13. Cos’è la luce?

La luce è una radiazione elettromagnetica visibile. Inoltre, deve essere considerata con tutte le sue implicazioni per la vita umana.

> La luce gioca un ruolo psicologico primario nelle nostre vite, consentendoci di vedere e di svolgere i compiti visivi

> La luce ha anche un impatto psicologico nella definizione del nostro comfort e della nostra sensazione di benessere

> La luce ha un effetto crono-biologico sull’organismo umano, impostando e sincronizzando il nostro orologio biologico.

La luce ha numerose caratteristiche importanti, quali la luminanza, l’intensità, lo spettro e la direzione. La luce è costituita dalla luce diurna e dalla luce elettrica. È disponibile un’ampia gamma di lampade dotate a loro volta di diversi caratteristiche emissione luminosa efficacia colore durata e circuiti.17

Luminosità – È ciò che viene rilevato dall’occhio ed interpretato dal cervello come luce quale effetto dell’adattamento.

Apparenza cromatica – Il colore apparente emesso da una sorgente di luce, misurato dalla temperatura del colore correlata e descritto come caldo, intermedio o freddo.

Resa cromatica – La capacità della luce proveniente da una sorgente luminosa di rivelare il colore di un oggetto. È determinata dallo spettro della sorgente luminosa. È misurata dall’indice di resa cromatica (Ra); un numero maggiore

indica una resa migliore, fino ad un massimo di Ra = 100.

Contrasto – Esperienza soggettiva di luminosità comparativa tra aree luminose viste contemporaneamente.

Riflesso – Il fastidio o l’impedimento della visione in presenza di un contrasto eccessivo nel campo visuale.

Illuminamento – La quantità di luce presente in un’area divisa per le dimensioni dell’area stessa (noto anche come “densità di luce”). È misurato in lux, varia da 0,2 lux per la luce lunare a 500 lux per un’illuminazione da ufficio, fino a raggiungere i 100000 lux in piena luce solare.

Luminanza – La luminosità misurata di una superficie luminosa o illuminata. È misurata in cd/m2.

Efficienza luminosa – Il rapporto tra il flusso luminoso emesso da una sorgente luminosa e la potenza consumata dalla sorgente stessa. È misurata in lm/W; più alto è il valore, più efficiente e la sorgente, fino ad un massimo di 680 lm/W.

Flusso luminoso – L’indice di emissione della luce da parte di una sorgente luminosa. È misurato in lm.

Intensità luminosa – La quantità di flusso luminoso irradiato in una particolare direzione. È misurata in cd.

Uniformità – Il rapporto tra illuminamento minimo ed illuminamento medio su una determinata area.

Fonte: CELMA-ELC

 

Annunci

13. Cos’è la luce?

La luce è una radiazione elettromagnetica visibile. Inoltre, deve essere considerata con tutte le sue implicazioni per la vita umana.

– La luce gioca un ruolo psicologico primario nelle nostre vite, consentendoci di vedere e di svolgere i compiti visivi

–  La luce ha anche un impatto psicologico nella definizione del nostro comfort e della nostra sensazione di benessere

– La luce ha un effetto crono-biologico sull’organismo umano, impostando e sincronizzando il nostro orologio biologico.

La luce ha numerose caratteristiche importanti, quali la luminanza, l’intensità, lo spettro e la direzione. La luce è costituita dalla luce diurna e dalla luce elettrica. È disponibile un’ampia gamma di lampade dotate a loro volta di diversi caratteristiche emissione luminosa efficacia colore durata e circuiti.17

Luminosità – È ciò che viene rilevato dall’occhio ed interpretato dal cervello come luce quale effetto dell’adattamento.

Apparenza cromatica – Il colore apparente emesso da una sorgente di luce, misurato dalla temperatura del colore correlata e descritto come caldo, intermedio o freddo.

Resa cromatica – La capacità della luce proveniente da una sorgente luminosa di rivelare il colore di un oggetto. È determinata dallo spettro della sorgente luminosa. È misurata dall’indice di resa cromatica (Ra); un numero maggiore

indica una resa migliore, fino ad un massimo di Ra = 100.

Contrasto – Esperienza soggettiva di luminosità comparativa tra aree luminose viste contemporaneamente.

Riflesso – Il fastidio o l’impedimento della visione in presenza di un contrasto eccessivo nel campo visuale.

Illuminamento – La quantità di luce presente in un’area divisa per le dimensioni dell’area stessa (noto anche come “densità di luce”). È misurato in lux, varia da 0,2 lux per la luce lunare a 500 lux per un’illuminazione da ufficio, fino a raggiungere i 100000 lux in piena luce solare.

Luminanza – La luminosità misurata di una superficie luminosa o illuminata. È misurata in cd/m2.

Efficienza luminosa – Il rapporto tra il flusso luminoso emesso da una sorgente luminosa e la potenza consumata dalla sorgente stessa. È misurata in lm/W; più alto è il valore, più efficiente e la sorgente, fino ad un massimo di 680 lm/W.

Flusso luminoso – L’indice di emissione della luce da parte di una sorgente luminosa. È misurato in lm.

Intensità luminosa – La quantità di flusso luminoso irradiato in una particolare direzione. È misurata in cd.

Uniformità – Il rapporto tra illuminamento minimo ed illuminamento medio su una determinata area.

Fonte: CELMA-ELC

Lampadine a risparmio energetico: ecco cosa fare in caso di rottura

Senza nome

 

La lampadine fluorescente, comunemente conosciute come lampadine a risparmio energetico, sono delle particolari lampadine a scarica in cui l’emissione luminosa è indiretta, perchè l’emittente non è il gas ionizzato, ma un materiale fluorescente. Le lampade fluorescenti hanno una vita media maggiore rispetto a quelle a incandescenza, ma la loro durata può essere fortemente influenzata dal numero di accensioni e spegnimenti, a meno che non si usi un pilotaggio elettronico: ognuna di queste operazioni, infatti, riduce la vita della lampada, a causa dell’usura subita dagli elettrodi per il maggior numero di preriscaldamenti richiesti. In poche parole, il corretto uso della lampadina a risparmio energetico sarebbe quello di accenderla e farla lavorare per svariati minuti (o ore) senza continue interruzioni. A differenza delle lampade a incandescenza, inoltre, queste lampade perdono leggermente in quantità di flusso luminoso emesso nel corso del tempo, inoltre i modelli meno recenti possono impiegare generalmente qualche minuto per arrivare al massimo di emissione possibile dopo l’accensione. C’è chi sostiene, inoltre, che queste lampadine fluorescenti arrechino fastidio e danni a persone con problemi di fotosensibilità, come elettrosensitività, autismo, epilessia ed emicrania, ed emettano radiazioni pericolose di UV-B e di UV-C. Ma c’è anche chi ritiene che buona parte di queste critiche siano del tutto infondate ed inconsistenti. Benchè possano stimare un notevole risparmio energetico, queste lampadine contengono al loro interno piccole quantità di mercurio che, in caso di rottura accidentale, si disperde nell’ ambiente “alterando” l’ area circostante. Cosa fare, dunque, in caso di rottura di una lampada fluorescente? Si può incappare in problemi? Se lo smaltimento viene eseguito correttamente non si corre alcun rischio, ma, se tale smaltimento non avviene seguendo precisi accorgimenti o non avviene affatto, allora sì, qualche problema potrà esserci.

Ma noi vogliamo darvi una mano, così da evitare eventuali rischi per la salute e danni per l’ambiente. Anzitutto, ecco cosa fare in caso di rottura di una lampadina fluorescente:

1. Aerare la stanza per almeno 10-15 minuti e spegnere eventuali sistemi di condizionamento.

2. Fare uscire dalla stanza bambini ed eventuali animali domestici.

3. Non usare aspira polveri o scopre, che potrebbero disperdere le particelle di mercurio nell’aria. Qualora sia necessario l’utilizzo di un aspirapolvere, ricordarsi di rimuovere il sacchetto interno e riporlo in un sacco di plastica a chiusura ermetica.

4. Raccogliere il materiale avutosi con elementi rigidi, come fogli di cartone. Riporre poi il materiale raccolto all’interno di contenitori ermetici, come vasi di vetro o sacchetti di plastica.

5. Se i vestiti sono entrati in contatto con le polveri interne fuoriuscite dal bulbo, non lavarli assolutamente in lavatrice: ripulirli eventualmente con tovaglioli di carta o stracci bagnati, poi da riporre all’interno dei suddetti contenitori ermetici.

In seguito, le lampadine fluorescenti devono essere smaltite come materiali RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), non con il Vetro: possono essere consegnate al centro di riciclaggio, presente spesso presso le discariche comunali, oppure al rivenditore.

fonte:  EticaMente