Un comune calabrese elimina la Tasi, tutto merito del fotovoltaico

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Antonio Cersosimo, sindaco di San Lorenzo Bellizzi, comune in provincia di Cosenza, ha deciso di tagliare la Tasi grazie all’energia prodotta dal fotovoltaico. A beneficiarne saranno i 700 abitanti che non pagheranno la Tassa sui servizi indivisibili. I proprietari che decideranno di ristrutturare la loro casa, inoltre, saranno esentati dal pagare le tasse per i prossimi 5 anni. Quattro anni fa, sfruttando i generosi incentivi del quinto Conto Energia, il sindaco del comune calabrese ha deciso di investire installando tre impianti da 13 MW che hanno permesso di risparmiare 90mila euro l’anno. Cersosimo spera ora di poter ripetere l’eliminazione della Tasi anche per i prossimi anni. Anche se il Governo Renzi, sin dalle prime settimane apertamente contrario alle energie rinnovabili, potrebbe rovinare i piani del sindaco:

“Con la nuova normativa sugli incentivi diventa difficile continuare a puntare sul solare. Prima il sussidio riusciva a coprire l’investimento iniziale, ora non è più così”.

Per il momento i sanlorenzani ringraziano…

Fonte:  La Stampa

Italia prima al mondo per uso dell’energia solare, copre l’8% del fabbisogno

Lo rivela un rapporto dell’Agenzia internazionale dell’energia (IEA), organizzazione intergovernativa dell’Ocse che raccoglie 29 fra i paesi più industrializzati al mondo. Seguono in classifica la Grecia con il 7,4% e la Germania con il 7,1% 

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L’Italia è il paese al mondo che utilizza di più l’energia solare: l’8% dei suoi consumi energetici è coperto dal fotovoltaico. Seguono in classifica la Grecia con il 7,4% e la Germania con il 7,1%. Lo rivela un rapporto dell’Agenzia internazionale dell’energia (IEA), organizzazione intergovernativa dell’Ocse che raccoglie 29 fra i paesi più industrializzati al mondo. Il rapporto “Snapshot of Global PV Markets” spiega che la capacità produttiva mondiale del fotovoltaico nel 2015 è cresciuta di 50 GW (gigawatt), arrivando ad almeno 227 GW. La crescita maggiore è stata inCina, con 15,3 gigawatt in più nel 2015, seguita da Giappone (11 GW), Usa (7 GW), Ue (7 GW) e India (2 GW). La regione Asia-Pacifico rappresenta da sola il 59% del mercato globale dell’energia solare. Dopo Italia, Grecia e Germania, i paesi che utilizzano di più il fotovoltaico sono il Belgio e il Giappone(intorno al 4%), poi la Bulgaria, la Repubblica ceca e l’Australia (intorno al 3,5%). La Cina è solo 21/a, con solo l’1% del suo fabbisogno coperto dal sole. Peggio ancora gli Usa, al 25% posto con meno dell’1%.

Fonte: ecodallecitta.it

Italia terza “potenza” mondiale nel fotovoltaico

Sono oltre 648mila gli impianti fotovoltaici nel nostro Paese, preceduto, su scala globale, solamente da Germania e Cina. Da famiglie e piccole e medie imprese il maggiore impulso alla ripresa del 2014. Dopo Germania e Cina c’è l’Italia. Secondo un’indagine condotta da Anie Rinnovabili, il nostro Paese è la terza “potenza” mondiale nel settore del fotovoltaico per numero di impianti installati. Secondo i dati che fanno riferimento alla fine del 2014, nella Penisola sono installati 648.183 impianti, vale a dire il 15% del totale mondiale, un parco energetico capace di produrre una potenza complessiva di 18.325 megawatt, superiore a quella generata dagli impianti fotovoltaici di nazioni come gli Stati Uniti o il Giappone. Il report di Anie Rinnovabili evidenzia come siano stati gli impianti del settore residenziale a farla da padrone nel corso del 2014: l’incrocio fra i dati degli impianti installati (50.571) e il valore della potenza implementata (385 megawatt) dimostra come in Italia il mercato sia ormai maturo e indipendente dai meccanismi incentivanti. Alla fine del 2013 c’era stato un calo del fatturato del 70% rispetto all’anno precedente, per cui la ripresa del 2014 è stata tanto repentina quanto sorprendente: lo scorso anno si è raggiunta la massima potenza installata, pari a 123,6 megawatt di picco. A credere nel fotovoltaico sono soprattutto le famiglie e le piccole medie e imprese e i fattori che favoriscono un ulteriore sviluppo della rete sono la proroga della detrazione fiscale del 50% fino al 31 dicembre 2015 e la diminuzione del 75% delle spese da sostenere. Il mercato italiano, insomma, “va oltre i meccanismi incentivanti e che si sviluppa in maniera costante e continua” come ha sottolineato il presidente di Anie Rinnovabili Emilio Cremona.fotovoltaico1-586x380

Fonte:  Ansa

© Foto Getty Images

Josetta Saffirio, quando la produzione vitivinicola è sostenibile e al femminile

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Un’azienda vitivinicola al femminile, una filosofia di produzione orientata al green e al biologico. È la strada scelta dalla Cantina Josetta Saffirio di Monforte d’Alba (CN), che celebra il passaggio di testimone dalla quarta alla quinta generazione nel segno del ridotto impatto ambientale. Tante le azioni virtuose che fanno dell’azienda un laboratorio di sostenibilità: dalla riduzione dei prodotti chimici usati nei vigneti a prototipi di trattori più leggeri per rispettare la terra, dalla corretta gestione dei rifiuti speciali a un impianto fotovoltaico che produce il doppio dell’energia necessaria alla cantina. E in futuro la realizzazione di un bioparco.  “La donna, il vino, la sostenibilità”. È il titolo scelto dalla Cantina Josetta Saffirio di Monforte d’Alba (CN) per celebrare il passaggio di testimone, dalla quarta alla quinta generazione, in questa azienda tutta al femminile che si rinnova perseguendo una filosofia di produzione orientata alla sostenibilità e al biologico.

Amore per la terra

“Essere contadino significa avere una grande responsabilità: l’eredità che ci è stata lasciata e quella che lasceremo ai nostri figli” sottolinea Sara Vezza, titolare dell’azienda e figlia di Josetta Saffirio. “Da sempre la nostra azienda, a totale gestione familiare, ha sentito di appartenere al territorio. Una responsabilità che si tramanda da padre a figlio, da generazione a generazione”. La Cantina ha tradotto questa filosofia con azioni concrete che rispettano il territorio: dalla riduzione dei prodotti chimici utilizzati in vigneto alla lavorazione non profonda del terreno prima della messa a dimora delle piante, dall’inerbimento totale del filare che riduce l’erosione delle acque superficiali all’utilizzo di trattori prototipo più leggeri per non pesare troppo sulla terra, allo scopo di preservarla.

Laboratorio di sostenibilità

Oggi l’azienda agricola si presenta come un vero e proprio laboratorio di produzione vitivinicola a basso impatto ambientale. La cantina è stata progettata in modo da essere integrata nel paesaggio rurale e ridurre lo scambio termico con l’esterno. L’isolamento è stato fatto usando del sughero naturale. Per quanto riguarda il fabbisogno energetico, dal 2010 è attivo un impianto fotovoltaico da 20 kW, che produce il doppio dell’energia che serve per la cantina. Ciò consente di ridurre le emissioni di CO2 di 13 tonnellate all’anno. L’azienda, inoltre, fa parte del consorzio ‘Cascina Pulita’ che ritira e gestisce tutti i rifiuti (olio esausto, batterie, contenitori di fitofarmaci) provenienti dall’azienda.

Prodotto a basso impatto

Anche il prodotto finale della cantina è concepito nel segno della sostenibilità. La scelta dei fornitori è stata fatta in base alla condivisione della stessa filosofia, optando per partner possibilmente del territorio: per le etichette è stata scelta Fasson, certificata FSC, per i tappi Amorim, da sempre impegnata nel rispetto dell’ambiente, e per le capsule Ramondin, che utilizza vernici all’acqua. Massima attenzione, inoltre, alla riduzione degli imballaggi: vetro più leggero (riciclato al 90%), tappi più corti e meno cartone. Una scelta che si traduce in un risparmio per l’ambiente e per il consumatore.

Presto un bioparco

Il percorso di sostenibilità intrapreso dalla Cantina Josetta Saffirio è controllato da enti terzi. “Siamo sottoposti alla supervisione della CCPB per la Certificazione Biologica e facciamo parte delle venti aziende italiane pilota nel progetto Tergeoprogetto dell’Unione Europea sostenuto dall’Unione Italiana Vini per la qualificazione delle soluzioni tecnologiche e gestionali in materia di sostenibilità nel settore vinicolo” afferma Sara Vezza. La titolare dell’azienda annuncia infine il nuovo progetto in cui è impegnata: “Stiamo lavorando alla realizzazione di un parco, dove regnano le specie autoctone di fauna e flora, con l’obiettivo – conclude Sara – di avvicinare le scuole al mondo e alla cultura del vino e ridurre ulteriormente la nostra impronta ecologica”.

Chi è Josetta Saffirio

L’azienda agricola Josetta Saffirio ha sede a Monforte d’Alba in provincia di Cuneo nel cuore delle Langhe. Frutto di una tradizione che si tramanda dall’inizio del Novecento, l’azienda produce un vino Barolo premiato due volte con i “Tre Bicchieri” (annate ’88 e ’89) e con numerosi riconoscimenti internazionali. Oltre al Barolo, l’azienda agricola produce anche Nebbiolo, Barbera d’Alba e Rossese Bianco. Negli ultimi anni, l’azienda agricola ha intrapreso un percorso di rinnovamento nel segno della sostenibilità che la rendono un vero e proprio laboratorio di produzione vitivinicola a basso impatto ambientale.

Ulteriori informazioni sul sito: www.josettasaffirio.it

Fonte: agenziapressplay.it

Obama, stato dell’Unione: nessuno ha fatto come noi contro i cambiamenti climatici

Il presidente USA rivendica la leadership nella lotta ai cambiamenti climatici, celebrando i traguardi raggiunti nella produzione di energia eolica e fotovoltaica. Nel suo discorso sullo stato dell’UnioneBarack Obama ha affrontato con determinazione il tema del global warming: «Nessuna sfida pone una maggiore minaccia alle generazioni future dei cambiamenti climatici». Il presidente ha affermato  che la sua amministrazione si e’ impegnata piu’ di ogni altra in passato per combattere i cambiamenti climatici, «dal modo in cui produciamo l’energia al modo in cui la usiamo».  In effetti, dall’inizio della presidenza di Obama gli Stati Uniti sono diventati i maggiori produttori di energia eolica del pianeta167 TWh nel 2013 contro i 138 della Cina (1). «Ogni tre settimane, ha aggiunto Obama, mettiamo on line tanta energia solare quanto abbiamo fatto in tutto il 2008». Nel 2014 gli USA hanno installato 7 GW di fotovoltaico, portando il totale a oltre 17 GW, superando quindi l’Italia (rimasta al palo per le miopi politiche filo-petrolifere nostrane). Dutante la sua visita a Pechino, Obama aveva annunciato che gli USA raddoppieranno i loro sforzi contro i cambiamenti climatici, ottenendo per la prima volta l’impegno cinese ad una riduzione delle emissioni. Nel discorso, il presidente ha anche avuto parole dure contro i negazionisti e tutti quelli che vogliono portare indietro l’orologio della storia:

Ho sentito alcuni cercare di negare l’evidenza dicendo che non sono scienziati e che non abbiamo abbastanza informazione per agire. Bene nemmeno io sono uno scienziato, ma, sapete, conosco un sacco di ottimi scienziati alla NASA, NOAA e nelle nostre maggiori universita’. I migliori scienziati del mondo ci stanno dicendo che le nostre attivita’ stanno cambiando il clima e che se non agiamo con forza continueremo a vedere i mari che si alzano, maggiori ondate di calore, sempre piu’ pericolose siccita’ ed inondazioni, e altre catastrofi di massa che potrebbero scatenare migrazioni, conflitto e fame in tutto il globo.

L’alternativa tra una scelta politica conservatrice ed una progressista e’ molto chiara nelle parole del presidente e rimarra’ come monito per gli anni futuri:

Vogliamo affrontare il mondo impauriti e di rimessa, trascinati in conflitti costosi… oppure vogliamo guidare saggiamente, usando tutti gli elementi in nostro potere per sconfiggere le nuove minacce e proteggere il nostro pianeta?Obama-620x465

(1) La Cina ha una maggiore potenza installata (90 GW rispetto ai 60 degli USA), ma una minore produzione di energia dovuta al minore flusso di vento.

Fonte: ecoblog.it

La Paz, Messico: l’energia arriverà 100% dal sole

Ad oggi la città messicana di La Paz (215.000 abitanti) viene già alimentata per il 60% delle utenze dall’impianto fotovoltaico più grande del Sud America, Aura Solar I. Entro la fine dell’anno, una nuova centrale coprirà anche il fabbisogno rimanente, portando La Paz ad essere 100% rinnovabile381583

La città messicana di La Paz (215.000 abitanti) potrebbe essere interamente alimentata da energia solare prima della fine del 2015: ad “aiutare” la centrale fotovoltaica attualmente in funzione – Aura Solar I, un impianto da 39 MW di potenza – arriverà infatti Grupotec, con un nuovo impianto da 30 Mw, in grado di servire anche il rimanente 40% della popolazione, che ad oggi si rifornisce ancora di energia elettrica tradizionale. Il nuovo impianto occuperà 44 ettari di terreno e potrà contare su 97.000 moduli solari e una batteria per lo stoccaggio da 11 Mw. Se tutto andrà come da progetto, la costruzione si rivelerà un affare da ogni punto di vista: per i cittadini, che pagheranno l’energia alle stesse tariffe attuali, senza alcun rincaro, per l’ambiente, che potrà contare su quasi 100.000 nuove “utenze pulite”, e ovviamente per i costruttori: Messico California, con i loro grandi spazi assolati, si stanno rivelando una miniera d’oro per le industrie del fotovoltaico, come dimostra anche la recente attivazione di Topaz, l’impianto solare più grande del mondo.

Fonte: ecodallecitta.it

Spalma incentivi, assoRinnovabili: «La mancanza del decreto attuativo è un nuovo schiaffo al fotovoltaico»

Il decreto attuativo del cosiddetto provvedimento spalma rinnovabili era atteso entro il 1° ottobre 2014, ma non è ancora stato emanato. Il testo è indispensabile per fissare le percentuali di rimodulazione dell’incentivo al fotovoltaico.impiantoFV-capannone_5

Era atteso entro il 1° ottobre 2014, ma ad oggi non si ha ancora notizia del decreto attuativo che avrebbe dovuto disciplinare le percentuali di rimodulazione dell’incentivo, previste dall'”opzione b”, una delle tre contenute nella contestata norma Spalma Incentivi.  «Oltre al danno, la beffa: oggi chi ha un impianto fotovoltaico di potenza superiore a 200 kW in Italia non solo si è visto decurtare l’incentivo retroattivamente, ma si trova pure nella condizione di non poter scegliere la modalità con cui gli sarà ridotta la tariffa, perché la disciplina attuativa di una delle tre opzioni non esiste ancora. Il tutto a meno di 50 giorni dal termine ultimo, fissato dal Legislatore perentoriamente al 30 novembre, per comunicare al GSE l’opzione di riduzione tra quelle previste dalla norma – commenta Agostino Re Rebaudengo, Presidente di assoRinnovabili – L’operatore si trova così, di fatto, vincolato alla scadenza, ma nell’impossibilità reale di effettuare una scelta consapevole, fintanto che il Ministero non adotterà il decreto». Una situazione insostenibile ed inaccettabile per assoRinnovabili, che ha scritto al Ministero dello Sviluppo Economico per sollecitare l’uscita di tale decreto, esigendo una proroga del termine del 30 novembre di almeno tanti giorni quanti saranno quelli di ritardo accumulato dalla mancata adozione del provvedimento, cosi da tutelare i produttori, garantendo un tempo sufficiente per valutare quale opzione sia la più idonea (o meglio la meno pregiudizievole) per ciascun impianto. «Riducendo i tempi, il Ministero sembra non voler tener conto della complessità della scelta cui va incontro l’operatore – commenta l’associazione – oltre alla valutazione dell’impatto economico e finanziario delle singole opzioni, infatti, la scelta finale del produttore dovrà poi essere condivisa e approvata dagli organi decisionali dei principali istituti bancari».
assoRinnovabili sottolinea inoltre «il totale silenzio da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze sul decreto che dovrebbe disciplinare l’accesso ai finanziamenti bancari garantiti dalla Cassa Depositi e Prestiti, che permetterebbero agli operatori di mitigare gli effetti del taglio». L’associazione conferma quindi la volontà di intraprendere azioni legali contro la norma spalma incentivi, al fine di «dimostrare l’incostituzionalità del provvedimento e garantire il principio di certezza del diritto e di affidamento delle imprese verso lo Stato». Per questo motivo, in attesa che si sblocchi l’impasse, l’associazione manterrà ancora aperta la possibilità per gli operatori di unirsi all’azione legale contro il decreto, che vede già l’adesione di numerose di imprese.

Leggi come aderire al ricorso promosso da assoRinnovabili.

Fonte: ecodallecitta.it

Energie rinnovabili ancora al 40% della produzione tra gennaio e settembre

Confermato l’assestamento della produzione da acqua, sole e vento a valori elevati. E’ giunto il momento di rilanciare le rinnovabili invece di inseguire il poco cattivo petrolio italiano

Secondo gli ultimi dati Terna resi pubblici ieri, le fonti rinnovabili nei primi nove mesi del 2014 hanno contribuito per il 40,1% alla produzione nazionale di energia elettrica, confermando il dato di giugno, con un buon incremento rispetto al 35,8% del 2013. Le rinnovabili hanno segnato un +7,8% rispetto allo steso periodo dello scorso anno, con una buona performance soprattutto per l’idroelettrico (+10%) e il fotovoltaico (+9%), quest’ultimo nonostante il fatto che la politica miope degli ultimi tre governi (compreso l’attuale) abbia sostanzialmente fermato la crescita di questo  settore vitale.

Come si vede dal grafico in basso, il traguardo del 40% è stato tuttavia ottenuto più per un ulteriore calo dei consumi globali e del termoelettrico, che non per una crescita significativa dell’energia sostenibile, il cui ritmo di crescita è rallentato negli ultimi anni. Senza questo 40% rinnovabile dovremmo importare il doppio del gas, con tutte le implicazioni geopolitiche connesse (Russia) e sarebbe impossibile raggiungere il traguardo di riduzione di emissioni di CO2. Sostenere le rinnovabili e’ il punto fondamentale della politica energetica italiana. E’ inutile e dannoso continuare ad estrarre il poco cattivo petrolio che abbiamo. Le risorse vanno messe nel campo delle energie sostenibili senza indugi e senza sprechi.Rinnovabili-primi-nove-mesi-2014

Fonte: ecoblog.it

IBM presenta i girasoli, generatori elettrici con solare termodinamico e fotovoltaico

IBM scorsa settimana ha rivelato il prototipo dei suoi generatori di elettricità: girasoli alti circa 10 metri in calcestruzzo e dotati di specchi in alluminio sottilissimi in grado di convertire l’80% della radiazione solare in energia elettrica e acqua calda

Il progetto degli specchi solari caro al Nobel Carlo Rubbia viene ripreso nel principio da IBM che ha presentato la scorsa settimana a Zurigo il girasole solare il cui nome tecnico è HCPVT. Il prototipo consiste in un tubo in calcestruzzo alto circa 10 metri su cui troneggia una corolla di sottilissimi specchi in alluminio collegati a un labirinto di piccoli tubi per il trasporto del liquido di raffreddamento.sunflower-ibm (1)

I girasole solari saranno costruiti in collaborazione con la società svizzera Airlight Energy e ogni girasole è in grado di convertire l’80% della radiazione solare in elettricità, acqua calda, aria condizionata, acqua potabile e/o acqua desalinizzata e può generare 12 kWel e 20 kW di calore sufficienti ad alimentare approssimativamente il fabbisogno energetico di circa 10 abitazioni.sunflower-ibm-2 (1)

Il girasole segue il sole e così anche anche nell’impianto della IBM e ciò per garantire il massimo dell’efficienza tanto che un cluster di celle fotovoltaiche e montate su una piattaforma rialzata le cattura proprio per evitare ogni forma di dispersione. Il dato interessante riguarda il sistema di raffreddamento a mirocanali e che portano acqua distillata verso i chip con una temperatura abbassata dai 1000 gradi C ai 90 gradi C. Dunque ecco il motivo per cui questo sistema genera anche grandi quantità di acqua calda. I generatori solari Girasole, secondo quanto riferito alla presentazione, dovrebbero essere in commercio dal 2017 con un costo pari a un terzo del costo degli attuali convertitori solari.

Ha detto Bruno Michel, esperto in energia e packaging presso la divisione Ricerca di IBM:

Uno dei valori centrali in IBM è l’Innovazione. Data la crescente domanda della nostra rete energetica e le limitate risorse naturali, non posso che pensare ad un modo migliore di trasferire questo valore se non distribuendo energia solare accessibile al mercato.sunflower-ibm-4 (1)

L’Agenzia Internazionale dell’Energia ha stimato che l’energia è preclusa ancora al 20% della popolazione mondiale e che circa 1 miliardo di persone abita e vive senza energia o in aree con infrastrutture energetiche obsolete. La domanda di energia elettrica è destinata a salire del 2,2 per cento all’anno per i prossimi 20 anni il che richiede investimenti per 740 miliardi di dollari all’anno. Il progetto che mette assieme la spin-off Dsolar del gruppo Airlight Energy e IBM Research di Zurigo è di portare la stazione solare fotovoltaica-termica ad alta concentrazione nei paesi “Sunbelt” ovvero Europa, Africa, Penisola araba, parte sud-occidentale del Nord America, Sud America, Giappone e Australia.sunflower-ibm-1

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Fonte: IBM
Foto | IBM press research Day 2014 @ Flickr

Le celle solari diventano un inchiostro stampabile

Dall’Australia un avveniristico inchiostro in grado di stampare le celle solari come se fossero una tinteggiatura.

Il salto di qualità maggiormente atteso nel mondo del fotovoltaico è quello che riguarda il rapporto peso-potenza. L’obiettivo di chi opera nel campo della conversione dell’energia solare in elettrica è quello di rendere sempre più portatili ed efficaci i sistemi di alimentazione basati sulle energie rinnovabili. Ma in Australia un gruppo di 50 ricercatori dei campi più svariati, dalla chimica alla fisica per finire con l’ingegneria, hanno inventato un “inchiostro solare” che permette di stampare le celle solari su di una superficie consentendo agli oggetti di generare energia rinnovabile. Le potenzialità di questo inchiostro che riesce a catturare la luce solare restituendo elettricità sono davvero molteplici. Le sperimentazioni compiute dai ricercatori delle due Università di Melbourne e Monash e dell’Ente Nazionale di ricerca Csiro che hanno lavorato alla sua realizzazione hanno dato risultati positivi. Utilizzando una stampante adeguatamente predisposta per questo nuovo tipo di inchiostro è possibile applicare un sottilissimo strato di queste celle solari che risultano essere simili a una tinteggiatura. Fiona Scholes, coordinatrice del progetto ha scritto spiegato come numerose aziende si siano dette interessate a utilizzare questa tecnologia sui propri prodotti, anche perché le celle ottimizzano la captazione dei raggi solari risultando efficaci anche in condizioni di nuvolosità. Inoltre risultando semitrasparenti, queste celle potrebbero essere impiegate anche per il rivestimento dei grattacieli.

Noi li stampiamo su plastica più o meno nello stesso modo in cui stampiamo le nostre banconote plastificate. Il collegamento dei nostri pannelli solari è semplice come collegare una batteria,

ha poi aggiunto Scholes. La ricerca non si ferma e il prossimo step appare decisamente ambizioso: creare uno spray dell’inchiostro solare.

Fonte:  Abc

© Foto Getty Images