Il futuro di eventi e festival musicali? Ripartiamo dalla sostenibilità!

Questo momento di sospensione forzata di moltissimi eventi live, può rappresentare l’occasione giusta per ripensare il settore in un’ottica di maggiore attenzione per l’ambiente. Ne abbiamo parlato con Katia Costantino che da anni si occupa di progettazione sostenibile di festival e manifestazioni culturali e musicali. Il mondo della cultura, della musica e degli eventi live è stato il primo comparto a scontrarsi con l’emergenza Covid-19 e a rimanere a tutt’oggi in una fase di stasi. L’espressione oggi più usata da chi è motore di questo settore è “ripartenza con proposte concrete”. Così lavoratori, imprenditori, professionisti della musica e dello spettacolo hanno stilato un documento programmatico, “LaMusicaCheGira”, per promuovere una riforma definitiva del settore. Tra le istanze un punto è dedicato alla sostenibilità degli eventi e dei festival, ne abbiamo parlato con la sua autrice Katia Costantino.

Katia Costantino da anni si occupa di progettazione sostenibile di festival e manifestazioni culturali e musicali

Puoi presentarti e dirci di cosa ti occupi?

Sono nata a Torino, anni fa feci un master sulla Sostenibilità Ambientale cioè sullo sviluppo sostenibile. Nel 2013 mi sono trasferita in Inghilterra e lì sono riuscita ad unire le mie due passioni quella per la salvaguardia dell’ambiente e quella per la musica quando ho incontrato A Greener Festival un’associazione no profit che si occupa di aiutare eventi musicali che vogliono intraprendere un percorso verso la sostenibilità. Dal 2016 collaboro con loro come Environment Assessor, un perito ambientale: vado nei festival che hanno aderito ad un protocollo e verifico che effettivamente abbiano attuato quelle azioni che hanno dichiarato di fare tramite un questionario che noi mandiamo preventivamente.

Ho pensato che sarebbe stato bello replicarlo anche in Italia così dall’anno scorso ho iniziato da consulente freelance con un nuovo progetto che si chiama Eco.Reverb e aiuto i festival a progettare, disegnare un evento ad hoc. Mi rendo conto che una figura come la mia di Sustainability Project Manager non è forse considerata una professione a tutti gli effetti com’è in tutte le altre parti d’Europa”.

In base alla tua esperienza, come valuti la consapevolezza rispetto alla tematica in Italia?

Undici anni fa quando feci il master la sostenibilità era un’idea abbastanza vaga. Negli ultimi anni la consapevolezza è assolutamente cambiata, la conoscenza e la determinazione nel voler fare qualcosa stanno emergendo fortemente. Quando parlo di sostenibilità la declino sempre alle tre definizioni: ambientale, economica e sociale. Sto considerando questo momento di crisi sanitaria, di blocco, come un momento per poter ridisegnare gli eventi, un nuovo approccio di qualsiasi aspetto dei live in cui la centralità per ripartire sia dallo sviluppo sostenibile e l’interesse per l’ambiente. In Italia ci sono tanti festival che già adottano azioni sostenibili, ma in realtà non le intendono come tali bensì come normali, ad esempio il servizio di acqua gratuita, l’utilizzo di bicchieri riutilizzabili anziché monouso, la possibilità di raggiungere il festival con shuttle o pulmini. Il problema è che non esiste una mappatura effettiva di cosa fanno i festival e di cosa potrebbero fare.

Dopo una delle serate del ToDays Festival 2019 l’arena dei concerti era completamente pulita avendo usato i bicchieri riutilizzabili

Nello specifico quando segui un evento come consulente, quali sono le azioni che proponi?

Ogni evento che prendo in carico ha delle specificità diverse. Quello che dico sempre è che le azioni sono replicabili perché si va ad agire su determinate aree: trasporti, riduzione o diminuzione dei rifiuti, ma anche tutta la parte degli “acquisti verdi” , banalmente il catering per gli artisti per cui si utilizzerà piatti e bicchieri biodegradabili.

Per ogni evento scrivo un Action Plan per individuare gli interventi che posso fare. Se ci sono state edizioni precedenti, raccolgo tutti i dati per cercare di capire qual è il comparto più impattante ed andare ad agire in prima fase. La sostenibilità è un progetto che si sviluppa negli anni, va programmata, bisogna capire quali sono i limiti e quali le possibilità. Si può ambire al 100% di sostenibilità. Ci sono festival come il DGTL di Amsterdam che quest’anno avrebbe dovuto essere totalmente sostenibile ma anche questo è andato in streaming.

Pensi che si possa continuare a portare avanti questi eventi solo in streaming?

È stata una bella iniziativa nell’immediato, una reazione per far sentire la propria voce, per far capire che il comparto della musica, della cultura esiste e ha bisogno di farsi sentire. Non credo però che lo streaming possa essere il futuro. Per quanto bello manca di un fattore fondamentale che è quello sociale: la maggior parte degli eventi si fonda sul coinvolgimento e la socializzazione tra le persone. In questo momento bisogna progettare nuove soluzioni per far sì che ci siamo ancora eventi live rispettando tutte le misure, però bisogna attuare soluzioni diverse rispetto a quelle che ho letto negli ultimi tempi.

Immagino tu ti riferisca al ritorno del Drive In…

Io lo dico a gran voce: il Drive In secondo me non è la soluzione ottimale! Comprendo la necessità di dare un lavoro a chi al momento è senza, anche la necessità per le persone di sentirsi vive e di andare a vedere uno spettacolo perché la voglia c’è. Eppure questa è a mio avviso un’idea aberrante sotto l’aspetto sociale e ambientale, è un progetto che va in antitesi rispetto alla gestione sostenibile degli eventi. Utilizzare le auto riporta un auge la dipendenza dai combustibili fossili. In questo momento bisogna parlare di responsabilità: tutte le persone si devono rendere conto che se davvero vogliono rispettare le regole e riuscire a godere della musica lo possono fare senza aumentare l’impatto ecologico di un evento che è già altamente impattante. Da dati recuperati in Inghilterra (in Italia mancano molte delle misurazioni) a livello annuale per evento, il trasporto incide a livello di CO2 per l’80%, rientra nel dato sia l’utilizzo di mezzi privati per raggiungere l’evento sia anche i mezzi con cui si sposta un’artista durante il tour.

Ci sono già degli esempi virtuosi di sostenibilità in campo musicale?

Molti artisti si sono già impegnati per un cambiamento, ad esempio i Massive Attack l’anno scorso hanno dichiarato che le tappe del tour le avrebbero percorse in treno, stessa cosa per gli artisti italiani come gli Eugenio in Via di Gioia che hanno raggiunto il Festival di Sanremo arrivando in bici. Ritengo che l’artista abbia sempre un potere molto forte di influenzare il suo pubblico.

A quali iniziative stai lavorando in questo momento?

Come Eco.Reverb sto lavorando ad un progetto che consiste nello scrivere due manifesti/decalogo, con questi claim: il primo rivolto agli eventi “CutEmissionIsTheMission”, propone azioni sinergiche per la conversione energetica verso fonti rinnovabili, trasporti sostenibili, riduzione dei rifiuti, ecc. Per i festival IWishYouWereGreen parafrasando una famosa canzone, invece per gli artisti che appoggiano i valori di sostenibilità degli eventi SingingInTheTrash. Le idee ci sono, le figure professionali anche. Abbiamo però bisogno di un aiuto e che ci sia la volontà di investire sul Green. Se veramente oggi dobbiamo ridisegnare tutto, cambiamo in meglio e cerchiamo soluzioni che rispettino l’ambiente.

Fonte: https://www.italiachecambia.org/2020/05/futuro-eventi-festival-musicali-ripartiamo-sostenibilita/?utm_source=newsletter&utm_medium=email

Borgopo’: “Così ho fatto rinascere la libreria che amavo da bambina”

Una giovane di Torino ha deciso di cambiare vita e lavoro per rilevare la libreria che nella sua infanzia amava e che, a distanza di anni, non sopportava di veder chiusa. Oggi la storica Borgopo’ ha riaperto i battenti e la sua proprietaria si impegna per farla tornare ad essere un punto di riferimento sociale e culturale per tutto il quartiere. Borgopo’ è una libreria di Torino recentemente riaperta da Alberta Vovk, che ha dato vita ad un luogo “magico” e accogliente dove incontrarsi per leggere o acquistare o un buon libro. È proprio Alberta a ripercorrere con noi la rinascita di questo storico spazio: una storia a lieto fine che sa di favola sin dall’inizio.

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La Libreria Borgopo’ (Foto di Giorgio Guarneri)

Raccontaci la storia della Libreria Borgopo’ e di come questa si è incrociata con la tua
La libreria nasce nel 1992 dalla passione per i libri di due brillanti signore torinesi. La libreria è sempre stata un punto di riferimento per il Borgo Po, amata e frequentata da diversi scrittori torinesi, ad esempio Nico Orengo, Carlo Fruttero e molti altri. Da bambina quando andavo a salutare i nonni che abitavano poco distante loro mi accompagnavano a comprare un libro (ricordo molto bene la collana Piccoli Brividi). In seguito la libreria è stata affidata ad una brillante ragazza che l’ha gestita fino a quando non è diventata mamma e ha dovuto chiuderla. “Da Grande” mi sono trasferita a vivere nel borgo e vederla chiusa ha smosso qualcosa dentro di me. Io sono ingegnere gestionale, ho lavorato per diverse multinazionali, mi sono occupata di programmazione e controllo della produzione, sono stata buyer, ho lavorato per anni in consulenza occupandomi di progetti prima in ambito della logistica poi in ambito finance sia in Italia che in Europa.

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Alberta Vovk nella Libreria Borgopo’

Ad un certo punto è capitata l’occasione di rilevare i muri della Libreria Borgopo’ e nonostante mi piacesse il mio lavoro è stato più forte il desiderio di un cambiamento a livello imprenditoriale. Forse dipende un po’ dal mio DNA; sia i miei bisnonni che i nonni erano artigiani qui nel Borgo. Provenendo da un altro ambiente mi sono resa conta che era necessario “imparare il mestiere” e per questa ragione mi sono rivolta ai Librai della Luxemburg (storica libreria del centro di Torino) che mi hanno aiutato ad avviare la Libreria e mi seguono per garantire la più alta qualità nelle scelte editoriali e da loro ho effettuato un training intensivo di 3 mesi.

Quali attività si svolgono presso la libreria?

Nella libreria si svolgono presentazioni, incontri con l’autore, corsi e workshop sia per bambini che per adulti ed anche mostre di giovani artisti. L’idea è di creare un salottino di cultura di cui parlare di tutto dalla Narrativa ai Tarocchi (tema a cui sono molto legata, ed ho frequentato un corso di Arcani Maggiori presso l’accademia dei Tarocchi. Si tratta di un approccio di crescita personale, evolutivo e non di cartomanzia).

La libreria è specializzata in qualche genere in particolare?

Nella libreria si possono trovare libri per ragazzi (da età prescolare ai giovani adulti), narrativa, saggistica, design, arte, giardinaggio, cucina ed un piccolo settore di qualità dedicato alla spiritualità. Inoltre si possono trovare alcuni libri per il supporto all’apprendimento.

Cosa puoi dirci di questo quartiere e che ruolo svolge la sua libreria al suo interno?

Borgo Po è un quartiere speciale, diverso da tutti gli altri. Si tratta di una zona magica anche da un punto di vista spirituale. La mia famiglia è cresciuta qua. È stato molto importante l’affetto del Borgo nella riapertura della libreria. Vorrei cercare di riportarla ad essere il punto di riferimento del quartiere. Un salottino culturale in cui parlare di tutti gli argomenti.

Collabori con altre realtà o associazioni del quartiere?

Stiamo iniziando alcune collaborazioni, è importantissimo curare i rapporti con i propri vicini di casa sia che si tratti di associazioni, di piccoli editori o altre realtà.

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Nella tua libreria c’è una stanza con le stelle sulle pareti e un’altra con gli alberi…

La libreria è composta da diverse stanze. All’ingresso c’è un bosco dipinto sulla parete eseguito da due giovani artisti e accanto una sala per bambini e ragazzi con un aereo sul soffitto. C’è poi una sala dedicata ai grandi illustrati, separata dalle altre stanze con una porta di vetro. Una sala centrale contiene i tavoli di novità e long seller sia di saggistica che di narrativa e poi scaffali di spiritualità, biografie, viaggi ed una parte dedicata a Torino. In una zona dedicata si trova la sala delle stelle o sala dei Tarocchi, che ho fortemente voluto. Lo spazio della libreria è veramente magico, mi ha aiutato e mi continua ad aiutare in questo l’Architetto Marco Gennaro che con la sua sensibilità e creatività ha reso lo spazio unico.

Si continua a parlare di crisi delle librerie. Cosa ne pensi di fenomeno e come credi si potrebbe contrastare?
È sempre una brutta notizia quando un luogo di cultura chiude i battenti. La libreria indipendente si distingue dalle grandi catene e dai colossi della vendita online per il rapporto umano. Il consiglio di un libraio può essere fondamentale nella scelta di un libro, è bello ed arricchente lo scambiarsi pareri sui libri letti o semplicemente fare una chiacchierata. È anche un momento storico in cui le persone hanno più che mai bisogno di incontrarsi e di comunicare. In questo è fondamentale il lavoro che stiamo facendo per organizzare gli eventi sia per bambini che per adulti. Abbiamo già avuto per Halloween un’attrice che leggeva storie di paura per i bimbi, Babbo Natale e le Befane. Avremo un Book Club gestito da 2 giovani blogger nonché traduttori Torinesi (Radical Ging). Nella settimana della giornata della memoria avremo la testimonianza di un sopravvissuto della Resistenza. Organizzeremo corsi insieme all’accademia dei Tarocchi di Carlo Bozzelli. Parleremo in maniera seria ed approfondita di Astrologia. Abbiamo già ospitato ed ancora ospiteremo saggisti e narratori di livello. E molto altro ancora abbiamo in programma.

Fonte: https://www.italiachecambia.org/2020/01/borgopo-fatto-rinascere-libreria-amavo-bambina/?utm_source=newsletter&utm_medium=email

Foodbusters: acchiappacibo in azione per salvare gli avanzi degli eventi

Recuperare il cibo avanzato degli eventi, in particolare dei matrimoni, per donarlo a chi ne ha bisogno. Un’idea semplice ma necessaria in un momento storico in cui regna il paradosso della povertà alimentare e dello spreco di cibo, che proprio in alcune occasioni raggiunge livelli elevatissimi. Ne abbiamo parlato con Diego Ciarloni, portavoce di Foodbusters, la prima associazione di recupero cibo delle Marche e tra le primissime in Italia. Immaginatevi la scena: il vostro giorno più bello, programmato nei minimi dettagli, finalmente la festa può iniziare. Tutto è perfetto proprio come ve lo eravate immaginato, la location, l’atmosfera, i fiori, la musica e i vostri invitati che condividono con voi questa gioia. Ovunque ci sono prelibatezze, il buffet degli antipasti, i vari angoli a tema, i dolci. La parola d’ordine è: abbondanza. A fine evento, quando avete salutato tutti e iniziate a pensare alla luna di miele nel lasciare il ristorante, vi rendete conto che di tutte quelle prelibatezze, molte sono ancora intatte nei vassoi e notate la grande quantità di cibo avanzato. Riflettete sul fatto che molto probabilmente tutto questo ben di Dio verrà buttato via. E poi vi viene un’idea: perché non donare tutto quello che è avanzato a chi ne ha bisogno?

Molte persone oggi sono in seria difficoltà economica, anche chi fino al giorno prima aveva una vita “normale” può ritrovarsi per una serie di eventi a non riuscire a mettere insieme tre pasti al giorno. Di contro le statistiche parlano chiaro: in Italia gli sprechi alimentari superano i 15 miliardi di euro all’anno. Un aiuto concreto si può dare. Nelle Marche c’è un gruppo di persone che hanno fondato la prima associazione Onlus di recupero del cibo, fra le primissime in Italia. Abbiamo incontrato il portavoce di Foodbusters, Diego Ciarloni, ed ecco cosa ci ha raccontato.

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Quando e come è nato il progetto?

Il progetto è nato nel 2016 da un gruppo di amici. Una sera mi sono trovato a parlare con una signora con gravi problemi di salute che si è ritrovata all’improvviso senza lavoro e in seria difficoltà. Mi ha raccontato che lei ed altre persone nella sua situazione hanno trovato un grande aiuto da un fruttivendolo e un macellaio della loro zona che a fine serata, dona loro quanto è avanzato. Mi è quindi venuta l’idea, pensando ai retroscena degli eventi, soprattutto i matrimoni, dove spesso avanza una grande quantità di cibo che quasi sempre viene buttata via. Ho sentito l’urgenza di fare qualcosa di concreto, sono tornato a casa e ne ho parlato con mia moglie e con una coppia di amici e così ci è venuta l’idea.

E poi?

E poi abbiamo dovuto pensare a come poterlo fare concretamente perché sappiamo bene che non basta prelevare il cibo avanzato ma bisogna fare in modo che arrivi a destinazione rispettando tutte le norme igienico sanitarie.

Come avviene il vostro lavoro?

Previo accordo con gli sposi o con gli organizzatori dell’evento, ci rechiamo personalmente a evento finito e ci occupiamo della raccolta del cibo cotto, prestando particolare attenzione alla suddivisione in base alle esigenze alimentari delle persone, per cui stiamo attenti a dividere le pietanze senza glutine o vegetariane. Utilizziamo guanti di protezione, contenitori di alluminio termici e antibatterici. Una volta terminata la raccolta, lo consegniamo personalmente alla mensa sociale più vicina.

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In base a quali criteri avviene la distribuzione?

Abbiamo mappato le mense sociali in modo da individuare la mensa più vicina alla location dell’evento garantendo così che il cibo arrivi il più velocemente possibile e inoltre, chiunque si trova in difficoltà, visitando il nostro sito può sapere dove si trovano le mense non trovandosi così nella situazione di dover chiedere.

In che modo chi organizza l’evento può aiutarvi?

Noi chiediamo un contributo di 1 euro a persona, parlando con gli sposi o gli organizzatori degli eventi, forniamo tutto il materiale informativo e diamo la possibilità di usare il nostro logo e i nostri riferimenti. Potranno così spiegare ai loro invitati, che ci stanno dando una mano concreta, che il loro giorno speciale lo sarà ancora di più perché avranno la possibilità di aiutare chi è meno fortunato.

In quali altri modi cercate di sensibilizzare le persone a questo argomento?

Andiamo agli eventi, alle fiere e soprattutto nelle scuole dove parliamo con i ragazzi. Li coinvolgo, lancio loro delle “sfide” e gli chiedo di partecipare attivamente allo spreco alimentare, l’ultima volta ho ricevuto una telefonata da una maestra che mi ha messo in viva voce i ragazzi che in coro mi hanno detto: “Sfida accettata”! Andiamo inoltre nelle università parlando con chi fa ricerca e proponendo loro di lavorare a progetti che affrontano questo problema reale.

Un evento particolare?

Una volta siamo andati ad un matrimonio, a fine evento e siamo entrati cercando di dare nell’occhio il meno possibile, non volevamo disturbare o creare imbarazzo. All’improvviso abbiamo sentito un applauso e al momento ho pensato che forse gli sposi stavano entrando in cucina per qualche ragione e l’applauso fosse per loro. Dopo qualche minuto ho capito che gli invitati stavano applaudendo noi, è stato bello, abbiamo sentito tutto il loro sostegno.

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Quali sono invece le difficoltà?

Purtroppo ne abbiamo trovate parecchie, altrimenti non si chiamerebbe “lotta allo spreco”. Abbiamo ricevuto molte porte in faccia, persone che non vedono quanto sia reale e grave questo problema e che riguarda tutti noi. Inoltre spesso le persone non comprendono come mai richiediamo un contributo. Ci tengo a precisare che di tutto quello che raccogliamo noi non tratteniamo assolutamente nulla. Chiunque può vedere che documentiamo online in tempo reale sia il ritiro che la consegna del materiale. Il contributo ci serve per poter affrontare i costi che dobbiamo sostenere per portare a termine ogni ritiro e consegna. Spesso non ci riusciamo e non è raro che ci rimettiamo del nostro, spesso abbiamo macinato chilometri in piena notte per recuperare cibo che altrimenti sarebbe finito in discarica. Ci crediamo, abbiamo un sogno e quindi andiamo avanti.

Quali sono i prossimi progetti?

Gli scenari in cui il cibo viene sprecato sono moltissimi, oltre agli eventi stiamo cercando di sensibilizzare i ristoranti, gli hotels e i supermercati. Vorremmo far capire loro che il valore aggiunto è enorme. Oltre a dare un contributo concreto donando il cibo avanzato a chi ne ha bisogno, renderanno i loro clienti consapevoli che la loro azienda è a favore della lotta allo spreco e inoltre, avranno un potenziale risparmio sui tributi comunali.

Ma si può fare ancora di più.

Cioè?
Pensa a come sarebbe se grazie a questo contributo che chiediamo ci fosse la possibilità di creare un nuovo lavoro magari proprio per chi è disoccupato: il “recuperatore”, una persona che recupera il cibo e lo consegna direttamente a casa delle persone anziane in difficoltà. Molte di loro hanno problemi seri e non hanno più la forza né di fare la spesa, né di cucinare. Così facendo il recuperatore consegna fino alla loro porta di casa del cibo pronto creando così un circolo virtuoso: il potenziale alimento-rifiuto mantiene le sue qualità intatte divenendo una risorsa che sfama e offre anche un’occasione di reintegro sociale creando valore etico.

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Cosa può fare il singolo?

Ognuno di noi può fare piccole azioni per evitare lo spreco. Piccoli gesti quotidiani che facciamo inconsapevolmente ma che possono fare una grande differenza. Un esempio? Al supermercato scegliete prodotti vicini alla scadenza, sarete così più attenti a consumarli per primi anziché lasciarli nel frigo fino alla scadenza e come spesso accade buttandoli via senza averli consumati. A una pizzata tra amici, anziché ordinare qualcosa mentre si aspetta, sforzatevi di aspettare che vi arrivi quello che avete ordinato e se proprio desiderate prendere qualcos’altro, fatelo dopo che avete terminato la prima portata. Spesso ho visto tornare indietro pizze quasi intere perché ci si era riempiti con i vari antipasti e stuzzichini durante l’attesa oppure, pratica che inizia per fortuna a prendere piede anche da noi, non abbiate timore di chiedere il doggy bag.

Avete un motto?

Certo: “Non salviamo il mondo ma insieme possiamo provarci”.

Fonte: https://www.italiachecambia.org/2020/01/foodbusters-acchiappacibo-azione-salvare-avanzi-eventi/?utm_source=newsletter&utm_medium=email

BeeGreen: il festival della sostenibilità a Torino e dintorni

Il BeeGreen è il Festival della sostenibilità organizzato nel torinese dall’InQubatore Qulturale, ed è alla sua prima edizione. Un mese di incontri, laboratori, conferenze proiezioni ed escursioni alla scoperta del mondo della sostenibilità, tra maggio e giugno 2018, sotto diversi angoli di vista e in collaborazione tra le varie realtà del territorio.beegreen-festival-sostenibilita-torino-e-dintorni

Una serie di appuntamenti gratuiti legati alla sostenibilità ambientale, con ben un mese di eventi collegati a questo tema e che spaziano dall’escursionismo alla mobilità sostenibile, dai temi legati all’alimentazione fino alla scoperta della street art torinese. Ed infine proiezioni di film, documentari e molto altro.

Il BeeGreen è il Festival della sostenibilità con sede a Torino e dintorni e organizzato e curato dall’InQubatore Qulturale, uno spazio partecipato e aperto ai cittadini nato allo scopo di porsi come polo culturale e luogo di incontro per privati, aziende, enti pubblici e organizzazioni che perseguono valori sociali, culturali, ambientali e artistici. Il festival sarà presentato con una conferenza stampa il 23 aprile 2018, presso la Casa dell’Ambiente di Torino.
Quest’anno è alla sua edizione “numero zero”, come lo definisce uno dei suoi organizzatori, Fabio Dipinto: “attraverso una serie di eventi, incontri, proiezioni, laboratori e varie attività, per tutto il mese di maggio, BeeGreen si propone di intrattenere, educare e sensibilizzare le persone riguardo le tematiche della mobilità sostenibile, dell’economia circolare, del turismo responsabile e della conoscenza del territorio, così come la conoscenza e lo sviluppo dei territori in cui viviamo, le energie alternative e l’agricoltura urbana”.

Il Festival partirà il 3 maggio e terminerà il 1 giugno, gli eventi a esso collegati non avranno sede solo a Torino, ma anche nei comuni di Alpignano, Avigliana, Druento, Grugliasco, Collegno, Rivalta e Venaria Reale. “L’idea del Be Green è nata in maniera molto semplice: da una semplice chiacchierata con Chiara Bruzzese, una delle socie fondatrici dell’associazione InQubatore Qulturale, emerse la volontà di organizzare un evento che aiutasse a diffondere il tema della sostenibilità. Abbiamo inviato alcune mail ad alcune realtà del territorio che lavorano in questo campo, per capire la loro disponibilità ad organizzare una cosa del genere: abbiamo avuto un ottimo riscontro e alla prima riunione organizzativa del BeeGreen hanno partecipato molte realtà del territorio, e siamo riusciti insieme ad organizzare un evento che ci auspichiamo possa facilitare la messa in rete tra di esse, nella quale noi svolgiamo il ruolo di coordinamento, facendo in modo che ognuno possa fare la propria parte.”beegreen-festival-sostenibilita-torino-e-dintorni-1522398047

“Abbiamo scelto l’ape come simbolo del festival perché le api sono uno dei principali rilevatori della sostenibilità, non solo ambientale, ma anche economica e sociale. Non è un’esagerazione dire che le api assicurano le condizioni ideali per la nostra esistenza: si è calcolato, infatti, che circa il 70% delle piante commestibili abitualmente consumate dall’uomo dipendano dall’azione impollinatrice degli insetti pronubi tra i quali l’ape è in assoluto il più efficiente. Inoltre essendo un animale molto sensibile alla qualità dell’ambiente in cui vive si rivela un vero e proprio bioindicatore dell’inquinamento”.

Il progetto del BeeGreen festival coinvolgerà ben venticinque realtà tra associazioni, aziende private ed enti pubblici, ed Italia che Cambia e Piemonte che Cambia saranno media partner dell’evento.
La speranza, nelle parole di Fabio Dipinto, è che questo evento si ponga come modello e che riesca a coinvolgere sempre più partner interessati a valorizzarlo nelle prossime edizioni: “Non abbiamo sostegni economici al momento, è un evento auto-organizzato completamente a costo zero e speriamo il prossimo anno di poter trovare sponsorizzazioni e finanziamenti, perché ci auguriamo di farlo diventare un modello per il territorio nei prossimi anni.”

Fonte: http://piemonte.checambia.org/articolo/beegreen-festival-sostenibilita-torino-e-dintorni/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

Bike Days 2015, a Torino nove giorni di eventi dedicati alla bici

In attesa del Bike Pride e della Torino Vertical Bike tanti eventi dedicati al mondo della bicicletta. Domenica 31 maggio la partenza dell’ultima tappa del Giro d’Italia. Da sabato 30 maggio a domenica 7 giugno si svolgeranno a Torino i Bike Days, nove giorni in cui Torino, Capitale europea dello sport 2015, sarà al centro di numerosi eventi legati al mondo della bicicletta, tra sport, mobilità nuova e cicloturismo. A promuovere i Bike Days saranno due associazioni torinesi: associazione Bike Pride Fiab Torino, che da 5 anni porta in strada migliaia di ciclisti con l’omonima parata, e Verticalife organizzatrice della quarta edizione della gara di mountain bike cittadina Torino Vertical Bike. Il culmine della manifestazione sarà il weekend di sabato 6 e domenica 7 giugno con due giorni di festival dedicati alle due ruote con eventi e stand informativi in Piazza Vittorio Veneto: sabato 6 giugno, saranno presenti workshop tematici e domenica 7 giugno, ci sarà la partenza alle 9 la quarta edizione della Torino Vertical Bike 2015 e alle 15.30 della VI edizione della parataBike Pridela pedalata di 12 km aperta e accessibile a tutti. Ma, come detto in precedenza, già dal 30 maggio il capoluogo piemontese sarà al centro di eventi legati alla bicicletta. Fra questi, Explorando, il tour in bicicletta lungo il Canale Cavour da Torino a Milano, dal 30 maggio al 2 giugno, organizzato dal Parco regionale del Po e delle colline torinesi.

Il 30 maggio, partirà dall’estremità veneziana il Vento Bici Tour con tappa a Valenza il 5 giugno, a Casale Monferrato il 6 giugno e arrivo a Torino il 7 giugno.

Il 31 maggio, partirà da Torino la tappa finale del Giro d’Italia che raggiungerà Milano.

Lunedì 1 giugno, passerà da Torino The Sun Trip, il tour da Chambery a Milano con bici solari.

Sabato 6 giugno si festeggerà il quinto compleanno di ToBike, il servizio torinese di bike sharing.

Sabato 6 giugno sarà dedicato a incontri e workshop tematici per riflettere sul cicloturismo in Italia e in Europa con la partecipazione di esperti del settore e di rappresentanti delle Amministrazioni locali.bikepride12-586x330

Fonte:  Bike Pride

Foto | Davide Mazzocco

Giornata mondiale dell’Ambiente 2014: la storia e gli eventi in Italia il 5 giugno

La Giornata Mondiale dell’Ambiente o WED cade il 5 giugno e è principale veicolo delle Nazioni Unite per incoraggiare la consapevolezza di tutto il mondo in merito all’ambienteBARBADOS-BEACH-SUNSET

La Giornata Mondiale dell’Ambiente nasce nel 1972 per volontà dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e celebrata dal 5 giugno 1973 ogni anno. Lo slogan scelto per il 2014 è Raise Your Voice Not The Sea Level Alza la voce non il livello del mare e il paese ospitante sono le isole Barbados che rappresentano il rischio delle piccole isole di venire sommerse. A sostegno della designazione da parte dell’ONU del 2014 come Anno Internazionale dei piccoli Stati insulari (SIDS) in via di sviluppo, la WED 2014 adotta il SIDS nel contesto più ampio dei cambiamenti climatici. L’obiettivo è di giungere con un buon slancio mediatico alla Terza Conferenza Internazionale del prossimo settembre per la comprensione dell’importanza della SIDS e l’urgenza di proteggere le isole di fronte ai crescenti rischi dell’innalzamento dei mari. Di seguito ecco alcuni dei pochi eventi che si terranno in Italia, gli altri sono consultabili sul calendario del sito dedicato alla Wed 2014.

Convegno alla Fao a Roma

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Connect4climate è il titolo de convegno dedicato alla Giornata dell’Ambiente e che coincide con l’Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare. L’evento è organizzato nella sede della Fao di Roma da Earth Day Italia che ha coinvolto per l’occasione imprese, organizzazioni finanziarie, istituzioni e associazioni.

Basta mozziconi a terra a Milano

A Milano sarà attiva la campagna Basta mozziconi a terra che parte dal 1°giugno 2014 anche nelle città di Legnano, Torino, Varese. Materiale informativo sarà posizionato nei pressi di centri commerciali, cinema, teatri e parchi gioco assieme a contenitori per la raccolta differenziata dei mozziconi.

CinemAmbiente a Torino

CinemAmbiente è la manifestazione cinematografica dedicata all’Ambiente più importante che si svolge in Italia. E’ una manifestazione completa che si rivolge a tutti e che approfondisce temi che difficilmente sono trattati dagli organi di informazione del mainstream.
A Monreale il Corso Pietro Novelli vetrina per l’arte

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Il Corso Pietro Novelli di Monreale in provincia di Palermo si trasforma in una grande galleria d’arte dedicate all’ambiente. A organizzare l’evento il Circolo Arci Link di Monreale, Arci Palermo, Comitato Pioppo Comune, il Circolo Arci Tavola Tonda, Arciragazzi, gli esercenti di Corso Pietro Novelli e 21 artisti per la mostra Opere in Corso a cura di Marcello Buffa e Tiziana Pantaleo. Le opere sono tutte a tema ambientale e aiuteranno a sensibilizzare l’opinione pubblica verso i problemi legati all’ambiente e alla sostenibilità. Le giornate sono anche dedicate ai laboratori di riciclo creativo e arredo urbano, spazio anche a spettacoli di danze tradizionali e all’animazione territoriale.
Fonte:ecoblog.it
Foto | Girolame @ Flickr
© Foto Getty Images

La Provincia di Roma finanzia gli eventi ecologici

Per il terzo anno consecutivo, la Provincia di Roma stanzia 60.251,40 euro da destinare al sostegno economico delle spese riguardanti, nell’ambito delle iniziative pubbliche o aperte al pubblico organizzate nel territorio provinciale, la realizzazione di misure di prevenzione dei rifiuti.374892

C’è tempo fino al 30 giugno 2013 per partecipare al bando lanciato dalla Provincia di Roma per incentivare, nell’ambito delle iniziative pubbliche o aperte al pubblico organizzate nel territorio provinciale, misure tese a ridurre la produzione dei rifiuti durante lo svolgimento di eventi e manifestazioni. La Provincia prevede uno stanziamento complessivo di 60.251,40 euro da destinare al sostegno economico delle spese riguardanti, esclusivamente, gli eventuali oneri derivanti dalla realizzazione di misure di prevenzione dei rifiuti. Il bando è rivolto ad Enti, Proloco ed Associazioni per sostenere le spese fatte per misure di prevenzione e/o indirizzate al riciclaggio dei rifiuti durante lo svolgimento di proprie iniziative svoltesi in aree pubbliche o comunque aperte al pubblico. Sono dunque escluse iniziative in aree private o alla cui partecipazione si accede esclusivamente tramite invito. L’amministrazione provinciale afferma di essere interessata a diffondere nella misura più ampia la cultura della prevenzione e del riciclaggio dei rifiuti, per cui il riconoscimento del beneficio non potrà superare il valore di 5.000 euro per ciascuna iniziativa. Saranno ammessi alla graduatoria per la concessione del finanziamento i soggetti che sono tenuti all’organizzazione di feste, sagre, celebrazioni, fiere, che presenteranno progetti di ecofeste:

1.realizzate nell’anno 2012 dalla data di pubblicazione del presente bando e non oltre il 30 giugno 2013,

2.di cui risultano chiaramente indicati il numero dei partecipanti attesi,

3.che prevedano l’attuazione riconosciuta da parte della Commissione valutatrice di almeno tre delle misure di riduzione dei rifiuti prodotti indicate nel bando,

4. di cui venga allegato un prospetto economico riepilogativo dei costi delle azioni previste.

 

Bando Eco feste Provincia di Roma [0,25 MB]

Fonte: eco dalle città