Entro il 2020 l’idrogeno coprirà il 20% consumi energetici

http _media.ecoblog.it_d_de8_fotovoltaico-eolico-idroelettrico-139-paesi-rinnovabili

Il 20% dei consumi energetici totali coperti dall’idrogeno entro l’anno 2020: è la proposta lanciata in occasione della conferenza sul clima Cop23 di Bonn, presso la quale i 18 leader dell’industria mondiale, uniti sotto l’egida di quello che è stato definito The Hydrogen Council, hanno lanciato una Vision sul ruolo dell’idrogeno sviluppata dalla società di consulenza McKinsey. Il tutto è contenuto in uno studio denominato Hydrogen, Scaling up, che delinea una roadmap completa ed esauriente che spiega l’impatto che l’idrogeno potrebbe avere sulla transizione energetica: lo studio dimostra come l’idrogeno possieda il potenziale per lo sviluppo di un giro di affari di circa 2,5 miliardi di dollari e 30 milioni di posti di lavoro, entro il 2050. Questo andrebbe a ridurre di circa 6 gigatoni le emissioni annuali di CO2 rispetto ai livelli attuali, contribuendo quindi all’abbattimento di quel 20% necessario a limitare il riscaldamento globale entro due gradi centigradi: lo studio prevede che la domanda annuale di idrogeno potrebbe decuplicarsi entro il 2050 raggiungendo gli 80 EJ, andando a coprire il 18% della domanda energetica totale. In un periodo storico in cui si prospetta una crescita della popolazione modiale di circa due miliardi di persone entro il 2050, le tecnologie legate all’idrogeno sembrano possedere un potenziale concreto per una crescita economica sostenibile. Questa nuova roadmap è stata presentata nel corso del Sustainability Innovation Forum in presenza di 18 Senior Member del Comitato, tra cui Takeshi Uchiyamada, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Toyota e Benoît Potier, Presidente e CEO di AirLiquide, accompagnati dal Prof. Aldo Belloni, CEO di The Linde Group, Woong-chul Yang, Vice-Presidente della Hyundai Motor Company e Anne Stevens, Board Member di Anglo American. Durante la presentazione, il Comitato ha lanciato un appello agli investitori, ai decisori politici e alle aziende per trovare quanto prima una soluzione per questa transizione. L’incontro ha visto anche l’annuncio di Woong-chul Yang, della Hyundai Motor Company, che prenderà il testimone di Takeshi Uchiyamada per il ruolo di Co-Chairman e per presiedere il Gruppo al fianco di Benoit Potier a partire dal 2018.

Fonte: ecoblog.it

Rinnovabili: in Europa coprono il 14% del fabbisogno di energia. In Italia siamo al 13,5%

Pubblicati i dati Istat, aggiornati al 2012, relativi alla quota di energia rinnovabile dell’UE e dei singoli stati membri. Solo tre paesi hanno già raggiunto il target previsto per il 2020, all’Italia manca ancora un ulteriore 3,5%378420

L’energia da fonti rinnovabili ha soddisfatto, nel 2012,il 14,1% del totale dei consumi annui dell’Unione Europea. Lo rende noto l’Eurostat, sottolineando che nel 2004 la quota era dell’8,3% del 2004.  L’obiettivo che l’UE ha fissato nell’ambito della strategia climatica al 2020 è di arrivare al 20% entro, appunto, il 2020. Un target che sembra raggiungibile, anche se molti Stati membri dovranno impegnarsi non poco per fare appieno la loro parte. Sono solo tre, infatti (Svezia, Bulgaria ed Estonia; i paesi che hanno già raggiunto i propri obiettivi nazionali 2020. In Svezia, in particolare, la quota di rinnovabili rispetto ai consumi energetici è salita dal 38,7% del 2004 al 51% del 2012, mentre il target nazionale era del 49%. Ma il primo stato a raggiungere in anticipo l’obiettivo 2020, nel 2011, è stato l’Estonia (rinnovabili al 25,2%), seguita nel 2012 anche dalla Bulgaria (16,3%). L’Italia, invece, non ha ancora centrato il tuo target del 17%, passando comunque dal 5,7% del 2004 al 13,5 del 2012. I paesi più rinnovabili in assoluto, a parte la Svezia, sono la Lettonia (35,8%), la Finlandia (34,3%) e l’Austria (32,1%). In fondo alla classifica, invece, troviamo Malta, dove le rinnovabili coprivano, nel 2012, solo l’1,4% dei consumi energetici totali, il Lussemburgo (3,1%), la Gran Bretagna (4,2%) e l’Olanda (4,5%).

Scarica i dati Eurostat

Fonte: http://www.ecodallecittà.it