Ftalati dannosi per la salute nei contenitori per cibi dei fast food

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Secondo uno studio condotto da un team di ricercatori della George Washington University su di un campione di 9mila persone e pubblicato da Environmental Health Perspectives, i contenitori utilizzati per i cibi fast food contengono ftalati, sostanze chimiche che possono danneggiare la salute dell’uomo. Gli ftalati sono sostanze chimiche utilizzate per migliorare la flessibilità e la modellabilità delle materie plastiche molto usate nel confezionamento e nell’imballaggio dei cibi, ma sono stati più volte collegati a diversi e seri problemi di salute di adulti e bambini, dall’alterazione delle funzioni ormonali allo sviluppo del cancro. Secondo lo studio gli ftalati aumentano del 40% nelle urine delle persone che mangiano più frequentemente nei ristoranti fast food; chi non mangia junk food e non è solito consumare cibo nei fast food ha scarse possibilità di entrare in contatto con questo tipo di sostanze. Secondo Federconsumatori urge fare chiarezza e “una regolamentazione più rigida sull’utilizzo di queste sostanze tanto delicate quanto dannose per i consumatori”. 

fonte:  Public Health

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Braccialetti elastici a rischio cancro: primi ritiri dal mercato

Secondo uno studio condotto dall’Assay Office Birmingham, il limite consentito degli ftalati viene superato di 400-500 volte

Sono stati uno degli oggetti cult del 2014, ma il boom dei braccialetti elastici sembra avere imboccato con decisione la parabola discendente dopo che alcune settimane fa The Assay Office Birmingham, un laboratorio britannico specializzato in test sulla sicurezza degli articoli di gioielleria e bigiotteria ha diffuso i risultati di un test che dimostra come gli elastici in questione contengano una quantità di ftalati superiore alla legge e siano, quindi, potenzialmente cancerogeni. Non si sa quanti e quali marchi rientrino in questo allarme per la salute, perché, come spiegato dalla portavoce del laboratorio di Birmingham Marion Wilson, non tutti i produttori inviano i loro braccialetti per effettuare i controlli precauzionali. Molti di questi prodotti, inoltre, arrivano dall’Estremo Oriente sfuggendo a ogni tipo di controllo. Gli ftalati penetrano nell’organismo attraverso la pelle, soprattutto con il sudore e si pensa che possano creare problemi al sistema endocrino con effetti cancerogeni. La quantità di ftalati consentita dalla legge è lo 0,1% del peso totale, mentre in alcuni campioni testati si supera il 40-50%. E mentre i braccialetti elastici fai da te diventavano un fenomeno globale – tanto che in luglio una mamma gallese è riuscita a raccogliere oltre 170mila sterline per un abito fatto solamente di loom bands – qualcuno cominciava a toglierli dai propri punti vendita. La catena di giocattoli Entertainer – con 92 punti vendita in Gran Bretagna – è stata la prima a ritirare dal commercio i braccialetti elastici. Come sottolineato dalla Rainbow Loom sul proprio sito a essere a rischio sono i prodotti contraffatti e non originali, quelli sprovvisti del marchio CE originale. Occhio al marchio CE e all’indirizzo di chi ha immesso sul mercato il prodotto, due garanzie dell’originalità del prodotto.FRANCE-US-SOCIETY-RAINBOW LOOM

© Foto Getty Images

Fonte: ecoblog.it

Mondiali 2014, il merchandising è tossico: la denuncia di Greenpeace

Nel merchandising di Adidas, Nike e Puma realizzati in vista della Coppa del Mondo FIFA 2014 in Brasile è stata rilevata la presenza di sostanze chimiche pericolose. Una nuova indagine condotta da Greenpeace Germania chiamata Cartellino rosso ha analizzato le sostanze presenti in 33 articoli, tra cui scarpette, guanti da portiere e palla ufficiale Brazuca. Ebbene sono state rilevate nelle iconiche Predator, le scarpe da calcio dell’Adidas tassi elevati di sostanze tossiche PFC bel oltre 14 volte i limiti consentiti.

Spiega Manfred Santen attivista per la campagna Detox di Greenpeace Germania:

Marchi come Adidas vestono alcuni dei più grandi giocatori del mondo e pretendono di difendere il bel gioco, ma le nostre indagini hanno rivelato che stanno giocando sporco. I loro profitti saliranno durante la Coppa del Mondo e dunque chiediamo a questi marchi di ripulire il loro gioco.

Le analisi sono state condotte da laboratori indipendenti che hanno rilevato la presenza di sostanze chimiche come i perfluorurati (PFC), nonilfenoletossilati (NPE), ftalati e dimetilformammide (DMF) nei prodotti provenienti da tutte e tre le aziende e acquistati in tre continenti. Queste sostanze sono pericolose e possono fuoriuscire dai prodotti e contaminare l’ambiente o entrare nella catena alimentare. Alcune di queste sostanze sono note per essere cancerogene, perturbatori endocrini e per influire sulla fertilità.adidas-620x308

Su 21 scarpe da calcio analizzate in 17 sono stati trovati PFC ionici (perfluorurati) come il pericoloso PFOA (Acido Perfluorottanoico) che appunto si trova nei prodotti industriali.

Scrive l’ISS:

Il PFOA si è rivelato anche un potente immunosoppressore in topi, sebbene a livelli di esposizione relativamente più alti di quelli ambientali. A dosi più basse è stata osservata la diminuzione di peso degli organi linfatici (timo e milza), con conseguente indebolimento dei sistemi di difesa immunitaria contro le infezioni, nonché aumento dell’incidenza di tumori. Il PFOS è in grado di causare molteplici effetti avversi sullo sviluppo, quando somministrato in ratti a dosi relativamente elevate. E’ stata osservata la riduzione del peso del feto, anasarca (edema esteso a tutto l’organismo), la mancata calcificazione delle ossa, disfunzioni cardiache nonché morte neonatale. I neonati di ratto sopravvissuti mostravano ritardo nella crescita, e dall’esame del sangue emergevano livelli ridotti di tetraiodotironina (T4), per cui il ritardo nello sviluppo del feto e nella crescita, potrebbe essere dovuto alla capacità del PFOS di interferire con la maturazione cellulare e funzionale degli organi bersaglio, tramite l’influenza esercitata sugli ormoni tiroidei.

Dopo aver analizzato Adidas sono state analizzate le Tiempo di Nike che contengono i più alti livelli di PFOA pari 5,93 microgrammi per m2. Un paio di guanti Adidas Predator conteneva la sostanza con i limiti in eccesso. Nel pallone ufficiale della Coppa del Mondo Brazuca è stata rilevata la presenza di NPE o nonilfenoli etossilati una sostanza che quando viene rilasciata nell’ambiente, degrada in nonilfenolo conosciuto per essere tossico per i pesci e altri organismi acquatici. NPE sono stati trovati anche in oltre due terzi delle scarpe e nella metà dei guanti, indicando l’uso diffuso di questa sostanza chimica. Ftalati e dimetilformammide (DMF) sono stati rilevati in tutti i 21 le scarpe. Il DMF è usato come solvente e è classificato come tossico per la riproduzione e può essere nocivo se entra a contatto con la pelle.

Ha concluso Santen:

Nonostante i loro impegni Detox, Nike e Adidas non riescono ad affrontare la loro dipendenza tossica. A nome dei giocatori, dei tifosi e delle comunità locali interessate da inquinamento dell’ acqua li esortiamo a divenire puliti annunciando pubblicamente l’abbandono di tutte le sostanze chimiche pericolose e la pubblicazione di un preciso piano di uscita dai PFC.

La petizione per chiedere alle aziende di rendere i loro prodotti più puliti è online.

Foto : Greenpeace international

Fonte: ecoblog.it