Progetto “Give me Bike”: le bici in disuso donate dai cittadini per i paesi in via di sviluppo

Nel mese di Settembre 2013 ha preso il via nella Città di Lecce, GIVE ME BIKE la bicicletta dei popoli, progetto vincitore del bando regionale sulla mobilità sostenibile Pugliapedali – luglio 2013377973

Nel mese di Settembre 2013 ha preso il via nella Città di Lecce, GIVE ME BIKE la bicicletta dei popoli, progetto vincitore del bando regionale sulla mobilità sostenibile Pugliapedali – luglio 2013. GIVE ME BIKE è il primo studio teorico-applicativo della Direzione Bicinema, sensibile ai temi riguardanti il sociale, l’ambiente, l’arte e la scienza, l’educazione delle nuove generazioni, il rapporto tra economia ed etica. Uno studio sul diritto di autonomia e integrazione sociale attraverso il recupero e riciclo della bicicletta, dedicato a tutte le fasce svantaggiate.

GIVE ME BIKE ritira nei capoluoghi della Regione Puglia le bici in disuso donate dai cittadini, per aiutare gli adolescenti dei Paesi in via di sviluppo a raggiungere la scuola in bicicletta e per incentivare l’autonomia e l’integrazione sociale. Bicinema sviluppa GIVE ME BIKE attraverso le fermate CicloStop regionali, nelle Istituzioni e Attività Commerciali, che divengono messaggere dell’invito a donare una bicicletta in disuso. Le bici riparate nella ciclofficina Bicinema, in collaborazione con le ciclofficine popolari delle città coinvolte, sono distribuite in centri sociali e associazioni internazionali. La prima che ha contribuito al lavoro di ricondizionamento è stata la ciclofficina popolare di Lecce presso le Manifatture Knos. Nei mesi di applicazione trascorsi è stato necessario aprire delle sezioni culturali di osservazione e studio sul concetto di dono e di donazione attraverso pretesti creativi, sociali ed etici. In un’azione interdisciplinare si è sperimentata la presentazione del progetto nei Festival dell’arte e della scienza anche fuori dalla Regione Puglia. La prima adesione è stata a Dicembre 2013 del Festival dei Popoli di Firenze. Scoprendo bisogni di elaborare in cooperazione idee finalizzate all’umanizzazione della relazione di aiuto attraverso la cultura, l’arte, la scienza.
La bicicletta GIVE ME BIKE è stata anche protagonista e il supporto della ricerca scientifica sul primo prototipo-studio di kit-vela, “Sail bike kit”, nella sezione “ricerca e costruzione bici innovative” di Bicinema. Questa decisione da parte della Direzione è stata presa per pubblicizzare l’invito a donare una bicicletta e per sviluppare, attraverso la costruzione di una vela sulla bici, un’autonomia che sfrutta la forza del vento nel rispetto dell’ambiente e come alternativa ai mezzi a combustione. Nel pronostico di una bicivela conclusa, la Direzione pensa di inviare nei Paesi in via di sviluppo una bici GIVE ME BIKE con un kit-vela, per facilitare gli spostamenti kilometrici tra i villaggi e le scuole. In prospettiva l’osservazione sperimentale chiederà il coinvolgimento di Apulia Film Commission, già ente sostenitore della convenzione Bicinema nelle sale del Circuito D’Autore della Regione Puglia. Per considerare le fermate CicloStop dei Cinema regionali convenzionati, indirizzi ospitanti il progetto e per organizzare la proiezione di un film dedicato ai giovani e utenti dei centri sociali e comunità al fine di invogliarli al piacere della cultura cinematografica. Sarà approfondita nei prossimi mesi anche la comunicazione interregionale sulla bicicletta dei popoli e quella con le Ambasciate Italiane all’Estero, rispetto a scambi di donazioni.

Bicinema è felice di trasmettere l’entusiasmo dei cittadini a donare la propria bicicletta per il benessere e lo sviluppo dell’autonomia di chi la chiede e la riceve, poiché nella cura della Direzione Bicinema è fondamentale la presenza della richiesta e non solo del bisogno, nel diritto di sentire il bisogno come trasformazione di autonomia e non come senso di povertà. La prima città coinvolta, tra i capoluoghi della Regione Puglia, è stata Lecce e Provincia, attraverso l’attivazione della rete delle 440 fermate CicloStop ,con le mappe utilizzate per il servizio dedicato ai ciclisti che vogliono riparare la gomma della bici con il kit-officina CicloStop presente nelle Istituzioni, Attività Commerciali e Cinema della Regione Puglia. Nei prossimi mesi le mappe CicloStop saranno distribuite anche nei capoluoghi della Regione Puglia. In questi mesi sono state donate 14 bici, tra cui una bicicletta a tre ruote per disabili, e ricondizionate 8, curate attraverso canoni di riferimento che inglobano l’immagine in un unico stile di bicicletta. A partire dal colore è stata curata la tecnica per sverniciare la bici in disuso donata attraverso manualità, strumenti meccanici e la riverniciatura con tinta ecologica ad acqua color panna. L’ultima fase prevede l’applicazione dell’adesivo GIVE ME BIKE la bicicletta dei popoli sul telaio, con il numero progressivo appartenente ad ogni bici e i loghi istituzionali della Regione Puglia e CicloAttivi. I centri individuati per la consegna-donazione di GIVE ME BIKE sono: 2 bici, 1 per adulto e 1 per bimbo presso la “Factory” di Dakar – Senegal (centro dedicato alla musica in cui si svolgono attività di riabilitazione per bambini che vivono situazioni di difficoltà sociale ed economica), 1 bici bimbo al “Festival dei Popoli di Firenze” (Festival Internazionale del Film Documentario), il cui luogo di destinazione è a cura della Direzione del Festival. Sono installate invece, come messaggio alla cittadinanza: 1 bici presso il CineTeatro DB d’essai di Lecce, 2 biciclette presso la sede dell’Associazione Bicinema e altre 2 saranno destinate presso Open Space-Comune di Lecce. Nei prossimi mesi si svilupperanno le collaborazioni con le amministrazioni comunali, le università e le scuole della Regione Puglia.
Tutti i cittadini interessati alla donazione possono mettersi in contatto con l’Organizzazione Bicinema http://www.bicinema.it

Fonte: ecodallecittà

Fattorie verticali negli USA, verdure fresche dalle fabbriche in disuso

L’esperienza delle vertical farms è un buon modo di riutilizzare gli spazi industriali dismessi, ma gli elevati costi energetici probabilmente ne limiteranno la diffusioneFattoria-verticale

L’idea delle colture idroponiche era abbastanza comune nella fantascienza del XX secolo, ma ora inizia a diffondersi anche nel mondo reale attraverso l’esperienza delle vertical farms,fattorie verticali urbane, adatte a colonizzare spazi industriali in disuso. Negli USA aprirà a breve la seconda i queste farms in Pennsylvania, seguendo l’esperienza pioneristica di Green Spirit Farms (GSF) di New Buffalo, Michigan. Il progetto di GSF è quello di produrre ortaggi biologici con rack verticali o con l’innovativo sistema Omega Garden (vedi oltre) con colture idroponiche alimentate da energia rinnovabile all’interno di vecchie fabbriche. I prezzi, almeno per gli standard italiani, sono abbastanza alti (paragonabili a quelli della quarta gamma), ma sono probabilmente destinati a scendere se questo approccio dovesse diffondersi. Ma torniamo al sistema Omega Garden, quello nella foto in alto. Le colture sono poste sulla superficie interna di un cilindro rotante che ha nel suo asse la sorgente di luce. In questo modo tutta la radiazione luminosa incide sulle piante; la lenta rotazione permette ai vegetali di assorbire acqua e nutrienti quando si trovano nella parte bassa del cilindro. La rotazione sembra che riduca l’altezza delle piante aumentando i punti di fioritura e quindi la produzione. E’ un buon esempio di ecologia urbana e di riuso degli spazi, ma difficilmente potrà essere la soluzione per sfamare l’umanità, come alcuni sostengono. Se le colture sono infatti al riparo da siccità e alluvioni, esse necessitano di luce artificiale e di acqua che deve essere pompata magari anche fino agli ultimi piani degli edifici. I costi energetici sono comunque elevati visto che si utilizzano lampade da 400 a 1000 W per crescere 80 piante, oltre all’energia per ruotare i cilindri e azionare le pompe.  Le luci devono essere alimentate da impianti fotovoltaici che si dovranno occupare suolo da qualche parte, il suolo che appunto ci si illude di risparmiare con una fattoria verticale.

fonte: ecoblog