8. È una mossa commerciale?

Dalle piccole imprese alle multinazionali, molte aziende sono alla ricerca di un modo per conservare o aumentare le proprie quote di mercato. 21

In un’epoca di concorrenza globale agguerrita, il perseguimento della sostenibilità suggerisce ben più di un «rinverdimento» dell’immagine aziendale e di un taglio dei costi di produzione. Potrebbe comportare lo sviluppo di nuovi rami di attività. L’invasione delle grandi scimmie probabilmente non compariva in cima alla lista dei rischi aziendali di Unilever. Eppure, il 21 aprile 2008, la sede centrale di Londra e gli uffici del Merseyside, di Roma e di Rotterdam di Unilever sono stati invasi dagli attivisti di Greenpeace travestiti da oranghi. Gli attivisti protestavano contro i danni provocati alle foreste pluviali tropicali in Indonesia dalla produzione di olio di palma, utilizzato in molti prodotti Unilever. A poca distanza dal blitz, l’azienda ha annunciato che entro il 2015 avrebbe utilizzato solo olio di palma proveniente da fonti «sostenibili». Da allora, l’azienda ha predisposto un piano per porre la sostenibilità al centro delle sue pratiche aziendali. Molteplici e svariati sono i motivi che potrebbero spingere una multinazionale ad adottare pratiche più sostenibili. Possono essere legati all’immagine aziendale di una società o all’immagine dei suoi marchi. Una richiesta di sostenibilità potrebbe anche provenire dagli investitori, magari poco inclini a dare il loro denaro ad aziende incuranti dei rischi del cambiamento climatico o non interessate a trarre vantaggio dall’ecoinnovazione. Karen Hamilton, vicepresidente per la sostenibilità di Unilever, osserva: «Non vediamo alcun conflitto tra crescita e sostenibilità. Anzi, a  chiedercelo è un numero sempre crescente di consumatori». Oppure, semplicemente, l’adozione di pratiche sostenibili può essere una mossa commerciale. Le aziende potrebbero acquisire un vantaggio competitivo e accrescere la propria quota di mercato. Potrebbero anche derivarne nuove opportunità commerciali per gli eco imprenditori innovativi che rispondano a una domanda di prodotti «verdi» in crescita. Karen aggiunge: «La sostenibilità comporta anche risparmi sui costi. Se possiamo ridurre gli imballaggi, possiamo ridurre il consumo energetico degli impianti, risparmiando denaro e aumentando la redditività».

22

Dove cercare nuove idee

In virtù delle sue dimensioni, una grande multinazionale che introduce pratiche «verdi» può fare la differenza. Tenderà a spingere le aziende sue pari a fare altrettanto. Fondato alla vigilia del vertice di Rio del 1992 per dare voce al settore imprenditoriale, il World Business Council for Sustainable Development (WBCSD, Consiglio mondiale delle imprese per uno sviluppo sostenibile) è una piattaforma istituita per promuovere la sostenibilità delle imprese. La relazione «Vision 2050» (Visione 2050) del WBCSD, elaborata in collaborazione con i maggiori esperti e dirigenti d’impresa, delinea le novità irrinunciabili che il settore delle imprese dovrebbe introdurre nei prossimi decenni per realizzare la sostenibilità globale. In altre parole, è un appello alla sostenibilità che viene dall’interno. I punti principali identificati dal WBCSD rispecchiano molti degli obiettivi dei responsabili politici: far sì che i prezzi di mercato includano i costi del danno ambientale; individuare soluzioni efficaci per produrre più cibo senza utilizzare più terreno o più acqua; porre fine alla deforestazione; ridurre le emissioni di carbonio a livello mondiale attuando la transizione verso l’energia verde; utilizzare l’energia in modo efficiente in tutti i settori, trasporti inclusi. Il Carbon Disclosure Project (CDP, Progetto di rivelazione del carbonio) è un’altra iniziativa intesa a promuovere la sostenibilità nel settore delle imprese. Si tratta di un’organizzazione no-profit nata allo scopo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra e l’utilizzo di acqua da parte di imprese e centri urbani. Il CDP aiuta inoltre gli investitori a valutare i rischi d’impresa collegati all’ambiente, quali il cambiamento climatico, la scarsità d’acqua, le alluvioni e l’inquinamento, o semplicemente la carenza di materie prime. Soprattutto nel contesto dell’attuale crisi finanziaria, gli investitori rivestono un ruolo importante nel decidere quali aziende debbano sopravvivere.

Le soluzioni passepartout non esistono                  

Resta una domanda: in che modo un’azienda può tradurre la sostenibilità nella gestione d’impresa? Non esiste una soluzione valida per tutti, ma esistono numerosi servizi di supporto e di consulenza. Piattaforme dedicate alle imprese sostenibili, come il World Business Council for Sustainable Development e il Carbon Disclosure Project, assistono le imprese che intendono porsi all’avanguardia. Vi sono inoltre raccomandazioni più mirate, come gli orientamenti dell’OCSE per le imprese multinazionali allegati alla dichiarazione dell’OCSE sugli investimenti internazionali e le imprese multinazionali. Tali orientamenti enunciano norme e principi volontari per condurre attività d’impresa in modo responsabile destinati alle multinazionali operanti nei paesi che hanno aderito alla dichiarazione. Tuttavia, i regimi esistenti hanno perlopiù carattere volontario e sono generalmente considerati nel più ampio contesto della responsabilità sociale delle imprese. Non sono solo gli alti dirigenti delle diverse aziende a guidare la transizione verso le pratiche sostenibili. I governi e gli enti pubblici in generale possono assecondare le aziende creando regole uguali per tutti e prevedendo incentivi. Può darsi che travestirsi da orango non sia sempre necessario, ma i consumatori e la società civile possono lanciare un segnale forte al settore privato semplicemente facendo vedere che c’è un interesse per i prodotti rispettosi dell’ambiente. Karen conferma: «I governi e la società civile devono sicuramente lavorare insieme. Le imprese in particolare possono fare la differenza nelle catene di approvvigionamento transfrontaliere e, naturalmente, nell’ordine di grandezza con cui raggiungono i consumatori».

Fonte: EEA (agenzia europea ambiente)

Aziende green: 31,5 milioni di euro di finanziamenti da Bruxelles. Il bando è aperto

La Commissione europea vara un invito a presentare proposte per i migliori 45 progetti di ecoinnovazione con una dotazione di 31,5 milioni di euro. Cinque le categorie per il bando: riciclaggio di materiali, acqua, prodotti sostenibili per l’edilizia, imprese verdi e alimentari. Il bando scade il 5 settembre 2013375047

La Commissione europea vara un invito a presentare proposte per i migliori 45 progetti di ecoinnovazione con una dotazione di 31,5 milioni di EUR. Le imprese europee hanno tempo fino al 5 settembre 2013 per presentare proposte per la commercializzazione di soluzioni ambientali innovative in questi cinque settori:

1.riciclaggio di materiali
2.acqua
3.prodotti sostenibili per l’edilizia
4.imprese verdi
5.settore alimentare e delle bevande

Il commissario europeo responsabile per l’ambiente Janez Potocnik ha dichiarato: “L’ecoinnovazione non è soltanto una nicchia di mercato per le imprese verdi. La competitività dell’Europa nei prossimi decenni dipenderà dalla sua capacità di superare la scarsa disponibilità di risorse. Le imprese verdi sono i motori della trasformazione di tutta l’economia. In particolare, invito le piccole e medie imprese a presentare una domanda di finanziamento, contribuendo così al primato dell’Europa in settori come la gestione dell’acqua e dei rifiuti”.
45 progetti da finanziare
L’invito è rivolto in primo luogo alle imprese private, soprattutto alle PMI che hanno sviluppato un prodotto, un processo o un servizio ecologico innovativo, ma che hanno difficoltà a collocarlo sul mercato. L’invito a presentare proposte offre un cofinanziamento fino al 50% del costo del progetto e quest’anno sosterrà circa 45 nuovi progetti.
185 progetti attualmente in corso
Sono pronti al varo circa 50 progetti scaturiti dall’invito a presentare proposte dell’anno scorso, mentre ne sono già stati avviati oltre 185. Tra gli esempi di progetti in corso si annoverano una tecnologia per ottimizzare il riutilizzo di vecchi mattoni nell’edilizia, la produzione di calzature in pelle prive di sostanze chimiche nocive, l’impiego dell’anidride carbonica per sfruttare una fonte naturale di omega-3 e una nuova tecnica di fabbricazione di tappeti e moquette.
Scadenze
Il termine ultimo per la presentazione delle proposte scade il 5 settembre 2013. Il 27 maggio, a Bruxelles (Belgio), nell’edificio Charlemagne, si terrà una giornata informativa sull’ecoinnovazione europea durante la quale saranno fornite informazioni dettagliate sulle priorità e suggerimenti sulle modalità di presentazione delle domande di finanziamento.

Maggiori informazioni a questo link

Fonte. Eco dalle città