Ri-Generation: l’impresa che riporta in vita gli elettrodomestici dismessi

Riusare, Rigenerare, Ridurre. Sono le parole chiavi di Ri-Generation, impresa che rigenera elettrodomestici destinati alla discarica e li rivende a prezzi più economici rispetto al prodotto nuovo, contribuendo a combattere lo spreco di risorse ambientali e umane. Grazie alla collaborazione con il Sermig, Ri-Generation sta creando anche nuovi posti di lavoro, rivolgendosi a persone che il lavoro lo avevano perso durante la crisi. Un progetto di Economia Circolare a tutto tondo.

L’economia circolare applicata agli elettrodomestici, con l’obiettivo di creare lavoro: la Storia di oggi è sul progetto Ri-Generation, ideato da Astelav in collaborazione con il Sermig, il Servizio Missionario Giovani, che “attraverso la rigenerazione degli elettrodomestici cerca di costruire una mentalità in contrasto con lo spreco di risorse umane e ambientali”.

Rigeneration nasce da un’idea di Astelav, un’azienda storica italiana con sede a Vinovo, in provincia di Torino, che dal 1963 è uno dei principali distributori europei di accessori e ricambi per elettrodomestici. Ernesto Bertolino, che è il managing director di Astelav, aveva una visione già da prima della nascita di Ri-Generation: “Vendendo ricambi, da sempre abbiamo avuto una propensione ad incentivare la riparazione e la rigenerazione. Inoltre, abbiamo capito un fenomeno ancora più importante: riparare oggi è un’esigenza ambientale, umana, sociale, un’opportunità di lavoro: in poche parole, un’occasione per l’uomo e per migliorare il nostro Pianeta”. Dall’esperienza di Astelav parte così il progetto Ri-Generation.

Come funziona Ri-generation

In sostanza, Ri-Generation ripara e rivende elettrodomestici danneggiati, altrimenti condannati a divenire rifiuti, rispecchiando così in pieno i principi dell’economia circolare.

Tutti gli elettrodomestici, una volta che finiscono di funzionare, diventano genericamente dei RAEE, Rifiuti di Apparecchi Elettrici ed Elettronici, e vanno smaltiti secondo precise normative europee. Recenti normative hanno introdotto una novità per i distributori di elettrodomestici: al momento della vendita di un elettrodomestico nuovo, il distributore è obbligato a ritirare i vecchi elettrodomestici: “Qui ci inseriamo noi – ci spiega Enrico Bertolino – perché nel momento in cui il vecchio elettrodomestico viene ritirato, diviene automaticamente un RAEE. A quel punto, prima che vada in triturazione negli impianti appositi, viene da noi acquistato, testato e riparato in laboratori appositi formati dal nostro team, e dopo rimessi in commercio. Un processo a tutti gli effetti produttivo, che lo differenzia dalla riparazione semplice effettuata da un tecnico in casa”.

I prezzi di rivendita dei vari elettrodomestici sono estremamente concorrenziali rispetto al mercato: “Possiamo stimare che il prezzo dell’elettrodomestico è inferiore della metà rispetto al prodotto nuovo: per fare un esempio, una lavatrice di alta gamma, una 9kg di classe A+ con delle buone caratteristiche, può costare intorno ai 400 euro e rigenerata costa sui 200 euro”.ri-generation-4

I prodotti rivenduti hanno una garanzia di un anno, vengono venduti in tre punti vendita di Ri-Generation a Torino oppure online. Il tema dei RAEE negli ultimi anni ha assunto un ruolo importante nel dibattito pubblico: nel 2017, in Italia, sono stati prodotti oltre 90000 tonnellate di rifiuti RAEE “R2”, i cosiddetti “Grandi Bianchi” che comprendono, tra i tanti, anche le lavatrici, le lavastoviglie, i frigoriferi e i forni elettrici di vario tipo.

In generale, la produzione di RAEE è in aumento di circa il dieci per cento ogni anno, e non tutta viene smaltita nel modo più consono: nel 2015, in Italia, solo 250000 tonnellate di Rifiuti di apparecchi elettrici ed elettronici sono stati smaltiti nel modo più corretto, ma questi rappresentano solamente il quaranta per cento del totale dei rifiuti. Sono infatti stimati in 350000 tonnellate i RAEE che, purtroppo, finiscono in discariche abusive, abbandonati nelle campagne o nei boschi oppure esportati illegalmente verso i paesi in via di sviluppo, per essere utilizzati come fonte di componenti e materie prime di recupero.

Ri-Generation diventa così un modello di impresa, replicabile, che risolve un problema creando più opportunità: incluso la creazione di posti di lavoro.ri-generation-

La collaborazione con il Sermig: il lavoro e le donazioni

Ri-Generation è un progetto che vede la collaborazione, oltre che di Astelav, del Sermig: si tratta del Servizio Missionario Giovani, organizzazione composta di volontari fondata da Ernesto Oliviero nel 1964 e che si occupa di sostenere persone in difficoltà economica e sociale. “Insieme al Sermig abbiamo individuato la necessità di dare una risposta forte all’esigenza più importante e delicata di questi ultimi anni: quella del lavoro – ci spiega Ernesto Bertolino – e la nostra comune passione per il non spreco e per il riutilizzo, si è rivolta anche in direzione di quelle persone che hanno perso il lavoro a causa della crisi o per altri motivi. Abbiamo collaborato insieme nel cercare alcune persone che avessero già elevate competenze professionali nella riparazione di elettrodomestici, oppure persone o ragazzi giovani che mostrassero una buona predisposizione nell’apprendere questo tipo di lavoro.

Abbiamo così formato un team di tecnici assunti per Ri-Generation, di età variegata: siamo riusciti ad introdurre in azienda persone ultracinquantenni, che avevano perso il lavoro, insieme a ragazzi poco più che ventenni. Una storia che ricordo come esempio di economia circolare applicata al lavoro è quella di un ragazzo del Mali, che da bambino aggiustava biciclette in Africa: dopo un periodo di tirocinio durato sei mesi con Ri-Generation, continuerà la sua attività lavorativa con noi come riparatore di elettrodomestici. Penso anche alle competenze più specifiche recuperate, come quelle di Amos, un ragazzo rumeno che ha dimostrato una buona propensione verso l’elettronica e che oggi è un eccellente riparatore di lavastoviglie”.ri-generation-1

Oggi Ri-generation impiega otto persone: sei di loro sono tecnici di laboratorio e due si occupano della vendita del prodotto. Ma la collaborazione con il Sermig non è finita qui e si è estesa anche al settore delle donazioni: “Ri-Generation accetta anche elettrodomestici che, per vari motivi, non sono più utili alle persone. Il Sermig ci aiuta ad intercettare quelle persone sul territorio che si stanno liberando di un elettrodomestico e noi ci occupiamo della logistica di queste donazioni: ritiriamo direttamente il potenziale rifiuto e, come gli altri, presto diventa un nuovo elettrodomestico perfettamente funzionante”.

La reazione nei confronti del progetto da parte del pubblico è molto buona e si può dividere in due livelli: qualità percepita e vendite. “Il problema più istintivo è quello della qualità del prodotto: essendo rigenerato, potrebbe essere percepito come qualitativamente inadeguato. Vi assicuro che le persone che vengono nei nostri punti vendita, spesso, non riescono a distinguere se una delle nostre lavatrici sia un prodotto nuovo o rigenerato. Questo si rispecchia nei nostri obiettivi, perché l’attività sta andando molto bene, soprattutto per la vendita diretta nel negozio: anche la vendita online sta crescendo, è chiaro che si tratta di un processo che richiede più tempo ma l’andamento generale positivo di Ri-Generation ci spinge ad aumentare la produzione e l’attività di laboratorio, e quindi di conseguenza ad impiegare anche nuove persone per far crescere il progetto, oltre alla possibilità di poter aprire nuovi negozi come Ri-Generation anche in altri luoghi d’Italia, oltre che a Torino”.

Il tutto nel segno della Riduzione, del Riuso e della Rigenerazione.

Intervista: Daniel Tarozzi e Paolo Cignini

Riprese e montaggio: Paolo Cignini

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2018/07/io-faccio-cosi-220-ri-generation-limpresa-elettrodomestici-dismessi/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

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Le fasce orarie per il risparmio energetico: le tariffe e gli orari migliori

Le tariffe dell’elettricità sono differenziate per favorire il risparmio energetico. Ecco quali sono gli orari in cui utilizzare elettrodomestici ad alto consumo come la lavatrice.fasceorarie

Dal 2007 le tariffe dell’energia elettrica sono state differenziate a seconda delle fasce orarie per favorire il risparmio energetico e spingere i consumatori a un utilizzo smart degli elettrodomestici maggiormente energivori. Questo avviene perché produrre energia nelle ore di picco è più costoso. Da dieci anni, quindi, l’Authority ha introdotto per i clienti in servizio di maggior tutela un meccanismo di prezzi biorari ovverosia differenziati in base alle ore della giornata ma anche dei giorni della settimana. Le tariffe disponibili sono tre e vanno scelte in base a quello che è l’utilizzo consueto che viene fatto dell’energia elettrica.

La tariffa monoraria è quella in cui il prezzo dell’energia è sempre uguale nel corso della giornata, indipendente dall’ora di utilizzo.

La tariffa multioraria prevede tre fasce orarie: la F1 (in cui il prezzo è più alto) fascia va dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 19:00, la F2 (intermedia) va dal lunedì al venerdì, dalle 7:00 alle 8:00 e dalle 19:00 alle 23:00 e il sabato, dalle 7:00 alle 23:00, la terza fascia (economica) va dal lunedì al sabato, dalla mezzanotte alle 7:00 e dalle 23:00 alle 24:00, e tutte le ore di domenica e dei giorni festivi. Questa tariffa può essere scelta solo se sei un cliente del mercato libero e hai il contatore elettronico.

La tariffa bioraria è il sistema introdotto dall’Authority per i consumatori che vogliono mantenere il regime di maggior tutela e che dispongono del contatore elettronico. Due le fasce orarie: una con tariffe più alte dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 19:00 (fascia F1) e una con tariffe più basse per i consumi che avvengono in tutti gli altri orari (fasce F2 e F3).

Una volta nota la propria fascia oraria a basso consumo energetico bisogna quindi concentrare in quegli orari l’utilizzo di lavatrici, lavastoviglie, aspirapolvere e ferri da stiro. La posizione in cui vengono installati i termosifoni e l’utilizzo di lampade led sono altrettanto importanti per il risparmio energetico, quindi occhio alla posizione!

Nuove fasce orarie per l’elettricità (2007)

Dal primo gennaio 2007

la fascia di punta (costi alti), andrà dalle ore 8.00 alle ore 19.00 dal lunedì al venerdì. Le ore intermedie saranno nei giorni feriali dalle ore 7.00 alle ore 8.00 e dalle 19.00 alle 23.00, il sabato dalle ore 7.00 alle ore 23.00. La fascia fuori punta (quella più economica), nei giorni dal lunedì al venerdì, andrà dalle 23.00 alle 7.00, mentre le domeniche e festivi sarà in vigore per tutte le ore della giornata.  Se non mi sbaglio (anche perchè ognuno si sceglie la tariffazione che maggiormente si adatta al suo stile di vita), adesso sono in vigore 4 fasce orarie:
Le ore di punta sono oggi quelle comprese tra le 8,30 e le 10,30 e tra le 16,30 e le 18,30 dei giorni dal lunedì al venerdì del periodo invernale.

Poi ci sono le “ore di alto carico“, che son quelle comprese tra le 6,30 e le 8,30, tra le 10,30 e le 16,30 e tra le 18,30 e le 21,30 dal lunedì al venerdì del periodo invernale e quelle comprese tra le 8,30 e le 12 dal lunediì al venerdì del periodo estivo, escluso il mese di agosto.

Seguono le “ore di medio carico” comprese tra le 6,30 e le 8,30 e tra le 12 e le 21,30 dal lunedì al venerdì del periodo estivo, escluso il mese di agosto. Per arrivare infine alle “ore vuote” corrispondenti alle notti tra 21,30 e le 6,30 dei giorni dal lunedì al venerdì, tutte le ore del sabato e della domenica e tutte le ore del mese di agosto.

Insomma, una buona semplificazione, riassumibile in “fate la lavatrice dopo le 19, o meglio ancora nel fine settimana”.

Fonte: ecoblog.it

Ue, nuove norme su etichetta energetica degli elettrodomestici e apparecchi in stand-by

Con le regole in vigore dal primo gennaio 2015 i cittadini potranno risparmiare e allo stesso tempo inquinare meno, dato che si stima una riduzione di 15 milioni di tonnellate di CO2 nell’atmosfera. Le regole aiuteranno anche la competitività delle aziende europee381556

Dal 1° gennaio 2015 un nuovo regolamento europeo sull’efficienza energetica aiuterà i cittadini del vecchio continente ad inquinare meno risparmiando sulla bolletta. In Italia la notizia non ha avuto molto risalto, nonostante si tratti di tre norme che interessano un’ampia gamma di elettrodomestici di uso quotidiano. La prima di queste introduce l’obbligatorietà di mostrare l’etichetta energetica completa dei prodotti anche nelle vendite on line. Fino ad oggi l’unico vincolo per le vendite via internet era quello di indicare la classe di appartenenza del prodotto (ad esempio classe A), ma non quello di indicare anche tutte le altre classi della scala, rendendo difficile il confronto. La seconda riguarda i forni a gas e le cappe: anche questi dovranno avere l’etichetta energetica, mentre fino ad ora solo i forni elettrici ce l’avevano. La terza stabilisce l’obbligo per tutti i costruttori di apparecchi connessi in rete di predisporre uno stand by automatico. Quindi tutti i prodotti come modem, server, ruter, televisori dovranno avere la possibilità di esser messi in stand by e di farlo autonomamente quando il prodotto non è in uso attivo. Questa norma si estende anche ai costruttori di macchine per il caffè con filtro, per intenderci quelle macchine che fanno “il caffè all’americana”.
I benefici introdotti da queste tre norme sono prima di tutto ambientali. La Commissione Europea ha stimato un risparmio per l’ambiente di 15 milioni di tonnellate di CO2. Secondo quanto riporta Qualenergia.it, il consumo elettrico degli apparecchi elettrici connessi alla rete in Europa quando non sono in uso è di circa 90 TWh all’anno, pari al consumo elettrico annuo di 24 milioni di famiglie europee. Considerando tutte le misure esistenti di efficienza sugli stand-by, si stima che il consumo elettrico annuale europeo verrà ridotto di 75 TWh senza influire sulle performance dei prodotti. Questo significa una diminuzione pari a 28 milioni di tonnellate di CO2, l’equivalente delle emissioni di 1,5 milioni di famiglie. Il risparmio sarà anche per i portafogli dei cittadini europei. La stima è di una riduzione media annuale di circa 45 euro a utenza, che fino al 2020, per chi sceglierà prodotti particolarmente efficienti, potrà generare un risparmio complessivo di 465 euro per ogni famiglia. Dal 26 settembre del 2015, la direttiva EcoDesign, questo il nome del nuovo regolamento, entrerà a pieno regime definendo i nuovi criteri sull’efficienza energetica, sulle emissioni e sulla rumorosità degli apparecchi elettrici e a gas, azioni introdotte anche per la difesa e la competitività delle aziende europee.

Fonte: ecodallecitta.it

Lavatrici, frigoriferi e computer: le 5 regole per gettarli via

Come si gettano via i vecchi frigoriferi, le lavatrici rotte o i computer che non funzionano più?

La sigla RAEE ai più non dirà molto eppure rappresenta una gran parte degli oggetti che utilizziamo ogni giorno: lavatrici, cellulari, computer, condizionatori, televisori e piccoli elettrodomestici che una volta rotti rappresentano rifiuti che spesso sono abbandonati in strada, accanto ai cassonetti dove ancora esistono, nei boschi, spiagge ma non dove dovrebbero essere poi consegnati. Quindi la domanda è: come ricicliamo gli elettrodomestici rotti?SONY DSC

A indirizzarci su come smaltire correttamente i rifiuti elettronici o RAEE – Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche – è il consorzio Ecodom che in occasione della XXII edizione di Puliamo il Mondo che si terrà dal dal 26 al 28 settembre 2014 in tutta Italia, ci ricorda le 5 regole da mettere in pratica prima di disfarsi di un elettrodomestico vecchio:

  1. Non buttare mai i RAEE nella spazzatura indifferenziata, non abbandonarli nell’ambiente e non dimenticarli in casa, in soffitta o nei garage.
  2. Portarli alle isole ecologiche più vicine. I centri di raccolta (o isole ecologiche) sono strutture allestite dagli Enti Locali per la raccolta differenziata delle diverse tipologie di rifiuti (tra cui i RAEE). Dai centri di raccolta i rifiuti vengono inviati a impianti di trattamento che garantiscono la salvaguardia dell’ambiente (evitando la dispersione di sostanze inquinanti) e il riciclo delle materie prime.
  3. In caso di acquisto di un nuovo elettrodomestico, consegnare il vecchio al negoziante che è tenuto a ritirarlo gratuitamente (dal giugno 2010, grazie all’entrata in vigore del cosiddetto decreto “Uno contro Uno”, i rivenditori sono obbligati al ritiro gratuito dell’apparecchiatura elettrica/elettronica a fronte dell’acquisto di un nuovo prodotto equivalente). Inoltre, dal mese di aprile 2014, con il nuovo Decreto Legislativo 49/2014 è stato introdotto – per i negozi con superficie di vendita superiore a 400 mq – l’obbligo di ritiro gratuito “uno contro zero” dei RAEE di piccolissime dimensioni (aventi cioè dimensione massima inferiore a 25 cm).
  4. Richiedere il ritiro a domicilio per i RAEE ingombranti: si tratta di un servizio presente in molti Comuni.
  5. Ricordare che i RAEE possono diventare preziose risorse se correttamente riciclati, mentre, se trattati in modo non corretto, possono essere dannosi per l’ambiente. Da un frigorifero, ad esempio, si ottengono fino a 28 kg di ferro, 6 kg di plastica e oltre 3 kg tra rame e alluminio, ma lo stesso frigorifero contiene anche sostanze altamente inquinanti, come i CFC e gli HCFC, gas ozono-lesivi. Se abbandonato, quel frigorifero finirà probabilmente nelle mani di soggetti interessati soltanto a ricavarne le materie prime aventi valore economico, senza la minima preoccupazione di recuperare in modo corretto le sostanze inquinanti.

Fonte:  Iko @ Flickr

Elettrodomestici, tutti i sistemi per risparmiare energia

Una piccola guida pratica per risparmiare energia utilizzando gli elettrodomestici in modo intelligente376040

Seicento euro l’anno. Tanto spende, in media, una famiglia italiana per alimentare gli elettrodomestici presenti in casa. Una cifra che sarebbe possibile ridurre adottando pochi semplici accorgimenti per evitare gli sprechi e tagliare i costi. Prima di tutto, può aiutare, prima di acquistare l’ennesimo dispositivo elettrico, chiedersi se si tratta di un oggetto davvero necessario: recuperare l’abitudine di spremere manualmente le arance o di grattugiare il parmigiano senza usare un apparecchio elettrico è il primo passo per risparmiare energia. Una volta individuati gli elettrodomestici realmente indispensabili, occorre poi scegliere sempre modelli ad alta efficienza energetica, di classe A o superiore. Ad aiutare il consumatore, da questo punto di vista, ci sono le norme europee che impongono la presenza sugli apparecchi di apposite etichette energetiche contenenti non solo la classe di appartenenza ma anche indicazioni sul consumo annuo, sulla capacità e su altre caratteristiche degli elettrodomestici. Tradizionalmente presenti su lavatrici, frigoriferi e forni, da poco sono obbligatorie anche su asciugatrici e lavastoviglie. L’uso di elettrodomestici in classe A o superiore può aiutare a contenere i consumi, ma un altro accorgimento che può aiutare è quello di non lasciare gli apparecchi in stand-by quando non vengono utilizzati. Gli apparecchi elettronici in preaccensione, infatti, costano in media oltre 50 euro l’anno per ogni famiglia, ma basta una semplice “ciabatta” con interruttore per evitare ogni spreco. Se queste sono le raccomandazioni di carattere generale, vediamo cosa è utile sapere per ciascun tipo di elettrodomestico.:

Frigorifero e congelatore

Il frigorifero è uno dei pochissimi elettrodomestici a rimanere acceso in maniera praticamente costante. Per questo, oltre a scegliere dei modelli ad alta efficienza energetica, è importante osservare una serie di regole per ridurre i consumi. Prima di tutto, la scelta del dispositivo deve essere adeguata alle esigenze della famiglia: inutile acquistare un frigorifero enorme se in casa siamo pochi, perché per ogni 100 litri di capacità in più i consumi aumentano di 80-90 kWh. Per una famiglia media di 2-4 persone la capacità consigliata è di 220-280. Fondamentale, inoltre, posizionare l’elettrodomestico ad almeno 10 centimetri di distanza dalle pareti e dai mobili, ed evitare di sistemarlo vicino a fonti di calore come fornelli, termosifoni, etc. Potrebbe essere conveniente, inoltre, acquistare un congelatore separato, in modo da spegnerlo quando viene non utilizzato. Anche nella gestione quotidiana del frigorifero, infine, esistono alcuni accorgimenti che migliorano l’efficienza: evitare di riempirlo troppo, non regolarlo a una temperatura “polare” ed evitare il più possibile di aprire lo sportello.

Lavatrice
Per quanto riguarda la lavabiancheria, oltre al consiglio sempre valido di comprare un modello in classe A o superiore, è importante, se possibile, collegarla a uno scaldacqua a energia solare, oppure a una caldaia a gas. Utilizzare il motore elettrico interno per il riscaldamento dell’acqua, infatti è una scelta poco efficiente e fa lievitare i consumi energetici.
Nel quotidiano, inoltre, è importante utilizzare la lavatrice sempre a pieno carico e fare il bucato a basse temperature, visto che i moderni detersivi, anche quelli ecologici, sono efficaci anche in acqua fredda. Il costo di un lavaggio a 40 gradi, infatti, è la metà rispetto a un bucato effettuato a 90°C. Può aiutare anche, a seconda del proprio contratto di fornitura dell’elettricità, programmare i lavaggi nelle ore notturne, durante il fine settimana o comunque nei momenti in cui il costo dell’energia è inferiore.

Lavastoviglie
Anche per la lavastoviglie valgono gli stessi consigli delle lavabiancheria: evitare di risaldare l’acqua con l’elettricità, riempire completamente l’apparecchio prima di utilizzarlo e preferire i sistemi di lavaggio “ecologici”. Fondamentale, inoltre, rimuovere i residui di cibo da piatti e stoviglie prima di iniziare il lavaggio e, se possibile, evitare l’asciugatura. Effettuare una corretta e costante manutenzione, infine, permette di mantenere l’elettrodomestico efficiente e funzionante più a lungo.

Forno
Anche se nelle case italiane si cucina sempre meno, la preparazione dei cibi rimane una voce importante della bolletta energetica delle famiglie. Per questo è importante, prima di tutto, scegliere bene il modello più adatto a ridurre i consumi: se possibile, a questo proposito, conviene preferire un forno a gas rispetto a un modello elettrico, oppure, in alternativa, affidarsi a un microonde, che consuma meno dei tradizionali forni a resistenza. Anche un forno elettrico, però, può essere usato in modo da evitare gli sprechi: innanzitutto, occorre mantenere sempre pulita la resistenza ed evitare di preriscaldare il forno con troppo anticipo rispetto all’inizio della cottura. A proposito di cottura, inoltre, va evitata il più possibile l’apertura dello sportello quando l’elettrodomestico è in funzione perché, oltre a compromettere la buona riuscita della ricetta, fa fuoriuscire rapidamente il calore. Un ultimo accorgimento, infine, è quello di spegnere il forno qualche minuto prima rispetto ai tempi indicati dal ricettario, lasciandolo però ben chiuso: il calore residuo permetterà di completare correttamente la cottura senza un ulteriore dispendio energetico.

Scaldabagno elettrico

I boiler sono i principali indiziati degli sprechi di energia elettrica nelle case, dal momento che il forte riscaldamento dell’acqua è una delle operazioni più energivore. Il primo consiglio, dunque, è quello, se possibile, di sostituirli con una caldaia a gas o, ancora meglio, con un impianto a energia solare o geotermica. Se questa non è una strada percorribile, è importante evitare di tenere acceso lo scaldino per tutto il giorno, soprattutto se non è richiesto un uso continuativo, perché ad esempio gli occupanti della casa sono fuori a lungo per lavoro o studio. In commercio esistono anche dei timer per programmare l’accensione.

Computer, monitor e stampanti

Come per tutti gli elettrodomestici, anche in questo caso la strada verso l’efficienza comincia con la scelta di modelli a basso consumo e di monitor basso emissivi, ma è molto importante anche la gestione quotidiana degli apparecchi. Per evitare sprechi quando l’apparecchio non è in uso, prima di tutto è utile importare lo stand-by automatico, facendo in modo che il computer entri in modalità “dormiente” dopo un certo lasso di tempo di mancato impiego. Anche l’installazione di uno screensaver può contribuire a evitare sprechi. Per quanto riguarda stampanti, casse acustiche e altre periferiche, infine, è importante collegarle alla presa solo quando servono, staccando i trasformatori dalla corrente quando non vengono utilizzate.
Fonte: eco dalle città

Ecobonus, il decreto è legge. Sconti per elettrodomestici e caldaie: cosa dice il provvedimento

Ok del Senato con 249 sì e appena 2 contrari. Vantaggi economici in arrivo per i grandi elettrodomestici e per le caldaie: è legge il decreto Ecobonus che alza gli sconti per le ristrutturazioni e per gli interventi di risparmio energetico. Il provvedimento non è stato modificato. Ecco i principali contenuti del decreto375860

Arrivano i nuovi sconti per i grandi elettrodomestici e per le caldaie: è legge il decreto Ecobonus che alza gli sconti per le ristrutturazioni e per gli interventi di risparmio energetico. Il via libera quasi all’unanimità è arrivato con una seduta lampo dal Senato: 249 i voti favorevoli, solo 2 i contrari. Ora le norme approdano in Gazzetta Ufficiale e subito scatteranno, con effetti pratici, le novità introdotte durante l’iter parlamentare. Tra queste la possibilità di scontare dall’Irpef l’acquisto dei grandi elettrodomestici o di poter sfruttare il bonus del 65% per le caldaie a pompa di calore, tra le quali anche alcuni impianti di aria condizionata. Tra le ultime novità quelle che rendono gli incentivi stabili a partire dal 2014 (ma il governo dovrà trovare le risorse con la Legge di Stabilità ad ottobre) e le detrazioni del 65% per l’efficienza energetica applicabili per tutto il 2013 anche all’adeguamento antisismico.

Ecco i principali contenuti del decreto.

– EFFICIENZA ENERGETICA: detrazione d’imposta del 65%, ripartita in 10 anni, per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2013 per la riqualificazione energetica di edifici; per gli interventi sulle parti comuni dei condomini le detrazioni sono per le spese sostenute fino al 30 giugno 2014.

– POMPE DI CALORE: sono detraibili anche le spese di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza ed impianti geotermici a bassa entalpia e di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore.
– CONSOLIDAMENTO ANTISISMICO: una detrazione del 65% delle spese per il consolidamento antisismico su prime case e capannoni nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2); vale fino al 31 dicembre 2013.
– RISTRUTTURAZIONI: prorogata al 31 dicembre 2013 la scadenza dell’innalzamento delle detrazione IRPEF dal 36 al 50% delle spese per le ristrutturazioni, entro un limite di 96.000 euro.

– MOBILI E FRIGO: detrazione del 50% delle spese per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (per i forni classe A), per le case oggetto di ristrutturazione, per un importo massimo di 10.000 euro.
– STABILIZZAZIONE INCENTIVI: dal 2014 tutti gli incentivi del settore saranno stabilizzati (stop alle semplici proroghe): ”le misure e gli incentivi selettivi di carattere strutturale” riguarderanno l’efficienza energetica e idrica, il sismico, la messa in sicurezza degli edifici, la depurazione delle acque contaminate da arsenico, la sostituzione delle coperture di amianto negli edifici. La quantità delle detrazioni sarà decisa nelle Legge di Stabilità, a ottobre.

– EDIFICI A ENERGIA QUASI ZERO: Entro il 31 dicembre 2020 tutti i nuovi edifici dovranno essere a ”energia quasi zero”; per gli edifici pubblici, comprese ospedali e scuole, il termine è anticipato al 31 dicembre 2018. Entro giugno 2014 il governo dovrà elaborare un Piano di azione.

– APE: l’Attestato di prestazione energetica sostituisce l’Ace (attestato di certificazione energetica). Esso deve essere fornito per i nuovi edifici dal costruttore; per gli edifici esistenti venduti o locati, dal proprietario. Senza l’Ape i contratti di vendita e locazione sono nulli. L’Ape, redatto da un tecnico accreditato, ha una validità di 10 anni e deve essere aggiornato ad ogni intervento che modifichi le prestazioni energetiche. Il governo si è impegnato, accogliendo un ordine del giorno, a modificare, in un successivo provvedimento la norma che sanziona con la nullità il contratto di locazione qualora il proprietario non alleghi l’Ape.

Fonte: eco dalle città

Consumi elettrici: dal WWF la guida agli elettrodomestici più efficienti

Tutti gli elettrodomestici ci semplificano la vita, solo alcuni però ci fanno risparmiare energia e soldi. Anche scegliere un elettrodomestico efficiente aiuta a ‘riprendersi l’energia’ e per questo il WWF consiglia il sito TopTen per scegliere apparecchi meno energivori, conoscere le novità e seguire gli eco-consigli.elettrodomestici12

Tutti gli elettrodomestici ci semplificano la vita. Solo alcuni ci fanno anche risparmiare energia e soldi. Per aiutare i consumatori a orientarsi tra le migliaia di articoli presenti sul mercato e tra vecchie e nuove etichette energetiche e scegliere i prodotti più efficienti, il WWF dà le “istruzioni per l’uso” sul sito Topten. Consultata nel mondo da 3 milioni e mezzo di persone, la guida assume ancora più rilevanza in un Paese come l’Italia  in cui si continua a pagare la bolletta energetica il 18% in più dell’Europa. “Ci tieni al futuro? Riprenditi l’energia!”, recita lo slogan della campagna globale WWF, e riprendersi l’energia vuol dire prima di tutto saper scegliere. Top Ten è una guida-online gratuita per l’acquisto “efficiente” promossa dal WWF sui migliori apparecchi elettrici esistenti in commercio rivolta ai cittadini e realizzato grazie al programma Intelligent Energy for Europe della Commissione Europea. Con un semplice click gli utenti possono individuare i 10 “migliori” in ben 11 categorie e 50 sottocategorie di prodotto: dai frigoriferi alle stampanti per ufficio, dalle lampadine alle lavastoviglie che a parità di qualità e prestazioni consumano meno energia, hanno un minore impatto sull’ambiente e pesano meno sulle nostre bollette. Naturalmente acquistare un elettrodomestico efficiente è un buon punto di partenza, ma non è sufficiente se non si fa attenzione ai piccoli gesti quotidiani. Per non cadere nella trappola della “coscienza energetica pulita”, fare attenzione solo all’etichetta non basta. Da alcuni studi, infatti, emerge che chi possiede un elettrodomestico di classe A+++, tenderà ad utilizzarlo di più in quanto la sua coscienza “ecologica” si sente a posto e tende anche ad accumulare elettrodomestici efficienti spesso superflui. Migliorare i propri comportamenti nell’uso quotidiano consentirebbe di riguadagnare dal 10 al 30% di consumo energetico.risparmio__energetico3

Dall’estate 2009 ad oggi, nel settore dell’illuminazione, la tecnologia LED sta prendendo il sopravvento e Topten elenca 31 modelli di lampadine e 21 modelli di faretti LED, con lampadine della durata media di circa 27000 ore. Il consumo elettrico medio dei televisori selezionati da Topten si è più che dimezzato (passando da 94.87 W a 41,87 W), quello dei monitor è diminuito di un quarto (da 20.75 W a 13,4). Ed il risparmio di energia e CO2 comporta vantaggi anche in bolletta. Un frigo piccolo in classe A+++ consuma 132 kWh/anno, uno in classe A 365, con un risparmio in bolletta di 630 euro in 15 anni. Un congelatore medio-grande in classe A++ consuma 181 kWh/anno, uno in classe A 440, con risparmio in bolletta di 700 euro in 15 anni. Mentre una lavatrice da 5 Kg in classe A+++ consuma 128 kWh/anno e 7990 l/anno d’acqua, una in classe A 250 kWh/anno e 12760 l/anno, con risparmio di 269 euro in 15 anni. Top Ten è una guida online continuamente aggiornata che permette di combattere sia gli sprechi in bolletta che i cambiamenti climatici riducendo le emissioni “casalinghe” di gas serra derivanti dal consumo di prodotti energivori. In questa guida vengono indicate, per ciascuna categoria di prodotto, le funzioni principali, il costo, la marca, ma soprattutto la classe di efficienza energetica, i consumi di energia, quanto ci costeranno in bolletta nell’intero ciclo di vita del prodotto, e altri parametri ambientali come il consumo di acqua o la rumorosità.

Bonus elettrico

Si decidono proprio in questi giorni gli eco bonus per lavatrici, frigoriferi, lavastoviglie in classe A+ o migliore e anche in questo caso Topten si rivela utilissimo: in attesa della conferma della nuova regolamentazione, Topten elenca elettrodomestici che rispondono alle caratteristiche previste dal decreto. Scegliendo un apparecchio Topten si potrà allegerire oltre che la bolletta, anche la dichiarazione dei redditi. “Certo, vorremmo che i criteri adottati dalla direttiva europea Ecodisign e le classi più efficienti diventassero la nuova normalità – ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia – e il sospetto che dietro la definizione di ‘eco’ spesso si nascondano regalie a pioggia o sostegni a settori in crisi è forte. Leggeremo attentamente il decreto così come uscirà dai lavori parlamentari, comunque invitiamo i consumatori a diventare parte attiva, escludendo comunque dagli acquisti le ‘patacche’ inefficienti che pagano poi, e salato, in consumi elettrici, bonus o non bonus”.

Riprenditi l’energia

In questi mesi il WWF sta promuovendo la Campagna globale “Ci tieni al futuro? Riprenditi l’energia! (Seize Your Power) rivolta ai cittadini per chiedere alle istituzioni finanziarie e ai governi del mondo di agire immediatamente investendo nell’energia rinnovabile e nell’efficienza energetica. Sul sito è stata appena lanciata anche la petizione globale per chiedere di finanziare il futuro delle rinnovabili e non il passato delle energie fossili.

Fonte: il cambiamento

Occhio allo Spreco
€ 8.9

Legge contro gli elettrodomestici che si rompono dopo due anni discussa (e boicottata) in Francia

Il disegno di legge contro l’obsolescenza programmata presentato dal senatore dei Verdi Placé è stato discusso al Senato francese e proprio ieri il ministro per i Consumatori Benoit Hamon ha presentato le sue proposte che non includono l’estensione della vita degli elettrodomesticielettrodomestici-594x350

La proposta di legge presentata dal senatore dei Verdi francesi Jean-Vincent Placé in Senato lo scorso 23 aprile contro l’obsolescenza programmata resta in discussione e sostanzialmente viene chiesto che l’attuale vita di due anni di elettrodomestici e elettronica a 5 anni. Ma a contrastare la legge proposta da Placé quella proposta dal ministro per l’Economia sociale, solidale e per i consumatori (Économie sociale et solidaire et à la Consommation) Benoit Hamon che non prevede l’estensione della garanzia dei prodotti ma che i consumatori siano informati al momento dell’acquisto dell’esistenza e della disponibilità di pezzi di ricambio per le riparazioni. Sopratutto non prevede che l’obsolescenza programmata sia reato a differenza di quanto proposto dal Verde Placé. Molto polemici Les Amis de la Terre che valutano la legge del ministro Hamon poiché non prevedendo pene per l’obsolescenza programmata ritengono che non avrà poi alcun effetto reale. Ma il problema dell’obsolescenza programmata è reale e si scontra con la necessità di molte famiglie, invece, di risparmiare piuttosto che di acquistare continuamente. Un punto di riferimento in Francia è rappresentato dal sito garantie 5 ans che raccoglie tutti gli elettrodomestici e l’elettronica che garantiscono il funzionamento per 5 anni, appunto. Interessante notare che i marchi che adottano la scelta di essere duraturi sono molto noti sui mercati, per essere appunto affidabili. Certamente i costi degli elettrodomestici e dell’elettronica sono un po’ più elevati ma se spalmati nel corso dei 5 anni sono assolutamente ammortizzabili. Dunque se vi dovete orientare verso l’acquisto di una nuovo frigorifero o lavastoviglie, effettivamente, conviene iniziare a scegliere prodotti di alta qualità e che iniziano a innescare la fine per cui sono stati programmati dopo almeno 5 anni.

Fònte: Zegreenweb, NovEthic, Actu-Environment, Les Amis de la Terre

Basta a elettrodomestici e elettronica che si rompono dopo due anni, la legge in Francia

Il 18 marzo in Francia il gruppo degli ecologisti al Senato ha presentato un disegno di legge contro l’obsolescenza programmata di elettrodomestici e elettronica

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Al Senato francese il gruppo degli ecologisti ha presentato lo scorso 18 marzo un disegno per vietare l’obsolescenza programmata degli elettrodomestici e di tutti i device elettronici. In breve: le aziende produttrici per tenere in piedi i consumi del mercato programmano entro due anni dal loro uso la fine degli elettrodomestici e degli apparecchi elettronici. In pratica è un sistema per sostenere i consumi usa e getta il che ci sta portando sia a impoverire le risorse naturali che non sono infinite. D’altronde l’obsolescenza programmata l’abbiamo sperimentata tutti: dopo due o tre anni la lavatrice si rompe (ma com’è che fino a 10 anni fa duravano una vita?) e se provate a richiedere dopo la scadenza dell’assistenza che dura due anni (apposta si rompe sempre dopo) la riparazione vi costa talmente tanto che vi convincono a acquistare un nuovo elettrodomestico o computer. Dunque se passa la legge in Francia il sistema di invecchiamento programmato potrebbe diventare illegale e punito da una multa di 37,500 euro e da due anni di arresto.
Il testo di legge presentato propone di estendere la durata legale di conformità (ossia anche la garanzia) a 3 anni dal 2014; a 5 anni dal 2016 contro i 2 attuali. Le associazioni consultate il mese scorso per la redazione della proposta di legge vorrebbero portare la durata finale a 10 anni ma come ha spiegato Jean-Vincent Placé uno degli autori del testo di legge:

Vogliamo trovare un compromesso. la maggior parte dei prodotti sarebbero destinati a durare 5 anni e dunque i fabbricanti non dovrebbero essere particolarmente penalizzati e anzi potrebbe essere una forma di concorrenza. Ad esempio la Kia ha fatto della sua garanzia di 7 anni un sostanzioso argomento di marketing. La legge propone anche la possibilità che i pezzi di ricambio indispensabili alla riparazione di un prodotto siano detassati per 10 anni così da sostenere le riparazioni. Spiega ancora Placé:

L’incentivo consiste nel prendere pezzi di ricambio che non siano tassati sopratutto per quegli oggetti usati collettivamente e se la riparazione non è possibile si può pensare a prodotti riparati dello stesso tipo. La sfida nella discussione al Senato che si terrà il prossimo 23 aprile sarà certamente sostenere il minor sfruttamento delle risorse e la minor produzione di rifiuti ma anche convincere i produttori a guardare al mercato dei ricambi e delle riparazioni.

Fonte: Actu-Environment