“Preveniamo gli incendi”, parte la campagna

incendio_boschivo

 

Gli incendi si combattono prima di tutto con la prevenzione. Per questo motivo Vas Onlus (Verdi Ambiente e Società), Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) e Federconsumatori, come ogni estate, ripropongono la campagna “Preveniamo gli incendi”. Due gli obiettivi della campagna: sensibilizzare l’opinione pubblica al rispetto e alla difesa dell’ambiente e accendere un faro sul ruolo degli agricoltori e degli ambientalisti come “guardiani” del territorio per combattere fuoco e disastri. Il patrimonio boschivo italiano è un “serbatoio” di ossigeno e di biodiversità che va tutelato. Per questo motivo Vas, Cia e Federconsumatori invitano i cittadini a segnalare: zone degradate, cigli stradali e ferroviari non ripuliti da sterpaglie, aree agricole incolte, presenza di discariche abusive. I promotori della campagna invitano i cittadini a seguire delle precise regole: non accendere fuochi fuori dalle aree attrezzate; non gettare mozziconi di sigarette o fiammiferi ancora accesi; prima di parcheggiare l’auto accertarsi che la marmitta non sia a contatto con l’erba secca; non abbandonare rifiuti nei boschi; non bruciare, senza le dovute misure di sicurezza, le stoppie, la paglia e altri residui agricoli. L’impegno degli agricoltori e degli ambientalisti per la prevenzione degli incendi è uno strumento in più a supporto del lavoro del Corpo Forestale dello Stato e dei Vigili del Fuoco, soprattutto nei mesi estivi quando l’assenza di piogge e il caldo torrido favoriscono lo scoppio e l’espansione delle fiamme per chilometri e chilometri di vegetazione. Incendi, tra l’altro, causati spesso da veri e propri “piromani killer”, o comunque riconducibili a origini dolose legate alla speculazione edilizia oppure all’incuria e alla disattenzione dell’uomo. L’iniziativa “Previamo gli incendi” si svolge col patrocinio della Comunità Europea-Uffico di Roma, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del Corpo Forestale dello Stato e Corpo Nazionale Vigili del fuoco; delle Regioni Abruzzo, Calabria e Campania; gli Enti Parco delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna, dei Monti Sibillini, del Circeo, delle Dolomiti Bellunesi, del Cilento e Vallo del Diano, dello Stelvio, dell’Alta Murgia, del Vesuvio e dell’Abruzzo Lazio e Molise.

Fonte: il cambiamento

Annunci

Federconsumatori: dal Duemila ad oggi tariffe dell’acqua aumentate del 61%. Le bollette più care a Firenze, Pistoia e Prato

In dodici anni aumenti stratosferici. Le città toscane al top. Quelle meno care Milano, Isernia, Catanzaro, Campobasso e Caserta. Presentata l’11^ indagine nazionale del servizio idrico integrato del centro ricerche dell’associazione dei consumatori di Pietro Mezzidownload

Presentata a Firenze l’undicesima “Indagine nazionale a campione sulle tariffe del 2012 del servizio idrico integrato”. Si tratta di un appuntamento tradizionale curato dal Centro ricerche economiche di educazione e formazione della Federconsumatori(Creef). Dal monitoraggio effettuato sulle 103 città campione, emerge che per una famiglia di quattro persone, con un consumo annuo pari a 200 mc., la spesa media del 2012 è di 323 euro. Ciò significa che il servizio idrico integrato è costato in media 1,62 euro a mc. di acqua misurata. A determinare il totale dei costi in bolletta concorrono come’è noto cinque diverse componenti: la quota fissa; il costo del servizio acquedottistico; il costo del servizio di fognatura; il costo del servizio di depurazione e l’Iva (pari al 10% dell’imponibile). Mediamente la quota fissa rappresenta il 7% della bolletta, per un costo medio di 21,29 €; il costo del servizio di acquedotto rappresenta mediamente il 53% del totale, per un costo medio di 154 €; il costo del servizio di fognatura è mediamente pari al 13%, per un importo di 37 €; la depurazione è in media pari al 27%, per un importo medio di 82 €. Il primato delle città più care spetta ai capoluoghi toscani di Firenze, Pistoia e Prato, finite pari merito al primo posto, mentre il secondo posto spetta ad Arezzo e il terzo a Grosseto. Le città meno care, invece, sono Milano, Isernia, Catanzaro, Campobasso e Caserta. La macro-area con la bolletta più elevata è il Centro Italia, a seguire il Nord-Est, il Sud-Isole e per ultimo il Nord-Ovest.
Dal confronto tra la bolletta 2011 e la bolletta 2012 emerge un aumento di 22 € (+7,8%). Se invece si allarga il raffronto con la bolletta del 2000, l’aumento risulta del 61%, mentre l’aumento dell’indice dei prezzi nello stesso periodo è stato del 28%. L’aumento medio della bolletta negli ultimi 10 anni, quindi, è stato più del doppio rispetto all’aumento dell’inflazione. Il tema del costo dell’acqua è al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica, anche in virtù dell’esito dei referendum del giugno 2011 e dopo il varo del metodo tariffario transitorio dell’Aeeg. “La nostra Associazione – afferma Mauro Zanini, vice presidente di Federconsumatori – oltre al concreto e costante impegno per far rispettare quanto deciso dai cittadini attraverso il referendum, da anni rivendica che venga varata la nuova tariffa sociale per il servizio idrico e che vi sia il più ampio confronto possibile con i rappresentanti dei cittadini su tariffe, carta dei servizi, nonché sui regolamenti e sui piani di investimento”. Al convegno di Firenze hanno tra gli altri partecipato l’assessore regionale della Toscana, Annarita Bramerini, il vice-presidente di Federutility, Mauro D’Ascenzi, il Commissario dell’Autorità per l’energia e il gas, Albero Biancardi, il vice-presidente della Federconsumatori nazionale, Mauro Zanini e il presidente della associazione dei consumatori della Toscana, Giuseppe Minigrilli.

Fonte: eco dalle città