Lego divorzia da Shell e cede alle pressioni internazionali di Greenpeace

Lego annuncia la rottura con Shell dopo le pressioni internazionali di Greenpeace

Lego ha annunciato la rottura con Shell dopo che Greenpeace aveva attivato una campagna di pressione su scala globale iniziata tre mesi fa.

Scrive Greenpeace UK:

Oggi abbiamo ricevuto l’incredibile notizia: dopo una campagna di tre mesi supportata da più di un milione di persone in tutto il mondo, LEGO ha annunciato che non rinnoverà il suo contratto con il distruttore dell’Artico, Shell. Questa è una notizia fantastica per gli appassionati di LEGO e per i difensori dell’Artico. Ed è un durissimo colpo per la strategia di Shell che costruisce partnership con marchi amati per ripulire la sua immagine sporca.CHILE-SHELL-LEGO-GREENPEACE-PROTEST

Dunque Lego ha deciso di non rinnovare il suo contratto commerciale con Shell e conclude una partnership nata nel 1960. Greenpeace ha lanciato la sua campagna mediatica lo scorso luglio contro il più grande produttore di giocattoli del mondo e il video è divenuto virale totalizzando circa 6 milioni di visite. Inizialmente Lego aveva risposto a Greenpeace sostenendo che non aveva mai trattato direttamente con la Shell. A dare l’annuncio del mancato rinnovo di contratto è stato Jørgen Vig Knudstorp presidente e amministratore delegato di Lego che ha spiegato che la multinazionale rinuncia così a un contratto da 68 milioni di sterline e alla distribuzione dei giocattoli Lego nelle stazioni di servizio di 26 Paesi. Questa vittoria segna un punto importantissimo a favore della campagna internazionale Save The Artic, per cui Greenpeace chiede che siano sospese le trivellazioni petrolifere in e off shore e che si trasformi l’intera regione in un santuario dove lasciare che sia la Natura a ricostruire i ghiacci che si perdono ogni anno e che influiscono nel delicato sistema climatico.

Lego molla Shell dopo le pressioni di GreenpeaceCHILE-SHELL-LEGO-GREENPEACE-PROTEST

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Fonte: The Guardian

© Foto Getty Images

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Google divorzia da ALEC perché negazionisti dei cambiamenti climatici

Google ha annunciato che entro la fine dell’anno taglierà i suoi rapporti finanziati con ALEC, American Legislative Exchange Council poiché questi ultimi negano i cambiamenti climatici e non sostengono le energie rinnovabili. Eric Schmidt CEO di Google ha annunciato lunedì lo stop agli affari con ALEC American Exchange Consiglio legislativo, organizzazione conservatrice composta da aziende private e legislatori statali, poiché non condivide la posizione di quest’ultima sui cambiamenti climatici. Ha detto Schmidt al programma NPR di Diane Rehm:

Tutti comprendono il cambiamento climatico sta avvenendo e le persone che vi si oppongono vogliono il male dei nostri figli e dei nostri nipoti tale da rendere il mondo un posto peggiore. Non dovrebbe essere così perché sanno di mentire.

Lisa Nelson, CEO di ALEC, ha risposto alla dichiarazione definendo la decisione sfortunata e dovuta:

alla pressione pubblica messa in atto da individui e organizzazioni di sinistra che volutamente confondono le prospettive della politica di libero mercato con la negazione dei cambiamenti climatici.SKOREA-NKOREA-US-DIPLOMACY-GOOGLE-FILES

Secondo ALEC l’organizzazione è nel mirino da tempo nel mirino della sinistra già da qualche tempo. Infatti, spiegano subiscono pressioni che vanno a incidere direttamente sui partner del Council soggetti così a boicottaggi, campagne diffamatorie e altre tattiche a meno che non si dissociano. In realtà fa notare ALEC può sembrare una gran bella notizia che Google si dissoci a causa dell’atteggiamento scettico del Council per rispondere così alle sovvenzioni dei contribuenti nei progetti di energia rinnovabile, ma Google è comunque consumatore di energia senza pari.

Fonte:  Think ProgressUs News

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