Legge contro gli elettrodomestici che si rompono dopo due anni discussa (e boicottata) in Francia

Il disegno di legge contro l’obsolescenza programmata presentato dal senatore dei Verdi Placé è stato discusso al Senato francese e proprio ieri il ministro per i Consumatori Benoit Hamon ha presentato le sue proposte che non includono l’estensione della vita degli elettrodomesticielettrodomestici-594x350

La proposta di legge presentata dal senatore dei Verdi francesi Jean-Vincent Placé in Senato lo scorso 23 aprile contro l’obsolescenza programmata resta in discussione e sostanzialmente viene chiesto che l’attuale vita di due anni di elettrodomestici e elettronica a 5 anni. Ma a contrastare la legge proposta da Placé quella proposta dal ministro per l’Economia sociale, solidale e per i consumatori (Économie sociale et solidaire et à la Consommation) Benoit Hamon che non prevede l’estensione della garanzia dei prodotti ma che i consumatori siano informati al momento dell’acquisto dell’esistenza e della disponibilità di pezzi di ricambio per le riparazioni. Sopratutto non prevede che l’obsolescenza programmata sia reato a differenza di quanto proposto dal Verde Placé. Molto polemici Les Amis de la Terre che valutano la legge del ministro Hamon poiché non prevedendo pene per l’obsolescenza programmata ritengono che non avrà poi alcun effetto reale. Ma il problema dell’obsolescenza programmata è reale e si scontra con la necessità di molte famiglie, invece, di risparmiare piuttosto che di acquistare continuamente. Un punto di riferimento in Francia è rappresentato dal sito garantie 5 ans che raccoglie tutti gli elettrodomestici e l’elettronica che garantiscono il funzionamento per 5 anni, appunto. Interessante notare che i marchi che adottano la scelta di essere duraturi sono molto noti sui mercati, per essere appunto affidabili. Certamente i costi degli elettrodomestici e dell’elettronica sono un po’ più elevati ma se spalmati nel corso dei 5 anni sono assolutamente ammortizzabili. Dunque se vi dovete orientare verso l’acquisto di una nuovo frigorifero o lavastoviglie, effettivamente, conviene iniziare a scegliere prodotti di alta qualità e che iniziano a innescare la fine per cui sono stati programmati dopo almeno 5 anni.

Fònte: Zegreenweb, NovEthic, Actu-Environment, Les Amis de la Terre

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Basta a elettrodomestici e elettronica che si rompono dopo due anni, la legge in Francia

Il 18 marzo in Francia il gruppo degli ecologisti al Senato ha presentato un disegno di legge contro l’obsolescenza programmata di elettrodomestici e elettronica

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Al Senato francese il gruppo degli ecologisti ha presentato lo scorso 18 marzo un disegno per vietare l’obsolescenza programmata degli elettrodomestici e di tutti i device elettronici. In breve: le aziende produttrici per tenere in piedi i consumi del mercato programmano entro due anni dal loro uso la fine degli elettrodomestici e degli apparecchi elettronici. In pratica è un sistema per sostenere i consumi usa e getta il che ci sta portando sia a impoverire le risorse naturali che non sono infinite. D’altronde l’obsolescenza programmata l’abbiamo sperimentata tutti: dopo due o tre anni la lavatrice si rompe (ma com’è che fino a 10 anni fa duravano una vita?) e se provate a richiedere dopo la scadenza dell’assistenza che dura due anni (apposta si rompe sempre dopo) la riparazione vi costa talmente tanto che vi convincono a acquistare un nuovo elettrodomestico o computer. Dunque se passa la legge in Francia il sistema di invecchiamento programmato potrebbe diventare illegale e punito da una multa di 37,500 euro e da due anni di arresto.
Il testo di legge presentato propone di estendere la durata legale di conformità (ossia anche la garanzia) a 3 anni dal 2014; a 5 anni dal 2016 contro i 2 attuali. Le associazioni consultate il mese scorso per la redazione della proposta di legge vorrebbero portare la durata finale a 10 anni ma come ha spiegato Jean-Vincent Placé uno degli autori del testo di legge:

Vogliamo trovare un compromesso. la maggior parte dei prodotti sarebbero destinati a durare 5 anni e dunque i fabbricanti non dovrebbero essere particolarmente penalizzati e anzi potrebbe essere una forma di concorrenza. Ad esempio la Kia ha fatto della sua garanzia di 7 anni un sostanzioso argomento di marketing. La legge propone anche la possibilità che i pezzi di ricambio indispensabili alla riparazione di un prodotto siano detassati per 10 anni così da sostenere le riparazioni. Spiega ancora Placé:

L’incentivo consiste nel prendere pezzi di ricambio che non siano tassati sopratutto per quegli oggetti usati collettivamente e se la riparazione non è possibile si può pensare a prodotti riparati dello stesso tipo. La sfida nella discussione al Senato che si terrà il prossimo 23 aprile sarà certamente sostenere il minor sfruttamento delle risorse e la minor produzione di rifiuti ma anche convincere i produttori a guardare al mercato dei ricambi e delle riparazioni.

Fonte: Actu-Environment