CicloMurgia: turismo su due ruote per valorizzare il territorio

Iniziative, imprese, progetti, cultura. La Puglia è davvero una regione in gran fermento, dal Gargano al Salento e, in particolare, intorno a Bari e Lecce. Tra i motivi di questo diffuso risveglio vi è Bollenti Spiriti 2.0, programma della Regione Puglia che – tramite la sua principale iniziativa, Principi Attivi – ha contribuito in modo significativo all’avvio di molti interessanti progetti. È il caso di CicloMurgia, nato con l’intenzione di valorizzare il patrimonio naturalistico e culturale dell’Alta Murgia attraverso il cicloturismo, promuovendo il turismo su due ruote mediante la gestione di servizi per il cicloturista.

Una delle finalità dei promotori del progetto, come si legge sul sito, “è quella di far riscoprire l’indissolubile legame tra noi e la nostra ‘madre terra’, che è trascurata, dimenticata e spesso violentata dall’azione dell’uomo”. “Siamo convinti che solo attraverso lo stupore della conoscenza, dato dalla ricerca e dall’esplorazione si possa ristabilire una parte di quell’equilibrio, da tempo perso, tra uomo e natura. Per queste ragioni il nostro impegno è rivolto alla realizzazione di esperienze  basate sull’Essenzialità, la Condivisione, l’elogio della Lentezza, il progresso visto come ‘Decrescita’; e supportate dalla pratica sperimentale (laboratori, attività in natura), lo studio scientifico, storico e artistico del territorio”.

ciclomurgia

Grazie allo sviluppo di questo progetto, il parco Nazionale dell’Alta Murgia è oggi dotato di dieci percorsi cicloturistici con un annesso piano di comunicazione e valorizzazione del territorio. Le escursioni in mountain bike sono previste ogni domenica da aprile a ottobre. I percorsi non sono particolarmente ardui o tecnici e proprio per questo sono aperti a tutti. L’idea, infatti, è quella di far conoscere la storia dei luoghi e godere del paesaggio. È per questo che i ritmi sono lenti e le pause frequenti. La costruzione dei percorsi, inoltre, è stata attenta ad integrare tutte quelle aree svantaggiate a causa della mancanza di un’adeguata attività promozionale o della difficile accessibilità dei luoghi. Dopo molti anni di viaggi in bici e tre anni di escursioni nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia, l’associazione Ciclomurgia ha deciso di mettere a disposizione delle strutture turistico ricettive interessate, le proprie competenze in materia di cicloturismo ed accoglienza dei cicloviaggiatori. È nato così “4cycling”  il progetto che aiuta alberghi, agriturismi, e B&B a diventare bike friendly.logo

Dallo scorso anno 4cycling propone “Transmurgiana in mountain bike” , con l’obiettivo di far  scoprire la Puglia da un altro punto di vista, ad un’altra velocità e nei suoi angoli più nascosti. Quest’anno il tour si terrà nei primi tre giorni di maggio, dall’1 al 3, per un totale di 205 km con un livello di difficoltà di percorrenza medio/alto. Tra le altre attività proposte negli anni da Ciclomurgia vi sono anche: il progetto MurgiaScuola, pensato per far vivere ai ragazzi un’esperienza diversa dalla tradizionale gita scolastica e far scoprire, anche tramite laboratori, le bellezze del Parco Nazionale dell’Alta Murgia; il servizio Bicibus, che permette a gruppi di bambini di recarsi a scuola in bici, insieme a due adulti che li accompagnano, e Bla Bla Murgia.3735954_orig-1024x679

Il patrimonio paesaggistico, artistico ed enogastronomico dell’Alta Murgia costituisce un grosso serbatoio di attrattive per il cicloturista. Per questo secondo i promotori di Ciclomurgia occorre sviluppare strategie ed iniziative finalizzate a valorizzare l’esistente in un’ottica di sostenibilità, stimolando l’offerta turistica e creando nuove opportunità di lavoro per i giovani.

Il sito di CicloMurgia 

Visualizza CicloMurgia sulla Mappa dell’Italia che Cambia! 

Fonte : italiachecambia.org

Annunci

Bicicletta, Parigi sempre più metropoli delle due ruote

L’ambizioso progetto del sindaco Anne Hidalgo prevede il raddoppio delle piste ciclabili. Ai francesi cultori della grandeur, si sa, non piace arrivare secondi. Parigi città che ha inventatola bicicletta e che è stata fra le prime metropoli a sviluppare un articolato sistema di bike sharing vuole diventare capitale della bicicletta, gareggiando “spalla a spalla” con l’amministrazione londinese che ha in mente progetti faraonici per il futuro delle due ruote. Il sindaco parigino Anne Hidalgo dopo avere lanciato un programma di riduzione dell’inquinamento da traffico automobilistico, lo scorso 3 aprile ha presentato un “plan vélo”con il quale fissa l’obiettivo di moltiplicare per tre il numero dei tragitti effettuati in bicicletta da qui al 2020, dall’attuale 5% del totale al 15%. Il piano sarà dibattuto al Conseil de Paris il prossimo 14 aprile e prevede un budget di 150 milioni di euro distribuito su cinque anni. Si tratta di un budget leggermente superiore a quello di Amsterdam (che riserva 20 milioni di euro per anno alla ciclabilità) e nettamente inferiore al miliardo e 200mila eruro stanziato fino al 2016 da Londra. Il piano di Anne Hidalgo perfezionerà ciò che alcuni suoi illustri predecessori – Jacques Chirac (1982), Jean Tiberi (1996) e Bertrand Delanoë (2002 e 2010) hanno fatto per migliorare la ciclabilità della capitale francese: la lunghezza complessiva delle piste ciclabili dovrebbe passare dagli attuali 700 a 1400 chilometri. Ci saranno piste bidirezionali e interamente dedicate alla bicicletta che uniranno il Nord e il Sud e l’Est e l’Ovest, altre che percorreranno il lungo Senna e numerose piste locali che copriranno il territorio della Ville Lumière. Parigi aumenterà le “zone 30” riducendo al 10% della viabilità, principalmente nelle grandi arterie, il limite dei 50 km/h. Gli automobilisti parigini dovranno abituarsi alla convivenza con ciclisti che avranno la possibilità di muoversi in senso contrario a quello del flusso automobilistico. Insomma gli investimenti non verranno convogliati solamente su Vélib’, come avveniva negli scorsi anni, anche se per incentivare i parigini a inforcare la bici verranno comunque stanziati 7 milioni di euro che serviranno per creare 10mila nuovi punti di stazionamento, alcuni dei quali con griglie e sistemi antifurto. Ci si potrà lasciare la bici giorno e notte per 5 euro al mese.75583533-586x390

© Foto Getty Images

Fonte. ecoblog.it

Nica Mammì e Daniele Contardo: un viaggio in bici per raccontare l’Italia che resiste

Gli obiettivi del viaggio di Daniele Contardo e Nica Mammì suonano familiari all’Italia che Cambia: incontrare e raccontare una parte (la più numerosa) del nostro paese che non è rappresentata dai media mainstream ma esisteresiste e si dà da fare più di quanto non si creda.

Nei tre mesi estivi del 2014 i protagonisti di “2 ruote di resistenza. Alla ricerca del popolo che manca” hanno girato l’Italia in bicicletta spostandosi dal Piemonte alla Basilicata per conoscere le realtà al di fuori delle grandi città. Lui, Daniele Contardo, è un musicista ma preferisce definirsi “suonicista randagio” e “Contador” (cantastorie); lei, Nica Mammì, è giornalistastorica e insegnante di italiano per stranieri, tutto rigorosamente in regime di precariato. All’inizio l’idea di questo viaggio nasce come tournée musicale poi, grazie soprattutto alla presenza di Nica, si aggiunge l’intento narrativo. Ispirati dall’esperienza di Nuto Revelli – partigiano, scrittore e narratore delle condizioni di vita dei contadini delle valli cuneesi – i due compagni di viaggio sono partiti alla volta delle numerose realtà che vivono lontano dalle grandi città e dalla lente d’ingrandimento dei media, alla scoperta – tra le altre cose – del mondo agricolo post-crisi.1526698_667154800022115_5551321628894968768_n

“Prendendo spunto da Revelli abbiamo pensato di raccontare un nuovo contesto contadino”, spiega Daniele, “quello delle persone che scelgono di rispondere alla crisi ritornando ai loro sogni e alle loro idee, interpretando la campagna in maniera nuova. Per questo la chiamiamo campagna due punto zero”.

Gli agricoltori 2.0 sono consapevoli dei danni portati dal mercato globale e dall’industrializzazione, non puntano alla grande distribuzione ma piuttosto alla qualità dei loro prodotti. Come fanno, ad esempio, Lucio e Giulia di Casetta Gialla – in Umbria – dove hanno deciso di ristabilire le piante da frutto autoctone, completamente assuefatte alle caratteristiche del terreno su cui crescono. Seguono i principi del valore dei prodotti locali i contadini e gli artigiani di “Genuino clandestino“, mentre la “Rete dei Semi Rurali” ricorda l’importanza della biodiversità agricola e la necessità di conservarla e valorizzarla. L’esodo verso le città e il lavoro salariato del boom economico degli anni ’60 ha portato all’abbandono delle campagne, “chi ha deciso di restare o tornare in campagna e sulle montagne fa qualcosa di utile per tutta la società”, incalza Daniele, “perché si prende cura del territorio e lavora anche per evitare disastri ambientali come il dissesto idro-geologico”.

10349004_667154863355442_7646096669201928601_n

Ispirati dai valori de “Il movimento lento”, la bicicletta è il mezzo di trasporto prescelto per affrontare questo viaggio, perché considerato più vicino a questo mondo popolare e il più adatto per avvicinarlo. Sicuramente la morfologia del territorio non ha permesso loro di spostarsi esclusivamente sulle due ruote e alcune volte si sono affidati al treno, rigorosamente a bassa velocità, proprio come sono abituati a fare i protagonisti delle loro storie e dei loro incontri.

“La linea del TAV serve le solite dieci grandi città italiane”, considera Daniele, “ma la quasi totalità degli italiani, i restanti settemilanovecentonovanta comuni, vivono nel coprifuoco e dopo le nove di sera possono spostarsi solo se possiedono l’automobile. Così i ragazzi minorenni”, prosegue, “passano l’adolescenza aspettando di prendere la patente per potersi muovere da dove vivono.” Affrontare le difficoltà di spostamento tra una tappa e l’altra significa anche toccare con mano i problemi che riguardano questo popolo, sperimentare lo stato delle strade e dei collegamenti. Daniele e Nica fanno notare come la bicicletta e i gloriosi treni regionali (gli unici su cui è consentito caricare le due ruote) siano i soli mezzi che, in assenza di automobile, servono quella maggioranza silenziosa d’Italia che vive all’insaputa dei media principali. “Per me l’Italia che cambia è proprio questo popolo che manca”, aggiunge Nica, “manca dalle narrazioni quotidiane ma è più vivo che mai, e sperimenta nuove forme di sopravvivenza e di lavoro.” È un nuovo che ha radici antiche: riprende l’antica sapienza abbandonata per secoli e la rielabora.10350604_667155086688753_1420825381320837101_n

Il viaggio delle “2 ruote di resistenza” è fatto di due momenti principali. Il primo è quello degli incontri e del racconto, le esperienza di vita del “popolo che manca” sono riportate sul blog di viaggio “Bike Partisans”, un nome in cui si riconoscono entrambi perché in un paese dominato dalle automobili usare la bici è una scelta partigiana e resistente, proprio come le storie incontrate e raccontate. La seconda parte è quella prettamente musicale, affidata al “suonicista randagio” Daniele e al suo organetto – lo strumento dei migranti per eccellenza – che insieme compongono e scelgono la musica ispirata dalle tradizioni e dalle usanze dei luoghi e delle persone. “L’organetto ascolta il vento della strada e lo restituisce” confida Daniele “è un ambasciatore della musica di strada, è un amico portatile che sta sul cestino della bicicletta e posso portare ovunque con me”.

Grazie all’organetto Daniele può riprodurre ogni genere di musica dal folk al rock’n roll, creando un’occasione di incontro e di scambio reciproco con le realtà che ha incontrato e incontrerà nel corso dei loro viaggi.

 

Fonte: italiachecambia.org/

Bicicletta: Alfa Romeo passa alle due ruote con la 4 C

Ispirata dall’auto 4C, sbarca sul mercato la bici realizzata dal marchio automobilistico in collaborazione con Compagnia DucaleAlfaromeo_4C_red-940x563-1-586x350

Qualcuno in Alfa Romeo deve essersi accorto che ormai, in Italia, si vendono più biciclette che automobili… Dopo un secolo nel mondo delle quattro ruote, Alfa Romeo lancia sul mercato una bicicletta dal telaio avveniristico, progettato con la collaborazione di Compagnia Ducale. La bicicletta è ispirata dall’autovettura Alfa Romeo 4C con la quale condivide i materiali e la ricerca della leggerezza. La sezione del telaio richiama la lettera “C” e propone, per la prima volta al mondo, una sezione a semitubo in fibra di carbonio identica a quella della vettura 4C. I profili degli elementi corrono velocemente verso i punti di congiunzione del manubrio, del movimento e della sella creando dei punti di forza strutturali uniti tra di loro con tiranti in acciaio esaltando la tecnica costruttiva del telaio. Ma il valore di una bici è anche dato dalla componentistica e quella dell’Alfa Romeo 4C è sicuramente di altissimo livello: il manubrio è Deda Elementi, il gruppo Campagnolo Centaur U, le ruote sono in carbonio (ad alto profilo quella anteriore e in Aerospoke quella posteriore), gli pneumatici Vittoria Open Corsa Cx. L’obiettivo è quello di coniugare design e innovazione, ma, soprattutto guardando al mercato estero, la fama internazionale del marchio automobilistico e quella dell’artigianato italiano della bicicletta. Non è certo la prima volta che una casa automobilistica si affida a un costruttore di biciclette per creare una propria linea di bici (pensiamo alla Ferrari di Ernesto Colnago di una decina d’anni fa), ma, in questo caso, la fusione delle due esperienze realizzano una vera e propria “traduzione” di un design automobilistico nel mondo delle due ruote. La bicicletta viene realizzata interamente in Italia ed è disponibile in edizione limitata. Per i dettagli tecnici si può visitare il sito di Compagnia Ducale.

Fonte: Compagnia Ducale

PIMP MY BIKE

Immagine

 

&

Immagine2

presentano:

PIMP MY BIKE
Venerdì 9 agosto
CARPE DIEM
Via Po, 28
10123 Torino

a partire dalle 19.00

PIMPMYBIKE_Locandina

Nel mese più caldo dell’anno, sotto i portici di una delle vie più importanti di Torino, l’agenzia BeToBe propone un evento tutto dedicato agli amanti delle due ruote non a motore. L’idea è quella d’incrociare in una singola serata arte, sport, musica, passione e progettualità. Da ciò nasce Pimp My Bike evento al suo debutto venerdì 9 agosto a partire dalle 19.00 presso il Carpe Diem in via Po 28. I partecipanti avranno la possibilità di presentare progetti ideati da loro per allestire in modo artistico la propria bicicletta con il supporto e la collaborazione dell’officina del mostro, attività specializzata in: “scenografie, allestimenti biciclette, macchine, costumi e…un pò tutto ciò che riguarda l’essere Artista in genere…ricca di emozioni, inventiva, creatività, voglia di creare e fantasia”. A presenziare Emilia Cristina scenografa e responsabile dell’officina che dopo un’attenta analisi delle idee presentate deciderà il miglior progetto utilizzando criteri di fattibilità e originalità.

Il vincitore vedrà realizzato gratuitamente il proprio progetto, mentre a tutti gli altri partecipanti verrà rilasciato un buono sconto da usufruire per realizzare i propri allestimenti.

A sonorizzare la serata un duo acustico decisamente prorompente,  Pop &non Soul,  formati dal cantante torinese Samuele Spallitta e dal chitarrista romano Vincenzo Delli Carri. Il duo si forma nel Giugno del 2013 con il progetto comune di reinterpretare in chiave chitarra e voce e comunque originale i brani Pop del momento e i pezzi che hanno fatto la storia del R&B . A chiudere l’evento un dj set dalle sonorità imprecise, creato da Dj Ivan.D (storico dj resident di Alcatraz Club Murazzi, Acua Club Murazzi e di molti altri locali della città) & Dj Fabio C. (Dj e Speaker radiofonico di  SonicaWebRadio)

 

“Cogli l’attimo per pimpare la tua bici”
INGRESSO GRATUITO CON CONSUMAZIONE FACOLTATIVA

Ufficio Stampa BeToBe Agency Redattore: Ivan Demagistris +39.339.849.65.62 info@be2be-agency.com

fonte: BeToBe Agency

Milano in bici: una guida web sul sito del Comune dedicata ai ciclisti urbani

È online “Milano in bici”, la guida web interamente dedicata a chi utilizza le due ruote per muoversi in città. Si possono consultare tutte le informazioni utili per spostarsi in bicicletta, il piano di ampliamento delle piste ciclabili, la mappa delle nuove rastrelliere e delle zone 30, le informazioni sul bikesharing e gli indirizzi delle ciclofficine della città

374073

È online “Milano in bici“, la guida web sul sito del Comune interamente dedicata a chi utilizza le due ruote per muoversi in città. Cliccando su “Milano in bici” si possono consultare tutte le informazioni utili per spostarsi in bicicletta, il piano di ampliamento delle piste ciclabili, la mappa delle nuove rastrelliere e delle zone 30, le informazioni sul bikesharing e gli indirizzi delle ciclofficine della città. Dati e informazioni sono contenuti anche nella versione in pdf “Milano in bici: la città amica delle due ruote”, scaricabile dal sito http://www.comune.milano.it, così come il manuale “Consigli per la sicurezza di chi va in bicicletta” (anche in formato e-book). “Milano in bici” contiene anche una sezione sulle normative per le due ruote e uno spazio dedicato al cicloturismo e agli itinerari ciclabili dentro e fuori città, nonché i link a siti utili per i ciclisti. L’area media ed eventi propone una guida delle principali iniziative sulla ciclabilità a Milano: dagli incontri e convegni sulla mobilità sostenibile alle rassegne e manifestazioni dedicate alla promozione e diffusione della cultura della bicicletta. Presenti in questa sezione anche gli interventi, i video e le foto dell’incontro pubblico “Milano in bici: verso il piano della ciclabilità“, che si è tenuto sabato 2 marzo a Palazzo Marino per raccontare ai milanesi i primi risultati ottenuti nel primo anno e mezzo di mandato e spiegare come Milano si sta trasformando in una città ciclabile. Dati e informazioni sono contenuti anche nella versione in pdf “Milano in bici: la città amica delle due ruote“, scaricabile dal sito http://www.comune.milano.it, così come il manuale “Consigli per la sicurezza di chi va in bicicletta” (anche in formato e-book). “Milano in bici” contiene anche una sezione sulle normative per le due ruote e uno spazio dedicato al cicloturismo e agli itinerari ciclabili dentro e fuori città, nonché i link a siti utili per i ciclisti. L’area media ed eventi propone una guida delle principali iniziative sulla ciclabilità a Milano: dagli incontri e convegni sulla mobilità sostenibile alle rassegne e manifestazioni dedicate alla promozione e diffusione della cultura della bicicletta. Presenti in questa sezione anche gli interventi, i video e le foto dell’incontro pubblico “Milano in bici: verso il piano della ciclabilità”, che si è tenuto sabato 2 marzo a Palazzo Marino per raccontare ai milanesi i primi risultati ottenuti nel primo anno e mezzo di mandato e spiegare come Milano si sta trasformando in una città ciclabile.

Fonte:eco dalle città