Pittsburgh, esplode un pozzo di gas scisto

L’esplosione è stata causata da un errore nella fase di perforazione. Le fiamme potrebbero durare per alcuni giorni: per ora il bilancio è di un disperso e di un ferito

Un pozzo di gas scisto è esploso ieri a Dunkark, nella Green County, nei pressi di Pittsburgh. L’impianto Marcellus di proprietà della Chevron ha preso fuoco alcuni minuti prima delle 7 di martedì 11 febbraio provocando la probabile morte di un lavoratore (attualmente disperso) e il ferimento di un altro. Secondo la testimonianza di un vicino l’esplosione è stata di un’intensità simile a quella di “un motore a reazione che stia passando 5 metri sopra la tua casa”. E per 12 ore le fiamme hanno continuato a divampare provocando fumo nell’aria e un sibilo che potrebbe essersi sentito a un quarto di miglio di distanza. Le alte temperature raggiunte durante il rogo hanno causato l’esplosione di un camion cisterna pieno di gas propano che ha costretto le squadre di soccorso a tirarsi indietro pur di non subire lesioni. La Polizia di stato ha detto che ci potrebbero volere diversi giorni prima che l’incendio venga debellato.

Immagine9-620x348

 

Fonte: ecoblog

Cina, esploso un oleodotto della Sinopec: almeno 47 morti e fuoriuscita di greggio in mare

L’esplosione è avvenuta a Qingdao e ha provocato anche un violento incendio.CHINA-ACCIDENT-ENERGY

Venerdì 22 novembre 2013, nelle ore della metà mattinata in Cina, nel distretto di Huangdao a Qingdao, importante città della provincia dello Shandong, è esploso un oleodotto della Sinopec, il più grande raffinatore cinese, mentre alcuni operai cercavano di riparare un guasto che aveva provocato la fuoriuscita di petrolio da una condotta. Subito dopo l’esplosione è scoppiato un violento incendio. Il bilancio per ora è di 47 morti e di oltre 150 feriti. I danni sono enormi: a causa della deflagrazione, infatti, si sono create voragini lunghe fino a 1,5 chilometri in due diverse strade. Oltre al greggio già fuoriuscito a causa della perdita su cui stavano lavorando gli operai, ne è fuoriuscito dell’altro, è finito in mare e ha preso fuoco anche lungo la costa. I vigili del fuoco sono intervenuti immediatamente, ma ci sono volute ore per uscire a domare le fiamme. Il porto di Qingdao è stato bloccato. Questa città, che si trova nella Cina orientale, costituisce uno dei terminali di importazione di greggio dal quale si riforniscono due delle principali raffinerie della Sinopec e una di queste lavora ogni giorno 240mila barili di petrolio. La crepa che gli operai stavano riparando aveva fatto fuoriuscire petrolio per 15 minuti nelle strade e nel mare di Qingdao. Proprio mentre gli addetti ai lavori stavano ripulendo i danni, il petrolio ha preso fuoco ed è esploso in due luoghi diversi: una delle due esplosioni ha investito uno snodo stradale facendo una strage. I portavoce del governo locale hanno ammesso che a causa della deflagrazione oltre 30mila metri quadrati di superficie marina sono stati contaminati. Il Qingdao Environmental Protection Bureau con una nota ufficiale ha fatto sapere che sono state disposte delle barriere di contenimento in modo da impedire che il petrolio contamini ancora di più il mare. Nel comunicato si legge anche qual è il motivo dell’esplosione e cioè un mix di gas e petrolio di una caditoia.

Fonte: ecoblog.it