Educazione ambientale: contest di Bosch per sensibilizzare gli alunni delle scuole

I disegni degli studenti vincitori del contest di Bosh trasformati in murales contro l’inquinamento.missione-ambiente-bosch-04

Il rispetto dell’ambiente parte dall’educazione e le scuole hanno un ruolo di primaria importanza su questo fronte. Missione Ambiente by Bosch punta proprio su ciò per alimentare una coscienza green, grazie anche a contest come “Opera d’Aria: lasciamo un segno contro l’inquinamento“. Il progetto di Corporate Social Responsability del Gruppo Bosch Italia, giunto alla decima edizione, mette insieme ambiente, tecnologia e creatività, stimolando la sensibilità dei giovani studenti verso lo spinoso tema e chiamandoli ad esprimersi con disegni in stile graffito dedicati proprio alla qualità dell’aria. Ad aggiudicarsi il contest è stato quest’anno, fra le scuole primarie, l’istituto “G. Mazzini” di Besozzo Superiore (VA), i cui alunni hanno interpretato al meglio il tema espressivo, poi tradotto in un murale da parte degli artisti di Artkademy-Officina Creativa Italiana, che hanno dato un tocco di colore all’edificio scolastico. La premiazione è stata un momento di festa, ma anche di riflessione su un tema quanto mai attuale: quello dell’inquinamento atmosferico. I ragazzi che hanno partecipato alla gara creativa hanno anche attribuito alle loro opere un titolo in grado di esprimere appieno il concetto raccontato attraverso i colori e la fantasia. A partecipare sono state 194 scuole primarie e 197 scuole secondarie di primo grado, i cui elaborati sono stati valutati e selezionati da una giuria di esperti che ha decretato i 6 disegni migliori. La cosa più importante è stata però la metabolizzazione del messaggio per cui ognuno, nel suo piccolo, può contribuire a salvaguardare il pianeta. La premiazione è stata anche l’occasione per conoscere l’astronauta Maurizio Cheli che ha raccontato ai ragazzi com’è l’aria vista dallo spazio e come la Terra da lassù sia bella e fragile: un motivo in più per averne cura.

Fonte:  Bosch.it

4 Guarda la Galleria “Missione Ambiente by Bosch”

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Serra Guarneri: il borgo abbandonato diventa un Centro di Educazione Ambientale

Tra le colline del Parco delle Madonie, vicino Cefalù in Sicilia, un borgo abbandonato e poi recuperato ospita oggi il Centro di Educazione Ambientale Serra Guarneri. Immerso nel bosco di Guarneri e aperto a tutti, ma in particolare a bambini e ragazzi, il Centro è un luogo dove ritrovare il contatto con la natura, riscoprendo il senso di comunità e appartenza. Ripercorriamo insieme la storia di Serra Guarneri, dove il tempo non esiste e i visitatori sono abitanti veri e propri del posto. “Ho sentito parlare di un posto dove il tempo cammina e non corre, dove sei sempre in buona compagnia, dove tutti i sensi possono essere appagati e dove cielo e mare si fondono in una vista splendida”.

Arrivati nella zona di Cefalù, in Sicilia, questo luogo lo abbiamo trovato: è il Centro di Educazione Ambientale Serra Guarneri, un borgo recuperato dall’abbandono immerso tra le colline del Parco delle Madonie, circondato da un fiabesco bosco di lecci misti a sugheri e pregno di un’energia vitale difficilmente descrivibile a parole.

Serra Guarneri è un centro di educazione ambientale che ospita soprattutto bambini e ragazzi ma aperto a tutti, per periodi più o meno lunghi, alla riscoperta del (vero) contatto diretto con la natura; pratica una “piccola ospitalità” che si pone gli obiettivi di far sentire gli ospiti come parte di un progetto e di praticare l’educazione ambientale, soprattutto con i sensi piuttosto che con le spiegazione teoriche. Oltre all’area riservata ai soggiorni, Serra Guarneri è anche un’azienda agricola (a scopo educativo) con la presenza di orti sinergici e tradizionali, alberi da frutto e ulivi. Tutto nasce nel 1983 quando Valeria Calandra, co-fondatrice della Cooperativa Palma Nana che gestisce Serra Guarneri, scopre questo borgo che al tempo era abbandonato: “Ho scoperto Serra Guarneri negli anni Ottanta, mentre lavoravo su alcuni studi per la perimetrazione del nascente Parco delle Madonie. Finimmo insieme a mio marito, che era un fotografo, in questo meraviglioso bosco, un vero e proprio paradiso terrestre: esplorando per bene l’area, abbiamo inoltre scoperto l’esistenza di alcune case abbandonate.centro-serra-guarneri

Esplorando maggiormente, siamo giunti nel luogo in corrispondenza di quella che è oggi la casa madre di Serra Guarneri e, pulendo le porte, abbiamo scoperto un cartello dove c’era scritto ‘si vende’. Nella ricerca del proprietario, scoprimmo che questo luogo era stato, a partire dalla fine del milleottocento, un piccolo borgo destinato all’attività di transumanza ed era stato abbandonato nel periodo della guerra; gli abitanti erano emigrati tutti negli Stati Uniti”.

Dopo il progressivo acquisto dell’area, insieme alla Cooperativa Palma Nana, sono iniziati i lavori che hanno permesso oggi a Serra Guarneri di divenire un centro di educazione ambientale e un luogo di ospitalità, anche grazie al contributo di tutte le persone che hanno vissuto qui nel corso degli anni. La Cooperativa è stata fondata nel 1983 e da sempre si occupa di ecologia e attenzione all’ambiente; nel corso degli anni si è sempre più specializzata, in virtù anche della gestione di Serra Guarneri, nell’attività di educazione ambientale e nel turismo naturalistico e sostenibile.serra-guarnieri

Serra Guarneri: l’educazione ambientale e l’ospitalità partecipata

Fabrizio Giacalone è oggi il responsabile della Cooperativa Palma Nana: “La quasi totalità delle esperienze che noi raccontiamo hanno come attori principali i bambini e i ragazzi attraverso varie attività, che si svolgono nel cuore del Parco Naturale delle Madonie, a pieno contatto con la natura: il messaggio più importante che vogliamo trasmettere è che noi facciamo parte della natura. Che sia tramite una gita, un campo scuola o un campo avventura estivo noi vogliamo proporre l’educazione ambientale nella maniera più esperienziale possibile: ad esempio non facciamo solo una lezione teorica sul leccio, una delle piante del bosco di Guarneri, ma glielo facciamo abbracciare. Per la cucina, non raccontiamo solo la storia delle farine di grani antichi siciliani, ma i ragazzi impastano direttamente un dolce o il pane, lo mettono nel forno in terra cruda e lo cuociono. Nel mentre raccontiamo anche la storia del luogo, il suo habitat, le sue tradizioni e le sue usanze”.

La struttura ricettiva di Serra Guarneri dispone di un massimo di ventiquattro posti letto e sono previsti diverse opzioni per bambini, ragazzi, famiglie e adulti. Con una specifica importante: “Chi arriva a Serra Guarneri non è un ospite ma è un abitante. Che lo sia soltanto per un giorno o per sempre, vive il luogo partecipando attivamente alla vita del borgo in tutti i suoi aspetti. Ci sono molte storie al riguardo, come il bambino che ha piantato l’albero di ciliegio, oppure quello che ha costruito la casa sull’albero, così come la storia di bambini italiani e di altri luoghi d’Europa che insieme costruiscono. Tutte le persone che dalla fondazione di Serra Guarneri fino ad oggi sono passate di qui hanno lasciato una loro traccia donato qualcosa a questo posto, che possono considerare la loro casa”.serra.guarnieri

L’educazione ambientale oggi

Concludiamo il nostro incontro con Fabrizio e Valeria con una riflessione sul ruolo dell’educazione ambientale e di come si sia trasformato, nel corso degli ultimi anni, il ruolo di questa nella nostra società: “Noi, oggi, dobbiamo assolutamente rivedere i nostri stili di vita, dobbiamo rimettere in discussione tutto! Quindi oggi, secondo noi, fare educazione ambientale non si limita più a far conoscere il nome di una pianta o di un animale, ma è capire insieme cosa stiamo mangiando, cosa compriamo quando facciamo la spesa e dove, con quale mezzo andiamo a scuola. Tutto questo si inserisce in una visione che deve essere globale, dove ognuno ha il proprio ruolo nelle decisioni assunte nella vita di tutti i giorni”.

Intervista: Daniel Tarozzi

Realizzazione video: Paolo Cignini

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2018/06/io-faccio-cosi-217-serra-guarneri-borgo-abbandonato-diventa-un-centro-educazione-ambientale/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

Orto in Condotta di Slow Food: l’esempio della Scuola primaria Nino Costa a Torino

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Orto in Condotta è un progetto di educazione alimentare e ambientale di Slow Food dedicato alle scuole. Coinvolge genitori, produttori locali, insegnanti e nonni, uniti nell’obiettivo di condurre e accompagnare i bambini alla scoperta della vita e del piacere del cibo. L’esempio della Scuola primaria “Nino Costa – I.c. San Mauro Torinese” di Torino. Il progetto Orto in Condotta di Slow Flood prende avvio in Italia nel 2004 e nel corso degli anni è diventato lo strumento principale dell’Organizzazione per le attività di educazione ambientale e alimentare nelle scuole. Ispirato al primo school garden di Berkeley, California, coinvolge genitori, nonni, insegnanti, bambini e produttori locali in numerosi percorsi volti a creare una comunità dell’apprendimento, per la trasmissione alle giovani generazioni dei saperi legati alla cultura del cibo e alla salvaguardia dell’ambiente.orto-in-condotta-slow-food-torino-1518510315

La rete italiana delle scuole aderenti al programma è ormai vastissima, con oltre cinquecento orti realizzati in tutta Italia. Una delle scuole aderenti al programma è la Scuola primaria “Nino Costa – I.c. San Mauro Torinese” di Torino, che ha aderito al progetto Orto in Condotta con una particolare iniziativa: la scuola, con l’obiettivo di rafforzare la coscienza co-produttiva dei bambini, ha infatti aderito ad alcune feste locali e tra i banchetti dei produttori locali c’erano anche i prodotti dell’orto realizzato dagli alunni a scuola: i prodotti sono andati letteralmente a ruba, per la gioia dei piccoli produttori.  All’interno dell’Istituto gli insegnanti hanno deciso di lavorare sodo per fare in modo che i bambini conoscano attivamente il mondo del cibo, degli orti e della natura, grazie anche alla preziosa collaborazione dei nonni dei bambini che collaborano affinchè essi possano rastrellare, seminare, innaffiare e alla fine raccogliere i prodotti.
Le piantagioni sono in parte coltivate all’aperto (le numerose erbe aromatiche, i piselli, i fagiolini, rucola, insalata, ravanelli) e in parte in serra. I piccoli studenti hanno inoltre costruito dei semenzai, organizzato dei laboratori del gusto con i prodotti dell’orto e si sono presi cura di una piantina ciascuno, seguendone la crescita.
Uno degli obiettivi che si pone la scuola è quello di coltivare e recuperare alberi da frutto dimenticati come il giuggiolo, l’azzeruolo e il sorbo, così come alcuni fiori.orto-in-condotta-slow-food-torino-1518510340

Per quanto riguarda la regione Piemonte, sono attualmente settantatrè gli istituti che hanno deciso di collaborare al programma Orto in Condotta, e le varie attività delle scuole si pongono tutte l’obiettivo comune di condurre e accompagnare i piccoli studenti alla scoperta della vita, del piacere del cibo, del rispetto della natura e di chi la coltiva.

Foto copertina
Autore: Slow Food Italia

Fonte: http://piemonte.checambia.org/articolo/orto-in-condotta-slow-food-torino/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

L’educazione ambientale diventa materia obbligatoria nelle scuole

L’educazione ambientale sarà presto materia scolastica obbligatoria e si studierà dalla materna alla secondaria superiore già dall’anno scolastico 2015-2016Barbara-Degani-620x350

Indiscrezioni raccolte oggi alla presentazione di un libro a Roma presso la sede del Coni, a cui a presenziato il sottosegretario all’ambiente, Barbara Degani vogliono che per il prossimo anno scolastico 2015-2015 sarà introdotta l’ educazione ambientale quale nuova materia obbligatoria il cui insegnamento partirà dalla scuola materna e proseguirà fino alla seconda superiore. Barbara Degani stamattina durante l’incontro presso la sede del Coni a Roma a cui hanno preso parte i bambini delle scuole elementari e medie e i rappresentanti della FIPSAS, la Federazione Italiana Pesca sportiva e attività subacquee, ha detto:

Il lavoro che ci ha visto impegnati per mesi parte proprio dai bambini e non poteva che essere così. Sono loro il nostro futuro e potranno a pieno titolo essere chiamati nativi ambientali. Io credo che comminare sanzioni, contemplare reati in ambito ambientale sia doveroso ma non sia sufficiente: è necessario intervenire con una politica di grande respiro, a lungo termine altrimenti il patrimonio che abbiamo a disposizione oggi non ci sarà più domani. Ecco allora entrare in campo l’Educazione ambientale come strumento imprescindibile da cui partire per far capire l’importanza di alcune scelte.

E indiscrezioni dell’ultim’ora vogliono che il progetto di rendere l’educazione ambientale una materia obbligatoria nelle scuole italiane sia racchiuso in un fascicolo di 150 pagine oggetto di un accordo tra MIUR e ministero dell’Ambiente. Il programma prevedrebbe l’insegnamento di vari temi che vanno dalla biodiversità alla gestione dei rifiuti. L’occasione entro cui sono state raccolte le indiscrezioni sulla nuova materia scolastica, ha riguardato la presentazione del libro Alla scoperta della pesca sportiva in mare realizzato dalla Federazione Pesca con il contributo del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Alla platea di bambini è stato presentato anche il progetto Sharklife finanziato dalla Comunità Europea per tutelare la presenza degli squali nel Mar Mediterraneo. L’obiettivo del libro, secondo Daniela Ferrando che ne ha curato i testi, è di consentire ai bambini di conoscere la pesca sportiva attraverso gli attrezzi utilizzati, ma anxche la biodiversità marina legata alle regole di pesca che si adottano nei mari italiani. Come pratica è stata presentata la catch and release, ossia la cattura del pesce e il suo rilascio da vivo.

Fonte: Il Secolo XIXFIPSASMinambiente
Foto | Barbara Degani@facebook

 

Giornalisti nell’erba 2013: un “tuffo” nella multimedialità “green”

Grande successo per la giornata dedicata ai giovani giornalisti che ha avuto luogo a Frascati: tanti i big dei media intervenuti nei 42 eventi in programma durante tutto l’arco della giornata. Alla settima edizione, giornalisti nell’erba si conferma uno dei più grandi appuntamenti in tema di educazione ambientale

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Si è conclusa alle ore 20 la grande giornata di festa nazionale di Giornalisti Nell’Erba 2013 “Menopermenofapiù”, che ha radunato centinaia di giovanissimi, esperti di ambiente, giornalisti, scienziati, docenti da tutta Italia. Tantissimi gli eventi in programma fino alle 20 di stasera, seguiti con un live blogging di un team di 20 “giornalisti nell’erba” dagli 8 ai 19 anni di età. Nella bellissima cornice di Frascati, i 42 eventi (gratuiti) su ambiente, scienza, giornalismo e informazione hanno visto una partecipazione praticamente ininterrotta di appassionati e curiosi fino a tarda sera. Tanti anche i ricercatori e gli esperti di fama internazionale, protagonisti anche della diretta Twitter (hashtag #GNE2013) che è stata la grande novità dell’edizione 2013. Questi i 7 workshop in programma: uno su come scrivere un buon articolo, uno sui segreti dell’intervista con Alfredo Macchi, inviato di guerra Mediaset, un altro sullo stile dell’articolo di cronaca, con Marco Fratoddi, direttore di La Nuova Ecologia; poi quello sul film making a costo 0, quello sull’essenziale di ogni lingua che ci consente di generare l’infinito dal finito, quello sullo “zainetto 2.0”, quello sulle leggi sull’ambiente che pochi conoscono e su come si è evoluta nel tempo la normativa ambientale nel nostro paese (con Tullio Berlenghi, ambientalista e scrittore, esperto di diritto ambientale). Difficile stabilire quale sia stato il più interessante: sono stati tutti seguitissimi. Tra i big, sono intervenuti il giornalista di Repubblica Carlo Bonini, il direttore dell’Ansa Luigi Contu, il presidente della FNSI Giovanni Rossi e il segretario dell’Ordine Nazionale dei giornalisti Giancarlo Ghirra.

Fonte: ecodallecittà

Taranto, laboratorio per l’educazione ambientale: «Blumilla» in 30 scuole per la sostenibilità

Attivo il Laboratorio jonico per l’educazione ambientale della Provincia di Taranto. In 30 scuole di Martina, Maruggio e Taranto arriva «Blumilla», la regina blu, un personaggio fiabesco che racconta la storia di una piccola goccia d’acqua. Lo spettacolo è stato presentato nelle scuole elementari che hanno aderito al progetto della Rete Infea della Regione Puglia374937

Articolo pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 14 maggio 2013 – Mariastella Biagiolini

E’ uno dei «capitoli» del progetto di educazione ambientale per raccontare e informare di gestione dei rifiuti, biodiversità, aree protette e della risorsa acqua. Promotori dell’iniziativa, i nodi «lnfea» (Informazione ed educazione ambientale) del territorio, ovvero il «Laboratorio per l’educazione ambientale della Provincia di Taranto», il Cea «Janet Ross» del Comune di Statte, il Cea del Comune di Manduria e il Cea Uniba del Comune di Taranto. Obiettivo del progetto è il radicamento di comportamenti virtuosi attraverso la trasformazione di gesti volontari e ragionati in attività consuetudinarie e automatiche. Ma dal mondo dei giovani e giovanissimi arrivano segnali di vivacità e di incoraggiamento. «Su questi temi – spiegano infatti i referenti del progetto – i bambini non solo dimostrano grande attenzione ma sono anche in grado di insegnare. Attraverso loro, ci si rende conto che l’esposizione di concetti astratti rischia di non generare il cambiamento, mentre ogni teoria va resa un’applicazione pratica. Lo dimostra il grado di coscienza che i ragazzi hanno maturato anche sulle vicende ambientali tarantine. In questo scambio continuo tra educatori e alunni il progetto dei nodi Infea si appresta a vivere altri momenti di confronto. Ora quindi, dopo le visite in gravina e in masseria, le escursioni in aree protette e la visita ad aziende agricole all’avanguardia nel settore delle bio-energie, il progetto prosegue in questi giorni con gli esperimenti sull’acqua per apprendere l’uso responsabile di tale preziosa risorsa. Il tutto attraverso lo strumento della narrazione fiabesca e l’utilizzo di Blumilla, la regina blu, personaggio ideato e impersonato da Giuliana Satta.

«Una goccia d’acqua persa in un bicchiere ripercorre le innumerevoli vite alla ricerca del senso del suo esistere e continuo divenire. Insieme ai bambini entra nel fantastico mondo dell’Oro Blu’, giocando a “Nasconfaldolino”, cantando “plic ploc pluc e scrosh”, sognando il Principe Rugiadoso e ridendo al telefono con la cugina Gocciomilla, raccontando della presenza dell’acqua in tutte le religioni, la pericolosità della mancanza di igiene, del saltare la colazione e molto altro».

http://www.reteinfea.ta.it/index.php

Fonte: eco dalle città

Bandiere Blu, nel 2013 sono 248 le spiagge d’eccellenza

Aumentano le spiagge italiane da Bandiera Blu, le eccellenze balneari lungo i mari italiani: 135 località e 248 spiagge.

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La stagione balneare 2013 si apre con un piccolo successo: dalle 131 località che l’anno scorso hanno potuto fregiarsi della Bandiera Blu di mare pulito, quest’anno si è saliti a 135, per un totale di 248 spiagge(due in più dello scorso anno): il 10% dei lidi premiati in ambito internazionale sono italiani. Come ogni anno la Fondazione per l’educazione ambientale (Fee) fregia con le Bandiere Blu le spiagge e le località più belle e pulite delle nostre coste (ma non solo: la new entry di Levico Terme in Trentino, Cannero Riviera e Cannobio Lido in Piemonte e Gardone Riviera in Lombardia sono le quattro località non marittime premiate), riconoscendone la pulizia, la tutela del territorio, la bellezza, il prestigio, la vivibilità: da nord a sud, le coste italiane si disseminano letteralmente di Bandiere Blu. Francavilla al mare in Abruzzo, Fermo e Pedaso nelle Marche, Campomarino in Molise, Tortolì in Sardegna, Carrara in Toscana, Framura e San Lorenzo al mare in Liguria e Levico Terme in Trentino sono le new entry di quest’anno, mentre le località retrocesse sono Marina di Gioiosa Jonica, Cariati e Amendolara in Calabria, Pozzallo in Sicilia e Scanno in Abruzzo.

Anche per il 2013 vediamo con soddisfazione un incremento di Bandiere Blu, ben 135 Comuni, che dimostra l’impegno continuo delle località rivierasche in un percorso per la piena sostenibilità. […] il turismo sostenibile è oggi una scelta obbligata per chiunque abbia la responsabilità di amministrare il territorio e lavori per il suo sviluppo.

ha dichiarato Claudio Mazza, presidente della Fee Italia in occasione della presentazione dell’elenco ufficiale. Acque “eccellenti” secondo quelli che sono i parametri nazionali e campionamenti quasi costanti durante la stagione estiva sono i requisiti fondamentali per l’accesso a questa sorta di “elenco delle meraviglie” marittime italiane, ma anche efficienza nella depurazione delle acque reflue e della rete fognaria, la raccolta differenziata, la corretta gestione dei rifiuti pericolosi, le aree pedonali, la ciclabilità, la cura degli arredi urbani, le aree verdi, i servizi al turismo sulle spiagge, le politiche urbane per i disabili,trasparenza sui dati delle acque di balneazione, alberghi e strutture a norma, servizi pubblici, spazio all’educazione ambientale (sia al cittadino che al turista), sostenibilità dell’attività ittica, certificazioni ambientali, questi sono solo alcuni dei parametri utilizzati per valutare il merito della località. Ma è l’acqua ad essere centrale nel Programma Bandiere Blu 2013:

La qualità delle acque di balneazione è un criterio imperativo: solo le località, le cui acque sono risultate eccellenti nella stagione precedente, possono presentare la candidatura. Per quanto riguarda la depurazione, solo località con impianto di depurazione almeno con trattamento secondario possono procedere nel percorso di valutazione.

Insomma, la tutela della bellezza, del territorio, paga eccome: almeno da giugno a settembre, perchè molte delle queste località che seguono per il resto dell’anno faticano parecchio (sopratutto al sud), in una sorta di limbo di solitudine e dimenticanza che andrebbe stracciato. La dimostrazione ce la da questa mappa dettagliata: visto dall’altro, il panorama marittimo nazionale ha criticità piuttosto nette: da Grosseto ad Anzio (Rm), da Ventotene (Lt) ad Anacapri (Na), la costa tirrenica calabra, praticamente tutta la costa ionica, il Gargano e tutto il Tavoliere delle puglie, il mare tra Messina e Marsala, sono aghi nelle vene per gli amanti del mare, località oggi paradossali per un Paese che dal mare ha tratto una fetta larghissima della propria cultura tradizionale.

Ecco l’elenco con tutte le località.

Regione Abruzzo

Provincia di Chieti: Francavilla al Mare, Rocca San Giovanni, San Salvo,

Ortona, Fossacesia, Vasto – Punta Penna, Vignola San Nicola, San Vito Chietino

Provincia di Teramo: Pineto, Alba Adriatica, Tortoreto, Silvi Marina, Roseto degli Abruzzi, Martinsicuro, Giulianova

Regione Basilicata

Provincia di Potenza: Maratea

Regione Calabria

Provincia di Crotone: Cirò Marina, Melissa – Torre Melissa

Provincia di Reggio Calabria: Roccella Jonica

Regione Campania

Provincia di Napoli: Anacapri – Punta Faro, Gramola, Massa Lubrense

Provincia di Salerno: Pisciotta, Centola – Palinuro, Sapri, Casal Velino, Ascea Velia, Montecorice-Agnone – Agnone e Capitello, Postano, Castellabate, Acropoli, Vibonati, Pollica – Acciaroli e Pioppi

Regione Emilia Romagna

Provincia di Ferrara: Comacchio – Lidi comacchiesi

Provincia di Forlì-Cesena: San Mauro Pascoli – San Mauro Mare, Cesenatico

Provincia di Ravenna: Cervia – Milano Marittina, Pinarella, Cervia, Ravenna – Lidi Ravennati

Provincia di Rimini: Bellaria Igea Marina, Cattolica, Misano Adriatico

Regione Friuli-Venezia Giulia

Provincia di Gorizia: Grado

Provincia di Udine:  Lignano Sabbiadoro

Regione Lazio

Provincia di Latina: Ventotene – Cala Nave, San Felice Circeo, Sabaudia, Sperlonga

Provincia di Roma: Anzio

Regione Liguria

Provincia di Genova: Moneglia, Lavagna, Chiavari

Provincia di Imperia: Caporosso, Bordighera, San Lorenzo al Mare, Sanremo – Imperatrice

Provincia di La Spezia: Ameglia – Fiumaretta, Fra mura, Lerici

Provincia di Savona: Berteggi,Celle Ligure, Albissola Marina, Loano, Varazze, Albisola Superiore, Savona – Fornaci, Finale Ligure, Noli, Spotorno

Regione Lombardia

Provincia di Brescia: Gardone Riviera

Regione Marche

Provincia di Ancona: Senigallia, Numana, Ancona – Portonovo, Sirolo

Provincia di Ascoli Piceno: Grottammare, San Benedetto del Tronto, Cupra Marittima

Provincia di Fermo: Pedaso, Fermo – Lido, Marina Parmense, Porto S.Elpidio,
Porto San Giorgio

Provincia di Macerata: Porto Recanati ,Potenza Picena – Porto Potenza Picena, Civitanova Marche

Provincia di Pesaro e Urbino: Fano, Pesaro, Gabicce Mare, Mondolfo

Regione Molise

Provincia di Campobasso: Campomarino, Termoli, Petacciato – Marina

Regione Piemonte

Provincia di Verbano-Cusio-Ossola: Cannero Riviera, Cannobio

Regione Puglia

Provincia di Bari: Polignano a Mare, Monopoli – Lido Rosso, Castel S.Stefano, Capitolo

Provincia di Brindisi: Fasano, Ostuni

Provincia di Foggia: Rodi Garganico

Provincia di Lecce: Salve, Castro, Melendugno, Otranto

Provincia di Taranto: Ginosa – Marina di Ginosa

Regione Sardegna

Provincia di Cagliari: Quartu S. Elena – Poetto

Provincia di Ogliastra: Tortolì – Lido di Orrì, Lido di Cea

Provincia di Olbia-Tempio: La Maddalena – Punta Tegge; Spalmatore
Palau – Palau Vecchio, Sciumara, Santa Teresa Gallura – Rena Bianca, Capo Testa Ponente

Provincia di Oristano: Oristano – Torre Grande

Provincia di Sassari: Castelsardo – Ampurias

Regione Sicilia

Provincia di Agrigento: Menfi

Provincia di Messina: Lipari – Lipari, Vulcano

Provincia di Ragusa: Ragusa – Marina di Ragusa, Ispica – Santa maria del Focallo, Ciricà

Regione Toscana

Provincia di Grosseto: Grosseto – Marina di Grosseto e Principina a Mare
Castiglione della Pescaia, Monte Argentario, Follonica

Provincia di Livorno: Rosignano Marittimo – Castiglioncello e Vada, Piombino – Parco naturale della Sterpaia, Bibbona – Marina di Bibbona, Castagneto Carducci, Livorno – Antignano e Quercianella, Cecina – Gorette e Marina di Cecina, San Vincenzo

Provincia di Lucca:Viareggio, Forte dei Marmi, Camaiore, Pietrasanta

Provincia di Massa-Carrara: Carrara

Provincia di Pisa: Pisa – Marina di Pisa, Tirrenia, Calambrone

Regione Trentino-Alto Adige

Provincia di Trento:Levico Terme – Lido

Regione Veneto

Provincia di Venezia: Venezia – Lido di Venezia, Eraclea – Eraclea Mare, San Michele al Tagliamento – Bilione, Cavallino Treporti, Jesolo, Caorle

Fonte: ecoblog

Foggia, oltre mille alunni sul Fortore grazie al centro di educazione ambientale (IN.F.E.A)

«Amico Fortore: un fiume d’acqua!». Oltre mille alunni coinvolti dal «Centro di Educazione Ambientale (CEA) del Medio Fortore» di San Paolo di Civitate (rete regionale IN.F.E.A.), dedito alla sostenibilità ambientale. Le visite sono già in corso: il progetto terminerà nel mese di Maggio

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Il programma didattico è dedicato alla conoscenza del territorio del Fortore attraverso la risorsa acqua, in continuità con il progetto europeo Life “Fortore: un progetto per il fiume”. Perciò il progetto si è inserito a buon diritto nelle attività di programma (informazione, sensibilizzazione e comunicazione 2011/2012) della rete regionale IN.F.E.A. «Amico Fortore: un fiume d’acqua!» ha l’obiettivo di promuovere la conoscenza del territorio attraverso la risorsa acqua, in particolare, ha spiegato la Daniela Ugliola referente del Centro di Educazione Ambientale «per favorire l’esplorazione e per stimolare la curiosità per le specie faunistiche e floristiche che popolano questo ecosistema, aumentando la consapevolezza dell’importanza della risorsa acqua come elemento naturale». Il Piano Didattico prevede il coinvolgimento diretto delle scolaresche del territorio , in particolare della scuola primaria e secondaria di primo grado, e rivolto alle scolaresche degli istituti comprensivi “Grimaldi” di San Paolo di Civitate, “Mandes”di Castelnuovo Monterotaro, e “Diomede” di Celenza Valfortore e Carlantino , attraverso degli interventi didattici nelle classi effettuati da educatori ambientali ed esperti del territorio che utilizzeranno anche programmi multimediali per favorire l’interesse degli scolari e facilitarne l’apprendimento; inoltre è prevista un’uscita “sul campo” che permetterà agli alunni di vedere e toccare con mano quanto appreso in aula. La campagna è stata articolata in cicli costituiti da lezioni e laboratori didattici che hanno coinvolto alunni di scuole primarie di primo e secondo grado dei comuni di S. Paolo Civitate, Carlantino e Celenza Valfortore, per un numero di complessivi 1192 alunni. Nell’ambito dei laboratori, con la coordinazione degli insegnanti, gli alunni hanno elaborato un prodotto finale. Il primo ciclo didattico è stato dedicato al fiume Fortore, il secondo alla descrizione della flora e fauna presente nel’ecosistema, il terzo è consistito in una escursione presso i luoghi naturalistici più significativi del Fiume Fortore. Il progetto si è chiuso con una giornata di festa conclusiva con presentazione degli elaborati prodotti dagli studenti nel corso del progetto. «Il centro di educazione ambientale (CEA) del Medio Fortore «Ing. La Piccirella» di San Paolo di Civitate gestito da Fortore Habitat – ha dichiarato la Dott.ssa Daniela Ugliola – attiva la sua prima campagna di educazione alla sostenibilità ambientale rivolta alle scuole ed al territorio e si propone come punto di riferimento didattico e scientifico per attività di informazione, formazione ed educazione ambientale legati allo sviluppo sostenibile in tutto il territorio dell’Alto Tavoliere».
Maggiori info sul sito web www.ceafortore.it

Fonte: eco dalle città

Nasce ad Andria «Il Giardino Mediterraneo», l’area didattica di educazione ambientale

Nasce l’area didattica di sensibilizzazione ed educazione ambientale gestita dal Circolo Andria di Legambiente. Le opere di recupero sono state finanziate dal Centro Commerciale Mongolfiera andriese nell’ambito del progetto «Differenziamoci». Diversi i percorsi didattici: botanico, fitoterapico, geologico

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È nato ad Andria «Il Giardino Mediterraneo», un’area verde sita nei pressi della Villa Comunale, recuperata e gestita dal Circolo Legambiente Andria «Thomas Sankara» con la collaborazione del Settore Ambiente del Comune andriese.  Grazie ai finanziamenti concessi dal Centro Commerciale Mongolfiera di Andria nell’ambito del progetto «Differenziamoci» – nato dalla consolidata collaborazione tra i centri commerciali Mongolfiera e Legambiente Puglia – che mira a sensibilizzare i clienti e gli operatori dei centri commerciali, sulle tematiche del riciclo, del turismo sostenibile, sulla salvaguardia degli spazi verdi e delle risorse ambientali del territorio ma anche a realizzare interventi strutturali sul territorio, i volontari del Circolo Legambiente di Andria hanno recuperato quella che sarà un’area didattica dove apprendere i concetti fondamentali delle scienze a contatto diretto con la natura. L’iniziativa è stata presentata nel corso dell’inaugurazione di questa mattina da Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia, Riccardo Larosa, Presidente Circolo Legambiente Andria e Francesco Lotito, Assessore all’Ambiente del Comune di Andria. Il «Il Giardino Mediterraneo» si pone l’obiettivo di favorire la conoscenza dei fenomeni naturali mediante l’osservazione diretta dell’ambiente al fine di apprezzarne non solo la bellezza ma anche comprendere il ruolo della natura nella vita dell’uomo e, di conseguenza, l’importanza di assumere comportamenti ecosostenibili che rispettino i ritmi della natura. «Il Giardino – spiegano Francesco Tarantini e Riccardo Larosa rispettivamente presidente di Legambiente Puglia e presidente del Circolo di Andria – rappresenta un’area nella quale adulti e ragazzi potranno scoprire e osservare le peculiarità dell’ambiente che ci circonda, mediante un approccio diretto e attraverso il gioco. I partecipanti avranno la possibilità di osservare e di individuare le caratteristiche tipiche del nostro ecosistema. Si potranno osservare campioni di roccia calcarea e calcarenitica tipica del nostro territorio e confrontarli con rocce di genesi diversa, ad esempio vulcaniche. Si potranno scorgere i diversi aspetti che caratterizzano il clima e la vegetazione tipica della macchia mediterranea e scoprire, inoltre, come la natura è parte della nostra vita attraverso, ad esempio, la conoscenza delle proprietà terapeutiche di alcune specie vegetali». La valorizzazione dell’area ha infatti l’obiettivo di fornire alla cittadinanza un luogo nel quale scoprire e osservare le caratteristiche dell’ambiente mediterraneo mediante diversi percorsi didattici come quello botanico, fitoterapico, geologico e non solo. È infatti soltanto attraverso un contatto diretto con la natura e con le sue caratteristiche che è possibile sviluppare una sensibilità ambientale e di conseguenza acquisire un senso di responsabilità nei confronti della natura e nella gestione delle sue risorse. Il Giardino Mediterraneo si inserisce nel Progetto «Differenziamoci» con il quale il Gruppo Mongolfiera dal 2009 si impegna, grazie all’ausilio di Legambiente, a diventare un ‘brand verde’ per la tutela dell’ambiente e punto di riferimento per il territorio.

 

Fonte: eco dalle città

Puglia: «29.000 utenti coinvolti dal programma di educazione ambientale In.F.E.A 2011-2012»

Sotto l’egida dell’Unesco, nel 2014 termina il decennio DESS dedicato all’educazione alla sostenibilità. La regione Puglia perciò ha indetto tre nuovi bandi, anche sulla scorta dei dati della precedente campagna In.F.E.A di educazione: 29.000 studenti e cittadini coinvolti da associazioni e istituti scolastici con un costo procapite inferiore a una pizza. L’analisi per province

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Quanto costa l’ignoranza ambientale radicata nei nostri comportamenti quotidiani? Difficile a dirsi. Come pure, ad esempio, non è semplice definire il numero di quei cittadini «ecologicamente attivi» che effettuano il compostaggio domestico da giardino e da balcone contribuendo a dimezzare quotidianamente la produzione dei loro rifiuti. In Puglia sulla scorta dei dati della precedente campagna di educazione ambientale (programma di educazione ambientale In.F.E.A 2011-2012), è possibile stimare l’aumento della consapevolezza ambientale dei problemi relativi allo sviluppo sostenibile grazie al documento pubblicato nel novembre scorso dalla Regione «Programma di Informazione, Formazione ed Educazione alla Sostenibilità della Regione puglia 2013-2015» per fronteggiare «l’analfabetismo ambientale». La Regione Puglia è obbligata per legge a farsi carico della necessità, ormai oggi ineludibile, di formare ed educare al rispetto e alla consapevolezza ambientale. Allo scopo di rendere «ecologicamente attivi» i principali attori sociali (enti locali, scuole e associazioni) che più spesso si fanno promotori di iniziative di educazione ambientale, l’assessorato all’Ecologia di via delle Magnolie ha recentemente pubblicato tre bandi di gara, due dei quali ancora aperti, e che ricadono nell’ambito del programma IN.F.E.A. ( informazione, formazione ed educazione alla sostenibilità) della Regione Puglia 2013 – 2015. Un impegno che si delinea all’interno di una cornice mondiale. Nel dicembre 2002, infatti, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite aveva proclamato il DESS, il Decennio delle Nazioni Unite dell’Educazione per lo Sviluppo Sostenibile (DESS) per il periodo 2005 – 2014 e chiesto all’UNESCO di individuare i soggetti istituzionali a cui affidare il compito di operare nel campo dell’educazione alla sostenibilità. Per raggiungere gli obiettivi DESS, il 14 maggio 2009, fu sottoscritto il «Protocollo d’intesa per lo sviluppo delle attività per il Decennio ONU dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile» tra la Commissione Nazionale Italiana Unesco e la Regione Puglia. Fu individuato il «Centro Regionale di Educazione Ambientale(CREA)» dell’Assessorato all’Ecologia della Regione Puglia, quale nucleo di riferimento per le attività del Decennio UNESCO dell’educazione allo sviluppo sostenibile. Non a caso, si può affermare, visto che il CREA è parte integrante del sistema «In.F.E.A. regionale (Informazione, Formazione, di Educazione Ambientale)» e svolge funzioni di informazione e facilitazione al coordinamento per i programmi ambientali.
Gli esiti del Programma In.F.E.A.2011-2012. I numeri

I Sistemi regionali In.F.E.A. riconosciuti come interlocutori per l’attuazione del decennio sui rispettivi Territori, nel triennio 2009-2011, hanno prodotto (attraverso il Programma In.F.E.A.2011-2012il finanziamento di vari progetti per un totale di 500mila euro, trecento dei quali impiegati per i progetti (tutt’ora alcuni in corso) della rete CEA, Centri di Educazione Ambientale ubicati sul territorio regionale, e il finanziamento di 41 proposte progettuali da parte di istituti scolastici per un importo complessivo di circa 200mila euro. L’analisi dell’utenza (studenti e cittadini) dei vari progetti realizzati effettuata dalla regione Puglia in un apposito studio ha stimato il grado di coinvolgimento raggiunto in ciascuna provincia. Bari primeggia vedendo coinvolti circa 13.000 cittadini e 6.000 studenti. Seconda è la provincia BAT con 2.200 studenti, segue Taranto con oltre 2000 studenti, poi Foggia con 350 utenti e 1.600 studenti, Brindisi con 1.000 utenti e 1800 studenti, e infine Lecce con 70 utenti e 1.000 studenti. Per la realizzazione delle iniziative è stato necessario: «un costo medio per utente di 6,70 euro circa su 29mila utenti totali». Dunque con il costo di un panino e una birra la regione ha messo in atto delle politiche di educazione alla sostenibilità, da ritenersi senz’altro a fecondità ripetuta.

Programma di informazione, formazione ed educazione alla sostenibilità della Regione Puglia 2013-2015 [0,77 MB]

Programma di informazione, formazione ed educazione alla sostenibilità della Regione Puglia 2013-2015

Fonte: eco dalle città