per individuare le principali variabili per l’ottimizzazione ecologica ed economica.

Foto | Green Wiwo

Energy – Conservazione dell’energia rinnovabileGreenTec_Awards_2014_02-620x350

Younicos festeggia un risultato triplo: infatti il GreenTec Award 2014 è giunto dopo aver ottenuto il premio ambientale KYOCERA e il Bloomberg New Energy Pioneer Award. I berlinesi di Younicos berlinesi hanno sviluppato il progetto del primo parco commerciale per la conservazione dell’energia prodotta dalle rinnovabili in Europa. Il Battery Park di Younicoscontribuirà ad integrare più energie rinnovabili nelle reti già esistenti.
Foto | Younicos

Communication – Il Borussia Dortmund risparmia emissioni di CO2borussia-620x350

Strom09 società indipendente per la produzione di energia e la squadra di calcio del Borussia Dortmund hanno convinto la giuria con la eco campagna di comunicazione volta a risparmiare 25 mila tonnellate all’anno di emissioni di CO2. I partner dunque hanno deciso di dare il buon esempio con azioni concrete per proteggere il clima e hanno messo a punto una strategia di comunicazione orientata ai fans della squadra di calcio per convincerli a seguire le buone pratiche.

Hans-Joachim Watzke, direttore del Borussia Dortmund dice:

Il fatto che abbiamo vinto il premio GreenTec il premio ambientale più ambito in Europa, ci rende molto orgogliosi e ci incoraggia a quel fair play anche per l’ambiente.

Foto | Borussia Dortmund @facebook

Lifestyle – Le cannucce in paglia biodegradabilicannucce-bio-620x350

L’idea è stata per millenni sotto gli occhi di tutti ma a renderla una buona idea ci ha pensato Bio-Strohhalme.com che ha usato la paglia come cannuccia naturale contribuendo così a eliminare 25.000 tonnellate di rifiuti di plastica create ogni anno dall’uso delle cannucce per bevande.

Foto Trinkhalme.de & bio-strohhalme.com @ facebook

Aviation – Elettromobilità all’aeroporto di Francofortelufthansa-620x350

Il progetto si chiama E Port-On e è stato voluto dall’aeroporto di Francoforte, Gruppo Lufthansa, Fraport AG, dallo stato di Hesse e dalla Rwegione del Reno Meno che sta lavorando sulla riduzione significativa delle emissioni dei veicoli. Sponsor il Federal Ministry of Transport, Building and Urban Development. Il progetto prevede che i veicoli cje prendono passeggeri, bagagli, merci, catering, carburante altro siano elettrici.
Foto | Lufhtansa

Production – La fabbrica del futuro

Si aggiudica il Green tech Award in questa categoria la Weidmüller per il progetto Fabbrica del Futuro, ossia un sistema completo di gestione dell’energia per ottimizzare i processi di produzione industriale, tanto da ridurre del 95% il fabbisogno energetico.

Recycling & Resources – Recupero dei materiali compositisaperatec1

Saperatec GmbH è stata premiata per una innovazione tecnica che permette la separazione e il recupero dei materiali compositi. In sostanza gli imballaggi, i cartoni per bevande, i moduli fotovoltaici o le batterie agli ioni di litio hanno una cosa in comune: sono materiali compositi. Solitamente sono mandati in discarica o nell’inceneritore ma è uno spreco costosissimo essendo composti da diverse materie preziose se si potessero recuperare singolarmente, cosa che Saperatec ha fatto grazie a un suo brevetto di micro emulsione.

Water & Sewage – depurazione delle acque refluedshb

PUROO è un impianto di depurazione per le acque reflue che consuma pochissima energia, circa il il 50 per cento in meno degli attuali sistemi e sviluppato da ATB UMWELTTECHNOLOGIEN GmbH. Come hanno ricordato lungo la premiazione in diverse occasioni, sarà proprio l’acqua potabile il bene più preziosi del futuro e dunque il trattamento delle acque reflue diventa sempre più necessario in un’ottica in cui si prevede sia l’incremento dei consumi di acqua sia la scarsità di questa risorsa unica a causa dei cambiamenti climatici.

Foto | kleinklaeranlagen

Galileo Wissenspreis – Arnia da balcone per api

E’ forse questo progetto il più originale e particolare per la sua unicità e semplicità. Per aiutare le api a diffondersi essendosi ridotto il loro numero a causa dell’inquinamento da pesticidi ecco il BienenBox una speciale arnia da balcone per far prosperare le api. La convivenza tra api e esseri umani rassicurano gli inventori non è affatto problematica.In ogni caso la BienenBox viene venduta a 130 euro e prima di essere consegnata viene spiegato che è necessario comunque informarsi bene e informare i vicini e seguire un corso per apicoltori presso associazioni autorizzate. La soddisfazione consiste nell’avere ogni anno almeno 15 kg di miele e a contribuire a ripopolare le colonie di api.

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Foto | Stadtbienen @Facebook

Premio Speciale IFAT Environmental Leadership al Club di Roma04_Winner015-620x350

Questo riconoscimento è particolarmente prestigioso. Il Club di Roma è una associazione formata da personalità del mondo della ricerca, dell’economia e delle scienze indipendenti. Famoso per aver commissionato nel 1972 al MIT uno studio intitolato I limiti dello Sviluppo in cui quasi profeticamente e oltre 40 anni prima si analizzavano le conseguenze dell’esaurimento delle risorse naturali. Lo scorso anno è stato presentato il rapporto redatto da Jorgen Randers2052 Scenari globali per i prossimi quarant’anni disponibile anche in italiano per l’appunto dove sono presentate le previsioni globali per i prossimi 40 anni.

Intelligent urbanization Special Award – Città di Anshan per la rete di teleriscaldamentodanfoss-620x350

Questo progetto ha vinto perché si è deciso di premiare il risparmio energetico messo in atto dalla città cinese di Anshan grazie a Danfoss con una rete di teleriscaldamento che riutilizza il calore delle fabbriche di acciaio e carbone per un risparmio di 240.000 tonnellate di emissioni di CO2 all’anno . In aggiunta saranno risparmiate anche elettricità e acqua. L’obiettivo, è dunque, migliorare la qualità dell’aria per gli oltre 1,8 milioni di residenti che vivono a Anshan e trasformerà la città in leader a livello mondiale per il teleriscaldamento.

Foto | Danfoss @ Facebook

Music Award: Schiller per le canzoni che aumentano la consapevolezza ambientale

E’ un artista a tutto tondo Schiller, molto famoso in Germania che presenta la sua musica sempre connessa con la natura e dunque diffonde un messaggio potente di bellezza e rispetto per il Pianeta.

Foto | Christopher von Deylen’s SCHILLER @facebook

Speciale Start-up Award- Desalinizzatore economicodesalinizzatore-620x350

Vince il premio Green Tec Awards l’akvoFloatTM della akvolution GmbH ovvero un progetto che fornisce la possiblità di dissalare l’acqua di mare in maniera economicamente conveniente e sostenibile. La tecnologia adottata è la flottazione con filtraggio a ceramica integrata. L’azienda spiega che grazie a questi materiali si ottiene un elevato risparmio, pari al 90% dei costi energetici e di impatto ambioentale, operando anche in condizioni difficili. L’azienda si rivolge come fornitore a tutte quelle industrie che necessitano di tanta acqua come in oil & gas, semiconduttori, food & beverage, carta e industrie minerarie.

WWF Premio Speciale: Stadtbiene 2.0 per le apiapi2-620x350

Ovvero un giardino comunale urbano, nel cuore di Monaco di Baviera, dove le api possono svilupparsi, nutrirsi e nidificare. Il progetto coinvolge i cittadini nel tenere curato e in ordine il parco così senza utilizzare erbicidi e pesticidi e ciò per garantire alle api un ambiente naturale in cui poter vivere.

Foto | o-pflanzt-

Fonte: ecoblog.it

Effetto rinnovabili in Germania: prezzi dell’energia elettrica sempre più bassi

La crescita dell’energia eolica e fotovoltaica in Germania ha raggiunto nel primo trimestre il 19% della domanda, spingendo i prezzi verso il basso e rendendo sempre meno competitivo il carbone e il nucleare.

Se fossimo meno anglofili e più mitteleuropei, inizieremmo ad usare anche in Italia la parola tedesca Energiewende, che significa transizione energetica dal nucleare/fossile alle rinnovabili. In questa primavera come mai prima d’ora, la transizione inizia a dare i suoi effetti: in 14 dei primi 18 giorni di aprile il prezzo dell’energia elettrica è rimasto sotto i 4 centesimi al kWh, la soglia al di sotto della quale gli impianti nucleari e a carbone non sono più competitivi. Secondo il Fraunhofer Institute, i prezzi nel primo trimestre dell’anno sono in calo costante dal 2011 e in termini reali sono scesi al livello del 2002. Senza volerlo e senza averlo programmato, le rinnovabili stanno mettendo in crisi le energie tradizionali con la più temibile arma dell’economia di mercato: il prezzo. Come si può vedere dal primo grafico qui sotto, in un giorno feriale il prezzo è rimasto sotto i 3 centesimi, mentre domenica 13 aprile è persino sceso a 0,85,  facendo fermare una buona fetta di impianti convenzionali per ben 15,7 GW di potenza. Il secondo grafico mostra invece il trend decrescente del prezzo dell’energia al crescere della quota prodotta mediante le fonti rinnovabili. Vento e sole stanno rendendo non competitiva l’energia tradizionale non solo in Germania e Austria, ma anche nelle vicine Francia e Svizzera, mentre la Repubblica Ceca annuncia che i bassi prezzi sono la causa della cancellazione di due reattori nucleari in progetto presso il sito di Temelìn. Gli operatori del settore fossile/nucleare hanno ora davanti una scelta molto netta: continuare una battaglia di retroguardia per conservare il loro feudo sempre più indifendibile, oppure gettarsi anima e corpo a sostenere la Energiewende, sviluppando ciò che ancora manca, in particolare sistemi di accumulo e smart grids.Costo-energia-Germania

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Fonte: ecoblog.it

Effetto rinnovabili in Germania: miniera non scavata e centrale nucleare chiusa in anticipo

La Renania Westphalia rinuncia ad estrarre un quarto delle risorse della miniera di Garzweiler II ed E.ON chiuderà in anticipo la centrale nucleare di Grafenrheinfeld. In entrambi i casi il basso costo dell’energia indotto dalle fonti rinnovabili non rende più competitivo né il carbone, nè l’Uranio.

Perla prima volta dall’inizio della rivoluzione industriale, in Germania è stato deciso di lasciare del carbone sottoterra: il governo della Renania Settentrionale Westphalia ha infatti deciso di non estrarre 300 Mt di lignite dalla miniera di Garzweiler, 20 km a sud ovest di Düsseldorf.  La lignite è un carbone di minore qualità e di elevate emissioni di CO2, usato solo per la produzione di energia elettrica. Come si vede dall’immagine qui sotto,m si tratta di una miniera a cielo aperto. Il lotto già sfruttato di Garzweiler I occupa 66 km², mentre la realizzazione di Garzweiler II avrebbe richiesto la devastazione di altri 48 km² di suolo agricolo, lo spostamento di due autostrade e la “rimozione” di cinque centri abitati in cui vivono oltre 1400 persone. Ora i progetti di sviluppo della miniera sono stati ridotti del 25% circa. La causa? La diminuzione del costo dell’elettricità, che a causa dell’incremento delle fonti rinnovabili è ormai sempre più spesso sotto i 4 centesimi al kWh, non rende più economicamente vantaggiosa l’operazione di estrazione e potrebbe ridurre il numero di centrali a carbone in progetto. Per lo stesso motivo, la chiusura della centrale nucleare di Grafenrheinfeld, inizialmente prevista per la fine del 2015, verrà anticipata di sette mesi, al maggio 2015. In  un secco comunicato, l’azienda E.ON che gestisce l’impianto fa sapere che non avrà vantaggi economici a condurre l’impianto fino al suo termine naturale a causa dei bassi profitti e della sovrattassa prevista per le operazioni di ricarico del combustibile. Questa rivoluzione inizia ad avvenire in Germania con una produzione rinnovabile che per ora è solo un quinto del totale; la grande produzione fotovoltaica nelle ore di picco di consumo ha già portato il prezzo delle ore di picco ad essere più basso di quello del carico di base. Ogni pala eolica e ogni pannello fotovoltaico sono un chiodo in più sulla bara del carbone e del nucleare. I sostenitori dell’energia fossile e centralizzata dovranno farsene una ragione.

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Fonte: ecoblog.it

 

Ecco come un piccolo villaggio rurale della Germania ha costruito l’autonomia energetica

Turbine eoliche, pannelli FV e un impianto a biogas hanno migliorato le condizioni di vita del piccolo centro dell’ex DDR e dimezzato i costi dell’energia

Le energie rinnovabili hanno cambiato il volto di Feldheim, piccolo villaggio dell’ex Germania est, rendendo la comunità locale completamente autonoma e migliorandone le condizioni di vita. La prima turbina eolica è arrivata a Feldheim nel 1995; una compagnia locale di energia rinnovabile, la Energiequelle ha colto il potenziale di sviluppo ed ha realizzato un parco eolico di 43 turbine e 74 MW, fornendo un reddito extra agli agricoltori che hanno affittato i terreni. In seguito sono arrivati i 284 pannelli fotovoltaici installati in un ex campo militare sovietico nei pressi del villaggio (2,4 GWhall’anno), oltre a un impianto a biogas in comproprietà tra Energiequelle e la comunità locale. L’aspetto più interessante è forse tuttavia la costruzione di una rete elettrica da parte degli abitanti, dopo che non aveva voluto vendergli la propria. In questo modo la filiera energetica è ora completa  e gli abitanti hanno potuto ridurre le loro bollette alla metà della media tedesca. Guardate l’immagine qui sotto, tratta da Google maps della campagna intorno a Feldheim: le pale eoliche convivono con la produzione agricola senza alcun impatto significativo sull’ambiente e con le adeguate manutenzioni e sostituzioni potranno provvedere energia al villaggio per i decenni e i secoli futuri. Guardate ora più sotto uno scenario un po’ diverso.Turbine-eoliche-Feldheim-Germania-620x360

Qui sotto siamo invece in North Dakota, la patria del fracking per la ricerca di shale gas e shale oil . La campagna è costellata di piattaforme per l’estrazione di gas e petrolio, senza contare le strade di collegamento, i 28000 km di oleodotti con centinaia di perdite di greggio nell’ambiente e le ferrovie dove a volte i treni deragliano ed esplodono (qui siamo poco ad est della CanAm highway, poco lontano dal museo dedicato agli esploratori Lewis e Clark). Qui i pozzi si esauriscono in fretta e nel giro di qualche decennio le multinazionali se ne andranno, dopo aver ben spremuto tutte le risorse, inquinato le falde acquifere, contaminato i terreni e usurato tutte le infrastrutture.

Quale strada vogliamo seguire nel nostro paese?Fracking-North-Dakota-presso-CanAm-highway-Lewis-Clark-Museum-620x424

Fonte: ecoblog

Robin Tax per finanziare la lotta ai cambiamenti climatici in Francia e Germania, fuori la Gran Bretagna

Francia e Germania vogliono introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie (FTT) entro maggio, che potrebbe portare miliardi di euro da destinare alla lotta ai cambiamenti climatici e per sostegno allo sviluppo

La Robin Tax potrebbe sbarcare da maggio in Francia e Germania e la necessità come detto dal presidente francese François Hollande risiede nella possibilità di ridistribuire le sostanze verso chi ne avrà più bisogno:

Vogliamo concludere un accordo sulla tassa sulle transazioni finanziarie che ci ha uniti fin dall’inizio prima delle elezioni europee.Immagine

Attualmente la tassa è in discussione in 11 Stati membri dell’UE(Germania, Francia, Italia, Spagna, Austria, Portogallo, Belgio, Estonia, Grecia, Slovacchia e Slovenia) e ognuno decide autonomamente come reinvestire i soldi. Restano fuori 15 stati membri tra cui il governo britannico che ha rifiutato di prenderne parte. In effetti un finanziamento è necessario considerato che i Paesi sviluppati hanno promesso di consegnare 100 miliardi di dollari di aiuti per contrastare i cambiamenti climatici entro il 2020. E in molti sperano che la FTT possa sostenere il raggiungimento di un tale obiettivo. In Italia la Robin Tax fu introdotta da Tremonticon il Governo Berlusconi come addizionale IRES e applicata alle imprese energetiche. Ma il sospetto sollevato dall’Authority è che poi queste tasse si sono riversate sulle bollette dei consumatori e non hanno toccato i profitti delle aziende. Il principio della Robin Tax invece vuole intervenire direttamente sui grandi profitti finanziari e dunque principalmente sulle banche, rimettendo in circolo verso le aree più bisognose quei soldi che diversamente resterebbero nelle mani di pochi. In Gran Bretagna hanno calcolato che se la Robin Tax fosse applicata genererebbe ogni anno 20 miliardi di sterline che potrebbero essere investiti sia per contrastare le sacche di povertà interne al paese sia per intervenire nella lotta ai cambiamenti climatici. In Francia Hollande ha detto che si accontenterebbe del 15% del gettito per sostenere lo sviluppo internazionale e finanziare il contrasto ai cambiamenti climatici. Il successo in Europa non è assicurato e le discussioni si snoderanno fino alle elezioni europee maggio. Nonostante il forte sostegno da parte del governo tedesco sarà difficile che si possano includere nella tassazione derivati, azioni e obbligazioni, poiché il settore finanziario sta combattendo una battaglia di retroguardia nel tentare di annacquare le proposte.

Fonte: Rtcc, The Guardian

100% dell’energia da vento, sole, acqua e biomasse? Per il Fraunhofer è possibile

Con un aumento significativo, ma realistico, della sua produzione rinnovabile, la Germania potrebbe soddisfare tutti i propri bisogni energetici entro il 2050, compresi i trasporti e il riscaldamento.

Il Fraunhofer Institut ama guardare lontano ed ha provato ad immaginare uno scenario in cui la Germania sarà alimentata nel 2050 al 100% da energie rinnovabili, e non stiamo parlando solo dell’energia elettrica, ma di tutti i consumi, quindi anche il riscaldamento e i trasporti. Riducendo alcuni consumi e migliorando l’efficienza, è possibile soddisfare la domanda di energia con “soli” 1000 TWh (vedi grafico in basso), di cui 486 dall’eolico on shore, 240dall’offshore, 190 dal fotovoltaico, 50 dalle biomasse e 24 dall’idroelettrico (la Germania ha poche montagne). Questo significherebbe moltiplicare per nove l’attuale produzione rinnovabile; traguardo ambizioso, ma possibile, tenendo anche conto dei miglioramenti nella tecnologia.

Già, ma come funzionerebbe un mondo elettrico?

Il riscaldamento verrebbe fornito da pompe di calore che possono più o meno moltiplicare per tre l’energia elettrica impiegata (1). Con un miglioramento dell’isolamento termic, le esigenze di calore in Germania sarebbero soddisfatte da 330 TWh. I trasporti verrebbero realizzati con la doppia modalità di veicoli elettrici (120 TWh) e power-to-gas (235 TWh), cioè produzione di metano da fonti rinnovabili, di cui esistono già dei prototipi. La nostra speranza è che vinca il modello tedesco, progettuale e fortemente orientato alle rinnovabili, rispetto al modello americano, troppo timido e dominato dalle lobby fossili.

(1) La pompa di calore usa l’energia elettrica per spostare energia da un ambiente più freddo (esterno) ad uno più caldo (interno), in modo analogo ad un frigorifero (dove però gli ambienti sono scambiati).  Il rapporto tra calore in uscita e lavoro in ingresso è detto coefficiente di prestazione; dipende dalla differenza di temperatura, ed è all’incirca uguale a tre se il freddo esterno non è troppo intensoScenario-rinnovabili-Germania

Fonte: ecoblog

Il picco dei rifiuti in Italia

I rifiuti sono cresciuti più rapidamente del PIL fino al 2006, poi hanno iniziato a decrescere ed ora come effetto della crisi economico-energetica sono già calati del 10%. Una buona notizia per l’ambiente, una cattiva per chi aveva sognato un futuro di inceneritoriPicco-rifiuti

In Italia la produzione di rifiuti è cresciuta per molti anni più rapidamente del prodotto interno lordo e il disinteresse della società italiana per questo problema ha causato i disastri che conosciamo nelle mani della criminalità organizzata.

Oggi c’è però una netta inversione di tendenza, anche se nessuno ne parla. Il picco dei rifiuti, osservato da Ugo Bardi già qualche anno fa per la Germania, è arrivato anche da noi. Dai550 kg all’anno per abitante (1) del 2006, l’anno più sprecone della nostra storia recente, siamo calati a poco più di 500 kg nel 2012 e la tendenza è con ogni probabilità proseguita nel 2013 (dati ISPRA). Per ora si tratta di una diminuzione del 10% circa, ma la tendenza è inequivocabile. A differenza della Germania, che ha iniziato già dall’inizio degli anni 2000 un percorso consapevole di decrescita degli imballaggi e di molti oggetti inutili, la decrescita italiana dei rifiuti è avvenuta a nostra insaputa, ed è stato un effetto collaterale della crisi economica: meno disponibilità di petrolio uguale meno consumi uguale meno rifiuti. Le minori disponibilità economiche e le maggiori incertezze sul futuro hanno fatto ritornare in auge un po’ di prudenza e parsimonia, per cui la riduzione dei consumi e il riuso dei materiali (vedi ad esempio i mercatini dell’usato) stanno conquistando lo spazio mentale che fino a ieri era occupato solo dal consumo e dallo scialo. La crescita, seppur lentissima della raccolta differenziata (un misero 40% a livello nazionale) permette inoltre di riciclare e quindi di recuperare materiali che sarebbero andati altrimenti sprecati nelle discariche, a partire da vetro, metalli, carta e plastica.

Novara, uno dei capoluoghi di provincia con la più alta raccolta differenziata d’Italia, la produzione di rifiuti pro capite è pari a 440 kg, quindi esiste sicuramente un buon margine per ridurre ulteriormente il nostro impatto sull’ambiente senza particolari sacrifici. Insomma, ottime notizie per l’ambiente, un po’ meno buone per chi aveva sognato (e lucrato) su un futuro fatto di inceneritori

(1)  Stiamo parlando dolo sei rifiuti solidi urbani, cioè dei rifiuti prodotti direttamente dalle economie domestiche. I rifiuti speciali dell’industria e delle costruzioni, tra cui quelli pericolosi, assommano invece a oltre 2000 kg per abitante. Le statistiche si fermano al 2010, per cui non è così evidente il trend decrescente osservato per i RSU.

fonte: ecoblog

I sette peccatori capitali dei cambiamenti climatici

USA, Cina, Russia, Brasile, India, Germania e Regno Unito hanno contribuito per il 62% al riscaldamento medio globale di 0,7 °C tra il 1906 e il 20057-peccatori-global-warming

Questa è la mappa dei peggiori killer del clima su scala mondiale: l’area di ogni nazione è rappresentata in proporzione al proprio contributo al global warming, secondo una ricerca appena pubblicata della Concordia university, Canada. Le aree in grigio mostrano le dimensioni effettive dei continenti. I primi sette della lista, che si iniziano già a chiamare peccatori capitali del global warming sono USA, Cina, Russia, Brasile, India, Germania e Regno Unito e hanno contribuito per il 62%al riscaldamento medio globale di 0,7 °C tra il 1906 e il 2005. La ricerca ha preso in considerazione le emissioni di CO2 e il loro minore assorbimento per la deforestazione, le emissioni degli altri gas serra oltre all’effetto di segno contrario degli aerosol (1). Germania e UK pesano così tanto anche per il loro ruolo di bruciatori di carbone nella prima parte del ‘900. Tra i primi venti inquinatori compaiono nazioni che ci si aspettava di trovare come Francia, Canada, Giappone e Australia, ma anche new entries abbastanza a sorpresa come Messico, Colombia, Thailandia e Polonia. L’Italia, a nostra consolazione e scherno, non vi è compresa. Nell’ultimo decennio, il nostro paese ha ridotto le emissioni di CO2 del 18%, ma in un certo senso a nostra insaputa: oltre alla crescita delle rinnovabili, non dobbiamo dimenticare la delocalizzazione di molte imprese produttive in paesi in cui è più facile sfruttare la manodopera.

Le nazioni che contribuiscono maggiormente al global warming a causa della sola deforestazione sono nell’ordine: Cina, Brasile, USA, India e Indonesia. In India la perdita delle foreste pesa il doppio delle emissioni di CO2, mentre in Brasile pesa otto volte tanto. Prendere in considerazione le emissioni nazionali è un modo per riconoscere le proprie responsabilità, come riconoscono gli autori nella conclusione dell’articolo:

«Riequilibrare le attuali disuguaglianze tra nazioni nei contributi pro cpaite al global warming potrebbe essere un requisito fondamentale per essere in grado di fare i cambiamenti necessari a ridurre le emissioni e stabilizzare le temperature globali.»

(1) Gli aerosol sono dovuti all’inquinamento e riflettono la luce solare riducendo un po’ il forcing radiativo.  Se non ci fossero stati, l’aumento di temperatura sarebbe stato di 1,3 °C invece che di 0,7 °C. A differenza dei gas serra che rimangono nell’atmosfera per decenni o secoli, gli aerosol restano in sospensione al massimo per qualche settimana. Finché ci saranno emissioni di aerosol, esisterà una situazione stazionaria, mentre quando queste si ridurranno a causa della diminuzione dei combustibili fossili e dell’inquinamento, paradossalmente il global warming crescerà in modo significativo.

Fonte: ecoblog