Fabio Pinzi: cambiare vita attraverso la permacultura

Secondo Fabio Pinzi, la società in cui viviamo ci ha fatto perdere la capacità di progettare il nostro futuro. Proprio per questo la permacultura, che si occupa di progettazione sistemica, è lo strumento ideale per chi vuole cambiare la propria vita rendendola più sostenibile, equilibrata e felice. Fabio Pinzi è un nome di riferimento per la permacultura italiana. E – come lui stesso ricorda – permacultura equivale a cambiamento, significa riprogettare la propria vita per renderla più sostenibile, più equilibrata e anche più felice. Fabio è anche uno dei docenti del prossimo appuntamento del corso “Dalla teoria alla pratica” che si terrà a Roma a inizio dicembre (clicca qui per scoprire le altre sedi e le altre date). Ne abbiamo approfittato per rivolgergli alcune domande sul messaggio che trasmetterà ai partecipanti e su come questo messaggio potrà produrre dei cambiamenti reali e tangibili.

Quali saranno i concetti di cui si parlerà nel corso e in che modo serviranno a produrre un cambiamento nella vita dei partecipanti?

I concetti base che tratterò sono tutti racchiusi nella definizione – o nelle definizioni – di permacultura. La cosa che faccio normalmente è attualizzare e ridare vita a ogni parola e vedere se quello che attualmente percepiamo corrisponde o meno al valore effettivo. Questo serve ed è uno stimolo per riposizionarsi nel proprio mondo che diventerà poi il punto di partenza per iniziare a cambiare. “Metodo di progettazione per la creazione e gestione di società umane sostenibili” e “buon senso applicato” sono due delle tante definizioni che io ho scelto e che utilizzo per lo scopo prefissato. Logicamente si apre un mondo! Partiamo ad esempio dalla parola sostenibile: cosa intendiamo? Quali sono le interpretazioni dei più? Quale la definizione adottata nella permacultura, ma anche in molti testi? Dobbiamo verificare se quello che ci viene propinato corrisponde al vero, salvo poi scoprire che è una delle parole più usate dalla pubblicità, spesso in maniera fuorviante. Ridare valore, riappropriarsi della capacità di progettare, serve a farci capire dove siamo e cosa fare per attuare il nostro cambiamento.

Quali sono a tuo avviso gli ostacoli principali che chi vuole cambiare vita deve superare, sia dal punto di vista pratico che da quello mentale?

Gli ostacoli principali sono legati alla percezione errata o meglio bizzarra della realtà. Come diceva Enzo Tiezzi in “La bellezza e la scienza”, conosciamo il costo di tutto e il valore di niente. La realtà che ci circonda è figlia di proiezioni di mercato ed è molto distante dalle aspettative reali e umane delle persone. Ma la cosa peggiore è che è molto semplice e soddisfacente, se hai uno stipendio commisurato. Tutto il resto richiede tempo, fatica, pensiero. Paradossalmente è un sistema conservativo, ma al ribasso. Quindi gli ostacoli nascono ogniqualvolta si cerca di avere la propria visione. E noi per primi, ma anche chi ci circonda, ci diamo la famosa giustificazione – “ma tutti fan così!” – e quel “così” è semplice da realizzare, ma rende complicato il resto.pinziedu2

Pensare altrimenti, realizzare piccole grandi cose diverse e progettarle creerà tensione e stress, ma proprio per questo quando ci si affranca tutto diventa speciale. Drogati dal denaro abbiamo perso la memoria storica evolutiva e avendo paura di progettare il nostro futuro ci siamo buttati a consumare il presente. Forse storicamente non è neanche originale tutto questo, ma essendo tanti come non mai e avendo a disposizione un quantitativo mai visto di energia stiamo riuscendo nell’impresa di incidere fortemente sull’ambiente e sulle menti. La permacultura è ascolto, ricentramento e progettazione; forse l’opposto di quello che stiamo vivendo come masse, ma proprio per questo affascinante. I suoi principi etici sono la forza quelli di progettazione gli
strumenti.

Pensi che il territorio di Roma sia un buon posto per mettere in pratica un percorso di cambiamento?

Roma e il suo territorio sono un ottimo posto dove cominciare e portare avanti la permacultura e di conseguenza il cambiamento. Come direbbe l’amico Daniel Tarozzi, “le persone sono molto più belle di quello che si raccontano”. Così, Roma è molto più bella di come viene raccontata. Il suo clima favorevole, l’energia che si respira e l’umanità sono punti di forza oggi come un tempo per progettare e realizzare una nuova società sostenibile. Sono condizioni fantastiche ma non facilmente ritrovabili in molti posti.

Che ruolo rivestono in questo percorso gli esempi di chi l’ha già fatto? Ce ne puoi citare qualcuno?

Ho amici romani che hanno cominciato a praticare e sperimentare la permacultura – e di conseguenza – il cambiamento diversi anni fa, partendo dall’idea di fare la dovuta esperienza per poi scappare nel paradiso tanto sognato ma lontano dalla città eterna. Hanno studiato, sperimentato, progettato e cambiato anche i loro rapporti sociali con questo obiettivo e alla fine hanno scoperto che anche dentro Roma era possibile ricavarsi il proprio piccolo grande bel mondo. Quello che è rivoluzionario è il modello: Mollison diceva che “i permacultori costruiscono piccole cose, ma la loro somma è gigantesca e rivoluzionaria”.pinziedu1

Penso al mio amico Gianni Marotta, che addirittura si era comprato un podere in Toscana per soddisfare la sua “fame” di cibo e di rapporti sani, oltre che un ambiente e una casa salutare. Fantasticamente dopo anni di pratica non solo si è liberato del podere, ma ha rilanciato il proprio progetto di vita su Roma creando PURO, un centro urbano di Permacultura romano che sta diventando un centro di aggregazione, di progettazione e di applicazione dei principi di Permacultura. La palazzina che ha messo a disposizione dei permacultori che stanno compiendo un percorso di crescita e di cambiamento è diventata un laboratorio aperto per dare forma ai sogni e ai progetti dei partecipanti, une specie di palestra che cura il corpo e la mente e produce risultati visibili. Inoltre è un luogo-no-logo dove la gente si incontra per il piacere di farlo a prescindere da tutto il resto. Dopo un anno i risultati sono fantastici: ognuno ha voglia di riprogettarsi e sa che non è da solo e se vuole – e spesso lo vuole – ha amici pronti a supportarlo senza altri fini.  Tutti coloro che cominciano a riprogettarsi si incamminano nel percorso di cambiamento e ognuno ci mette il suo tempo e la propria energia, ma in questo viaggio ogni giorno ci si arricchisce. Non solo potenzialità, ma azioni concrete e crescita di singoli e di gruppo. Sapendo quello che ci circonda non è poca cosa. Se questo articolo vi ha incuriosito e anche voi volete avvicinarvi alla permacultura per cambiare la vostra vita seguendo le indicazioni di Fabio Pinzi, cliccate qui!

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2017/11/fabio-pinzi-cambiare-vita-permacultura/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

Fabio Pinzi e la Permacultura: progettare sistemi sostenibili

Il mio primo viaggio in camper era iniziato da poco quando dopo aver trascorso una notte in traghetto io e Elisa siamo arrivati in Sardegna e ci siamo subito diretti nei pressi di Nuoro dove, nel novembre 2012, si svolgeva la “plenaria di permacultura”, ovvero il raduno nazionale dei permacultori.  Qui ho l’occasione di assistere agli esami di alcuni studenti che hanno terminato i due anni di corso necessari a prendere il diploma, ma soprattutto posso incontrare in un unico luogo alcune tra le più interessanti personalità che stanno alla base del pensare e dell’agire di molta Italia che Cambia.   Fabio Pinzi, Stefano Soldati, Maria Luisa Bisognin, Massimo Candela, sono tutti qui e mi raccontano il loro punto di vista, la loro esperienza, i loro insegnamenti. In questo video vi proponiamo l’intervista a Fabio Pinzi, mentre le parole di Stefano Soldati saranno occasione di una prossima puntata della nostra video-rubrica settimanale.

Ora, invece, vi riporto le parole di Maria Luisa Bisognin che ci conduce nei misteriosi mondi di questa fondamentale disciplina. “La permacultura è un processo integrato di progettazione per la creazione e la conservazione consapevole ed etica di ecosistemi produttivi che abbiano la diversità, la stabilità e la flessibilità degli ecosistemi naturali. È la progettazione di una interazione consapevole ed efficiente fra l’uomo e l’ambiente. La permacultura è essenzialmente pratica e si può applicare a un balcone, a un piccolo orto, a un grande appezzamento o a zone naturali, così come ad abitazioni isolate, villaggi rurali e insediamenti urbani. Allo stesso modo si applica a strategie economiche e alle strutture sociali. La parola permacultura è un neologismo che fonde le parole e i concetti di cultura e agricoltura permanente, in quanto una società non può sopravvivere a lungo senza la base di una agricoltura sostenibile e una gestione etica della terra.1227608414

La progettazione in permacultura deriva dall’imitazione, e quindi l’osservazione, di come un ecosistema mantiene la propria stabilità, come riequilibra gli scompensi, come gestisce l’energia, come conserva l’acqua, come aumenta la sua diversità per arricchirsi, come riutilizza gli scarti. Quello che lo rende stabile nel tempo non sono le diversità in quanto tali, ma le relazioni utili che si sviluppano tra gli elementi che partecipano al sistema. Quindi la progettazione in permacultura si fonda principalmente sulle relazioni degli elementi, sulle loro funzioni e sinergie, così come si pone la biologia molecolare nel suo approccio allo studio della vita”. Le chiedo di ripercorrere la nascita di questo pensiero.

“La Permacultura è figlia del lavoro visionario compiuto da J. Russell Smith, J, Sholto Douglas, Robert Hart, e altri meno conosciuti, che due o tre generazioni fa presero coscienza dell’urgenza di trasformare le basi dell’agricoltura attraverso l’uso degli alberi e altre colture perenni. Essi osservarono come l’aratura portava ad una progressiva devastazione del suolo e capirono che solo nell’integrazione di foresta e agricoltura si potesse mediare l’impatto dell’uomo sulla Terra e così sperare in un futuro sicuro per l’umanità. In seguito alle rivelazioni dell’ecologista H. T. Odum sul problema dell’energia, un terzo aspetto fu aggiunto a questa sintesi vitale, come l’ha esposto acutamente David Holmgren nel suo saggio “Energia e Permacultura”. Furono Bill Mollison e David Holmgren, Tasmania, a stabilire un approccio sistematico e pratico per implementare questo nuovo intendimento e a coniare il neologismo Permacultura che, peraltro, ha un copyright.cimg6879

La permacultura pone l’accento sul ridisegno del paesaggio umano per potenziare l’indipendenza della gente, integrando ingegno locale e individuale a questo cambiamento rivoluzionario. Anche se è stata ampiamente accettata da moltissime persone, tanto fra i popoli tradizionali come fra i postmoderni, la permacultura è stata quasi sempre ignorata da governi ed istituzioni, perché il suo messaggio essenziale è un anatema. Questa mancanza di sopporto ufficiale ha diminuito la portata e l’estensione di questa rivoluzione del rapporto tra uomo e terra. È dunque importante, per noi che promuoviamo concetti e sistemi di permacultura, essere consapevoli che l’elaborazione del sistema progettuale permaculturale, anche se creato da Holmgren e Mollison, non è stato un fatto isolato o unico, ma è avvenuto contemporaneamente ad altri lavori paralleli in occidente. Come lo svizzero-francese Jean Pain contemporaneo di Bill Mollison, scienziato preoccupato per la devastazione della foresta mediterranea o Giovanni Houssmann che fu direttore dell’Istituto sperimentale per le colture foraggere di Lodi fino alla fine degli anni Settanta”.

Prima di salutarmi Marilù mi elenca i principi base, quelli etici e quelli per la progettazione.

 

I principi etici

  • Prendersi cura della terra
  • Avere cura delle persone
  • Limitare il nostro consumo alle nostre necessità per condividere in maniera equa e solidale le risorse della terra

 

I principi per la progettazione

  • Lavora con e non contro
  • Tutto influenza tutto
  • Rifletti prima di agire e fai il minimo cambiamento per ottenere il massimo risultato
  • Gli errori sono occasioni per imparare
  • Ogni elemento in un sistema naturale svolge almeno 3 funzioni
  • Ogni funzione deve essere supportata da più di un elemento
  • Il tutto è più della somma delle parti
  • Ogni problema contiene in sé la soluzione: trasforma i limiti in opportunità
  • Favorisci la biodiversità: agisci in modo da aumentare le relazioni fra gli elementi piuttosto che il numero di elementi ed accelera i processi trasformativi.
  • Minimizza l’apporto di energia esterna, progettando sistemi che sfruttano le risorse presenti in loco, ricicla e riutilizza il più possibile
  • Pianifica gli sviluppi futuri

 

Le applicazioni e le interazioni di questi principi – conclude Marilù – costituiscono la materia di studio dei corsi teorico-pratici che vengono organizzati ormai da anni in tutto il mondo e da oltre 12 anni anche in Italia”.

 

Il sito dell’Accademia Italiana di Permacultura

Fonte: italiachecambia.org

Per saperne di più leggi:

Guida Pratica alla Permacultura - Libro

Voto medio su 18 recensioni: Da non perdere

€ 19.5

Introduzione alla Permacultura - Libro

Voto medio su 15 recensioni: Buono

€ 20