L’ombra di Fukushima sulle Olimpiadi di Tokyo 2020

Tokyo si è svegliata con una buona notizia stamattina: sarà il Giappone la sede per le Olimpiadi 2020. Ma con l’ombra di Fukushima.179965679-594x350

Tokyo è stata scelta oggi sede per le Olimpiadi del 2020: dimenticherà il Giappone e dimenticherà il mondo il disastro nucleare ancora in corso di Fukushima Daiichi? Infatti nonostante la grande fiducia mostrata e messa in atto dal CIO, il Comitato Olimpico Internazionale, al Giappone resta tanto da fare per riconquistare la fiducia dell’opinione pubblica in merito alla questione Fukushima, ossia l’incidente nucleare ancora in atto in Giappone da quel 11 marzo 2011 quando prima il terremoto e poi lo tsunami causarono il danneggiamento della centrale nucleare di Fukushima Daiichi. La promessa di Tokyo è quella di rimettere a posto tutto e di consegnare ai Giochi Olimpici una nazione sicura, sorridente e efficiente, quale siamo abituati a immaginare da sempre il Paese del Sol levante. E proprio qualche giorno fa il Governo ha annunciato di aver stanziato 360 milioni di euro per aiutare la TEPCO a mettere in sicurezza l’area. Intanto i delegati giapponesi ieri a Buenos Aires sono stati sommersi dalle domande relative alla crisi di Fukushima che proprio nel medi di agosto ha fatto registrare episodi piuttosto gravi, come la continua perdita di acqua radioattiva nell’Oceano Pacifico e la radioattività fuori controllo nei pressi della centrale. Ma Tsunekazu Takeda presidente per la candidatura di Tokyo ha risposto a tutte le questioni e ai dubbi con aplomb nipponico, dicendo:

I 35 milioni di persone che abitano nella regione di Tokyo vivono in condizioni normali. Non hanno problemi. Attualmente il livello di radiazioni di Tokyo è paragonabile a quello di Londra, Parigi e New York: assolutamente senza rischi.

Fonte:  Les Echos

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Embargo della Corea del Sud al pesce di Fukushima

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La Corea del Sud vieta i prodotti provenienti dalla prefettura di Fukushima a causa della mancanza d’informazioni certe sull’acqua radioattiva fuoriuscita dalla centrale nucleare

Dopo le preoccupanti notizie degli scorsi giorni sugli altissimi livelli di radioattività delle acque marine nei pressi di Fukushima, la Corea del sud ha deciso quest’oggi, venerdì 6 settembre 2013, di vietare nel, proprio territorio, la produzione ittica proveniente dalla prefettura di Fukushima. Dopo l’incidente dell’11 marzo 2011, la Corea del Sud aveva già diminuito il consumo di pesci e crostacei, dopo che il Governo di Seul aveva limitato l’importazione di prodotti alimentari marini provenienti da Fukushima e dalle sette prefetture più vicine al luogo dell’incidente. Ora la proibizione concerne praticamente tutti i prodotti di questa natura.

L’inquietudine della popolazione è cresciuta a causa del fatto che centinaia di tonnellate di acqua contaminata dalle radiazioni stanno disperdendosi ogni giorno nel mare,

ha spiegato il Ministro degli Oceani e della Pesca coreano, Yoon Jinsook, che ha inoltre aggiunto che le informazioni fornite dal Giappone non permettono di sapere come la situazione andrà evolvendosi. A Tokyo, il portavoce del governo, Yoshihide Suga, ha avuto parole di biasimo nei confronti del provvedimento sudcoreano:

Le nostre norme di sicurezza sono strette, compresi i prodotti del mare, e si fondano sulle norme internazionali. Noi ci augureremmo che il governo sudcoreano agisse partendo da elementi scientifici.

Dalla centrale di Fukushima sono già sfuggite circa 400mila tonnellate d’acqua ricca di cesio, stronzio, trizio e alter sostanze radioattive. Questo volume aumenta di circa 400 tonnellate al giorno a causa delle infiltrazioni nei depositi in cui è stoccata l’acqua che ha il compito di raffreddare i reattori.

 

Fonte: Le Monde

 

Fukushima: radiazioni 18 volte oltre la norma

Secondo una ricerca australiana la radioattività della centrale giapponese raggiungerà le coste californiane nel 2014 

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L’emergenza Fukushima non si attenua, anzi, secondo le ultime rilevazioni il serbatoio che contiene acqua contaminata nella centrale giapponese di Fukushima è 18 volte più alto rispetto al 22 agosto con una radioattività di 1.800 millisievert all’ora, quantità in grado di uccidere una persona dopo un’esposizione di quattro ore. Ad annunciarlo è la Tepco, l’operatore che ha in gestione la centrale nipponica. Nella misurazione del 22 agosto il livello era di 100 millisievert/ora, il doppio della soglia di esposizione per i lavoratori delle centrali. In luglio la Tepco aveva annunciato una perdita e l’agenzia per la sicurezza nipponica aveva successivamente elevato la gravità dell’incidente dal livello 1 (anomalia) al livello 3 (incidente grave). Intanto un gruppo di ricercatori australiani ha pubblicato di recente sulla rivista specializzata Deep Sea Research Part I: Oceanographic Research Papers uno studio che prevede l’arrivo dell’acqua radioattiva fuoriuscita dopo gli incidenti successivi allo tsunami dell’11 marzo 2011 sulle coste californiane non più tardi dell’aprile 2014. Non ci saranno pericoli per la salute in quanto il tasso di radioattività, diluito nell’oceano in tre anni di diffusione, sarà inferiore ai limiti ammessi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Lo studio sulle correnti marine (che hanno già trasportato i detriti dell’incidente sulle coste californiane e statunitensi) ha permesso di quantificare temporalmente la conclusione della traversata. Alla base del l’itinerario della radioattività (in particolare il cesio 137) vi è la corrente Kuroshio che è il corrispondente pacifico della corrente del Golfo Atlantica.

Fonte:  Science Direct | Ansa

 

Fukushima, “le radiazioni possono uccidere in 4 ore”

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La contaminazione alla disastrata centrale nucleare di Fukushima fa sempre più paura. Il livello di radiazioni nei pressi di tre serbatoi contenenti acqua contaminata nella centrale giapponese è infatti di 18 volte più alto rispetto al 22 agosto scorso, ovvero 1.800 millisievert all’ora. La legge giapponese fissa la soglia massima di esposizione alle radiazioni per i lavoratori delle centrali nucleari a 50 millisievert/ora. Il nuovo livello di radioattività è in grado di uccidere una persona esposta nel giro di quattro ore. Lo ha reso noto la Tepco che non esclude che l’aumento di radioattività sia dovuto ad infiltrazioni di acqua contaminata. Nelle scorse settimane la compagnia che gestisce l’impianto ha ammesso una perdita cronica di acqua sotterranea contaminata, più una fuoriuscita di 300 tonnellate di acqua da una cisterna. Il premier nipponico Shinzo Abe ha ribadito che il governo andrà avanti adottando tutte le misure necessarie per gestire le conseguenze del disastro nucleare, aggiungendo che predisporrà un piano per farlo “rapidamente”. Questa settimana il governo di Abe dovrebbe discutere questa settimana dei finanziamenti per la bonifica di Fukushima. Ieri intanto un milione di giapponesi hanno preso parte ad una gigantesca esercitazione per simulare un terremoto di magnitudo 9,1 e verificare la prontezza dei servizi d’emergenza. Dal 1960 ogni anno nel Sol Levante si celebra la Giornata nazionale per la prevenzione dei disastri per commemorare il terremoto del 1923 che provocò 100.000 morti. A due anni dal devastante sisma e tsunami del 2011, che causò anche l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima, il governo nipponico ha aggiornato le stime per il caso di un terremoto di magnitudo superiore ai 9 gradi, previsto entro 30 anni, che potrebbe provocare fino a 320.000 morti.

Fonte: il cambiamento

Fukushima, altre 300 tonnellate di acqua radioattiva nell’Oceano

La TEPCO ammette la fuoriuscita di altre 300 tonnellate di acqua radioattiva dalla centrale nucleare di Fukushima.JAPAN-NUCLEAR-DISASTER-ENVIRONMENT

La Tokyo Electric Power Co ha confermato una fuoriuscita di 300 tonnellate di acqua radioattiva dalla centrale nucleare di Fukushima, che, come è noto, è stata colpita dallo tsunami nel marzo del 2011. Non sono quindi solo 120 i litri di acqua sfuggiti al controllo, la stima iniziale è stata ottimista, perché in realtà, appunto sono 300 tonnellate. Si tratta del liquido che viene usato per raffreddare i reattori danneggiati. A ogni litro sono collegate emissioni di 80 bequerel, un livello altissimo e pericoloso, tanto che le autorità giapponesi che hanno competenza sul nucleare hanno classificato come incidente di livello 1 la fuga di acqua radioattiva. Il governo della Corea del Sud è molto preoccupato e vuole che da Tokyo spieghino questo sversamento.  Intanto la stessa TEPCO ha ammesso che molto probabilmente l’acqua ha contaminato il suolo, infatti sono state individuate delle pozzanghere con alti livelli di radioattività vicino ai bacini di stoccaggio dell’acqua. Già ieri la TEPCO ha dovuto comunicare un’altra grana con cui aveva avuto a che fare in questi giorni, ossia la contaminazione di due lavoratori. Due impiegati che erano in attesa dell’autobus all’esterno del centro operazioni, dove i livelli di radioattività sono bassi e non si usano le maschere per il viso, sono risultati contaminati, ma le particelle radioattive sono state eliminate dai loro corpi prima che lasciassero l’impianto. Dopo accurati esami è emerso che non c’è stata una contaminazione interna. Lo stesso fatto era accaduto la settimana scorsa ad altri dieci lavoratori che probabilmente erano stati contaminati da particelle che provenivano da una pompa usata per rinfrescare lo staff a causa del caldo di questo periodo.

Fonte: Rainews24, Reuters

 

Da Fukushima 300 tonnellate al giorno di acqua contaminata nel Pacifico, la stima ufficiale

Il governo Giapponese ha reso noto che ogni giorno, da due anni, dalla centrale di Fukushima Daiichi finiscono in mare 300 tonnellate pari a 300000 litri di acqua contaminatacontaminazione-fukushima-620x350

Ebbene quel che si temeva è accaduto, l’incidente di Fukushima Daichi non è mai stato sotto il controllo della TEPCO. Ogni giorno, da quell’11 marzo 2011, data del terremoto e dello tsunami poi, sono stati sversati in mare ogni santo giorno 300 tonnellate di acqua contaminata da vari elementi radioattivi, tra cui lo stronzio. TEPCO sebbene sapesse ha sempre taciuto minimizzando al mondo il problema, probabilmente nel goffo tentativo di nascondere la sua imperizia e fors’anche di tenere in piedi la lobby del nucleare. Il premier del Giappone Shinzo Abe, nuclearista convinto, si è impegnato oggi a sostenere con gli sforzi del governo la perdita di acque radioattive nell’Oceano Pacifico per cui è stata dichiarata l’emergenza dalla RNA e ha ordinato al ministro dell’Economia, Commercio e Industria di agire con urgenza. Le perdite sono state stimate pari a 300 litri di acqua altamente contaminata da elementi radioattivi che si versa nell’oceano Pacifico ogni giorno. Secondo il governo anche se la TEPCO, la società che gestisce l’impianto nucleare di Fukushima Daiich,i prende tutte le misure necessarie per accelerare la decontaminazione del sito occorreranno almeno 40 anni e più di 8 miliardi di euro. Secondo un responsabile del ministero per l’Industria si inizieranno a pompare le acque sotterranee per limitare le perdite con l’obiettivo di ridurre quei 300 litri quotidiani giorno per giorno. Ma probabilmente questo obiettivo non sarà facile da raggiungere poiché già era stato dichiarato che la capacità di pompaggio si fermava a 240 litri al giorno. Appena sabato scorso il quotidiano giapponese Asahi Shimbun aveva reso noto che le acque della falde sotto la centrale stavano risalendo rapidamente e che entro tre settimane sarebbero esondate. TEPCO aveva reso immediatamente noto che era pronta a progettare muri di contenimento in cemento che purtroppo però sarebbero inutili avendo il livello delle acque già superato la possibile altezza. La soluzione immediata adottata da Tepco consiste nell’iniettare nel suolo sostanze che lo rendano più solido per impedire che l’acqua appunto fuoriesca, ma non si crede molto in questa possibilità.

Fonte: Les Echos

Emergenza a Fukushima lo annuncia l’Autorità di regolamentazione Nucleare

E’ stata dichiarata l’emergenza dalla NRA l’Autorità di regolamentazione nucleare giapponese a Fukushima, dove l’acqua altamente radioattiva sfocia nel Pacifico senza che la TEPCO (Tokyo Electric Power) sia in grado di effettuare alcun controllofukushima2-594x350

Secondo la NRA l’acqua contaminata sta risalendo alla superficie, come ecoblog aveva già annunciato, oltre i limiti legali di scarico e a due anni dall’incidente nucleare dell’11 marzo 2011. Come riferisce l’Asahi Shimbun i livelli di radioattività delle acque al di sotto del reattore nucleare nr.1 dove in una cavità ai trovano circa 5000 litri di acqua radioattiva, sono saliti di 47 volte in soli cinque giorni. TEPCO ha riferito che sono state misurate 56.000 becquerel di sostanze radioattive, inclusi stronzio per ogni litro di acque sotterranee campionate ieri sotto il reattore nr. 1. L’entità della minaccia è rappresentata dall’acqua contaminata e dal suo impatto su ambiente e pesca sebbene non siano note con certezza le conseguenze. Ma fughe radioattive di questo tipo, è noto che possono influenzare la salute degli animali marini e degli uomini. Appena la settimana scorsa TEPCO aveva annunciato la scoperta di un lago radioattivo sotto i reattori nucleari nr.1 e nr.3 e le misure delle radiazioni in acqua sono state valutate tra i 20mila e i 40 miliardi di becquerel. Alla fine di luglio, la società aveva sostenuto che l’acqua contenente trizio, stronzio, cesio e altri elementi radioattivi era limitata ai laghi sotterranei ma solo dopo ha reso noto che quell’acqua si stava riversando nell’oceano Pacifico. Una notizia giunta, come rileva Le Monde all’indomani delle elezioni senatoriali che hanno portato alla vittoria il Partito Liberal Democratico del primo ministro Shinzo Abe, in gran parte favorevole al nucleare. A seguito di questa ammissione, le autorità nucleari giapponesi hanno aperto come previsto una serie di indagini per monitorare la contaminazione del mare. Tuttavia, Tepco aveva garantito che l’impatto della fuga radioattiva nel Pacifico era limitata. Ma le cose non stanno proprio così e ciò che ancora resta ignota è la fonte della fuga delle acque. La soluzione prospettata consiste in una serie di muri di contenimento in cemento armato che però sono stati bocciati proprio dall’NRA, essendo l’acqua innalzatasi oltre i livelli di altezza previsti per i muri di contenimento. Oggi la soluzione intravista è la solidificazione del terreno e l’impermeabilizzazione per evitare le perdite di acqua, ma sembra che questa risposta non sia sufficiente.

Fonte:  Asahi, Le Monde

 

Fukushima: fra i 20mila e i 40mila miliardi di becquerel di trizio nel Pacifico

La Tepco quantifica lo sversamento di trizio radioattivo nell’Oceano Pacifico dopo l’incidente dell’11 marzo 2011: Fukushima è anche un disastro per l’ecosistema marino tepco

La Tepco, la società di gestione della centrale nucleare di Fukushima, ha reso nota una stima secondo la quale, in seguito alla grave crisi legata all’incidente dell’11 marzo 2011, sarebbero finiti nell’Oceano Pacifico fra i 20mila e i 40mila miliardi di becquerel di trizio radioattivo. La Tepco ha comunicato all’Agenzia Nipponica sulla  sicurezza i seguenti dati, dopo i recenti casi di perdita di acqua tossica e l’ammissione di quantitativi massicci di liquido contaminato in mare. Secondo l’utility il rilascio di radioattività è stato intorno ai livelli consentiti dalle normative sulla sicurezza (22mila miliardi di becquerel annui) ma è avvenuto in modo incontrollato. Il riversamento – in mancanza di dati certi – dovrebbe essere incominciato nel maggio 2011, due mesi dopo il sisma e lo tsunami che hanno causato il disastro, proprio nel momento in cui la compagnia iniziava a realizzare le barriere protettive che avrebbero dovuto arginare le perdite di acqua radioattiva nell’oceano. Negli scorsi giorni una sorta di lago di acqua radioattiva accumulatosi in una cavità situata al di sotto del secondo reattore nucleare. Il lago sotterraneo conterrebbe circa 5 mila tonnellate di acqua radioattiva con una densità di trizio pari a 8,7 milioni di becquerel per litro, ovverosia una quantità 145 volte superiore alla norma. Il più semplice e diffuso degli elementi è anche il vettore più inarrestabile e difficile da arginare. In Giappone, insomma, non è possibile abbassare la guardia.

Fonte: Ansa

 

A Fukushima trovato un lago di acqua radioattiva sotto la centrale nucleare

Un lago sotterraneo contenente più di 5 mila tonnellate di acqua radioattiva è stato scoperto sotto la centrale nucleare di Fukushima Daiichi, come ha ammesso la TEPCO173797143-594x350

Secondo il comunicato il trizio radioattivo è pari a 8,7 milioni di bequerel per litro, ossia 145 volte sopra i limiti. L’acqua si è accumulata in una cavità al di sotto del secondo reattore nucleare dopo lo tsunami causato dal sisma dell’11 marzo 2011 e che a causato l’incidente nucleare alla centrale ancora in atto. Gli esperti giapponesi hanno già espresso preoccupazione per l’alto livello del trizio radioattivo riscontrato in mare nelle prossimità della centrale e dovuto a perdite non controllate. La settimana scorsa i rappresentanti di TEPCO hanno per la prima volta ammesso la fuga di acqua radioattiva nell’Oceano Pacifico. Riferisce l’Asahi Shimbun che si sta valutando se l’acqua radioattiva dalla vasca sia filtrata in mare e se così fosse si pone la necessità di impermeabilizzare il terreno. Il 27 luglio, TEPCO aveva annunciato che un livello estremamente alto di cesio, pari a 2,35 miliardi di becquerel per litro d’acqua è stato rilevata nell’acqua accumulata nella vasca. Un funzionario della TEPCO ha riferito che sono al lavoro per controllare le perdite nel terreno e per evitare ulteriori perdite in mare. Resta di fatto che la centrale nucleare è ancora in equilibrio precario e che sembra davvero difficile mantenere il controllo e sopratutto gestirlo.

Fonte:  Ria, Asahi

Fukushima, “il nucleare è una strada senza ritorno e senza uscite”

“A Fukushima tutto è inspiegabile e preoccupante, per la semplice ragione che nulla è sotto controllo, e che ormai i dati sulla contaminazione e le conseguenze sanitarie sono stati talmente falsati, nascosti, manipolati fin dall’inizio, che è veramente difficile fare bilanci e previsioni serie. Ma le conseguenze sulla salute saranno gravissime, anche se difficili da calcolare, e costantemente sdrammatizzate dalle autorità”._2fukushima

È singolare che le cronache riprendano quasi a caso, ogni tanto, le notizie allarmanti che riguardano Fukushima: ma non sorprende. La gente (e i media) ormai vogliono la spettacolarizzazione e la drammatizzazione, la follia quotidiana non fa notizia: e l’energia nucleare è una follia quotidiana, per chi voglia seguirla; e non solo a Fukushima. Così si protrae la resistibile sopravvivenza di questa dannata forma di produzione di energia (ormai il cavallo di battaglia di qualche anno fa di un “rilancio” è un po’ in disuso, et pour cause), e si protraggono tutti i problemi che essa comporta, a maggior profitto dei colossali interessi economici in gioco, e a molto minore vantaggio della sicurezza e degli interessi delle popolazioni locali e mondiale. Veniamo al dunque. A Fukushima si denunciano la fuoriuscita di acqua contaminata, l’emissione di vapore, inspiegabile. Forse la minuscola novità è che la Tepco abbia ammesso la fuoriuscita di acqua, precisando immediatamente “nulla di preoccupante”. Ma la realtà è che a Fukushima tutto è inspiegabile e preoccupante, per la semplice ragione che nulla è sotto controllo, e che ormai i dati sulla contaminazione e le conseguenze sanitarie sono stati talmente falsati, nascosti, manipolati fin dall’inizio, che è veramente difficile fare bilanci e previsioni serie. Ma le conseguenze sulla salute saranno gravissime, anche se difficili da calcolare, e costantemente sdrammatizzate dalle autorità: del resto a Chernobyl c’è ancora chi ha la faccia tosta di parlare di poche decine di vittime! Riassumiamo brevemente i fatti, che forse la maggior parte della gente ha scordato, presa giustamente da preoccupazioni quotidiane, ma anestetizzata anche dal silenzio dei media. Nei tre reattori che erano in funzione a Fukushima al momento del sisma e del successivo tsunami è avvenuto l’incidente più grave concepibile in una centrale nucleare, anzi tre: i noccioli dei tre reattori che erano in funzione sono fusi (meltdown), in misura diversa, nell’unità n. 1 sembra totalmente, e il corium (nocciolo fuso) avrebbe perforato il vessel d’acciaio e sarebbe penetrato nella base di cemento; nelle unità 2 e 3 sembra comunque in percentuale molto alta.nucleare9_

Ora, quello che accade al nocciolo fuso è di avere completamente perduto la geometria, che è la condizione essenziale per controllare la reazione a catena (con la regolazione delle barre di combustibile e del moderatore), e di essere quindi completamente fuori controllo. Il corium può cambiare di forma, ed è anche possibile che localmente si ristabiliscano condizioni di criticità con la ripresa della reazione a catena e tutte le sue conseguenze. Il problema è che nessuno è in grado di dirlo. Fuoriesce ogni tanto vapore? Inspiegabile appunto! O meglio, fin troppo spiegabile. Quanto all’acqua contaminata che fuoriesce, forse il pubblico si è scordato che, per i motivi spiegati sopra, i noccioli fusi devono essere continuamente raffreddati, perché solo nella configurazione geometrica regolare i normali circuiti di raffreddamento funzionano (e a Fukushima erano stati messi fuori servizio): e poiché i vessel sono quanto meno incrinati, l’acqua che è stata in contatto con le parti più gravemente radioattive del reattore esce contaminata. È da quel dì che infuriavano le polemiche, mai chiarite fino in fondo, sulla decontaminazione dell’acqua di raffreddamento, la sua raccolta, i serbatoi insufficienti, e via discorrendo. Ma non è finita qui. Perché spero che qualcuno ricordi che a Fukushima, oltre alla fusione dei noccioli dei reattori, è successo un incidente, anzi quattro, che nessuno si era mai aspettato: il grave danneggiamento delle piscine di disattivazione del combustibile esausto nelle unità n. 1, 2, 3, e anche n. 4, che era spenta ma la cui piscina ospitava il numero maggiore di barre di combustibile, in configurazione addensata (quindi più pericolosa). Le barre di combustibile esausto non sono come le batterie elettriche esaurite, che si possono buttare (anche se pure in questo caso ci vogliono particolari precauzioni e smaltimento, per il loro contenuto altamente inquinante: anche se tanta gente le getta direttamente nella spazzatura!). Il combustibile esausto è enormemente radioattivo, emette quantità enormi di energia, e deve essere custodito per lungo tempo immerso in piscine di disattivazione, continuamente raffreddato. Dopo di che… Dopo di che un corno! Perché non c’è soluzione. Praticamente tutto il combustibile esaurito lasciato dai reattori che hanno funzionato in questo mezzo secolo è ancora custodito in questo modo, e non si sa più letteralmente dove metterlo (ecco appunto la configurazione addensata); il tentativo di realizzare depositi geologici sicuri in cui immagazzinarlo per migliaia di anni per ora è nel libro dei sogni, poiché il progetto più importante era stato fatto a Yucca Mountain negli Usa, ma dopo un decennio di lavori è stato abbandonato perché non può fornire le garanzie richieste (un progetto è in corso in Finlandia, staremo a vedere).fukushima8_9

L’alternativa è peggiore del male, il ritrattamento, che accresce nella lavorazione la quantità di residui radioattivi e separa il plutonio, elemento che non esiste in natura ed ha un diretto interesse militare (così paesi come il Giappone e la Germania ne hanno accumulato decine di tonnellate, e potrebbero fare bombe atomiche domattina: altro che la Corea del Nord e l’Iran). Ecco perché negli Usa, dal tempo di Carter (che era un ingegnere nucleare) il ritrattamento fu abbandonato, e adottato il “monouso” (once through) del combustibile: ma con tutti i problemi di immagazzinamento. Tornando a Fukushima, i gravi danneggiamenti delle piscine di disattivazione sono stati un fatto nuovo, che ha gettato in allarme l’industria nucleare in tutto il mondo (anche se fa finta di nulla, per cercare di continuare il business as usual). In particolare, a Fukushima il maggiore allarme riguarda la piscina dell’unità n. 4 suddetta, che è a rischio di crollo (quasi nessuno cita gli allarmi che si sono susseguiti da commissioni di esperti sui rischi di sismi di massima intensità in Giappone, dove praticamente tutti i reattori sono costruiti su faglie sismiche: ma l’allarme vale per tanti altri paesi, nessuno è in grado di prevedere se, quando e dove potrà prodursi un forte terremoto). Se quanto ho detto è minimamente chiaro, penso che chiunque capisca che a Fukushima può accadere praticamente di tutto, in modo imprevedibile, e… “inspiegabile”! Ma vista l’attenzione attirata sull’energia nucleare da questi allarmi, proviamo a richiamare anche la situazione generale. Che credo sconosciuta ai più. L’energia nucleare è uno zombie che perdura solo per i colossali interessi (oggi la costruzione di un reattore costa qualcosa come 6-8 miliardi di Euro!). Cominciamo con un quiz. Ci ripetono che l’energia nucleare è necessaria, non ne possiamo fare a meno, se non vogliamo ritornare alla candela. Bene, c’è qualcuno che sa dire quanti dei 50 reattori nucleari che ha il Giappone (dopo che 4 sono fuori uso) sono in funzione dal 2011? Chi lo sa non suggerisca! Bene:due! E non ci giungono notizie che in Giappone sia aumentata la vendita di candele. L’energia nucleare nel 2011 copriva nel mondo appena il 2 % dei consumi totali di energia (i nuclearisti riportavano il 6 %, con l’imbroglio di considerare l’energia elettrica prodotta, con un rendimento medio attorno al 30 %: ma anche il 6 % non sembra una percentuale determinante). Nel 2012, dopo Fukushima, si è registrata una netta flessione del numero di reattori in funzione nel mondo (nel solo Giappone, appunto, 48 sono fermi) e dell’energia elettronucleare prodotta: flessione che sembra destinata a continuare.radiazioni__fukushima7

Perché il parco dei reattori esistenti nel mondo (ormai sotto i 400) invecchia, in gran parte ha superato i tempi della vita operativa prevista, se non si facesse di tutto per decretarne l’allungamento della vita (con tutti i maggiori rischi che comporta, perché l’enorme flusso neutronico per decenni ha deteriorato tutti i materiali; e in ogni caso una macchina vecchia è soggetta a guasti crescenti), perché costruirne dei nuovi incontra sempre maggiori problemi. Da poco la IAEA ha denunciato i rischi di sicurezza che pongono i reattori che invecchiano (Reuters). Non solo problemi di costi, come abbaiamo detto, ma per esempio sull’incertezza dei tempi di costruzione: è ormai diventato una barzelletta il reattore francese in costruzione in Finlandia, a Olkiluoto, dal 2003 che sarebbe dovuto entrare in funzione nel 2009, ma ha presentato una serie inenarrabile di problemi, nonché di aumenti dei costi, e non è per nulla chiaro se verrà finito nemmeno nel 2014. Si noti che questa incertezza dei tempi è un problema esiziale, quando si immobilizzano miliardi di Euro che non rendono nei tempi previsti! Qui va tenuto presente che ogni incidente nucleare grave (Harrisburg, 1979; Chernobyl, 1986; Fukushima, 2011, per citare i più gravi) comporta una profonda revisione delle norme e dei sistemi di sicurezza, con fermi dei reattori, e notevoli aumenti dei costi, e appunto dei tempi. Dal 1979 non è mai riuscito un rilancio della costruzione di reattori negli Usa: per più di tre decenni l’industria elettrica privata non ha valutato conveniente ordinare reattori nucleari, e ora – malgrado gli sforzi, e l’offerta di enormi sovvenzioni statali dei Presidenti Bush e Obama – le pochissime unità che sembrano in costruzione (il condizionale è d’obbligo, perché è difficile chiarire a che livello di progettazione, o di autorizzazione, e di effettiva costruzione ci si riferisca) procedono con enorme lentezza. Germania e Svizzera avrebbero deciso di non costruire nuovi reattori dopo la chiusura di quelli in funzione (il condizionale è d’obbligo, poiché le pressioni economiche sono sempre fortissime, ed è bene non abbassare mai la guardia). In Gran Bretagna infuria la polemica, poiché il governo vorrebbe a tutti i costi ordinare immediatamente due nuovi reattori alla francese Edf, ma quest’ultima, oltre ad avere chiesto la bella cifra di 14 miliardi (di Sterline!), pretende un contratto capestro che le garantisca il prezzo protetto dell’energia elettrica prodotta più elevato della media per ben 35 anni!centrale_disastro_fukushima

La polemica infuria (v. ad es.  Morning Star, 7 luglio). La bestia nera rimane la Francia, dove l’industria nucleare è un’ossatura dell’economia dello Stato, ed un vero tabù, intoccabile: Hollande si era impegnato a un ridimensionamento, ma la situazione non si schioda, malgrado il movimento di opposizione cresca, e i problemi si accumulino. Ma il bello del nucleare viene dopo, un “dopo” che dura decenni, ma a ben vedere migliaia di anni. Perché le centrali nucleari una volta chiuse dovrebbero essere smantellate (decommissioning), e si dovrebbero conferire o trattare le enormi quantità di residui radioattivi (non solo scorie, perché il plutonio è un materiale di enorme e pericolosissimo interesse strategico). Basti pensare all’Italia, dove i 4 reattori che avevamo costruito sono chiusi da più di un quarto di secolo: il decommissioning è agli stadi iniziali, il combustibile esausto è andato poco a poco in Francia per il ritrattamento (con i treni di trasporto radioattivo inviati alla chetichella, senza la dovuta informazione alle popolazioni attraversate, contestati dagli attivisti che lo hanno appreso ma vengono regolarmente manganellati), e un giorno ci verrà “restituito” il plutonio; mentre gli altri residui radioattivi sono tuttora conservati in depositi “temporanei” (!), il cui stato diviene sempre più precario ed allarmante. D’altra parte non è mai stato costruito un deposito nazionale, dopo il tentativo del governo Berlusconi di imporlo nel 2003 a Scanzano Ionico, dove vi fu una rivolta delle popolazioni (tra l’altro venne dichiarata per l’occasione una “emergenza nucleare” che non è mai stata revocata!). Insomma, per concludere questa galoppata, il nucleare è una strada senza ritorno e senza uscite. E per mezzo secolo l’industria nucleare ha pensato solo al business di costruire nuove centrali, senza preoccuparsi minimamente della coda del ciclo nucleare, per cui i problemi si sono sempre accumulati, fino a diventare insostenibili. Forse è addirittura superfluo precisare che le considerazioni fatte per l’energia nucleare nulla tolgono all’esigenza, pressante, di sviluppare alternative energetiche. Ma questo discorso non può essere affrontato qui.

Articolo tratto da Pressenza

Fonte: il cambiamento