Detrazioni fiscali per l’efficienza energetica, il vademecum ENEA per il 2017

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Proroga degli ecobonus, aumento degli incentivi e possibilità di cedere il credito: sono solo alcune delle misure per promuovere l’efficienza energetica introdotte o confermate per il 2017. Nell’ambito delle azioni del Programma nazionale di informazione e formazione. Proroga degli ecobonus, aumento degli incentivi e possibilità di cedere il credito: sono solo alcune delle misure per promuovere l’efficienza energetica introdotte o confermate per il 2017. Nell’ambito delle azioni del Programma nazionale di informazione e formazione gli esperti dell’Unità efficienza energetica dell’ENEA hanno preparato un sintetico vademecum sulle agevolazioni in tema di risparmio ed efficientamento energetico per le abitazioni. Il prossimo 7 febbraio, inoltre, all’ENEA si terrà una giornata con tutti i soggetti interessati a progetti, proposte e iniziative del Programma nazionale di informazione e formazione sull’efficienza energetica per il 2017. Una delle novità di maggiore rilievo previste dalla Legge di Stabilità è la proroga fino al 31 dicembre 2017 delle detrazioni fiscali del 65% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, il cosiddetto Ecobonus. Gli interventi di efficientamento di parti comuni degli edifici condominiali o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio sono invece stati prorogati fino al 31 dicembre 2021. In quest’ultimo caso e qualora siano rispettate un insieme di condizioni riportate nel provvedimento, l’incentivo può salire al 70 o anche al 75% del totale delle spese. Il tetto massimo delle spese detraibili è di € 40.000 per ciascuna delle unità immobiliari che compongono l’edificio e occorre comunque che vi sia l’Attestato della Prestazione Energetica degli edifici (APE), redatto da professionisti abilitati. L’agevolazione è prevista anche per edifici di proprietà di istituti autonomi per le case popolari e adibiti ad edilizia residenziale pubblica; inoltre, per questa tipologia di lavori, i soggetti beneficiari possono anche cedere il credito (basato sulla spesa sostenuta) ai fornitori che hanno effettuato gli interventi o ad altri soggetti privati con la facoltà di successiva cessione del credito. Ad oggi rimane esclusa la cessione ad istituti di credito e ad intermediari finanziari: le modalità di attuazione di tale opportunità saranno presto definite dell’Agenzia delle Entrate. Un altro capitolo importante riguarda le detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia e per l’acquisto di mobili. Agli interventi di ristrutturazione iniziati dal 1° gennaio 2016 è riconosciuta una detrazione del 50% dall’imposta lorda per ulteriori spese documentate sostenute nel 2017 (per un ammontare non superiore ai 10.000 euro), anche relative all’acquisto di grandi elettrodomestici di classe non inferiore ad A+, nonché A per i forni e per apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzate all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. Per le schermature solari sono stati confermati nel 2017 gli incentivi già previsti fino allo scorso anno da Ecobonus e Conto Termico. Con la Legge di Stabilità 2017 il Governo si è impegnato a prorogare al 31 dicembre 2019, all’interno del primo provvedimento utile, la detrazione dall’IRPEF del 50% dell’importo corrisposto per il pagamento dell’IVA sull’acquisto di immobili residenziali dal costruttore, ovverodi abitazioni di classe energetica A o B cedute dalle imprese costruttrici.

Diverse opportunità riguardano la PA, per interventi di efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, all’interno del cosiddetto Nello specifico, 200 milioni di euro sono riservati alle Pubbliche Amministrazioni per interventi di efficienza energetica: in vigore dal 31 maggio 2016, il cosiddetto Conto Termico 2.0 potenzia e semplifica il meccanismo di sostegno già introdotto dal decreto 28/12/2012, affinché il settore pubblico possa esercitare un ruolo sempre più virtuoso come previsto dalla Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica. L’obiettivo di queste incentivazioni è di contribuire al raggiungimento degli obiettivi in tema di efficienza energetica, tenuto conto dell’aumento dei consumi di energia per usi civili. Secondo le stime provvisorie elaborate dal Ministero dello Sviluppo Economico, infatti, fra il 2014 e il 2015, in Italia la percentuale di consumi di energia per usi civili è arrivata al 37%, per un totale di 46,6 Mtep con l’aumento di un punto percentuale. Per raggiungere l’ambizioso obiettivo di un risparmio dei consumi energetici del settore civile di 4,9 Mtep nel periodo 2011-2020 (di cui 2,4 già conseguiti al 2015) occorrono quindi tutte le misure in campo, non ultime quelle derivanti dalla Legge 232 dell’11 dicembre 2016, cosiddetta Legge di Stabilità 2017.

Fonte: ecodallecitta.it

Il consumo di acqua in lavatrice: il confronto per scegliere la lavatrice a basso consumo

Quanto consuma la lavatrice? Il consumo di acqua della lavatrice è uno degli elementi da valutare quando si decide di investire in un nuovo elettrodomesticolavatrice-ariston

Quanto consuma la lavatrice? Il consumo di acqua della lavatrice è uno degli elementi da valutare quando si decide di investire in un prodotto a basso consumo. Nel giro di pochi decenni sono stati fatti passi da gigante. Se in passato una lavatrice necessitava di 100-120 litri d’acqua per ogni ciclo di lavaggio e oggi si assesta sui 40-50 litri per una capienza di 5kg significa che la tecnologia ha fatto davvero assi da gigante.

È la classe energetica a dirci quali sono le lavatrici a risparmio energetico e i consumi di energia e acqua molto spesso vanno in parallelo. Le moderne lavatrici sono più rapide ed efficaci. Qualche consiglio? Le Lg TurboWash, la Ariston HotPoint Acqualtis, la Samsung AddWash che può interfacciarsi con lo smartphone) e la Bosch Maxx (che ha il suo punto di forza proprio nel risparmio idrico) sono fra i modelli con i consumi più bassi tenendo in considerazione, ovviamente, anche l’energia elettrica. La comparazione dei consumi delle quattro lavatrici ci dice che le Turbo Wash si aggirano sui 8000-11600 litri di consumo annuo a seconda dei modelli e del carico (da 5 a 8 kg), la Ariston HotPoint Acqualtis 11600 litri annui, la Samsung AddWash 7400 litri annui e la Bosch Maxx 10900 litri annui. Il consumo medio di acqua viene calcolato stimando 220 cicli di lavaggi con temperature fra 40° e 60°.

Efficienza energetica e consumo d’acqua, lavatrici a confronto

Sulla rivista de Il Salvagente (n. 41) vi segnalo il test su 12 modelli di lavatrici. A confronto una serie di parametri: il consumo di acqua ed energia, la qualità del lavaggio e della centrifuga e il prezzo. La rivista ha preso in esame un modello tipo di elettrodomestico “quello che va per la maggiore”, ovvero una lavatrice con oblò, con carico da 5 o 6 chili con dimensioni trai 60 cm di larghezza e 52 di altezza. Valutando tutti i parametri presi in considerazione hanno ottenuto il giudizio “ottimo” due modelli: la Candy GO106 e la Indesit Moon SIXL126 Silver. Le lavatrici prese in considerazione sono tutte di classe A e gran parte presentano la dicitura A+. Come spiega Il Salvagente bisogna distinguere tra l’etichetta obbligatoria che rispetta la normativa europea e quella volontaria di tipo pubblicitario. Nella prima la lettera A è il livello più alto di efficienza energetica. Nella seconda troviamo la dicitura A+: si tratta di una informazione che non può trovarsi nella energy label ma solo sulle comunicazioni commerciali ed è frutto di un accordo volontario dell’industria europea del 2002. In particolare, gli elettrodomestici di classe A sperimentano consumi tra 0,17 e 0,19 Kw per chilo, quelli di classe A+ consumi non superiori a 0,17 kW per chilo.  Il Salvagente stila una classifica anche per quanto riguarda il consumo dell’acqua. La lavatrice più virtuosa risulta essere la Whirlpool AVOD4012 con 44 litri per ciclo. Tra le peggiori la Indesit Moon SIXL126 Silver e la Ariston AQXL 105, entrambe con 65 litri per ciclo.

4 Guarda la Galleria “Lavatrici”

Fonte: ecoblog.it

Riqualificazione energetica in Italia: il quadro aggiornato tracciato da Rete IRENE

“Riqualificazione energetica in Italia: a che punto siamo?” Una nota di Rete IRENE, il network dedicato all’efficienza energetica degli edifici, traccia un quadro sul tema alla luce delle ultime novità legislative386302_1

Sono numerosi i segnali che il Governo Italiano ha lanciato nella prospettiva di intervenire in maniera più efficace e pragmatica rispetto al tema della riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare. A dare ulteriore significato a quanto sopra, si aggiunge la notizia ufficiale di pochi giorni fa che vede rinnovato l’Ecobonus fino al 2017.

Ad incentivare l’avvento di nuove prospettive sembrano essere, da un lato la debolezza del PIL e le mancate performance del settore edile ed impiantistico, dall’altro gli accordi di Parigi approvati dal Parlamento Europeo ieri a Strasburgo, in via di ratifica definitiva nelle prossime settimane e le sempre più rigide direttive europee.

Sebbene però l’Ecobonus rappresenti uno strumento importante, la sua proroga è realmente una strategia efficace per incoraggiare le opere di efficientamento energetico degli edifici esistenti?

“Sull’efficacia dell’Ecobonus si stanno finalmente diffondendo i dubbi che, a rischio di essere noiosi, continuiamo a ripetere. Se non ci si limita a una visione superficiale della situazione ma si vanno ad analizzare i numeri nel profondo, è chiaro che uno strumento come questo non è sufficiente a cambiare in misura significativa le caratteristiche energetiche degli edifici. I dati parlano chiaro: l’Ecobonus finora ha aiutato la sostituzione delle caldaie e dei serramenti di singoli appartamenti. L’isolamento di facciate e coperture è l’eccezione e ha riguardato meno del 5% in valore di tutti gli interventi incentivati. L’integrazione, poi, è assolutamente sconosciuta. Ormai è chiaro che questo meccanismo più di tanto non è in grado di fare. L’ecobonus ha fallito con le riqualificazioni profonde ed è inutile pensare che limitarsi a prorogarlo possa aiutare lo sviluppo – ha esordito Virginio Trivella, coordinatore comitato scientifico di Rete IRENE e membro d Renovate Italy.

Per dare vero slancio al settore della riqualificazione energetica degli edifici e realizzare un cambiamento che si identifichi come concreto, duraturo e profittevole è necessario costruire un nuovo sistema di regole concentrato sull’incentivazione di riqualificazioni profonde ed estese, inducendo i proprietari di immobili a non realizzare interventi frazionati ed irrisori.  Ad integrazione del regime di detrazione fiscale attualmente in vigore, dovrebbe essere strutturato un sistema di “certezza” che consenta anche agli incapienti attuali e futuri di poter godere del contributo. La certezza della disponibilità delle risorse consentirebbe quindi di organizzare meccanismi finanziari particolarmente efficienti e convenienti, riducendo il costo delle operazioni e aiutando a creare il consenso sulle decisioni assembleari.

“Oggi le banche sono più disponibili che in passato a finanziare i condomini. Rete Irene, per esempio, ha alcune convenzioni molto interessanti con i principali istituiti bancari. Se il contributo dello Stato potesse essere trasformato in una somma liquida e certa, i processi decisionali e i finanziamenti sarebbero di gran lunga semplificati e gli interventi di riqualificazione si moltiplicherebbero. Un conto è indebitarsi per 100, un’altro per 35, soprattutto se il 35 rientra con il risparmio ed è garantito da un buon contratto di prestazione energetica” – ha continuato Trivella.

La deep renovation si costituisce come materia quanto più integrata, affinché il mercato della riqualificazione energetica possa prendere avvio è importante stimolare un interesse da parte dei condomini ad intervenire sia sulle parti comuni che su quelle private.

 

“E’ insito nel concetto di deep renovation agire su tutte le componenti dell’involucro e degli impianti, per questo abbiamo suggerito di creare le condizioni per alimentare un reale interesse ad intervenire non solo sulle parti comuni dei condomini, ma anche su quelle private, come i serramenti. Bisogna indurre i singoli a collaborare con il soggetto collettivo condominiale. L’interesse di uno deve corrispondere a quello di tutti” – ha aggiunto il Coordinatore del Comitato scientifico di Rete IRENE.

La riqualificazione energetica rappresenta per l’Europa una possibilità di cambiamento e sviluppo su diversi fronti, ma soprattutto necessaria ad elaborare nuove soluzioni utili a ridurre le emissioni climaleteranti e migliorare la qualità della vita.

Come coordinatore scientifico di Rete IRENE e membro attivo di Renovate Italy credo fermamente che lo sviluppo di un vasto mercato della deep renovation sia un bene per tutti e presenti molteplici vantaggi.  Un nuovo meccanismo di incentivi ben congegnato potrà indurre un reale cambiamento. I tempi sono maturi, ora occorre solo agire – conclude Virginio Trivella.

Sin dalla sua fondazione Rete IRENE, attraverso Renovate Italy,ha sviluppato azioni propositive nei confronti del mondo istituzionale volte a stimolare lo sviluppo di un mercato vasto e articolato qual è quello della riqualificazione profonda degli edifici esistenti, per il futuro l’obiettivo è di contribuire concretamente a uno slancio definitivo di questo settore in vista del rispetto delle normative europee e dell’Accordo di Parigi, attualmente in via definitiva di ratifica.

Fonte: ecodallecitta.it

KlimaHouseCamp, a Milano una piattaforma-evento sull’edilizia green

La nuova piattaforma-evento sul costruire sostenibile è stata presentata da Fiera Bolzanobolzano

È stata presentata a Milano KlimaHouseCamp, la nuova piattaforma-evento promossa da Fiera Bolzano, dedicata a architetti, costruttori, professionisti e media, sui temi dell’ambiente, dell’efficienza energetica, della riqualificazione e della green technology. Il nuovo format è una “costola” milanese della manifestazione KlimaHouse, la Fiera internazionale per l’efficienza energetica e il risanamento in edilizia che, per la prossima edizione, si svolgerà a Bolzano dal 26 al 29 gennaio 2017. KlimaHouseCamp si pone l’obiettivo di stimolare un nuovo modo di comunicare e di fare rete tra tutti i soggetti coinvolti sulle tematiche dell’abitare certificato e di qualità: una sorta di Fiera oltre la Fiera, come spiega Thomas Mur, direttore di Fiera Bolzano:

“La Fiera non è più un evento di quattro giorni all’anno dove si vede di tutto. La Fiera è diventata una community e il KlimaHouseCamp è un evento di incontro di questa community”.

Grazie a un mix dibattiti e testimonianze dirette, il KlimaHouseCamp ha messo a confronto per una mattinata – e in un contesto informale – tecnici, enti certificatori, costruttori e residenti, su modelli innovativi di sviluppo e recupero edilizio, con una attenzione particolare alle soluzioni di efficienza energetica e sostenibilità. Al termine degli incontri è stato infine presentato KlimaHouse Innovation Day e ilKlimaHouse Startup Award, iniziative finalizzate a promuovere le nuove imprese nel campo dell’edilizia green.

“La Fiera tradizionalmente è il posto dove vengono presentate le novità. Quest’anno con KlimaHouse vogliamo presentare non solo le novità di mercato dei nostri espositori, ma anche le novità nel campo delle idee. E lanciamo così KlimaHouse Innovation Day dove raccogliamo le dieci migliori start up con le idee più stimolanti per il mercato, e le presentiamo a Bolzano”,

aggiunge Mur.

Una giuria composta, tra gli altri, da Luca Mercalli e Antonio Cianci sceglierà l’idea più innovativa e sostenibile e assegnerà il “KlimaHouse Startup Award” il 27 gennaio, a Bolzano.

Fonte:  Askanews

Nuovo conto termico operativo dal 31 maggio 2016. Ecco cosa cambia

Un meccanismo rinnovato rispetto a quello introdotto dal decreto del 2012. Oltre ad un ampliamento delle modalità di accesso e dei soggetti ammessi, sono stati introdotti nuovi interventi di efficienza energeticafv

Il Conto Termico 2.0, in vigore dal 31 maggio 2016, potenzia e semplifica il meccanismo di sostegno già introdotto dal decreto 28/12/2012, che incentiva interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. I beneficiari sono Pubbliche Amministrazioni, imprese e privati che potranno accedere a fondi per 900 milioni di euro annui, di cui 200 destinati alla PAResponsabile della gestione del meccanismo e dell’erogazione degli incentivi è il Gestore dei Servizi Energetici. Il nuovo Conto Termico è un meccanismo, nel suo complesso, rinnovato rispetto a quello introdotto dal decreto del 2012. Oltre ad un ampliamento delle modalità di accesso e dei soggetti ammessi (sono ricomprese oggi anche le società in house e le cooperative di abitanti), sono stati introdotti nuovi interventi di efficienza energetica. Le variazioni più significative riguardano anche la dimensione degli impianti ammissibili, che è stata aumentata, mentre è stata snellita la procedura di accesso diretto per gli apparecchi a catalogo. Altre novità riguardano gli incentivi stessi: sono infatti previsti sia  l’innalzamento del limite per la loro erogazione in un’unica rata (dai precedenti 600 agli attuali 5.000 euro), sia la riduzione dei tempi di pagamento che, nel nuovo meccanismo, passano da 6 a 2 mesi. Con il Conto Termico 2.0 è possibile riqualificare i propri edifici per migliorarne le prestazioni energetiche, riducendo i costi dei consumi e recuperando in tempi brevi parte della spesa sostenuta. Inoltre, il CT 2.0 consente alle PA di esercitare il loro ruolo esemplare previsto dalle direttive sull’efficienza energetica e contribuisce a costruire un “Paese più efficiente”.

Il CT 2.0 prevede incentivi più alti

-fino al 65% della spesa sostenuta per gli “Edifici a energia quasi zero” (nZEB);

-fino al 40% per gli interventi di isolamento di muri e coperture, per la sostituzione di chiusure finestrate, per l’installazione di schermature solari, l’illuminazione di interni, le tecnologie di building automation, le caldaie a condensazione;
-fino al 50% per gli interventi di isolamento termico nelle zone climatiche E/F e fino al 55% nel caso di isolamento termico e sostituzione delle chiusure finestrate, se abbinati ad altro impianto (caldaia a condensazione, pompe di calore, solare termico, ecc.);

-anche fino al 65% per pompe di calore, caldaie e apparecchi a biomassa, sistemi ibridi a pompe di calore e impianti solari termici;

-il 100% delle spese per la Diagnosi Energetica e per l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) per le PA (e le ESCO che operano per loro conto) e il 50% per i soggetti privati, con le cooperative di abitanti e le cooperative sociali. 

I requisiti

I soggetti che possono richiedere gli incentivi del CT 2.0 sono:

– Pubbliche Amministrazioni, inclusi gli ex Istituti Autonomi Case Popolari, le cooperative di abitanti iscritte all’Albo nazionale delle società cooperative edilizie di abitazione e dei loro consorzi costituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico, nonché le società a patrimonio interamente pubblico e le società cooperative sociali iscritte nei rispettivi albi regionali;
– Soggetti privati
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L’accesso ai meccanismi di incentivazione può essere richiesto direttamente dai soggetti ammessi o per il tramite di una ESCO: per le Pubbliche Amministrazioni attraverso la sottoscrizione di un contratto di prestazione energetica, per i soggetti privati anche mediante un contratto di servizio energia previsti dal d.lgs. 115/2008. Dal 19 luglio 2016 (a 24 mesi dall’entrata in vigore del d.lgs.102/2014), potranno presentare richiesta di incentivazione al GSE solamente le ESCO in possesso della certificazione, in corso di validità, secondo la norma UNI CEI 11352.

Gli incentivi

Gli incentivi sono regolati da contratti di diritto privato tra il GSE e il Soggetto Responsabile. Gli incentivi sono corrisposti dal GSE nella forma di rate annuali costanti della durata compresa tra 2 e 5 anni, a seconda della tipologia di intervento e della sua dimensione, oppure in un’unica soluzione, nel caso in cui l’ammontare dell’incentivo non superi i 5.000 euro. Le PA e le ESCO che operano per loro conto che optano per l’accesso diretto possono richiedere l’erogazione dell’incentivo in un’unica soluzione, anche nel caso in cui l’importo del beneficio complessivamente riconosciuto superi i 5.000 euro. Le PA e le ESCO che operano per loro conto che optano, invece, per l’accesso tramite prenotazione possono beneficiare di un pagamento in acconto ad avvio lavori e un saldo alla loro conclusione. Per ciascuna tipologia di intervento sono definite le spese ammissibili, ai fini del calcolo del contributo, nonché i massimali di costo e il valore dell’incentivo. Gli incentivi del CT 2.0 non sono cumulabili con altri incentivi statali, fatti salvi i fondi di rotazione, i fondi di garanzia e i contributi in conto interesse. Alle PA (escluse le cooperative di abitanti e le cooperative sociali) è consentito il cumulo degli incentivi con incentivi in conto capitale, anche statali, nei limiti di un finanziamento complessivo massimo del 100% delle spese ammissibili.

Gli interventi incentivabili

1) Interventi di incremento dell’efficienza energetica in edifici esistenti (RISERVATI ALLE PA)

Efficientamento dell’involucro:

-coibentazione pareti e coperture;

-sostituzione serramenti;

-installazione schermature solari;

-trasformazione degli edifici esistenti in “nZEB”;

-illuminazione d’interni;

-tecnologie di building automation.

Sostituzione di impianti esistenti per la climatizzazione invernale con impianti a più alta efficienza come le caldaie a condensazione.

2) Interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza

Sostituzione di impianti esistenti con generatori alimentati a fonti rinnovabili:

– pompe di calore, per climatizzazione anche combinata per acqua calda sanitaria;

-caldaie, stufe e termocamini a biomassa;

-sistemi ibridi a pompe di calore.1

Installazione di impianti solari termici anche abbinati a tecnologia solar cooling per la produzione di freddo.

Gli interventi devono essere realizzati utilizzando esclusivamente apparecchi e componenti di nuova costruzione e devono essere correttamente dimensionati in funzione dei reali fabbisogni di energia termica.

I meccanismi di accesso

L’accesso agli incentivi può avvenire attraverso 2 modalità:

1) ACCESSO DIRETTO: per gli interventi realizzati dalle PA e dai soggetti privati, la richiesta deve essere presentata entro 60 giorni dalla fine dei lavori. E’ previsto un iter semplificato per gli interventi riguardanti l’installazione di uno degli apparecchi di piccola taglia (per generatori fino a 35 kW e per sistemi solari fino a 50 mq) contenuti nel Catalogo degli apparecchi domestici, reso pubblico e aggiornato periodicamente dal GSE.

2) PRENOTAZIONE: per gli interventi ancora da realizzare da parte delle PA e delle ESCO che operano per loro conto, erogazione di un primo acconto all’avvio e il saldo alla conclusione dei lavori.2

Per la prenotazione dell’incentivo, le PA, ad eccezione delle cooperative di abitanti e delle cooperative sociali, possono presentare la scheda-domanda a preventivo, qualora si verifichi una delle seguenti condizioni in presenza di:

– una Diagnosi Energetica e un atto amministrativo attestante l’impegno alla realizzazione di almeno un intervento tra quelli indicati nella Diagnosi Energetica;

– un contratto di prestazione energetica stipulato tra la PA e una ESCO;

– un provvedimento o un atto amministrativo attestante l’avvenuta assegnazione dei lavori con il verbale di consegna dei lavori. La richiesta di prenotazione deve essere accettata dal GSE. In tal caso, quest’ultimo procede a impegnare, a favore del richiedente, la somma corrispondente all’incentivo spettante.

Portaltermico

La richiesta operativa degli incentivi in accesso diretto deve avvenire tramite l’apposito applicativo informatico Portaltermico, tramite il quale i soggetti, entro 60 giorni dalla data di conclusione dell’intervento, compilano e inviano la documentazione necessaria per l’ammissione all’incentivo

 

 

Fonte: GSE

Foto di Elettrosistemi Srl

 

Lampade a LED: quanto fanno risparmiare?

Alcuni suggerimenti per risparmiare sulla bolletta elettrica grazie alle lampade a LEDgettyimages-98450557-1

Le lampade a LED sono la soluzione più efficace per risparmiare sulla bolletta dell’elettricità e garantire un’ottima illuminazione ai propri ambienti. Scegliere una lampadina a LED, insomma, permette di coniugare prestazioni, risparmio energetico e rispetto per l’ambiente. Grazie a un ciclo di vita molto più lungo e a un consumo notevolmente ridotto, le lampade a LED sostituiranno progressivamente quelle a incandescenza e quelle a fluorescenza. Le lampadine a incandescenza da 75 e 100 watt sono state tolte dal mercato nel 2010, seguite nel 2012 da quelle da 60 watt. Rispetto alle lampade a fluorescenza (anche dette a risparmio energetico), quelle a LED garantiscono un risparmio energetico del 60% e dispongono di una vita media stimata in 50mila ore. Vediamo, secondo una comparazione effettuata da Italia LED, quanto si spenderà per illuminare un ambiente per 50mila ore (ovverosia 5 anni e mezzo) e quali sono le differenze fra le tre tipologie di lampade più utilizzate.  Come detto la durata di un lampada a LED è di 50000 ore, per avere la stessa illuminazione sono necessarie 6 lampade a risparmio energetico (durata 800 ore) e 42 lampade alogene. La differenze di costo fra la prima (22 euro) e quelle a risparmio energetico ( 4 euro) e alogene (2,5 euro) è notevole, ma il costo dell’acquisto viene ammortizzato dal conto della bolletta della luce e dal fatto che l’acquisto delle lampada non viene più ripetuto per più di 5 anni e mezzo. La bolletta della luce sarà meno cara perché con il LED saranno necessari (per il periodo di 50000 ore) solamente 500 kW, contro i 1.150 kW del risparmio energetico e i 5000 kW dell’alogena: la spesa in bolletta sarà, rispettivamente, di 100, 230 e 1000 euro. Se a questa somma si aggiungono le spese per le lampade (22 euro Led, 24 euro risparmio energetico e 105 euro alogena) si può finalmente quantificare la differenza di spesa fra le tre tipologie: con la lampada LED si spenderanno 122 euro, con quelle a risparmio energetico 254 euro e con quelle alogene 1105 euro. A parità di ore di accensione nove lampade a LED fanno spendere quanto un’alogena, mentre rispetto alla lampada a risparmio energetico il costo della lampada a LED è inferiore alla metà.
Nelle lampade elettriche l’energia elettrica viene tramutata istantaneamente in luce. Attualmente sono in commercio svariati modelli di lampade LED sia per forma che per potenza che per attacco. Sul sito Lightronic è possibile calcolare il risparmio nel passaggio dalle lampade a incandescenza a quelle a LED.

Fonte:  Italia LED

Tutto quello che c’è da sapere sui prestiti per l’efficienza energetica

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Cosa sono gli interventi di efficienza energetica
Qualsiasi casa, stabile o sede di impresa può subire dei miglioramenti riguardo alla resa e/o al consumo di energia con interventi mirati. Tali interventi possono essere riferiti alla costruzione di un impianto ad energia rinnovabile, come per esempio quello fotovoltaico, eolico o a biomasse, ma anche riguardare delle migliorie per quanto concerne la struttura con il rinnovo dei serramenti e la coibentazione, che possa trattenere il calore d’inverno e il freddo d’estate, diminuendo gli sprechi. Si tratta in ogni caso di interventi che comportato una certa spesa e per i quali è spesso necessario richiedere un prestito.

Le possibilità di richiedere un prestito
Sono diverse le possibilità di poter richiedere un prestito per l’efficienza energetica. Bisogna tener presente che le condizioni e anche l’applicazione dei tassi di interesse possono cambiare in base a chi è il soggetto richiedente. Per questo motivo è consigliato di confrontare online i tassi dei prestiti personali su siti come questo che raccolgono le varie offerte del momento e analizzano le varie proposte del mercato. Inoltre, è’ necessario sapere che per questo tipo di prestito esistono sia finanziamenti pubblici che “privati” o comunque “non pubblici”. I finanziamenti pubblici sono quelli che arrivano dalle istituzioni che fanno capo all’Unione Europea oppure quelle italiane. Questa possibilità è illustrata nella cosiddetta Strategia Energetica Nazionale. I finanziamenti “privati” invece si riferiscono a quelli offerti dai vari istituti di credito e che hanno delle proposte di prestito agevolato, con l’applicazione di condizioni e costi che sono differenti in base all’ente erogatore.

I prestiti non pubblici
Per quanto riguarda la possibilità di richiedere i finanziamenti non pubblici per l’efficienza energetica si possono vagliare diversi istituti di credito e finanziarie, che sono in grado di offrire diverse soluzioni, in base anche alle esigenze del cliente. Tra i prestiti più richiesti c’è sicuramente quello ad una banca dove è necessario presentare tutta la documentazione necessaria, non ultima quella riguardante l’attestazione di un reddito congruo, che possa eventualmente far fronte alla richiesta di una certa cifra. In caso contrario è necessario un garante.
Non è difficile che le proposte da parte delle banche si rivelino convenienti e con i tassi di interesse agevolati in confronto ad altre opzioni.

La rateizzazione in bolletta
Per i privati è possibile anche richiedere la rateizzazione in bolletta del prestito richiesto.
Ci sono alcuni gestori di energia elettrica che accettano un accordo con il cliente che ha richiesto il prestito e che permettono di restituirlo comodamente con una contabilizzazione che risulta direttamente dall’importo che si trova in bolletta. Una tale soluzione può anche arrivare a coprire l’intero importo richiesto, quindi l’ammortamento del 100% del prestito, e può essere adattato anche alle imprese.

Pagare il prestito in leasing
Il meccanismo è lo stesso che si usa per le auto. Si pagano delle rate per un periodo di tempo precedentemente pattuito e, alla fine di questo periodo, il “noleggiatore” può scegliere di tenere il bene per se.
In questo caso il “bene” in questione è per esempio l’impianto fotovoltaico per un’abitazione privata pari a 3Kw/h.
Il richiedente naturalmente prende su di se tutte le responsabilità del caso, e può scegliere alla fine se tenere il bene, divenendone il proprietario, o lasciarlo ad altri che volessero scegliere la stessa soluzione.
Questa soluzione è contemplata sia per i privati che per le aziende.

L’’equity crowdfunding
E’ un’opzione per pagare il prestito tra le più recenti e quindi ancora poco nota.
Si tratta della richiesta di micro finanziamento che riguarda un gruppo di investitori che decidono di impiegare il proprio denaro in opere che favoriscono l’efficienza energetica. Per loro quindi si tratta di un vero e proprio investimento di capitali ed è una possibilità regolata dalla lette 179/12. E’ riservato alle start-up che in questo modo possono realizzare dei progetti che guardano all’innovazione.

L.P.

Come le scuole possono ridurre i costi energetici e di promuovere un futuro sostenibile

Sustainability-in-Schools

Parte III di una serie di sostenibilità in tre parti da guest blogger Larry Eighmy, Managing Principal di The House Stone Group

Quando si pensa di nuovo sulla vostra educazione, quali esperienze ha avuto il maggiore impatto su di voi? Molti sarebbero citare progetti di gruppo, lavoro sul campo, e hands-on esperienze come i loro ricordi più forti di apprendimento. Personalmente, il mio 8 ° viaggio in campeggio grade mi ha aiutato a mantenere più informazioni circa l’ambiente rispetto a qualsiasi precedente lezione in aula abbia mai fatto. Tutte le istituzioni educative condividono l’obiettivo di preparare i loro studenti per il futuro, ma possono raggiungere questo obiettivo mentre simultaneamente compromesso futuro danneggiare l’ambiente? Credo che le scuole hanno l’obbligo di proteggere e migliorare il mondo si stanno preparando i loro studenti per da poter essere buoni custodi dell’ambiente-e che la procedura per ottenere non ci sono così difficile o costoso come molti sembrano pensare. Negli Stati Uniti, gli edifici consumano solo il 41 per cento della nostra energia totale , il 65 per cento della nostra elettricità, e 5 miliardi di litri di acqua potabile al giorno. Gli edifici scolastici sono tra i maggiori consumatori. E mentre alcune scuole stanno saltando sul carro di sostenibilità (ad esempio, il Dickinson College è impegnata a essere completamente carbon neutral entro il 2020 ed è stato nominato America 3 ° Greenest Collegio dalla rivista Sierra ), altri sono molto più indietro. Inoltre, molti amministratori della scuola sono completamente all’oscuro di questi edifici ‘ intensità consumo di energia (la quantità di energia elettrica, gas e petrolio che consumano ogni mese per piede quadrato) o quanto grande la loro impronta di carbonio è. Le scuole spesso rifuggire da azioni che potrebbero renderli più rispettosi dell’ambiente, come l’energia audit-a causa del costo iniziale di questi servizi. Tuttavia, in realtà, c’è una scuola di risorse hanno già che potrebbe aiutarli a ridurre il loro consumo di energia: i loro studenti. Come possono gli studenti aiutare le scuole a ridurre i costi energetici e le emissioni, mentre anche imparare a conoscere la sostenibilità? Attraverso un metodo chiamato apprendimento basato su progetti.Progetto- o di apprendimento basato su problemi (PBL) è un modello educativo che organizza l’apprendimento intorno a progetti –o a risolvere un problema. PBL si allontana dai tradizionali silos singolo soggetto e memorizzazione meccanica e invece si concentra più sulla collaborazione, lavoro interdisciplinare, creatività, e problemi del mondo reale soluzione. Nel PBL, insegnanti agiscono più come facilitatori di istruttori e guidare gli studenti a imparare concetti e risolvere i problemi da soli, piuttosto che dire loro come. L’incorporazione di PBL nei programmi scolastici rappresenta un grande cambiamento nel sistema educativo degli Stati Uniti, un sistema che non è cambiata in modo significativo da quando è stato progettato nel 1893 (il film 2015 Sundance Selezione maggiori probabilità di successo esplora questa idea in modo approfondito). Allora, gli studenti entrano nella forza lavoro dovevano possedere una serie di competenze standardizzati per integrarsi facilmente in crescita dell’economia industriale americana. Oggi, le tecnologie in grado di eseguire molti lavori precedentemente a propulsione umana, e di Internet ha diminuito la necessità di memorizzazione meccanica. Migliori aziende americane ora preferiscono assumere persone innovative, collaborative, e la risoluzione di problemi con esperienza di PBL rispetto a quelli con GPA perfetti e punteggi SAT. In un 2014 New York Times un articolo intitolato ” Come ottenere un lavoro presso Google , “Thomas L. Friedman riassume l’approccio di Laszlo Bock ad assumere a Google, affermando:” Attenzione. La tua laurea non è un proxy per la vostra capacità di fare qualsiasi lavoro. Il mondo si preoccupa solo e paga on-cosa si può fare con quello che sai (e non si preoccupa di come hai imparato) “.

Infondendo PBL con la sostenibilità, le istituzioni educative possono lavorare per ridurre la loro impronta di carbonio aiutando a preparare gli studenti a costruire un’economia sostenibile. Attraverso PBL, gli educatori possono dare agli studenti esperienza hands-on di apprendimento, insegnare loro a valutare le questioni ambientali direttamente connesse con la scuola e allo stesso tempo monitorare l’impatto ambientale della scuola. Gli studenti possono eseguire audit energetici e contabilità dei gas serra e contribuire ad azione per il clima piani a aiutare le loro scuole diventano più rispettoso dell’ambiente a un costo inferiore rispetto a quando tali servizi sono stati esternalizzati. La mia azienda ha visto l’efficacia della sostenibilità infuso PBL in azione grazie alla partnership con molti dei nostri clienti di formazione, tra cui Broughal scuola media , in una efficienza energetica Keystone premio Alleanza programma -winning chiamato “LEED per Gingerbread case.” Volevamo informare il studenti circa LEED e verde-costruzione di strategie al di fuori di un approccio tradizionale in aula, e la costruzione del Broughal è stato certificato LEED oro. Gli studenti sono stati forniti con una quantità limitata di materiale casa di marzapane (biscotti, caramelle, glassa, e simili) e un elenco di crediti LEED che potevano cimentarsi nella progettazione della loro casa di pan di zenzero. Lavorando in gruppi di cinque, sono stati dati un pomeriggio di progettare e strategicamente scegliere quale bioedilizia strategie avrebbero incorporare nel disegno. Le case sono state poi giudicate e ha ottenuto da parte di professionisti di bioedilizia e membri della comunità. Entro la fine del programma, gli studenti avevano imparato ciò che la targa sul muro di LEED loro scuola ha significato e ha guadagnato esperienza di lavoro in una squadra di loro coetanei, ed erano visibilmente in fermento con entusiasmo e soddisfazione su quello che avevano appena raggiunto.Gingerbread-LEED-Houses

PBL non dovrebbe fermarsi a livello di scuola primaria. In realtà, ho visto quanto sia efficace a livello di college PBL è nella produzione di lavoratori indipendenti, innovativi e di successo nella mia azienda, come molti dei miei colleghi hanno partecipato alla US Department of Energy Solar Decathlon con le squadre collegiale. Sostenibilità mentalità PBL può anche essere attuata al di fuori delle istituzioni educative. Case, edifici per uffici e altri campus comprendono la nostra vita quotidiana e contribuiscono in modo significativo alla nostra impronta di carbonio. Questi edifici devono essere utilizzati come laboratori per l’apprendimento e l’innovazione a tutte le età. Attraverso l’apprendimento basato su progetti, la nostra nazione può facilmente diventare più rispettosa dell’ambiente consapevole e preparare la transizione verso un’economia senza emissioni di carbonio.LE-head-shot-2013-12-150x150

Larry Eighmy è il principale delegato di The House Stone Group, che aiuta i clienti a trovare la sovrapposizione tra sostenibilità finanziaria e ambientale attraverso la gestione dell’energia, i piani d’azione del clima, gestione delle strutture, e servizi di progettazione sostenibile. La società ha servito più di 250 clienti, da Lehigh Valley, in Pennsylvania ai Caraibi e in Estremo Oriente.L’azienda pratica ciò che sostiene, come dimostra lo sviluppo di un Zero Carbon Quartiere al Flat Iron in Sud Bethlehem, Pennsylvania, dove la società ha sede.

Fonte: mariasfarmcountrykitchen.com

Illuminazione a LED, con i prezzi in discesa l’avanzata continua

Con il calo dei prezzi registratosi in questi ultimi anni, l’illuminazione a LED è sempre più diffusa. Nell’illuminazione pubblica e nel settore commerciale gli investimenti in questa tecnologia efficiente possono tagliare anche del 50% la bolletta, ripagandosi in tempi brevissimi. Ne parliamo con il professor Gianni Forcolini del Politecnico di Milano.LED

Grazie all’evoluzione tecnologica e all’ingresso sul mercato di nuovi attori, i LED, light emitting diode, in questi ultimi anni hanno subito un drastico calo dei prezzi. Grazie alla grande efficienza energetica, questa tecnologia per l’illuminazione è sempre più diffusa negli esterni urbani e negli ambienti commerciali, dove consente di tagliare la bolletta anche del 50%. Ma le lampade a LED si cominciano a vedere sempre più spesso anche nelle case. Ne parliamo con Gianni Forcolini, docente al Politecnico di Milano e già curatore dello Speciale Tecnico sui LED di QualEnergia.it uscito nel 2012. Di illuminazione a LED si parlerà anche il 9 aprile a Milano a Solarexpo-The Innovation 2015, nel convegno “Nextlighting. Illuminazione urbana, architetturale e industriale a LED”.

Professor Forcolini, l’ultimo speciale di QualEnergia.it che parlava di LED, da lei curato, risale ad aprile 2012. Cosa è cambiato in questi tre anni nel mondo delle tecnologie dei LED? Come sono evoluti i prezzi?forcolini gianni_0

Cominciamo dai prezzi. Da un lato la deflazione ha contribuito a una riduzione del prezzo di acquisto dei LED, ma d’altro canto bisogna dire che l’ingresso sui mercati internazionali dei grandi brand dell’elettronica di consumo – Samsung, Panasonic, Citizen, Nichia e altri – ha portato più concorrenza e quindi ha innescato una lotta sui prezzi. Oggi un LED di buona qualità costa pochi decine di centesimi, mentre solo tre o quattro anni fa arrivava quasi all’euro. Passando alla tecnologia abbiamo assistito negli ultimi anni alla diversificazione del prodotto LED. Si conferma, dunque, che il diodo luminoso ha molteplici applicazioni e sempre più si candida a sostituire tutte le lampade tradizionali.

In quali ambiti particolari i LED hanno avuto una penetrazione maggiore e grazie a quali loro caratteristiche?

Sicuramente negli esterni urbani. Molte pubbliche amministrazioni in Europa intervengono sugli impianti sostituendo lampade e apparecchi con i prodotti a tecnologia optoelettronica, per i significativi vantaggi economici nella gestione e nella manutenzione. Notevole anche la penetrazione negli interni commerciali e museali, dove la luce svolge un ruolo fondamentale nell’esposizione al pubblico di oggetti e di beni culturali e nella costruzione di scenografie luminose ad alto impatto visivo e comunicativo.

Tra i punti di forza dei LED c’è la grande efficienza energetica. Ci può fare un esempio di un intervento in ambito commerciale o industriale nel quale si è sostituito con LED un impianto preesistente, indicandoci costi, risparmi e tempi di rientro dell’investimento?

Gli esempi da fare sarebbero molti, ma l’analisi di un caso concreto richiederebbe più spazio. Posso dire che l’entità del risparmio, ad esempio per un negozio illuminato precedentemente con le lampade alogene, supera il 50%, il che significa ridurre ad oltre la metà la spesa energetica per l’illuminazione, con un tempo di ritorno dell’investimento non superiore a un anno e mezzo. Si consideri poi il risparmio dovuto alla lunga durata di funzionamento dei LED e alla minore emissione termica, risparmio indotto sui consumi dovuti alla climatizzazione.

Come diceva, grandi risparmi si possono ottenere anche nel campo dell’illuminazione pubblica: quali tecnologie si sostituiscono e con quali tempi di rientro?

I tempi di ritorno oggi oscillano tra i due e i tre anni, dipende dall’effettiva entità dell’intervento di riqualificazione impiantistica. In alcuni casi ci si limita a sostituire all’interno di armature stradali e di lampioni, ancora in buono stato, le sorgenti luminose e il sistema di alimentazione elettrica. In altri casi si cambiano i supporti meccanici – il più delle volte i pali – e le armature, con apparecchi più snelli, più leggeri, di minore impatto visivo, con l’ottima qualità cromatica dei nuovi LED.

Rispetto a 3 anni fa vediamo più prodotti per il mercato domestico, con attacco a vite, e con prezzi più accessibili. I produttori hanno già finito di sfruttare l’onda delle lampade a fluorescenza e iniziano a spingere i LED anche nel residenziale, o dovremo attendere ancora? Prevede che i prezzi calino nei prossimi anni?

Sì, prevedo un calo ulteriore. Però si consideri che la diversificazione dei prodotti di cui ho parlato propone molte alternative, quelle più economiche e quelle che restano costose per il budget famigliare. Per il settore residenziale e dell’ospitalità abbiamo all’orizzonte gli OLED, leggeri fogli luminosi, oggi ancora piuttosto costosi. In un futuro non lontano saranno più accessibili. Direi che per le fluorescenti compatte il consumatore domestico sta perdendo sempre più interesse.

In una casa, tenendo conto del maggior costo dei LED rispetto alle lampade a fluorescenza, in quali ambienti installerebbe prima i LED?

Sicuramente nel soggiorno, per la zona pranzo e la zona conversazione. Userei i LED nelle cucine e in modo particolare nei bagni e nella zona fitness. E poi tutti i locali dove si studia o si lavora. Cambiano aspetto e sono più confortevoli con un buona illuminazione LED.

Fonte: Redazione Qualenergia.it

 

“L’efficienza energetica è il motore dell’economia”, le conclusioni del VII Forum QualEnergia?

L’efficienza e l’innovazione tecnologica per una nuova politica energetica italiana ed europea sono i concetti chiave intorno ai quali si è svolto il VII Forum QualEnergia?, “Nuove ricette per (com)battere la crisi”. Organizzato da Legambiente, Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club, in partenariato con Cobat, il foru si è concluso giovedì 27 novembre con il workshop a cura della redazione QualEnergia.it381187

L’efficienza energetica rappresenta il motore dell’economia. “La Cina è una delle economie più grandi del mondo, in continua crescita, con una popolazione che supera gli 1,3 miliardi di persone. Questo risultato è stato però raggiunto con conseguenze negative a livello di impatto ambientale con la crescita dell’inquinamento in particolar modo nei grandi centri urbani. Fortunatamente il governo cinese ha capito la situazione e ha già messo in campo delle azioni urgenti per migliorare la situazione ambientale, il tutto in un’ottica di green economy”. Sono queste le parole del Yin Jun, Consigliere Scientifico dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese, intervenuto ieri mattina al VII Forum QualEnergia?. È quanto è emerso dal VII Forum Qualenergia? “Nuove ricette per (com)battere la crisi“, organizzato da Legambiente, Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club, in partenariato con Cobat, che ha preso inizio a Roma ieri 26 novembre e si concluderà domani con il workshop a cura della redazione QualEnergia.it “Investire nel parco fotovoltaico italiano esistente”. “Viste le posizioni di grandi Paesi come Cina e Stati Uniti, il prossimo anno alla COP di Parigi l’accordo potrebbe essere raggiunto, così come l’obiettivo di mantenere la crescita della temperatura sotto i due gradi, ha spiegato Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club e QualEnergia. In parallelo c’è infatti una enorme evoluzione delle tecnologie che sta offrendo prospettive prima inimmaginabili.  In questo momento – ha spiegato Silvestrini – c’è una competizione in positivo che aumenta la base della green economy e mette in difficoltà i settori tradizionali. L’accordo tra Cina e Stati Uniti avrà un impatto su altri Paesi emergenti. La Cina, un grande consumatore di carbone, ha capito che sta cambiando qualcosa e per la prima volta quest’anno ha ridotto il consumo di carbone. Possono tuttavia bastare gli impegni tra singoli Paesi? Non credo se guardiamo all’ultimo accordo europeo. Alla prossima COP di Parigi infatti l’Europa arriverà un po’ affannata mentre avrebbe tutte le carte a disposizione per coprire un ruolo da protagonista”. Dopo il confronto di ieri dedicato al recente accordo Usa-Cina sul taglio dei gas climalteranti, al mondo delle imprese e dell’innovazione, oggi si sono affrontati tematiche di respiro nazionale. E sono stati presentati i risultati di una ricerca condotta da Lorien Consulting, su un campione rappresentativo di mille persone, condotto per il Forum QualEnergia? dedicato al rapporto tra gli italiani e l’ambiente, con particolare attenzione per i temi energetici. A parere degli italiani intervistati, il proprio futuro economico sarebbe più protetto se si investisse sui cibi di alta qualità, sulla ricerca, sulle energie rinnovabili e sull’ecoturismo. “I risultati del sondaggio confermano che gli italiani, come d’altronde le imprese della Green Economy sono più in sintonia con l’innovazione di quanto lo sia la politica, ancora troppo distante e ‘affezionata’ al vecchio fossile” ha commentato Francesco Ferrante, Vice Presidente Kyoto Club.

 

Fonte: ecodallecitta.it