Rinnovabili: nel primo quadrimestre 2017 -7% in Italia

Dai dati ANIE Rinnovabili emerge un calo delle installazioni rispetto allo stesso periodo 2016. Crollo del fotovoltaico, balzo in avanti dell’eolico.http _media.ecoblog.it_7_75e_rinnovabili-italia-primo-quadrimestre-2017

Gli investimenti nelle energie rinnovabili in Italia non mostrano più dati entusiasmanti. Secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio di ANIE-Rinnovabili, che si basa su dati forniti da Terna, nel primo quadrimestre 2017 la nuova potenza elettrica verde installata sul territorio nazionale è stata inferiore del 7% rispetto allo stesso quadrimestre 2016. Se consideriamo solo il dato di aprile il calo è stato del 20%. Ma non ci sono solo ombre. A fronte di un netto calo del fotovoltaico (-10%), si registra infatti una forte crescita delle nuove installazioni di eolico (+78%). Nel complesso, guardando invece ai MW prodotti dalle varie fonti disponibili nel nostro paese, l’energia rinnovabile si attesta sul 33% del totale nei mesi di bassa produzione fotovoltaica e oltre il 40% quando splende il sole.

Nuove installazioni di fotovoltaico nel primo quadrimestre 2017

Le nuove installazioni di impianti solari elettrici, nei primi quattro mesi di quest’anno, sono state nettamente inferiori a quelle dello stesso periodo 2016. In gran parte si tratta di impianti sotto i 3 kW di potenza: 5198 impianti, per un totale installato pari a 13,2 MW. Seguono per numero gli impianti tra i 4,5 e i 6 kW: 3456 installazioni per 19,1 MW totali. Soltanto 6 impianti tra 500 kW e 1 MW e solo un impianto oltre 1 MW di potenza.http _media.ecoblog.it_8_8db_fotovoltaico-italia-dati-q1-2017

Nuove installazioni di eolico nel primo quadrimestre 2017

Le nuove installazioni di impianti eolici, nel primo quadrimestre 2017, sono cresciute del 78% rispetto a quelle dello stesso periodo 2016. Oltre a tre nuovi impianti di grandi dimensioni, oltre i 5 MW di potenza (per un totale di 56 MW aggiunti alla rete elettrica nazionale), si registrano ben 291 nuovi impianti tra i 20 e i 60 kW di potenza (per un totale di 17 MW allacciati). Il grosso della nuova potenza eolica è stata installata in Basilicata (40 MW) e in Calabria (23 MW).http _media.ecoblog.it_8_84f_eolico-dati-q1-2017

Quanta energia rinnovabile consumiamo

Altro dato interessante fornito dall’Osservatorio ANIE-Rinnovabile, basato sempre su dati Terna, è quello sul contributo fornito dalle fonti verdi al bilancio energetico complessivo del nostro paese. In pratica, quante energia rinnovabile consumiamo in Italia?

Nel primo quadrimestre del 2017 il 33% dell’energia consumata dagli italiani proveniva da fonti rinnovabili.

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Nel solo mese di aprile, quando cioè l’insolazione media primaverile ha cominciato a farsi sentire, il 42% dell’energia consumata è stata rinnovabile. Tra aprile 2016 e aprile 2017 il fotovoltaico ha prodotto il 13% in più, pareggiando il -12% dell’eolico.

Credit foto: Flickr

Fonte: ecoblog.it

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Energie rinnovabili: le 5 soluzioni energetiche contro i cambiamenti climatici

Scopri le 5 fonti delle energie rinnovabili attualmente usate per contrastare i cambiamenti climaticienergie-rinnovabili

Esistono cinque tipi di energie rinnovabili: l’energia solare, l’energia eolica, l’energia idraulica, la biomassa e la geotermica che attualmente costituiscono il mix di fonti usate per contrastare i cambiamenti climatici. Perché abbiamo così bisogno delle energie rinnovabili? Soffermandoci a guardare al nostro consumo sfrenato di energia da tutte le fonti: per la sopravvivenza dell’umanità nel medio termine, l’unica alternativa che abbiamo è quella di ricorrere all’uso massiccio di energie rinnovabili. La loro caratteristica comune è quella di produrre il meno possibile sostanze inquinanti e anche quella di combattere l’effetto serra. L’altro motore che ci spinge a pensare alle fonti rinnovabile è il cambiamento climatico che sembra provenire dalla nostra eccessiva produzione di gas ad effetto serra, principalmente dalla combustione di fonti fossili, il metano proveniente dalla digestione dei bovini e i gas provenienti da una serie di processi industriali. L’altro effetto che avremo andando nella stessa direzione sarà il miglioramento della qualità dell’aria: l’inquinamento adesso oscura il cielo e impedisce parzialmente il passaggio della luce, limitando il raggiungimento dell’energia solare.

Energia solare fotovoltaica o termica

L’energia solare è prodotta dai raggi del sole. C’è una distinzione da fare tra l’energia fotovoltaica e l’energia solare termica. La prima trasforma l’energia dei raggi solari in elettricità; la seconda trasforma questi stessi raggi solari in calore.

L’aria è all’origine dell’energia eolica

Gli antenati delle turbine eoliche sono i mulini a vento. Le turbine eoliche producono energia ed elettricità dal movimento delle masse d’aria. L’ Europa ha prodotto lo scorso anno 65.946 MW (+ 15%), di cui 3.404 in Francia (+ 38%), in base ai risultati del Consiglio Mondiale di energia eolica (Global Wind Energy Council, GWEC. Secondo l’Associazione europea dell’energia eolica (EWEA), l’Italia è il terzo produttore europeo Italia (3.736 MW), la Francia è il quarto più grande produttore europeo con 3.404 MW, con un incremento del 38%. La Francia viene subito dopo la Germania (23.903 MW) e la Spagna (16.754 MW). In totale, i paesi dell’Unione europea hanno prodotto 65 946 MW nel 2008, con un incremento del 15% in un anno.

Energie idroelettriche grazie alle correnti marine

L’energia idroelettrica è ottenuta direttamente dall’acqua, o da dighe, maree e correnti oceaniche, onde o dall’incontro tra acqua dolce e salata. Per rimanere rinnovabile, l’energia termica oceanica, che viene dalla differenza di temperatura tra l’acqua profonda e quella superficiale, deve a sua volta essere sfruttata con cautela, per evitare le interruzioni del flusso naturale dei mari.

La biomassa: energia dalla materia organica

L’energia da biomassa comprende il legno, biocarburanti (derivati ​​da piante come la colza o di barbabietola) o biogas. Questa energia viene prodotta mediante combustione o metabolizzazione di materiale organico. Oggi, la nostra principale fonte di energia sono i prodotti fossili incastonati nella crosta terrestre: essi rappresentano circa 300 a 400 mila anni di biomassa. Continuando le operazioni a questo ritmo, questo stock prezioso sarà andato perso in pochi decenni.

Trarre energia dal terreno, energia geotermica

L’energia geotermica è un’energia rinnovabile dall’estrazione dell’energia contenuta nel terreno. Può essere utilizzata per il riscaldamento, ma anche per la produzione di energia elettrica. Questa è una delle poche energie rinnovabili che non dipendono dalle condizioni atmosferiche. Bisogna far notare che per far sì che l’energia geotermica rimanga sostenibile, il ritmo con cui è estratto questo calore non deve superare la velocità alla quale quest’ultimo viaggia all’interno della Terra.

Quale energia rinnovabile è migliore: quale scegliere?

Oggi non possiamo rispondere a questa domanda perché non abbiamo abbastanza esperienza, e stiamo attualmente utilizzando una piccola percentuale di energie rinnovabili nel nostro consumo quotidiano, quindi la risposta piu’ prudente sarebbe dire che ci servirebbero tutte. L’energia solare per esempio è complementare con quella eolica; il fotovoltaico anche se più costoso, ha un funzionamento semplice ed è disponibile ovunque la maggior parte degli uomini vive anche se per limitatamente alle ore di irraggiamento solare o alla sua disponibilità. Non utilizzare le risorse di biomassa dei nostri rifiuti è ridicolo: anche se dobbiamo in ogni caso trattarli, spesso bruciandoli; sfruttare l’energia termica per migliorare la produzione di elettricità e di calore dovrebbe essere il senso comune per tutti noi. La gente sulle spiagge sono costantemente “disturbati” dal suono del mare: non pensare di sfruttare le onde come una risorsa energetica rinnovabile sarebbe incongruo. Per quanto riguarda l’energia eolica, l’interesse può completare solo il sole durante il giorno. L’Europa è diventata il più grande produttore di celle fotovoltaiche attraverso gli sforzi della Germania, che ha deciso alla fine del secolo scorso, di riscattare l’energia solare elettrica ad un prezzo che ha permesso la stabilità finanziaria dei produttori. Condizioni vantaggiose di rimborso di energia sono stati concessi anche ad altri produttori di energia “pulita” (eolica, biomasse), che ha permesso la nascita di nuove industrie che rappresentano oggi più di 100 mila posti di lavoro. La maggior parte degli altri paesi europei hanno seguito la Germania, in particolare la Spagna, che ha un clima piu’ mite e molto piu’ soleggiato rispetto ai suoi vicini del nord, che consente l’ammortamento più rapido e una maggiore redditività degli impianti. L’energia eolica sta anche procedendo ad alta velocità e già rappresenta una quota significativa della produzione di energia elettrica in Danimarca (> 20%) e Germania (> 10%). È un po’ più difficile da impiantare in aree popolate a causa del suo impatto visivo, ma ha il vantaggio di produrre molto più dell’impianto fotovoltaico.

Fonte:  Futura-sciences, Futura-sciences

La paperella centrale elettrica che produce energia fotovoltaica e idroelettrica

Il progetto della paperella che produce energia fotovoltaica e idroelettrica è stato presentato

The Vision Behind the Land Art Generator Initiative from Forecast Public Art on Vimeo.

La paperella che produce energia è il concept di una installazione presentata al Land Art Generator Initiative di quest’anno. LAGI è un concorso internazionale il cui obiettivo è stimolare la progettazione e la costruzione di installazioni di arte pubblica da collocare nel contesto urbano che hanno il vantaggio di produrre energia pulita. Ideatori del concorso sono Robert Ferry e Elizabeth Monoian che hanno presentato la prima edizione nel 2010 a Dubai. Il contest si tiene ogni due anni (dunque c’è stata l’edizione 2012 a New York e attualmente l’edizione 2014) e la premiazione del miglior progetto 2014 si terrà in autunno a Copenhagen. In sostanza il design diviene multidisciplinare e declina la progettazione alla produzione di energia rinnovabile tenendo conto sia delle peculiarità del territorio, sia delle sue esigenze in materia di approvvigionamento energetico.enerduck-4

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LAGI con il suo concorso stimola dunque artisti, designer, e ingegneri a collaborare assieme per concepire strutture artistiche ma funzionali alla produzione di energia, diciamo centrali elettriche ma con un tocco artistico. Mai momento fu più opportuno per portare il contest LAGI 2014 a Copenaghen eletta Green Capital 2014 e con l’obiettivo di diventare città carbon neutral entro il 2025. La sfida è interessante poiché la produzione di energia pulita tiene conto sia della necessità estetica sia delle strategie di pianificazione necessarie al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità a zero emissioni.  E veniamo al progetto Energy Duck nato da un team multidisciplinare di artisti, designer e ingegneri con sede a Londra che è di fatto una centrale elettrica ma anche attrazione turistica interattiva e educativa che omaggia la fauna locale. La struttura dell’Energy Duck, che potrebbe essere collocata nel Porto di Copenhagen è stata pensata in acciaio su cui sono installati pannelli fotovoltaici che la renderebbero un collettore solare. Con un sistema di galleggiamento che viene attivato o disattivato da turbine idroelettriche l’anatra produce energia. I progetti sono visibili sul blog che li sta presentando a mano a mano che sono selezionati. La partecipazione si è chiusa lo scorso maggio e il concorso è supportato dal Politecnico di Copenhagen, Danish Design Centre, Green Cities, Sharing Copenhagen, Information Studies alla Aarhus University e Alexandra Institute, mentre la giuria vede la partecipazione di Connie Hedegaard Commissario europeo per il Clima con nomi prestigiosi del mondo de Design e della progettazione.

Fonte:  European Green Capital

Solar impulse 2 nel 2015 volerà intorno al mondo senza soste e solo con il fotovoltaico

Il nuovo modello avrà un’autonomia energetica illimitata, permettendo il giro del pianeta in cinque giorni e mostrando cosa possono fare le energie rinnovabili.

Solar Impulse, l’aereo alimentato solo a energia fotovoltaica, è pronto per il prossimo grande balzo in avanti: il giro del mondo. Dopo aver realizzato, grazie ai sistemi di accumulo, il volo in notturna, aver attraversato il Mediterraneo e volato coast to coast negli USA,  ora l’aereo solare è stato reso più potente, efficiente, leggero e vivibile per il pilota per poter girare intorno al globo senza soste. I numeri di Solar Impulse 2 sono abbastanza impressionanti: 72 metri di apertura alare permetteranno di sostenere le 2,3 tonnellate del velivolo; 17000 celle solari (6000 in più del vecchio modello) provvederanno l’energia per i 4 motori ad elica; l’energia verrà immagazzinata in batterie ad alta densità di energia (260 Wh/kg). Le maggiori sfide riguardano però la vivibilità dell’aereo dal punto di vista del pilota, che al pari di un astronauta dovrà vivere in uno spazio di 3,8 m³ per i circa cinque giorni di durata del volo planetario. Il seggiolino reclinabile funziona anche da cuccetta e WC, permette di fare esercizi fisici ed è equipaggiato con paracadute e canotto. A disposizione provviste e acqua per una settimana, bombole di ossigeno e isolamento termico per sopportare le enormi escursioni termiche previste (da -40 a + 40 °C). «Non è il modo più semplice di volare intorno al mondo», ha scherzato Bertrand Piccard (1), durante la presentazione del progetto, «ma è probabilmente il modo più spettacolare per generare la consapevolezza di cosa si può fare con le energie rinnovabili». Questo aereo è cioè il simbolo di cosa può fare la ricerca quando persegue obiettivi di leggerezza e sostenibilità e non solo di velocità e potenza.Solar-Impulse-2

(1) Bertrand è il nipote di Auguste Piccard che raggiunse la stratosfera nel 1932 e il figlio di Jacques Piccard che scese nella fossa delle Marianne nel 1960

Fonte: ecoblog.it

L’Italia produce il 20% dell’energia fotovoltaica del mondo, ma interessa a qualcuno?

Importa a qualcuno che siamo la seconda potenza fotovoltaica del pianeta? Questo dovrebbe attrarre investimenti, ricerca e innovazione, ma prima dobbiamo rottamare la politica fossile di ENI ed ENELProduzione-fotovoltaico-mondo

L’Italia è la seconda produttrice mondiale di energia da fotovoltaico e con una produzione di18,5 TWh nel 2012 ha raggiunto il 20% della produzione del pianeta. Interessa ancora a qualcuno in Italia la nostra posizione da primato nell’energia solare? Qualcuno ha pensato a un solar pride? Nessuno è fiero di essere (forse ancora per poco) la seconda potenza fotovoltaica del pianeta? Una simile posizione di vantaggio dovrebbe attirare investimenti, ricerca e innovazione, magari a partire dalle più grandi aziende energetiche del paese. Invece ENI ed ENEL difendono il medioevo delle trivellazioni e del carbone e influenzano una stampa prezzolata che intona il piagnisteo del peso degli incentivi ogni volta che si parla di rinnovabili. Secondo uno studio di AGICI-Finanza di impresa, nei prossimi vent’anni le energie rinnovabili porteranno maggiori introiti o minori spese per 228 miliardi a fronte di una spesa di 152 miliardi in incentivi. Un buon investimento. Perchè non lo dice nessuno? Nel 2013 la produzione FV italiana supererà i 21 TWh, ma la la nostra quota sul totale mondiale probabilmente non salirà ulteriormente, visto che nel 2013 è stato installato solo poco più di un GW di nuova potenza FV, rispetto ai 9,4 del 2011 e ai 3,5 del 2012. In questo stesso anno il Giappone è arrivato a quota 7 GW, gli USA a 5, la Cina a 4,3 di nuovi impianti. Del nostro ottimo piazzamento nel campo delle rinnovabili non resterà nemmeno il ricordo, se non sapremo rottamare la politica fossile di ENI ed ENEL.

Fonte: ecoblog

Rifiuti industriali: alle porte di Torino la discarica che crea energia

In un quarto di secolo la discarica situata alle porte di Torino è diventata uno dei punti di riferimento nello smaltimento dei rifiuti industriali1623336601-586x346

La discarica di Barricalla, situata nell’area industriale di Collegno, alle porte di Torino, è attiva dal 1988 e in questi 25 anni è diventato un punto di riferimento, a livello comunitario, nel trattamento e nella gestione delle sostanze potenzialmente pericolose. Collocata in un’area che ospitava una cava di ghiaia, in un quarto di secolo la discarica non ha mai generato rischi ambientali ed ha, invece, saputo trasformare i rifiuti in una risorsa. Gestita dalla Barricalla Spa, nata nel 1984, con capitale misto pubblico (il 30% è di Finpiemonte) e privato (il 70% è equamente diviso fra Sereco Piemonte Spa e Ambienthesis). Principale discarica di rifiuti industriali, il sito di Barricalla accoglie fanghi da depurazione di acque, scorie dell’industria metallurgica, ceneri di abbattimento fumi, ma anche amianto, terreni da bonifiche e residui chimici e delle lavorazioni metalmeccaniche. Sono circa 130mila le tonnellate che, ogni anno, trovano collocazione nei quattro lotti del sito torinese che si sviluppa su di una superficie di 75mila metri quadri e un volume di 1,23 milioni di metri cubi. L’iter della collocazione avviene in tre fasi: 1) controllo preventivo, classificazione e omologazione dei rifiuti, 2) conferimento in area sicura per evitare contaminazione fra mezzi di trasporto e aree di stoccaggio, 3) riempimento dell’invaso a seconda della composizione chimica dei rifiuti. Grazie al coinvolgimento dell’Università e del Politecnico di Torino, ma anche di studiosi provenienti da tutto il mondo, la discarica di Barricalla è diventata una sorta di laboratorio ambientale. All’interno della discarica, sui due lotti di terreno esauriti, è stato costruito un parco fotovoltaico da 4.680 metri quadri che produce energia per la cittadinanza.

Fonte: Televideo

commento di 5 minuti per l’ambiente

Certamente una realtà interessante, soprattutto economicamente. Da 25 anni stanno buttando scorie di ogni genere e pericolose nel terreno, e questo viene dichiarato laboratorio ambientale…….Poi nei terreni esauriti ci costruiscono un parco fotovoltaico per pulirsi la coscienza!?!?!?Per sanare il terreno esaurito?!?!?Producendo energia per la cittadinanza, certo il percolato che si infiltra nel terreno da 25 anni svanisce con un impianto fotovoltaico che produce reddito alla Barricalla Spa, bel esempio di sanare il terreno….Complimentoni questo è il futuro che lasciate ai posteri….CHE AMAREZZA!!!!

Mario