Bollette: slitta al 2020 il mercato libero

Dal primo luglio 2019 al primo luglio 2020, ecco i nuovi termini previsti dal decreto Milleproroghe per l’addio al Mercato Tutelato dell’energia elettrica e del gas.http _media.ecoblog.it_8_8c4_bollette-slitta-mercato-libero

L’obbligo di passare dal Mercato Tutelato dell’energia (sia elettrica che gas) slitta di almeno un anno: non sarà più obbligatorio sottoscrivere un contratto con una società del libero mercato entro il primo luglio 2019, il nuovo termine è il primo luglio 2020. E’ stato infatti approvato in Commissione Affari Istituzionali del Senato l’emendamento al decreto Milleproroghe di quest’anno, tramite il quale si sposta la data dell’obbligo di passare tutti al mercato libero. Chi non ha ancora un contratto di fornitura dell’elettricità e/o del gas con una azienda che opera sul libero mercato dell’energia, quindi, continuerà a pagare l’energia alle tariffe stabilite dall’ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente che ha sostituito la vecchia AEEG. Tariffe consultabili sul sito dell’Autorità. Per questi utenti, quindi, le bollette di luce e gas non subiranno incrementi o decrementi (a parte quelli stabiliti dall’Autorità stessa) per i prossimi due anni.

Da anni in Italia esistono due mercati per la luce e il gas: quello “di maggior tutela” e quello “libero“. Nel primo i clienti pagano l’energia al prezzo stabilito dall’ARERA, cioè dallo Stato, mentre nel secondo pagano in base all’offerta che hanno accettato (molto spesso tramite chiamata del Call Center) all’atto della stipula del contratto con il loro fornitore.

Nessun fornitore privato del mercato libero, nella pratica, può fare prezzi inferiori a quello “pubblico” che è in buona sostanza il minimo prezzo redditizio per chi vende l’energia (più le tasse e le accise, ovviamente). Tuttavia alcuni fornitori possono fare delle offerte vantaggiose legandole a determinate clausole come l’abbandono di un altro operatore, l’acquisto di altri beni o servizi etc etc…Per questo l’obbligo di aderire al mercato libero luce e gas è stato fortemente criticato da più parti, perché questo mercato sarebbe meno conveniente rispetto a quello tutelato. Le compagnie di vendita dell’energia rispondono a queste accuse citando il caso della telefonia, un settore che grazie al mercato libero ha visto forti riduzioni di prezzo a fronte di una offerta sempre più ricca.

Vogliamo utilizzare questo periodo di tempo concesso dal Parlamento – afferma il sottosegretario con delega all’Energia, Davide Crippa – per migliorare le condizioni per la realizzazione di un sistema competitivo che sia in grado di coniugare migliori prezzi per il consumatore con sicurezza e tranquillità delle famiglie, con contratti luce e gas chiari, trasparenti e senza condizioni vessatorie nei loro confronti“.

Secondo Crippa il rinvio è stato dovuto al fatto che, alla data del primo luglio 2019, non “sussistono le necessarie garanzie di informazione per i consumatori, di mercato, di competitività e di trasparenza. Lavoreremo da subito con tutti i soggetti coinvolti come ARERA, AGCM, operatori del settore e Consumatori al fine di raggiungere l’obiettivo fondamentale di garantire alla collettività un mercato energetico efficiente, sostenibile e trasparente“.

Fonte: ecoblog.it

Energia: l’alleanza per risparmiare e non inquinare

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Sono quasi duemila i cittadini e le organizzazioni che dall’1 giugno potranno acquistare l’energia da ènostra o avvalersi dei servizi tecnici di Retenergie per l’autoproduzione  e l’efficienza energetica. Grazie a una convenzione tra le due cooperative energetiche i rispettivi soci avranno ora pari trattamento: fine della doppia adesione dunque, mentre si lavora all’ipotesi di fusione.

“Dalla costituzione di ènostra, che ci ha visto tra i soci fondatori, abbiamo capito che era a portata di mano l’obiettivo statutario di Retenergie di produrre e consumare la propria energia, obiettivo oggi condiviso dai Soci di entrambe le cooperative” dichiara con soddisfazione Giovanni Bert, socio numero uno della cooperativa e nuovo presidente del CdA di Retenergie.

L’annuncio è stato fatto nel corso dell’Assemblea annuale dei Soci, che si è tenuta a Firenze il 20 maggio 2017, dove Marco Mariano, storico presidente di Retenergie, ha passato il testimone. “La possibilità di chiudere il cerchio tra produzione e consumo in questo momento vede una sua concreta possibilità nella collaborazione con ènostra – ha detto – e sulla fattibilità di  questa ipotesi si sta concentrando un notevole sforzo da parte dei gruppi di lavoro delle rispettive cooperative”.

Il CdA e i Soci hanno ringraziato Marco Mariano, che rimane nel Consiglio di Amministrazione, per l’insostituibile impegno profuso negli oltre otto anni di vita di Retenergie. Avvicendamenti anche tra i consiglieri, con l’ingresso di nuove figure dotate di  specifiche competenze tecniche e strategiche.

“Essere produttori e consumatori di energia rinnovabile e cooperativa è ancora più facile. La partnership tra ènostra e Retenergie è una nuova opportunità: auspichiamo che ciò possa rendere più agevole per tutti i Soci chiudere il ciclo di produzione, consumo e risparmio della propria energia. È un ulteriore passo avanti: non sarà l’ultimo”. È unanime la soddisfazione del CdA per questo nuovo traguardo e punto di partenza, accolto con entusiasmo dai soci presenti all’assemblea di Firenze.

Chiudere il ciclo significa disporre di energia autoprodotta in quantità sufficiente a coprire il fabbisogno dei Soci di entrambe le cooperative. Sono 246 gli ulteriori KWp di cui dispone Retenergie dopo l’acquisizione dei due impianti denominati “Bevagna” (198,675 kWp) e ”Cantalupo” (47,25 kWp) ubicati in Umbria, nel comune di Bevagna (PG). L’energia prodotta, che si stima in 280 MWh/anno, sarà interamente ceduta a ènostra perché la possa vendere ai soci di entrambe le coop. È aperta la campagna di capitalizzazione di questi impianti che possono essere finanziati diventando soci sovventori, aumentando la propria quota di sottoscrizione del piano di sviluppo fotovoltaico oppure attivando la sottoscrizione di prestito sociale.

1084 Soci, 13 progetti realizzati, 936 kWp installati e 2.055.000€ investiti: questi i numeri della dote di Retenergie in vista della nascita del primo soggetto cooperativo di produzione e vendita di energia rinnovabile, etica e condivisa. Ancora pionieri, dopo quasi dieci anni dalla costituzione della prima cooperativa di produzione energetica avvenuta nel 2008.

 

Fonte: ilcambiamento.it

Crescono i comuni rinnovabili: oltre 3000 quelli che producono più energia elettrica di quanta ne consumino i residenti

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E sono 40 quelli 100%rinnovabili dove le energie pulite soddisfano tutti i consumi elettrici e termici riducendo le bollette di cittadini e imprese. Premiati da Legambiente i Comuni di Cavalese (TN) e Castellamare di Stabia (Na)

Continua a crescere in Italia la generazione distribuita da energie pulite insieme all’innovazione energetica, accompagnata da un nuovo modo di essere cittadini prosumer (produttori-consumatori di energia) e dalla diffusione delle comunità dell’energia. Nel 2016, anche se con ritmi molto inferiori rispetto al passato, sono stati installati 396 MW di fotovoltaico, 282 MW di eolico, 140 di geotermico, 513 di bioenergie e 346 di miniidroelettrico. Le fonti rinnovabili hanno contributo a soddisfare il 34,3% dei consumi elettrici complessivi. Un dato in diminuzione per il secondo anno dopo 10 anni di crescita (nel 2006 era del 15%), per via del calo avvenuto nella produzione idroelettrica (-8,9%) con 42,3 TWh contro i 59,5 del 2014 quando si era toccato un picco per l’inverno particolarmente piovoso. Ciò dimostra quanto siano rilevanti i cambiamenti climatici anche nella partita della produzione elettrica.  È però significativo che in dieci anni la produzione da energie pulite sia passata da 51,9 a 106 TWh.

L’Italia rimane comunque dei paesi di punta nel mondo come installazioni: in dieci anni nella Penisola gli impianti da fonti rinnovabili sono passati da qualche centinaio a oltre un milione tra elettrici e termiciÈ cresciuto il contributo apportato dalle nuovi fonti rinnovabili (biomassa, fotovoltaico, eolico, geotermia, mini idroelettrico) alla produzione elettrica dal 2,6% (2006) al 22,7% (2016) rispetto ai consumi complessivi. Dati positivi arrivano anche dal territorio: crescono i comuni rinnovabili, passando da 356 (2005) a 7.978 (2016), oggi quindi in tutti i municipi italiani è installato almeno un impianto. Su 7.978 comuni 3021 producono più energia elettrica di quanta ne consumano le famiglie residenti, grazie a una o più fonti rinnovabili. Salgono invece a 40 i Comuni 100% rinnovabili, dove le energie pulite soddisfano tutti i consumi elettrici e termici riducendo le bollette di cittadini e imprese. Sorprendente poi la crescita del solare, avvenuta anche senza incentivi: negli ultimi due anni sono stati realizzati 180mila impianti solari fotovoltaici, pari al 25% di tutti quelli installati in Italia – per un totale di 1.310 MW installati. Questi risultati hanno già determinato vantaggi significati: si è ridotta la produzione da impianti termoelettrici, tra i più inquinanti, sono diminuite le importazioni dall’estero di fonti fossili. Ad esempio in dieci anni c’è stato un calo del petrolio del 30%, del gas del 20% e del carbone del 25%. Si sono ridotte le emissioni di CO2 con vantaggi per il clima del Pianeta, ma anche economici. Si è ridotto il costo dell’energia nel mercato elettrico, grazie alla produzione di solare e eolico che permette di tagliare fuori l’offerta delle centrali più costose.

È quanto emerge in sintesi dal Rapporto Comuni Rinnovabili 2017 di Legambiente, realizzato con il contributo di Enel Green Power e in collaborazione con GSE, che racconta il successo delle fonti pulite e il cambiamento che sta avvenendo nel territorio italiano con numeri, storie e buone pratiche (sono 200 quelle raccolte sul sito www.comunirinnovabili.it), mantenendo uno sguardo attento sull’Europa dove l’autoproduzione da fonti rinnovabili, attraverso il ruolo dei prosumer e delle comunità energetiche, è al centro della nuova Direttiva europea in corso di approvazione, senza dimenticare l’importanza degli Accordi di Parigi per il futuro delle rinnovabili. Il cambiamento che è in atto sul territorio è, inoltre, ben raccontato dalle eccellenze dei comuni 100% rinnovabili, e in particolare dal comune di Cavalese (TN), premiato quest’anno da Legambiente. Ci sono poi le amministrazioni e le aziende che si impegnano per la sostenibilità e l’innovazione come il comune di Castellamare di Stabia (Na), vincitore del premio buona pratica, e le tre aziende (Società Agricola Arte, Birrificio artigianale Lesster, Nuova Sarda Industria Casearia) vincitrici del premio rinnovabili e cibo di qualità unito all’innovazione in campo energetico.

Il dossier “Comuni Rinnovabili 2017” è stato presentato oggi a Roma e alla conferenza di presentazione hanno partecipato: Katiuscia Eroe,Responsabile energia Legambiente, Federico Maggi, Cosvig, Piero Gattoni Presidente Cib e Caseificio Caramasche, Ivan Stomeo Sindaco di Melpignano e responsabile energia ANCI, Vincenzo Scotti, AD For Greeen; mentre alla tavola rotonda coordinata da Romina Maurizi direttore del quotidiano Energia hanno preso parte Antonio Cammisecra Amministratore delegato Enel Green Power, Ermete Realacci, Presidente Commissione Ambiente della Camera, Agostino Re Rebaudengo Vicepresidente Elettricità Futura, Luca Barberis Direttore Divisione Sviluppo Sostenibile GSE e Edoardo Zanchini, Vicepresidente nazionale Legambiente.

“Il dossier Comuni Rinnovabili – spiega Edoardo Zanchini, Vicepresidente di Legambiente – mostra i successi dei territori che credono e scommettono nelle rinnovabili. Ora è il momento di accelerare, non accontentandosi di questi risultati. Proprio l’Accordo di Parigi e i nuovi obiettivi europei sul clima e l’energia, oggi ci obbligano a guardare a come costruire un nuovo scenario di sviluppo delle energie pulite nel nostro Paese, dove si possano cogliere i vantaggi della rivoluzione in corso nel sistema energetico per rilanciare sviluppo e lavoro. Le esperienze raccontate e premiate oggi dimostrano un Italia all’avanguardia nel Mondo e oggi, con la riduzione dei costi degli impianti e le innovazioni in corso nei sistemi di accumulo, nelle smart grid e nelle auto elettriche, l’Italia può scegliere di puntare su un modello energetico che abbia al centro il territorio e l’autoproduzione da fonti pulite”.

“I risultati di questo studio evidenziano come continua in tutto il mondo la crescita delle rinnovabili, un processo che va avanti anche in Italia – afferma Antonio Cammisecra, responsabile di Enel Green Power, la divisione Global Renewable Energies di Enel – Se guardiamo al territorio emerge poi come siano tanti i comuni e le imprese che sono dentro modelli innovativi. Il futuro sempre più imminente sta nello sviluppo di generazione rinnovabile integrata con reti intelligenti e sistemi di accumulo”.

Tornado ai dati del dossier, i comuni del solare sono passati 7.978, mentre sono 6.819 quelli che hanno almeno un impianto solare termico. Tra i comuni, il miglior risultato in termina di potenza installata su tetti e in relazione al numero di abitanti, arriva dal comune di Macra (CN), con una media di 165 MW/1.000 abitanti, seguito dal Comune di Fascia in provincia di Genova con una media di 76 MW/1.000 abitanti e 81 MW complessivi e dal Comune di Monterone (LC) con 63 MW ogni 1.000 abitanti. In tutti e tre i casi si superano ampiamente i fabbisogni elettrici delle famiglie residenti, mentre in Italia sono complessivamente 1.435 i Comuni dove grazie a questa tecnologia la produzione di energia elettrica supera il fabbisogno delle famiglie residenti. In crescita anche i comuni dell’eolico che arrivano a quota a 904, di questi 293 si possono considerare autonomi dal punto di vista elettrico grazie all’eolico. La potenza installata è in crescita, pari a 9.257 MW, con 282 MW in più rispetto al 2015. Questi impianti, secondo i dati di Terna, hanno permesso di produrre 17,5 TWh di energia, pari al fabbisogno elettrico di oltre 6,5 milioni di famiglie.

I Comuni del mini idroelettrico sono 1.489. Il Rapporto prende in considerazione gli impianti fino a 3 MW e la potenza totale installata per questa dimensione nei Comuni italiani è di 1.568 MW, in grado di produrre ogni anno oltre 6,2 TWh, pari al fabbisogno di energia elettrica di 2,3 milioni di famiglie. Crescono anche i municipi delle bioenergie che arrivano a quota 4.114 per una potenza installata complessiva di 5.490 MW elettrici, 1.534 MW termici e 415 kW frigoriferi. Sono 590 i Comuni della geotermia per una potenza totale di 993 MW elettrici, 228,5 MW termici e 5,4 MW frigoriferi. Infine i comuni della bioenergia sono 4114 per una potenza installata complessiva di 5.490 MW elettrici, 1.534 MW termici e 415 kW frigoriferi.

Le proposte di Legambiente: Per l’associazione ambientalista il futuro delle rinnovabili è già adesso, per questo l’Italia deve investire in questo cambiamento liberando l’autoproduzione da fonti rinnovabili, oggi al centro della discussione mondiale e un punto fondamentale delle Direttive europee, in corso di approvazione, che riconoscono un ruolo centrale ai prosumer e alle comunità dell’energia. L’Italia può aprire subito a questa prospettiva per creare vantaggi per le imprese e le famiglie, in un campo di innovazione dove si incrociano fonti rinnovabili, smart grid, auto elettriche e storage dell’energia. Stabilire delle regole semplici e trasparenti per l’approvazione di progetti, perché l’incertezza delle procedure è ancora oggi una delle principali barriere in Italia alla diffusione degli impianti da fonti rinnovabili, sia di piccola che di grande dimensione. Tra le altre proposte Legambiente chiede che vengano definite nuove politiche per la spinta alle rinnovabili, avviati revamping degli impianti eolici e idroelettrici, che venga sbloccato l’eolico offshoreeliminati i sussidi alle fonti fossili, che si investa nelle reti energetiche e nell’accumulo e soprattutto che i comuni siano i protagonisti nella spinta all’innovazione energetica.

Il dossier su: https://www.legambiente.it/contenuti/dossier/comuni-rinnovabili-2017

Fonte: ecodallecitta.it

 

Le fasce orarie per il risparmio energetico: le tariffe e gli orari migliori

Le tariffe dell’elettricità sono differenziate per favorire il risparmio energetico. Ecco quali sono gli orari in cui utilizzare elettrodomestici ad alto consumo come la lavatrice.fasceorarie

Dal 2007 le tariffe dell’energia elettrica sono state differenziate a seconda delle fasce orarie per favorire il risparmio energetico e spingere i consumatori a un utilizzo smart degli elettrodomestici maggiormente energivori. Questo avviene perché produrre energia nelle ore di picco è più costoso. Da dieci anni, quindi, l’Authority ha introdotto per i clienti in servizio di maggior tutela un meccanismo di prezzi biorari ovverosia differenziati in base alle ore della giornata ma anche dei giorni della settimana. Le tariffe disponibili sono tre e vanno scelte in base a quello che è l’utilizzo consueto che viene fatto dell’energia elettrica.

La tariffa monoraria è quella in cui il prezzo dell’energia è sempre uguale nel corso della giornata, indipendente dall’ora di utilizzo.

La tariffa multioraria prevede tre fasce orarie: la F1 (in cui il prezzo è più alto) fascia va dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 19:00, la F2 (intermedia) va dal lunedì al venerdì, dalle 7:00 alle 8:00 e dalle 19:00 alle 23:00 e il sabato, dalle 7:00 alle 23:00, la terza fascia (economica) va dal lunedì al sabato, dalla mezzanotte alle 7:00 e dalle 23:00 alle 24:00, e tutte le ore di domenica e dei giorni festivi. Questa tariffa può essere scelta solo se sei un cliente del mercato libero e hai il contatore elettronico.

La tariffa bioraria è il sistema introdotto dall’Authority per i consumatori che vogliono mantenere il regime di maggior tutela e che dispongono del contatore elettronico. Due le fasce orarie: una con tariffe più alte dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 19:00 (fascia F1) e una con tariffe più basse per i consumi che avvengono in tutti gli altri orari (fasce F2 e F3).

Una volta nota la propria fascia oraria a basso consumo energetico bisogna quindi concentrare in quegli orari l’utilizzo di lavatrici, lavastoviglie, aspirapolvere e ferri da stiro. La posizione in cui vengono installati i termosifoni e l’utilizzo di lampade led sono altrettanto importanti per il risparmio energetico, quindi occhio alla posizione!

Nuove fasce orarie per l’elettricità (2007)

Dal primo gennaio 2007

la fascia di punta (costi alti), andrà dalle ore 8.00 alle ore 19.00 dal lunedì al venerdì. Le ore intermedie saranno nei giorni feriali dalle ore 7.00 alle ore 8.00 e dalle 19.00 alle 23.00, il sabato dalle ore 7.00 alle ore 23.00. La fascia fuori punta (quella più economica), nei giorni dal lunedì al venerdì, andrà dalle 23.00 alle 7.00, mentre le domeniche e festivi sarà in vigore per tutte le ore della giornata.  Se non mi sbaglio (anche perchè ognuno si sceglie la tariffazione che maggiormente si adatta al suo stile di vita), adesso sono in vigore 4 fasce orarie:
Le ore di punta sono oggi quelle comprese tra le 8,30 e le 10,30 e tra le 16,30 e le 18,30 dei giorni dal lunedì al venerdì del periodo invernale.

Poi ci sono le “ore di alto carico“, che son quelle comprese tra le 6,30 e le 8,30, tra le 10,30 e le 16,30 e tra le 18,30 e le 21,30 dal lunedì al venerdì del periodo invernale e quelle comprese tra le 8,30 e le 12 dal lunediì al venerdì del periodo estivo, escluso il mese di agosto.

Seguono le “ore di medio carico” comprese tra le 6,30 e le 8,30 e tra le 12 e le 21,30 dal lunedì al venerdì del periodo estivo, escluso il mese di agosto. Per arrivare infine alle “ore vuote” corrispondenti alle notti tra 21,30 e le 6,30 dei giorni dal lunedì al venerdì, tutte le ore del sabato e della domenica e tutte le ore del mese di agosto.

Insomma, una buona semplificazione, riassumibile in “fate la lavatrice dopo le 19, o meglio ancora nel fine settimana”.

Fonte: ecoblog.it

La stazione di stoccaggio di Tesla da 80 MWh è la più grande del mondo

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Tesla e Southern California Edison hanno completato la stazione di stoccaggio di energia elettrica più grande del mondo: si trova in California, a Mira Loma ad est di Los Angeles, e grazie al nuovo sistema di Tesla Powerpack 2 – agli ioni di litio – la stazione potrà immagazzinare fino a 80 MWh di energia. Il progetto era stato annunciato nel settembre scorso ed è il più imponente al mondo, di questo tipo: la stazione di stoccaggio è pronta dalla fine di dicembre ed è ora operativa per soddisfare la domanda di approvvigionamento delle varie colonnine nei picchi di richiesta ed è in grado di garantire energia elettrica per 2500 famiglie al giorno. È composta da 400 Tesla Powerpack 2, accumulatori di ultima generazione ad alte prestazioni che vengono prodotti alla Gigafactory, che da quando sono stati immessi sul mercato sono stati venduti per un totale di 300 MWh, riscuotendo un successo notevole. Il sistema accumula energia nelle ore con meno richiesta, garantendo così anche l’affidabilità dei vari punti di ricarica nei picchi di richiesta, e se il progetto avrà successo potrà diventare il cavallo di Troia per la conversione energetica della California meridionale

Fonte: ecoblog.it

Lybra, il sistema che produce energia elettrica grazie alle frenate

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Generare energia elettrica con le frenate delle auto? Si può fare e si farà, fra non molto tempo, a Concorezzo, in Brianza, dove verrà attivato Lybra, un sistema in grado di ricavare energia elettrica dalla frenata delle automobili. A beneficiare di questo innovativo sistema di produzione di energia a emissioni zero sarà la cittadinanza della stessa Concorezzo. L’amministrazione del comune brianzolo ha firmato un accordo con Up, una delle migliori e più innovative startup italiane.  Lybra sfrutta un rallentatore stradale che riesce a trasformare l’energia cinetica dei veicoli in fase di frenata in energia elettrica. Il sistema è già stato testato con successo all’ingresso del parcheggio di un grande supermercato e ha ottenuto riscontri più che positivi. Le condizioni ideali per ottimizzare un sistema come Lybra prevedono un forte flusso di traffico e, naturalmente, un tratto nel quale gli automobilisti siano costretti a rallentare. I luoghi ideali per il suo utilizzo potrebbero essere i metri che precedono l’accesso ai pedaggi autostradali e quelli che precedono le rotatorie, ma anche gli ingressi nei parcheggi.  Il comune di Concorezzo si doterà di due impianti proprio in prossimità di rotatorie e sarà il primo comune in assoluto ad adottare questa particolare tecnologia. Secondo le stime di Up, considerando il volume di traffico veicolare, l’azienda si attende una produzione di 40mila kilowattora all’anno.

Fonte: ecoblog.it

In Marocco la più grande centrale solare del mondo

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Ouazazarte, una località del deserto del Marocco ai piedi della catena montuosa dell’Atlante sorgerà la più grande centrale solare del mondo, capace, entro il 2020, di fornire il 50% dell’energia elettrica necessaria al Marocco.La località è molto nota agli appassionati di cinema, qui, infatti, sono stati girati molti importantissimi film storici e di avventura dell’ultimo mezzo secolo, da Lawrence d’Arabia a Il Gladiatore, da L’uomo che volle farsi re ad Alexander, da Prince of Persia Le crociate, da Babel Spy Game, da Nessuna verità a La mummia, da Il tè nel deserto a L’ultima tentazione di Cristo. Insomma questa località è il luogo privilegiato dai registi di film storici, biografici, biblici e d’avventura che hanno bisogno di paesaggi desertici e poco antropizzati. Ora però, alla vocazione di set cinematografico, Ouazazarte vuole affiancare un nuovo business, quello dell’energia rinnovabile. Con lo sviluppo delle energie rinnovabili il Marocco ambisce a divenire una delle potenze energetiche del Mediterraneo e dopo decenni di sopravvivenza energetica grazie all’import, punta a divenire esportatrice verso i Paesi di Nord Africa e Medio Oriente. Nelle aree a ridosso del Sahara l’intesità del sole è il doppio della media europea, un vero e proprio “capitale” che il Marocco vuole immagazzinare e utilizzare in parte per sé e in parte per le esportazioni. Nei prossimi mesi diverrà operativo il primo dei quattro impianti da 160 megawatt e, a partire dal 2016, la potenza salirà a 570 megawatt. Quando la centrale sarà completata, nel 2017, verranno raggiunti 2mila megawatt. Il governo del Marocco sta pensando a una linea elettrica che, attraversando il Sahara, riesca a raggiungere l’Arabia Saudita. Il re Mohamed VI si è assicurato il sostegno delle Nazioni Unite, della Banca Mondiale e dell’Unione Europea per un progetto che, a lavori ultimati, potrebbe valere, 9 miliardi di euro.

Fonte: ecoblog.it

Nei rifugi Cai energia elettrica solo da fonti rinnovabili

La conversione avverrà in seguito all’accordo stipulato dal Club Alpino Italiano ed Enel Energiaimmagine

La tutela dell’ambiente è, da sempre, una delle priorità del Cai. Dopo la convenzione stipulata con Enel Energia, il Club Alpino Italiano declinerà questa sua prerogativa anche in campo energetico garantendo alle Sezioni Cai e soprattutto ai suoi rifugi la fornitura di energia elettrica interamente proveniente da impianti da fonte rinnovabile certificata dal sistema delle Garanzie d’Origine dal Gestore Servizi Energetici (GSE). Enel e Cai hanno stimato che una fornitura da fonti rinnovabili per le 511 Sezioni del Cai e per i suoi 774 rifugi e bivacchi alpini e appenninici eviterà di immettere nell’ambiente una quantità di CO2 pari a 430 tonnellate annue. Per Angelina Maggiore, direttore del Cai, si tratta di “un altro passo concreto a supporto delle strategie di tutela e conservazione dell’ambiente montano, mission istituzionale del CAI”. L’operazione prevede il miglioramento dell’efficienza energetica delle sedi e dei rifugi del Cai, in modo da ridurre i consumi di energia elettrica, nel pieno rispetto dell’ambiente circostante.

Fonte:  Cai

Foto | Cai

In Europa la metà dell’energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2030

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Secondo The Guardian, il prossimo 15 luglio la Commissione Europea pubblicherà un documento con il quale, per i Paesi dell’Unione, viene fissato l’obiettivo di avere entro il 2030 almeno la metà dell’energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili. Questo significa che dovranno essere accelerati i piani relativi alle reti elettriche e in particolare dovranno essere velocizzati i processi di decarbonizzazione. L’obiettivo dell’UE è di tagliare le emissioni del 40% entro il 2030 rispetto al livelli del 1990. Attualmente circa un quarto dell’elettricità europea proviene da fonti rinnovabili e questa quota deve dunque essere raddoppiata entro i prossimi quindici anni. L’obiettivo principale cui aspira l’UE è una quota del 27% di energie rinnovabili nell’intero mix energetico di tutta l’Europa, che include i settori dei trasporti, dell’agricoltura e dell’edilizia che non necessariamente fanno affidamento sull’elettricità. Quest’ultimo proposito è stato particolarmente apprezzato da Joy Oliver, il portavoce della European Wind Energy Association, il quale però ha fatto notare che alcune nazioni come Paesi Bassi, Regno Unito e Francia stanno rischiando di non raggiungere l’obiettivo fissato per il 2020 ossia di avere almeno un quinto dell’energia proveniente da fonti rinnovabili e dunque serve un sistema di monitoraggio più attento per impedire agli “Stati scansafatiche” di nascondersi dietro quelli più virtuosi.

Fonte: ecoblog.it

SISTEMA “OFF GRID”: IN ITALIA TERMINATA LA PRIMA CASA AUTOSUFFICIENTE AL 100%. STACCATA DALLE RETI DEL GAS E DELLA LUCE. TUTTO VIENE “AUTOPRODOTTO”. ECCO COME FUNZIONA

Petrolio addio! Nelle Marche la prima casa off-grid autonoma e scollegata dalle reti E’ stata inaugurata la prima casa off grid d’Italia che ha definitivamente detto addio al petrolio perché  autosufficiente e staccata da luce e gas. È stata realizzata a Monsano, in provincia di Ancona, ed è la prima casa italiana completamente indipendente da fonti fossili inquinanti, scollegata dalla rete elettrica nazionale e dalla tradizionale fornitura di gas. A far diventare realtà ciò che fino a poco tempo sembrava impossibile è stata la Energy Resources, un’azienda marchigiana particolarmente attenta al problema dell’impatto ambientale e al risparmio energetico, capitanata dal lungimirante Enrico Cappanera.1

Grazie alle tecnologie green sviluppate negli ultimi anni, l’azienda è riuscita a mettere a punto un progetto rivoluzionario: realizzare abitazioni che non siano più dipendenti dal petrolio! “Ha ragione Moody’s – ha commentato Cappanera – ora le multinazionali possono realmente preoccuparsi, è finita l’era del petrolio. Operazioni come questa rendono più concreti i concetti legati alla terza rivoluzione industriale ed aprono le porte ad una nuova stagione per l’umanità, dove sarà la generazione distribuita di energia elettrica da fonti rinnovabili a ripristinare l’equilibrio tra uomo e pianeta“. Un grande successo per un’azienda di grande rilievo, che ha saputo investire nello sviluppo eco-sostenibile, dando origine al fortunato SES – Smart Energy System, un impianto di energia intelligente, capace di integrare l’abitazione con un sistema di gestione dell’energia. Il risultato? Non solo una grande soddisfazione per Cappanera e la sua realtà, ma soprattutto “una reale democrazia energetica“, che spalanca le porte a tutti “a dispetto delle grandi manovre di multinazionali dell’energia, di governi poco lungimiranti e di istituti di credito ancora legati ad un sistema basato sulle fonti fossili ed al loro monopolio“. Nell’abitazione si produce energia pulita a impatto e chilometri zero: qui viene prodotta, gestita distribuita e utilizzata, senza la necessità di reti, intermediari o filiere di distribuzione.2

Anche Francesco Del Pizzo, AD di Terna Plus – ha continua l’ad di Energy Resources – scommette su un futuro dove i sistemi di accumulo di energia serviranno a stabilizzare la rete elettrica esistente, garantendo la crescita delle rinnovabili. D’altronde Jeremy Rifkin ha basato le sue teorie su cinque pilastri di sviluppo principali dove la micro produzione di energia ed il suo accumulo serviranno ad uscire dall’empasse energetico e dalla crisi economica ed ambientale globale“. “Quello che fino ad oggi è stato definito consumatore – ha concluso Cappanera – deve trasformarsi finalmente in produttore capace di orientare le proprie scelte in modo consapevole: sapere quanta energia si ha possibilità di produrre, e quindi di utilizzare, è fondamentale anche per rilanciare i concetti di risparmio energetico e riduzione delle emissioni inquinanti”.

Alla luce di questo, oggi non è ancora più ridicolo parlare di nucleare?

FONTE: greenme.it