Decrescita, beni comuni, ecologia: l’Enciclica di Papa Francesco segna una svolta storica?

È stata pubblicata ieri Laudato Si’, la seconda enciclica di Papa Francesco. Sin da subito il documento ha suscitato grande scalpore, poiché si occupa in maniera diretta e puntuale di questioni legate all’ambiente, alla decrescita, all’economia e allo sviluppo tecnologico. Contenuti decisamente inaspettati, che Francesco I introduce chiamando in causa suoi predecessori come Paolo VI, Giovanni XXIII e, riferendosi agli attacchi alle oligarchie economiche, Benedetto XVI. E, naturalmente, il downshifter ed ecologista ante litteram San Francesco d’Assisi.

Papa-Francesco

Bergoglio parla esplicitamente di bene comune, della chimica in agricoltura, del riscaldamento globale – che imputa senza mezzi termini all’intervento umano –, della biodiversità minacciata dalle monocolture, della finanza che soffoca l’economia reale. Tocca da vicino questioni come la necessità di ridurre gli scarti e l’importanza del riciclaggio, si scaglia contro la privatizzazione delle risorse idriche, parla delle iniquità sociali a livello globale, inquadrandole però da una prospettiva ecologista, legata allo sfruttamento eccessivo e impari delle risorse del Pianeta, introducendo il concetto di “debito ecologico”. Coglie addirittura la fondamentale distinzione fra ecologia di superficie ed ecologia profonda, spiegando che se inquadrate nell’ottica sbagliata, anche le iniziative ambientali più meritevoli si inseriscono in una logica di dominio della natura. E punta il dito senza giri di parole contro le élite della finanza mondiale: «Nel frattempo i poteri economici continuano a giustificare l’attuale sistema mondiale, in cui prevalgono una speculazione e una ricerca della rendita finanziaria che tendono ad ignorare ogni contesto e gli effetti sulla dignità umana e sull’ambiente. Così si manifesta che il degrado ambientale e il degrado umano ed etico sono intimamente connessi».debito_ecologico

Esalta scienza e tecnologia, rilevando però come il loro rapido sviluppo non sia stato accompagnato da una crescita della coscienza e della consapevolezza di chi ne fa uso. Da qui, il passo verso argomenti he costituiscono il pane quotidiano del mondo ambientalista è molto breve: «[…] si passa facilmente all’idea di una crescita infinita o illimitata, che ha tanto entusiasmato gli economisti, i teorici della finanza e della tecnologia. Ciò suppone la menzogna circa la disponibilità infinita dei beni del pianeta, che conduce a “spremerlo” fino al limite e oltre il limite. Si tratta del falso presupposto che “esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti”».

Si avvicina sempre più al pensiero decrescitista, facendo notare che «nessuno vuole tornare all’epoca delle caverne, però è indispensabile rallentare la marcia per guardare la realtà in un altro modo, raccogliere gli sviluppi positivi e sostenibili, e al tempo stesso recuperare i valori e i grandi fini distrutti da una sfrenatezza megalomane». Fino a che non dichiara esplicitamente che «è arrivata l’ora di accettare una certa decrescita in alcune parti del mondo procurando risorse perché si possa crescere in modo sano in altre parti».

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Come detto, lo scalpore suscitato da questa enciclica è stato notevole, sin dalle prime bozze diffuse nei giorni scorsi. Come interpretarla dunque? I più scettici potrebbero pensare che si tratti di un tentativo da parte della Chiesa di allinearsi alle tematiche più in voga, quelle legate alla sostenibilità ambientale, in una sorta di green washing papale. I più entusiasti saranno invece contenti che dalla Santa Sede arrivino esortazioni riguardanti la raccolta differenziata, la tutela della biodiversità e la condivisione dei beni comuni. I più attenti noteranno la discrepanza fra le dichiarazioni del Papa e la condotta di molti rappresentanti del mondo clericale. Certo è che tematiche di fondamentale importanza, che stanno cominciando a diffondersi ma che in molte sedi sono ancora poco dibattute se non censurate, sono state chiamate in causa da una delle persone più influenti del mondo e il risultato è che oggi sono sulla bocca di tutti. In fondo, come diceva Oscar Wilde, «l’importante è che se ne parli», al di là delle intenzioni sincere o solo di facciata di chi ne parla.

Fonte : italiachecambia.org

TripAdvisor lancia la guida hotel e B&B ecologici

Nasce EcoLeader la nuova guida di TripAdvisor e Legambiente per segnalare anche ai turisti europei gli hotel e i B&B più eco-friendly.

Ecoleader è la nuova guida di TripAdvisor che propone al momento più di 6.000 strutture nel mondo, tra hotel e B&B riconosciute dallo status ecologico di TripAdvisor. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con HabitechLegambiente Turismo, United Nations Environmental Programme e International Tourism Partnership e evidenzia ai viaggiatori strutture che hanno scelto di adottare una gestione sostenibile e di rispetto dell’ambiente senza rinunciare a comfort, lusso e eleganza.doubletree-by-hilton-milan-milano-italia-1

La nuova guida nasce da un sondaggio condotto su 14.025 partecipanti in UK, Germania, Francia, Spagna e Italia dal 26 marzo 2014 al 14 aprile 2014 che ha messo in luce quanto i viaggiatori europei gradiscano soggiornare in strutture eco-friendly tanto che il 26% degli europei che ha viaggiato recentemente li ha preferiti e un terzo (33%) pensa di sceglierli nei prossimi 12 mesi. Ma il dato più interessante riguarda piuttosto la mancanza di informazioni (per il 44% degli intervistati) che lamenta di non conoscere abbastanza le pratiche di sostenibilità adottate dalle strutture ricettive.

Ha detto Jenny Rushmore, Direttore di responsible travel di TripAdvisor:

Sappiamo che molti viaggiatori in Europa vogliono essere informati sulle scelte eco-friendly da fare in vacanza ma non sempre sanno dove trovare queste informazioni. Ciò che rende EcoLeader di TripAdvisor così utile è il fatto che ora forniamo ai viaggiatori un modo semplice di comparare le pratiche green degli hotel e B&B, che si affianca alle milioni di recensioni già presenti sul sito.

Sono quattro i livelli di sostenibilità ambientale riconosciuti da EcoLeader: Bronzo, Argento, Oro e Platino messi in evidenza sulla pagina della struttura. Le candidature sono considerate in base a una serie di standard ambientali che vanno dal riutilizzo della biancheria, inclusi gli asciugamani, al riciclo e al compostaggio, fino all’uso di panelli solari, tetti verdi e stazioni di ricarica per auto elettriche. Ai viaggiatori che selezionano le strutture queste pratiche sono evidenziate e anche come da prassi di TripAdvisor commentabili.Villa-Maddalena-Resort-Venticano-Avellino-01-620x350

Fonte: ecoblog.it

Sebastião Salgado: “C’è ancora molto da salvare”

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Genesi

Sebastião Salgado

Palazzo della Ragione

Via mercanti 1, Milano

27 giugno – 2 novembre

Arriva a Milano la mostra fotografica Genesi, di Sebastião Salgado, il grande fotografo brasiliano. È ospitata nel Palazzo della Ragione che da oggi, dopo i lavori per adeguare l’impianto di climatizzazione, sarà dedicato alla fotografia. Genesi è parte di un altro progetto, molto più grande, nato negli anni Novanta: quando Salgado, dopo aver raccontato per anni storie di guerra, decise di tornare nella propria terra, ad Aimorés, nella casa in cui era cresciuto, e di ricostruire parte della foresta pluviale che la circondava, ormai distrutta per fare spazio al “moderno”. Ha fondato Instituto Terra, raccogliendo fondi sopratutto dall’Italia. Parallelamente a questo progetto di vita e di impegno ecologico, è nato in lui il desiderio di fotografare la natura.

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“Non pensavo a una mostra o un progetto fotografico, volevo soltanto scoprire la natura. Ho lavorato 8 mesi l’anno per 8 anni. Tornavo a Parigi solo per l’editing delle foto e per organizzare il nuovo viaggio. Questa vita richiede una grande disciplina. È stato molto impegnativo dal punto di vista fisico, ma lo considero una ricompensa: il più bel regalo della vita è stato trovare questi territori favolosi”, ha raccontato ieri il fotografo durante la presentazione di Genesi.

A questi 8 anni se ne aggiungano altri due di ricerca, per rintracciare i luoghi incontaminati della Terra. “In questa ricerca abbiamo scoperto che oltre il 40% del nostro pianeta è ancora come si presentava al tempo della genesi. In molti ci hanno aiutato, a partire dalla Conservation International di Washington, che ci ha messo a disposizione il suo archivio, l’Unesco, l’Onu”. Delle migliaia di foto riportate dai viaggi, per la mostra ne sono state selezionate 240. La curatrice è Lélia Wanick Salgado, moglie del fotografo: “Abbiamo organizzato Genesi in cinque sezioni: il “Sud”, dall’Argentina all’Antartide, il “Nord”, con la Siberia estrema, la Russia, il Colorado, il Canada, l’Alaska; l’“Amazzonia”, l’“Africa” e i “Santuari”, cioè le isole, dal Madagascar alle Galapagos, alla Papa Nuova Guinea. Quello che vorremmo è che lo spettatore uscisse dalla mostra con la sensazione di aver fatto un viaggio”. E – aggiunge Salgado – “che provasse un senso di rottura, che cogliesse la purezza di questi luoghi, la razionalità degli animali. Che vedesse se stesso come era più di 10 mila anni fa”.

Immagine: Isole South Sandwich, 2009 – © Sebastião Salgado/Amazonas Images

Fonte: galileonet.it

Le auto elettriche non sono ecologiche: stop delle Authority francese alle pubblicità

Le auto elettriche non possono essere considerate né ecologiche e né pulite. A porre freno alle pubblicità che manifestavano il messaggio contrario il JDP jury de déontologie publicitaire

Le auto elettriche non sono ecologiche: è questa la conclusione dell’Authority francese per la pubblicità, Jury de déontologie publicitaire (JDP), presentata martedì 26 giugno e che riguarda la pubblicità di due vetture in car sharing Autolib del gruppo Bolloré a Parigi e Bluely a Lione per la Zoe di Renault. Il JDP su istanza de l’Autorité de régulation professionnelle de la publicité (ARPP) e dell’associazione ambientalista Observatoire du nucléaire aveva bloccato lo scorso 15 aprile molte pagine del sito internet di Autolib dove l’auto elettrica era definita ecologica e pulita così come sono state bloccate le pagine Bluely dove le vetture elettriche erano definite “pratiche, ecologiche, economiche”. A pesare sull’intera situazione anche la denuncia de la Fédération nationale des associations d’usagers des transports (Fnaut) presentata lo scorso 18 marzo contro una pubblicità della Zoe che aveva come claim: “Per lottare contro l’inquinamento guidare la vostra auto” e che precisava: “”Renault Zoé: 100 % elettrica, 0 % di emissioni”.

Il Giurì rigetta dunque:

la superiorità dei veicoli elettrici sui motori termici in termini di impatto ambientale è espressa in termini generici e non è accompagnata da alcuna precisazione. La pubblicità in causa incita esplicitamente i consumatori a usare le vetture elettriche per ridurre l’inquinamento sebbene esistano numerosi mezzi di trasporto che se usati possono ridurre l’inquinamento come le biciclette o i mezzi di trasporto collettivi e pubblici.

Queste pubblicità dunque devono essere ponderate, come sottolinea Stéphane Martin, direttore generale di ARPP, l’Autorità per la regolamentazione pubblicitaria che spiega:

Tutti i veicoli hanno un impatto sull’ambiente, dalla costruzione allo smaltimento per l’intero ciclo di vita. Non si può definire una vettura elettrica pulita ma si può evidenziare quale contributo possa fornire allo sviluppo sostenibile; si può dire che un’auto elettrica sia più pulita di un auto con motore termico a patto di portarne le prove.

L‘Observatoire du nucléaire spiega che in Francia l’origine dell’energia elettrica è per il 75% da fonte nucleare e serve a ricaricare le batterie al litio che alimentano i veicoli elettrici e il litio inquina l’ambiente. Spiega Stéphane Lhomme direttore de Observatoire du nucléaire:

Le auto elettriche non inquinano quando sono in movimento ma inquinano prima e dopo, lungo il ciclo di produzione e sopratutto l’inquinamento è delocalizzato e riguarda le miniere da cui si estrae uranio e litio, le centrali nucleari e i siti di stoccaggio delle scorie radioattive.

Fonte:  Le Monde

© Foto Getty Images –

Cinemambiente 2014: criminalità e ambiente, due documentari contro le ecomafie

Nella manifestazione torinese due documentari che puntano il dito contro le conseguenze ecologiche dei business della criminalità organizzata

Due documentari contro le ecomafie che le ecomafie le lasciano sullo sfondo sono stati presentati al festival CinemambienteNella Terra dei Fuochi di Marco La Gala entra nelle vite di alcune persone toccate dal dramma degli sversamenti illegali nelle campagne ai piedi del Vesuvio. In quella stessa terra che i Romani chiamavano “terra felix” sono state stimate 2500 discariche illegali di rifiuti. Da decenni a questa parte, in particolare nelle provincie di Napoli e Caserta, sono infatti centinaia i terreni abbandonati dagli agricoltori che sono diventati aree gestite dai clan camorristici per smaltire scarti industriali spesso tossici. Ed è proprio qui che la cooperativa sociale Ottavia di Marigliano ha deciso di recuperare un campo inutilizzato da più di vent’anni, riportandolo alla sua funzione originaria: la produzione agricola. Riscoprendo così una cultura, come quella contadina, che è sempre più a rischio estinzione. Alle voci dei coraggiosi contadini e abitanti del luogo che raccontano i “fuochi” si alternano in uno straniante controcanto quelle dei festeggiamenti, con altri fuochi, della festa di Sant’Antonio. Tematiche affini a quelle toccate dal documentario di La Gala si ritrovano anche in Patti sacri del collettivo artistico Dott. Porka P-Proj formato da tre fratelli che, a partire dal 2002, si sono distinti per performance e interventi in zone rosse, aree sequestrate e vietate al pubblico. In Patti Sacri la loro attenzione si concentra sulla cementificazione sulle Alpi e sull’intreccio fra politica, malavita organizzata ed edilizia.Immagine29-620x395

Foto | Nella Terra dei Fuochi

Fonte: ecoblog.it

Guerra e ambiente: le conseguenze ecologiche dei conflitti

Da Verdun all’Iraq, Footprints of War, documentario di Max M. Mönch, mostra l’impatto ambientale delle armi utilizzate nei conflitti dell’ultimo secolo

Quale impatto ambientale hanno i conflitti armati? Quali sono le conseguenze delle guerre sugli ecosistemi? Footprints of War, documentario di Max M. Mönch presentato nel Concorso Internazionale One Hour di Cinemambiente, cerca di rispondere a questa domanda partendo dal punto di svolta nella storia militare, quello che ha un luogo e una data: Verdun, 21 febbraio 1916. La battaglia di Verdun, durata 10 mesi, fino al 19 dicembre 1916, la storia militare subisce una svolta irreversibile. Se in passato le battaglie si erano concluse per l’esaurimento degli armamenti, a Verdun munizioni e bombe arrivano per mesi a ciclo continuo. Per la prima volta nella storia dell’umanità, si uccide senza nemmeno vedere il nemico, accucciato nelle trincee e, sempre per la prima volta, vengono utilizzate armi chimiche e gas tossici. Per la prima volta una battaglia devasta un territorio condizionando l’ambiente anche per le generazioni successive. Molti terreni sono inutilizzabili. Lo stesso dicasi della Somme dove ben 50 tonnellate di bombe inesplose rimasero seppellite nel terreno dopo la fine del conflitto. L’obiettivo dell’Operazione Alberich è raggiunto: distruggere il territorio rendendolo inutilizzabile, inabitabile. Mönch si sposta Oltreoceano ad Halifax, in Canada, dove tonnellate di armi sono state buttate nell’Oceano Atlantico al termine della Seconda Guerra Mondiale. Non c’è stato conflitto che non abbia lasciato una pesante eredità sull’ambiente, anche su quello marino. Nel Baltico sono state rilasciate armi dopo la Seconda Guerra Mondiale che in questi anni stanno iniziando a rilasciare gli agenti tossici nelle acque del Nord Europa. I danni procurati dall’Armata Rossa sono incalcolabili e impenetrabili. L’unico a creare una breccia nel sistema informativo sovietico è stato Alexander Nikitin, finito sotto processo e incredibilmente assolto dalle accuse di spionaggio. È stato lui a rivelare come i sottomarini russi abbiano sversato per anni tonnellate di rifiuti tossici nucleari nelle acque marine. L’eredità della Guerra Fredda, comunque, si sconta anche sulla terraferma, nel sito di Andreva, considerato il luogo più contaminato al mondo per quanto riguarda i rifiuti tossici nucleari. Oltre a Hiroshima e Nagasaki, circa 2000 bombe atomiche sono state sganciate a scopi sperimentali: a causa di questi esperimenti si stima che 400mila persone si siano ammalate di cancro. Le conseguenze ambientali della guerra aumentano sempre di più. I 70 milioni di litri di agenti chimici rilasciati dagli aerei e dalle flotte dell’esercito statunitense in Vietnam continuano a fare le loro vittime a quarant’anni dalla fine del conflitto: l’Agente Arancio e la diossina utilizzati per deforestare e “stanar” i vietcong hanno distrutto il 15% delle foreste vietnamite. Ora il governo di Hanoi lavora alla bonifica (con l’aiuto del governo americano) e alla riforestazione. L’ultimo capitolo è quello dedicato all’Iraq. Nel conflitto fra Usa e le forse di Saddam 3000 tonnellate di uranio impoverito sono state rilasciate nell’aria e nel suolo iracheni. I costi di bonifica sono elevatissimi e la Us Army ha pagato e paga un costo altissimo sia in termini umani che in termini economici: 13 miliardi di dollari vengono spesi ogni anno per risarcire i militari americani contaminati dall’uranio. Ma, come fa notare l’esperto di ecologia della guerra Gary Machlis, la guerra ha costi elevatissimi anche nella fase preparatoria. L’esercito americano consuma, da solo, una quantità di risorse fossili pari a quelle consumate dall’intera Svezia. Chi prepara e chi è coinvolto in una guerra agisce in deroga a qualsiasi principio valido per la società civile: l’impatto ambientale dei conflitti continua a essere, per tutti gli eserciti del mondo, un effetto collaterale trascurabile e unanimemente condiviso.Immagine26-620x346

Foto | Footprints of War

Fonte: ecoblog.it

L’ambiente e l’ecologia fanno spettacolo in Germania con il Green Carpet italiano

Per una volta l’Ambiente è stato al centro della scena ai Green Tec Awards di Monaco di Baviera. Anche l’Italia era presente e ha portato con Econyl il Green Carpet su cui hanno sfilato i vip tedeschi

Il Green Tec Awards giunto alla sesta edizione si conferma essere un premio unico perché capace di coniugare l’ambiente al glamour. Non è una operazione da poco portare sul palco ricercatori, scienziati e aziende che si occupano di ambiente, energia e sostenibilità e festeggiarli come delle celebrità del mondo del cinema premiandoli alla presenza di un parterre di Vip. Un esempio? Il il prof. Ernst Ulrich von Weizsäcker, Co-Presidente del Club of Rome è stato acclamato come una rock star la sera del 4 maggio dal palco dell’International Congress Center München (ICM) quando ha ritirato il premio Environmental Leadership Award che gli ha consegnato Günther H. Oettinger Commissario europeo per l’Energia, per l’impegno del Club of Rome nel diffondere la necessità di una coscienza ambientale. I premi erano 14 e assegnati dopo che i progetti sono stati votati on line e poi da una giuria di 50 esperti che ha scelto tra i tre finalisti e la location entro cui si è svolta la premiazione era la Fiera di Monaco di Baviera alla vigilia dell’IFAT, la più grande Fiera dedicata all’Ambiente e alle tecnologie ambientali d’Europa e che si svolge anche in Turchia, Cina e Africa. Dunque ecco che i Green Tec Awards assumono un peso decisamente interessante e vero evento per la Germania ma poco conosciuti in Italia, che però era presente con una sua eccellenza, l’azienda Econyl che produce nylon 6 ottenuto dalle reti da pesca recuperate dagli Oceani. La Econyl sponsor della manifestazione ha fornito il Green Carpet realizzato con il nylon 6 riciclato e solcato da tantissimi vip e celeb. presenti tra gli oltre 1000 ospiti. Gli sponsor erano tutti di grande rilievo: WILO , 50Hertz , TetraPak , Airbus, Porsche, ProSieben e WirtschaftsWoche.01-teppich041

 

Ho incrociato Franziska van Almsick ex campionessa del mondo di nuoto, la top model Franziska Knuppe, David Mayer de Rothschild attivista ambientalista, il calciatore Christoph Metzelder, Hans-Joachim Watzke Managing Director del Borussia Dortmund. Presenti anche politici di gran prestigio, come il già citato Günther H. Oettinger e poi Peter Altmaier, Capo dell’Ufficio della Cancelleria tedesca e ex ministro per l’Ambiente. Il buffet è stato vegetariano e hanno dominato verdure e ortaggi di stagione come le patate novelle e gli asparagi bianchi. E per brindare vini tedeschi e anche un prosecco italianissimo. Ma ecco di seguito i 14 premi assegnati mentre la prossima edizione dei Green tec Awards si terrà nel maggio 2014 a Berlino.

Automobility-Dente di leone per fare pneumatici

Si è aggiudicato il Green tec Awards 2014 il progetto RUBIN di Continental Reifen Deutschland GmbH che promuove la coltivazione e l’utilizzazione de denti di leone per ottenere gomma naturale. Negli ultimi anni i metodi e i sistemi di coltivazione sono stati ottimizzati e è stato possibile produrre gomma naturale di alta qualità in laboratorio dalle radici di tarassaco in laboratorio. Un impianto pilota che produce gomma naturale è attualmente in costruzione e Continental si aspetta un aumento a lungo termine della domanda di gomma naturale che corrisponde con la crescita prevista del mercato globale degli pneumatici. Spiega Andreas Topp Responsabile del lo sviluppo dei processi e industrializzazione dei pneumatici Continental:

Con il progetto Dente di leone abbiamo fatto un enorme passo avanti verso il nostro obiettivo a lungo termine ovvero rendere la produzione di pneumatici per automobili, camion e biciclette, così come i pneumatici specialistici, anche più sostenibile. Ci aspettiamo di essere in grado di produrre grandi quantità di gomma dal dente di leone con proprietà e prestazioni equivalenti alla gomma convenzionale. Di conseguenza ,saremo in una posizione indipendente dal raccolto annuale che si verifica nelle regioni subtropicali. Inoltre, un albero della gomma naturale richiede fino a sette anni di attesa prima che possa produrre gomma utilizzabile; per contro la gomma ottenuta dal tarassaco potrebbe fornire più raccolti all’anno e senza tempi di attesa.

Construction & Living – Il cemento diventa tessuto in carbonioBildschirmfoto-2014-04-24-um-18.04.44-620x350

Si è aggiudicato il premio per questa categoria il Carbon Concrete Composite (C3) sviluppato dall’Università TU di Dresda per un nuovo materiale composito di carbonio e calcestruzzo ad alte prestazioni.

Il cemento armato è il materiale più comunemente usato nella costruzione che presenta però diversi svantaggi quali il consumo eccessivo di risorse e una durata limitata tra i 40 e gli 80 anni. Dunque a rischio è la sicurezza dei ponti, ad esempio. Per questo motivo è stato sviluppato il C3 Carbon Concrete Composite da un consorzio tra università e circa 80 partner e promosso dal Ministero Federale dell’Istruzione e della Ricerca (BMBF) nell’ambito del programma “Zwanzig20” con 45 milioni di euro. In sostanza il carbonio è più stabile, forte e economico ed è stato strutturato sotto forma di tappeto da inserire in due strati di calcestruzzo. Il che consente di usare meno cemento, di renderlo più stabile e più forte e di farlo durare più a lungo. Con il nuovo cemento in filigrana dunque si pensa di ristrutturare e riparare le vecchie costruzioni in cemento armato con il vantaggio di ridurre sia il consumo energetico sia le emissioni di CO2 nella produzione e riparazione. In questo contesto è stato valutato l’impatto ambientale dei materiali da costruzione per tutto il loro ciclo di vita con la metodologia di valutazione DIN EN ISO 14040 che include le filiere di fornitura, le vie di trasporto e qualsiasi successivo riciclo da modellare (dalla culla alla tomba), per individuare le principali variabili per l’ottimizzazione ecologica ed economica.

Foto | Green Wiwo

Energy – Conservazione dell’energia rinnovabileGreenTec_Awards_2014_02-620x350

Younicos festeggia un risultato triplo: infatti il GreenTec Award 2014 è giunto dopo aver ottenuto il premio ambientale KYOCERA e il Bloomberg New Energy Pioneer Award. I berlinesi di Younicos berlinesi hanno sviluppato il progetto del primo parco commerciale per la conservazione dell’energia prodotta dalle rinnovabili in Europa. Il Battery Park di Younicoscontribuirà ad integrare più energie rinnovabili nelle reti già esistenti.
Foto | Younicos

Communication – Il Borussia Dortmund risparmia emissioni di CO2borussia-620x350

Strom09 società indipendente per la produzione di energia e la squadra di calcio del Borussia Dortmund hanno convinto la giuria con la eco campagna di comunicazione volta a risparmiare 25 mila tonnellate all’anno di emissioni di CO2. I partner dunque hanno deciso di dare il buon esempio con azioni concrete per proteggere il clima e hanno messo a punto una strategia di comunicazione orientata ai fans della squadra di calcio per convincerli a seguire le buone pratiche.

Hans-Joachim Watzke, direttore del Borussia Dortmund dice:

Il fatto che abbiamo vinto il premio GreenTec il premio ambientale più ambito in Europa, ci rende molto orgogliosi e ci incoraggia a quel fair play anche per l’ambiente.

Foto | Borussia Dortmund @facebook

Lifestyle – Le cannucce in paglia biodegradabilicannucce-bio-620x350

L’idea è stata per millenni sotto gli occhi di tutti ma a renderla una buona idea ci ha pensato Bio-Strohhalme.com che ha usato la paglia come cannuccia naturale contribuendo così a eliminare 25.000 tonnellate di rifiuti di plastica create ogni anno dall’uso delle cannucce per bevande.

Foto Trinkhalme.de & bio-strohhalme.com @ facebook

Aviation – Elettromobilità all’aeroporto di Francofortelufthansa-620x350

Il progetto si chiama E Port-On e è stato voluto dall’aeroporto di Francoforte, Gruppo Lufthansa, Fraport AG, dallo stato di Hesse e dalla Rwegione del Reno Meno che sta lavorando sulla riduzione significativa delle emissioni dei veicoli. Sponsor il Federal Ministry of Transport, Building and Urban Development. Il progetto prevede che i veicoli cje prendono passeggeri, bagagli, merci, catering, carburante altro siano elettrici.
Foto | Lufhtansa

Production – La fabbrica del futuro

Si aggiudica il Green tech Award in questa categoria la Weidmüller per il progetto Fabbrica del Futuro, ossia un sistema completo di gestione dell’energia per ottimizzare i processi di produzione industriale, tanto da ridurre del 95% il fabbisogno energetico.

Recycling & Resources – Recupero dei materiali compositisaperatec1

Saperatec GmbH è stata premiata per una innovazione tecnica che permette la separazione e il recupero dei materiali compositi. In sostanza gli imballaggi, i cartoni per bevande, i moduli fotovoltaici o le batterie agli ioni di litio hanno una cosa in comune: sono materiali compositi. Solitamente sono mandati in discarica o nell’inceneritore ma è uno spreco costosissimo essendo composti da diverse materie preziose se si potessero recuperare singolarmente, cosa che Saperatec ha fatto grazie a un suo brevetto di micro emulsione.

Water & Sewage – depurazione delle acque refluedshb

PUROO è un impianto di depurazione per le acque reflue che consuma pochissima energia, circa il il 50 per cento in meno degli attuali sistemi e sviluppato da ATB UMWELTTECHNOLOGIEN GmbH. Come hanno ricordato lungo la premiazione in diverse occasioni, sarà proprio l’acqua potabile il bene più preziosi del futuro e dunque il trattamento delle acque reflue diventa sempre più necessario in un’ottica in cui si prevede sia l’incremento dei consumi di acqua sia la scarsità di questa risorsa unica a causa dei cambiamenti climatici.

Foto | kleinklaeranlagen

Galileo Wissenspreis – Arnia da balcone per api

E’ forse questo progetto il più originale e particolare per la sua unicità e semplicità. Per aiutare le api a diffondersi essendosi ridotto il loro numero a causa dell’inquinamento da pesticidi ecco il BienenBox una speciale arnia da balcone per far prosperare le api. La convivenza tra api e esseri umani rassicurano gli inventori non è affatto problematica.In ogni caso la BienenBox viene venduta a 130 euro e prima di essere consegnata viene spiegato che è necessario comunque informarsi bene e informare i vicini e seguire un corso per apicoltori presso associazioni autorizzate. La soddisfazione consiste nell’avere ogni anno almeno 15 kg di miele e a contribuire a ripopolare le colonie di api.

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Foto | Stadtbienen @Facebook

Premio Speciale IFAT Environmental Leadership al Club di Roma04_Winner015-620x350

Questo riconoscimento è particolarmente prestigioso. Il Club di Roma è una associazione formata da personalità del mondo della ricerca, dell’economia e delle scienze indipendenti. Famoso per aver commissionato nel 1972 al MIT uno studio intitolato I limiti dello Sviluppo in cui quasi profeticamente e oltre 40 anni prima si analizzavano le conseguenze dell’esaurimento delle risorse naturali. Lo scorso anno è stato presentato il rapporto redatto da Jorgen Randers2052 Scenari globali per i prossimi quarant’anni disponibile anche in italiano per l’appunto dove sono presentate le previsioni globali per i prossimi 40 anni.

Intelligent urbanization Special Award – Città di Anshan per la rete di teleriscaldamentodanfoss-620x350

Questo progetto ha vinto perché si è deciso di premiare il risparmio energetico messo in atto dalla città cinese di Anshan grazie a Danfoss con una rete di teleriscaldamento che riutilizza il calore delle fabbriche di acciaio e carbone per un risparmio di 240.000 tonnellate di emissioni di CO2 all’anno . In aggiunta saranno risparmiate anche elettricità e acqua. L’obiettivo, è dunque, migliorare la qualità dell’aria per gli oltre 1,8 milioni di residenti che vivono a Anshan e trasformerà la città in leader a livello mondiale per il teleriscaldamento.

Foto | Danfoss @ Facebook

Music Award: Schiller per le canzoni che aumentano la consapevolezza ambientale

E’ un artista a tutto tondo Schiller, molto famoso in Germania che presenta la sua musica sempre connessa con la natura e dunque diffonde un messaggio potente di bellezza e rispetto per il Pianeta.

Foto | Christopher von Deylen’s SCHILLER @facebook

Speciale Start-up Award- Desalinizzatore economicodesalinizzatore-620x350

Vince il premio Green Tec Awards l’akvoFloatTM della akvolution GmbH ovvero un progetto che fornisce la possiblità di dissalare l’acqua di mare in maniera economicamente conveniente e sostenibile. La tecnologia adottata è la flottazione con filtraggio a ceramica integrata. L’azienda spiega che grazie a questi materiali si ottiene un elevato risparmio, pari al 90% dei costi energetici e di impatto ambioentale, operando anche in condizioni difficili. L’azienda si rivolge come fornitore a tutte quelle industrie che necessitano di tanta acqua come in oil & gas, semiconduttori, food & beverage, carta e industrie minerarie.

WWF Premio Speciale: Stadtbiene 2.0 per le apiapi2-620x350

Ovvero un giardino comunale urbano, nel cuore di Monaco di Baviera, dove le api possono svilupparsi, nutrirsi e nidificare. Il progetto coinvolge i cittadini nel tenere curato e in ordine il parco così senza utilizzare erbicidi e pesticidi e ciò per garantire alle api un ambiente naturale in cui poter vivere.

Foto | o-pflanzt-

Fonte: ecoblog.it

Bioedilizia, inaugurata la scuola materna più ecologica d’Italia a Firenze

La scuola materna Capuana è stata inaugurata a Firenze qualche giorno fa ed è la prima a essere stata costruita interamente nel rispetto degli standard della bioedilizia.

La bioedilizia entra a scuola, esattamente alla Capuana, una struttura prima demolita e che presentava amianto. E’ stata ricostruita la nuova Capuana secondo i criteri della bioedilizia e dunque con gli standard relativi sia al risparmio energetico sia alla salubrità degli ambienti. La scuola materna è dunque stata rifatta da zero e ospita 6 sezioni per 150 bambini per un costo complessivo di 2 milioni e 600 mila euro. Intorno il giardino ricco anche di alberi luogo dove i bambini potranno giocare e fare attività didattica nelle belle giornate.scuola-capuana-620x350

Il progetto è dell’ingegnere Michele Mazzoni, direttore dei servizi tecnici e gli architetti che lo hanno affiancato sono Agnese Balestri e Marilena Ferrara e i geometri Moreno Martini, Francesco Burrini e Mirko Drago. Tutti i materiali usati per la nuova scuola materna che fa parte dell’istituto comprensivo Gandhi sono naturali mentre la struttura è provvista di schermature solari usate per avere maggiore luce e calore in inverno e minor luce e calore in primavera /estate. Il riscaldamento è a pavimento con pannelli radianti e la centrale termica usa un sistema di condensazione a gas. Interessante anche la soluzione individuata per l’impianto idrico-sanitario che si avvale di un sistema per il recupero delle acque piovane mentre con la domotica si provvede al controllo in modalità telegestione dell’illuminazione di sicurezza. Una serie di pannelli fotovoltaici installati su una struttura in legno vicino il refettorio fornirà energia elettrica.

Ha detto Cristina Giachi assessora all’educazione al comune di Firenze:

Un edificio scolastico ecocompatibile è un punto d’arrivo e di partenza per un modo nuovo di vedere e vivere la scuola, un progetto per tutto il quartiere e per l’intera città, una nuova politica in grado di lasciare un segno, di incidere sul futuro senza comprometterlo, ma al contrario sviluppandolo e migliorandolo.

Fonte:  La Nazione, Nove Firenze, Comune di Firenze

L’acqua si purifica col legno

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Filtrare l’acqua non è mai stato così semplice, economico ed ecologico. Un team di ricercatori del Mit di Boston sostiene infatti di essere riuscito a eliminare il 99% dei batteri di E.coli presenti un una sorgente d’acqua passandola attraverso un filtro ottenuto dal ramo di un pino o altri tipi di alburno (la parte più giovane del legno degli alberi). Il filtro messo a punto dai ricercatori, che presentano la loro proposta sulle pagine di Plos One, è in grado di produrre circa 4 litri di acqua potabile al giorno ed è stato pensato per le zone rurali in cui è difficile installare sistemi di filtrazione avanzata. Infatti, come spiega Rohit Karnik, tra gli autori dello studio: “Le membrane di filtrazione di oggi hanno pori nanometrici che non sono qualcosa che si può produrre molto facilmente in un garage. L’ idea qui invece è che non abbiamo bisogno di fabbricare una membrana, perché è facilmente disponibile. Basta prendere un pezzo di legno e farne un filtro”. Ma difficoltà di realizzazione a parte, il sistema messo a punto dai ricercatori del Mit è anche economico ed ecologico, rispetto ai metodi che utilizzano i depuratori a base di cloro, le membrane di filtrazione o lo stesso bollire. Il principio di funzionamento si ispira alla naturale capacità dell’alburno di filtrare le particelle più grandi di 70 nanometri, come racconta Nature World News. Abbastanza cioè per tener fuori i batteri ma non i virus. Al momento il progetto dei ricercatori è solo agli inizi. L’idea infatti è sia quella di testare diversi tipi di legno, supponendo che alcuni abbiano capacità di filtro migliori di altre, che di trovare modi per evitare che lo stesso filtro si secchi, compromettendone le capacità.

Via: Wired.it

Grazie al progetto UE Urbspace, nasce il Parco dei 5 Comuni

Il Comune di Milano appoggia il “Progetto Parco dei 5 Comuni”, nell’ambito del programma europeo UrbSpace, a tutela delle aree verdi urbane in Europa centrale e che in Lombardia coinvolge Milano (Zona 7), Rho, Pero, Settimo Milanese e Cornaredo (area Milano nord-ovest)378257

Si chiama “Progetto Parco 5 Comuni – Come creare l’identità di un’area verde tramite un processo partecipato” e oltre ai Comuni di Milano (Zona 7), Rho, Pero, Settimo Milanese e Cornaredo, vede la partecipazione di Legambiente Rho. E’ uno dei progetti pilota del programma europeo Urbspace, che oltre al Parco dei Cinque Comuni milanese, vede altri progetti verdi urbani nell’Europa centrale: in Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia.  L’intento per il progetto pilota italiano è quello di rafforzare i grandi parchi di Milano nord-ovest e potenziare gli spazi aperti, a difesa dalle tante infrastrutture già presenti e future del territorio – inceneritore Silla 2, depuratore Pero, viabilistica Fiera, alta velocità TAV e area Expo 2015.  A Milano il progetto è stato seguito dal Consiglio di Zona 7 ed ha portato ad una delibera approvata, cui è seguita quella della Giunta Comunale, che ha condiviso la validità del progetto, aderendo alla convenzione, con la Delibera di G.C. n.2603 del 20/12/2013.  L’azione pilota nasce con lo scopo di favorire la cooperazione tra le amministrazioni comunali, le associazioni di volontariato e i comitati locali di cittadini, per una gestione condivisa sul territorio al fine di favorirne la libera fruizione da parte della cittadinanza e per salvaguardarne la ricchezza ecologica che caratterizza l’ambiente dei fontanili e delle fasce boscate presenti, ponendo come elementi fondamentali che devono essere mantenuti e valorizzati l’agricoltura e cultura rurale, la natura e biodiversità, lo sport e la fruizione.  Il “Parco dei 5 Comuni” si estende sui territori di Settimo Milanese, Cornaredo, Rho, Pero e Milano, un’area di forte valenza paesaggistica, ambientale ed ecologica all’interno del Parco Agricolo Sud (Parco delle Cave, Boscoincittà, Parco di Trenno, Parco dei Fontanili di Rho, Bosco della Giretta).

In allegato la delibera della Giunta Comunale.

La delibera della Giunta di Milano sul progetto Parco dei 5 Comuni [0,43 MB]

Fonte: ecodallecittà