Bruxelles, zebre in fuga e la polizia insegue

Tre zebre sono fuggite da un recinto e hanno iniziato a percorrere le strade della capitale belga. Nessun ferito fra i passanti che, grazie ai loro smartphone, hanno fatto diventare virale lo #zebragate. Zebre in fuga. Stavolta la Juventus e la classifica di Serie A non c’entrano. Sono zebre vere quelle che quest’oggi hanno trottato in libertà nelle strade di Bruxelles creando un vero e proprio caso sui social network, con condivisioni di foto e video da parte degli abitanti della capitale belga. Gli animali sono stati inseguiti attraverso la città dopo essere fuggiti da un recinto. Ben cinque auto della polizia sono state impegnate per tentare di bloccare gli animali e garantire l’incolumità di pedoni e automobilisti. Le zebre hanno utilizzato il tunnel Van Praet e si sono dirette trottando verso il centro di Bruxelles, dove hanno passeggiato lungo il canale. I passanti, stupiti e divertiti, hanno scattato foto e ripreso gli animali con i loro telefonini. Le informazioni su questo particolare fuori programma sono rimbalzate su Twitter con tanto di hashtag #zebragate e gli organi di informazione locale, in primo luogo le emittenti radiofoniche, hanno raccomandato prudenza ai conducenti. La polizia ha dichiarato che nessuno è stato ferito dagli animali.

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Le immagini e i video dello #zebragate sono diventati virali e nel giro di poche ore sul web si sono diffusi anche numerosi meme. Inevitabile l’accostamento fra le zebre e le strisce pedonali…

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Fonte:  Guardian

Foto | Youtube

Alaska, trichechi in fuga a causa dei cambiamenti climatici

Lo scioglimento delle banchine sta provocando la fuga verso la terraferma. Sabato scorso NOAA e USGS hanno monitorato 35mila esemplari sulla spiaggia di Point Lay.

Trentacinquemila trichechi su di una spiaggia dell’Alaska: questa la pacifica “invasione” che ha creato un’enorme chiazza marrone su di una spiaggia del nord ovest del più settentrionale dei 51 stati dell’Unione. La causa? I cambiamenti climatici. La National Oceanic and Atmospheric Administratione La U.S. Geological Survey hanno osservato la “chiazza” sorvolando la spiaggia di Point Lay sabato 27 settembre e sono convenuti sul fatto che la fuga dei trichechi sia una diretta conseguenza dello scioglimento della banchisa causato dai cambiamenti climatici. Tradizionalmente, i trichechi non possono nuotare indefinitamente come le foche e si riposano sulle banchise di ghiaccio. L’aumento delle temperature e l’agosto più caldo dal 1880 hanno fatto sì che, però, ha fatto sì che alla fine dell’estate, il ghiaccio marino abbia raggiunto il sesto livello più basso dal 1979, anno in cui sono iniziate le analisi satellitari. Per i trichechi si tratta di un grave problema di sopravvivenza: i ghiacci restanti sono sempre più a nord, nell’Oceano Artico, dove le profondità marine raggiungono i 3000 metri e in cui i trichechi non possono più utilizzare i fondali marini per nutrirsi. I primi assembramenti furono registrati nel 2007, ma quella di una settimana fa, con 35mila esemplari, è una concentrazione da record. Non sono ancora quantificabili le conseguenze di questa situazione su questi animali, ma i ricercatori sanno che questi animali perdono più energia a cercare approdi sulla terra di quanta non ne spendano quando si installano sulle banchise e anche i cuccioli risultano essere più deboli sulla terra ferma.

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Fonte:  Le Monde