Londra, blitz di Greenpeace con Emma Thompson alla Shell

LONDON, ENGLAND - SEPTEMBER 02:  Emma Thompson places a giant paw sticker on the outside of the Shell Building on September 2, 2015 in London, England. The sticker contains the names of some of the 7 million people who have signed up to the arctic movement. As part of the protest, 64 activists and puppeteers have also manoeuvred a giant polar bear puppet the size of a double decker bus to rest just metres away from Shell's front entrance. It's intended the polar bear titan will remain fixed there until Shell's Arctic drilling window ends later this month.  (Photo by Ben Pruchnie/Getty Images)

LONDON, ENGLAND - SEPTEMBER 02:  A general view of the giant polar bear puppet outside the Shell Building on September 2, 2015 in London, England. As part of the protest, 64 activists and puppeteers manoeuvred a giant polar bear puppet the size of a double decker bus to rest just metres away from Shell's front entrance. It's intended the polar bear titan will remain fixed there until Shell's Arctic drilling window ends later this month.  (Photo by Ben Pruchnie/Getty Images)

Sessantaquattro attivisti di Greenpeace, tra i quali c’è anche la famosa attrice britannica Emma Thompson, hanno portato oggi una grande riproduzione di un orso polare, alto quanto un autobus a due piani, davanti all’ingresso del quartier generale della Shell a Londra. Aurora, così è stato chiamato il gigantesco orso finto, resterà davanti al palazzo della multinazionale petrolifera anglo-olandese fino alla fine del mese, perché questo è il tempo limite per la Shell per trovare gli idrocarburi nell’Artico prima della fine dell’inverno. La multinazionale ha ottenuto solo pochi giorni fa il permesso dall’amministrazione Obama di iniziare le trivellazioni. Sei attivisti si sono incatenati tra le zampe dell’orso per evitare che venga spostato. Aurora ogni tanto emette una sorta di ruggito. Lo scopo di questa azione è ovviamente quello di chiedere alla Shell di disattivare i suoi impianti di perforazione e abbandonare l’Artico. Oltre sette milioni di persone hanno già aderito all’appello di Greenpeace per difendere l’Artico. L’attrice Emma Thomson, che sostiene l’iniziativa in prima persona, ha commentato:

“Ho deciso di unirmi agli attivisti perché soffro nel pensare che la Shell sia lì, a trivellare per cercare il petrolio. Sono qui per dire no. Perché tutto questo deve finire. Insieme ad altri milioni di persone chiedo che vada via dall Artico prima del 28 settembre. Stiamo a vedere cosa accade. Io sono orgogliosa di essere qui con loro per questa causa”

Fonte: ecoblog.it

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Emma Thompson protesta contro Tony Abbott sui cambiamenti climatici

L’attrice inglese si è schierata al fianco di Greenpeace per contestare la posizione negazionista di Tony Abbott in merito ai cambiamenti climatici.

La nota attrice inglese Emma Thompson ha messo in scena una singolare protesta nell’isola diSpitsbergen, tappa del viaggio che la protagonista di Quel che resta del giorno Molto rumore per nulla sta compiendo nel deserto di ghiaccio dell’Artico. La protesta dell’attrice ha avuto un destinatario ben preciso, il primo ministro australiano Tony Abbott che in passato aveva definito – testualmente – “cazzate” le teorie sui cambiamenti climatici, ammorbidendo di recente la sua posizione negazionista.

Tony Abbott, il cambiamento climatico è vero e io ci sono sopra,

è stato il cartello con il quale l’attrice si è fatta fotografare inviando un messaggio dall’altra parte del mondo.

artico

Thompson ha visitato il ghiacciaio Smeerenburg nel nord-ovest di Spitsbergen, isola che fa parte dell’arcipelago delle Svalbard, nel Mar Glaciale Artico. L’attrice sta viaggiando, insieme alla figlia di 14 anni, sulla nave Esperanza di Greenpeace, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei cambiamenti climatici. Secondo uno studio pubblicato nel 2013 su Nature, il ghiaccio marino si è sciolto con un tasso dell’8% per ogni decennio degli ultimi 30 anni a causa del riscaldamento globale. L’obiettivo di questa campagna è proteggere l’Artico dalle trivellazioni e dalla pesca industriale.

Ci è stato detto che la colpa del riscaldamento globale è nostra, che vogliamo il carburante che alimenta le nostre auto e che l’industria petrolifera non fa che rispondere alle esigenze di un pubblico avido. Ma questo non è giusto. La maggior parte di noi vuole vivere una vita più pulita, ma i nostri governi non rendono queste cose facilmente attuabili. I cambiamenti di cui abbiamo bisogno, di cui l’Artico ha bisogno, devono venire sia dall’alto che dal basso. Abbiamo bisogno di auto elettriche meno costose e più accessibili, di piste ciclabili sicure in ogni città,

ha aggiunto Emma Thompson concludendo che i governi devono fare tutto il possibile per rendere la vita di tutti maggiormente sostenibile.EE British Academy Film Awards 2014 - Red Carpet Arrivals

Fonte:  The Guardian

© Foto Getty Images