Ciafani, Legambiente: «Ancorare il ciclo integrato dei rifiuti a una gerarchia economica»

«Il comune di Roma e di Genova, o tutti i comuni della Sicilia o della Puglia – ha detto il vicepresidente di Legambiente – continuano a smaltire in discarica a prezzi ridicoli. La politica deve effettuare una rimodulazione del sistema in modo da ancorare il ciclo integrato dei rifiuti a una gerarchia economica». Appello ai parlamentari: «Occorre eliminare il tetto massimo dell’ecotassa che ammonta a 25 euro»375724

Intervenuto alla conferenza stampa di presentazione dei Associazione dei Comuni Virtuosi “Accordo quadro ANCI – CONAI: riscriviamolo da protagonisti”, il vicepresidente di Legambiente Stefano Ciafani, spiega i problemi italiani legati allo smaltimento dei rifiuti in discarica. «Secondo i dati dell’Ispra – ha detto Stefano Ciafani – nel 2012, il 40% dei rifiuti italiani finisce in discarica come media nazionale. E’ una media quindi significa che si sono alcuni comuni che inviano a smaltimento solo il 25% dei loro rifiuti, ce ne sono altri, come in Sicilia, che ne portano in discarica il 90%. Da 16 anni Legambiente , da quando c’è il decreto Ronchi, cerca di far applicare la norma della gestione integrata dei rifiuti. L’Italia, però, ne verrà capo se la politica farà mollare la presa alle lobby che ingessano il sistema. Il ciclo dei rifiuti italiano potrà finalmente seguire la gerarchia disposta dalla norma europea (le azioni di riduzione e riciclaggio prima del recupero dell’energia e dello smaltimento), quando il ciclo integrato dei rifiuti sarà fondato anche su una gerarchia economica. Cioè quando le opzioni di smaltimento in discarica e il recupero energetico diverranno trattamenti più costosi del riciclaggio e della riduzione». «Noi sappiamo benissimo che così non è in buona parte del paese. Il comune di Roma e di Genova, o tutti i comuni della Sicilia o della Puglia, continuano a smaltire in discarica a prezzi ridicoli. Quando si smaltisce una tonnellata di rifiuti a 70 euro, oppure a 50 (o a 45€ come a Trani, ndr), i comuni più volenterosi sono tentati comprensibilmente a far quadrare il bilancio inviando i loro rifiuti in discarica. Allora per far in modo che ci sia anche una gerarchia economica, e dunque che la discarica diventi il trattamento più costoso, bisogna effettuare una rimodulazione del sistema. Su questo la politica ha una straordinaria responsabilità». «Una norma del ’95 – ha concluso facendo un appello ai parlamentari – prevede un limite massimo di 25€ per l’ecotassa. Occorre eliminare questa soglia, in modo che le regioni possano disincentivare l’uso intensivo della discarica da parte dei comuni».

Fonte: eco dalle città

 

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Rifiuti, sud est barese: stangata «ecotassa». Salvi i comuni con la raccolta «porta a porta»

Più alta è la percentuale di raccolta differenziata, più bassa è l’aliquota di «ecotassa». Lo nota Pietro Santamaria, autore del libro «L’ultimo chiuda la discarica», analizzando le nuove aliquote assegnate ai comuni del sud est barese: «Mola di Bari e Rutigliano risparmiano – spiega – decine di migliaia di euro grazie alla raccolta porta a porta». I dati dell’autore

 

La Regione Puglia recentemente ha convalidato le percentuali di raccolta differenziata dei 21 comuni del sud est barese (il provvedimento è stato pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione n. 47 del 28 marzo scorso) e ha determinato l’«ecotassa», il tributo speciale per il conferimento in discarica dei rifiuti e contestualmente assegnato a ciascun Comune l’aliquota di tributo dovuto per il 2013. Una tassa ambientale, si ricorda, dai parametri meno restrittivi rispetto a quelli rimodulati dalla nuova legge in vigore e che, salvo nuovi rinvii, sarà applicata l’anno prossimo. L’autore del libro «L’ultimo chiuda la discarica», Pietro Santamaria, analizzando i dati dei comuni del sud est barese, spiega in un articolo i motivi per i quali conviene la raccolta differenziata «porta a porta» mettendo in evidenza i risparmi economici che due comuni (Mola di Bari e Rutigliano) hanno conseguito grazie all’attivazione del nuovo servizio di nettezza urbana. Anche Cellamare eccelle per le percentuali di raccolta differenziata. Invece gli altri 18 comuni del sud est barese (ex ATO Bari 5) pagheranno 7,5 euro per tonnellata di rifiuti avendo raggiunto una percentuale più bassa, variabile dal 5,66% di Putignano al 27,1% di Alberobello. «A conti fatti – dichiara Pietro Santamaria – il Comune di Mola di Bari(26.000 abitanti con punte anche di 45.000 d’estate, ndr) ha pagato di ecotassa circa 85.000 euro nel 2011, 54.000 euro nel 2012 e pagherà intorno a 20.000 euro nel 2013; invece il Comune di Rutigliano (18.000 abitanti circa, ndrha pagato circa 50.000 euro nel 2011, 10.000 euro nel 2012 e pagherà intorno a soli 2.000 euro di ecotassa quest’anno grazie agli ottimi risultati della raccolta differenziata (è stabilmente oltre il 70%). Così si fa!».
«L’ecotassa – spiega Santamaria – viene calcolata in rapporto alla percentuale di raccolta differenziata ottenuta dal Comune nell’anno precedente: più alta è la percentuale di raccolta differenziata e più bassa è l’aliquota dell’ecotassa (e quindi le tasse da far pagare ai cittadini). Per il 2013 il comune di Mola pagherà 5,625 euro per ogni tonnellata di rifiuti smaltiti in discarica (l’indifferenziato) invece di 7,5 euro/t come nel 2012. L’anno scorso (anche se il periodo considerato dalla Regione non coincide proprio con l’anno solare) Mola ha ottenuto il 30,96% di raccolta differenziata».
«Nell’ex ATO Bari 5 – prosegue l’autore – che comprende 21 comuni del sud-est barese, hanno fatto meglio Rutigliano e Cellamare. Questi ultimi due comuni pagheranno 1,875 euro per tonnellata di rifiuti che smaltiranno in discarica (pagavano anche loro 7,5 euro a tonnellata nel 2012) avendo conseguito nel 2012, rispettivamente,il 62,65% e 51,52%. Gli altri 18 comuni dell’ex ATO Bari 5 pagheranno 7,5 euro per tonnellata di rifiuti avendo raggiunto una percentuale più bassa, variabile dal 5,66% di Putignano al 27,1% di Alberobello. (Conversano, Monopoli e Noci non hanno comunicato i dati richiesti dalla Regione)».
«La raccolta differenziata – conclude Santamaria- quindi conviene. Nei prossimi giorni farò un po’ di conti per vedere quanto hanno risparmiato i suddetti Comuni che hanno avviato la raccolta differenziata porta a porta sullo smaltimento dei rifiuti
».
Di seguito la tabella con i valori della raccolta differenziata e l’ecotassa conseguente (ND indica una comunicazione mancante o incompleta da parte del Comune).

ecodallecitta

 

Fonte: eco dalle città