Terra dei Fuochi, scoperta discarica interrata: è la più grande d’Europa

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Nell’area ex Pozzi di Calvi Risorta (Caserta) gli uomini del Corpo Forestale dello Stato hanno rinvenuto quella che potrebbe essere la discarica abusiva interrata più grande d’Europa: secondo il comandante del Corpo forestale Sergio Costasi tratta di un sito che ha un’estensione (quella certa sino a questo momento) di circa 25 ettari e un volume di 2 milioni di metri cubi di rifiuti. Le indagini sono partite circa un anno fa, quando alcuni giornalisti pubblicarono notizie e reportage su un presunto sito abusivo di smaltimento rifiuti pericolosi: sono quattro le aree nelle quali le indagine del Corpo forestale dello Stato, con l’ausilio dei mezzi del Genio militare e coordinati dalla procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, si stanno concentrando e dove sono stati trovati interrati dei fusti di solvente. Anche questa mattina, scrivono le agenzie stampa, sarebbero stati rinvenuti fusti deteriorati e contenitori contenenti solventi, vernici e tracce di idrocarburi, plastica lavorata dalle industrie, buste con Pvc mentre il terreno presenta diverse colorazioni, in particolare rosse, azzurre e grigio. I rifiuti sono presenti a livello della superficie e arrivano ad una profondità di 8-9 metri.

“Il materiale è in fase di campionamento solo all’esito delle analisi si potrà valutare l’effettiva natura dei rifiuti e quindi la loro eventuale potenzialità dannosa”

si legge in una nota diffusa dalla procura.

Foto | Il Velino

Fonte: ecoblog.it

CO2 a 395 ppm per colpa delle emissioni di petrolio gas e carbone

La CO2 emessa in atmosfera rappresenta l’effetto ultimo di tutte le attività economiche dell’umanità. Mai si era vista prima una così netta impronta dell’azione umana sul pianeta. Teniamo a mente questo grafico per capire qual è la cosa giusta da fare.CO2-ultimi-mille-anni-586x497

Come scrive Roberto Saviano in Gomorra, le discariche sono l’emblema del ciclo economico. La più grande discarica utilizzata dall’umanità è l’atmosfera, dove da oltre 250 anni si riversa la CO2, ultimo rifiuto prodotto da tutte le attività umane. E’ una discarica invisibile, ma è una discarica abusiva, perchè ogni anno buttiamo in atmosfera molto più biossido di carbonio di quanto l’ambiente ne possa assorbire. La CO2 non si nota, ma alla fine farà più danni globali di tutte le discariche terrestri. Ora siamo quasi a quota 395 ppm (1). Il grafico in alto riporta la concentrazione di CO2 misurata a partire dal 1959 raffrontata con le misurazioni storiche effettuate sulle bollicine d’aria intrappolate a profondità crescenti nel ghiaccio antartico (2). Per tutta la storia dell’umanità (3) la concentrazione è rimasta intorno ai 280 ppm, poi ha subito una incredibile accelerazione con la combustione del carbone nell’800 e una ancora più rapida a con l’aggiunta di petrolio e gas nel ‘900. Mai si era vista prima una così netta impronta dell’azione umana sul pianeta. Per la prima volta possiamo dire che c’è qualcosa di nuovo sotto il sole. Nessuna innovazione geniale, nessuna tecnologia smart ci potrà mettere al riparo dalla crescita della CO2 e dai suoi effetti negativi sull’ambiente: per mitigare i danni (perché è di questo che si parla) possiamo fare solo tre cose:

  1. usare fonti energetiche rinnovabili;
  2. ridurre i nostri consumi smodati
  3. smettere di tagliare alberi e piantarli ovunque sia possibile.

Sul primo punto a livello globale ci stiamo muovendo abbastanza bene, anche se a mio parere non abbastanza in fretta. Sugli altri due la questione è molto, molto più difficile. Forse dovremmo guardarci il grafico della CO2 ogni mattina per ricordarci di non sprecare e di rimandare lo shopping.

(1) ppm significa parti per milione in termini atomici oppure di volume (il che è la stessa cosa per via del principio di Avogadro). 1 pmm di CO2 sembra una quantità infinitesima, ma in realtà si tratta di 1 cm³ rispetto ad 1 m³ d’aria. Essere a quota 395 ppm significa che ogni m³ d’aria contiene due bei bicchieri di CO2. Mi fa impressione pensare che quando ho iniziato a scrivere di ambiente nei blog la CO2 era a 380 ppm ed è cresciuta di 15 ppm in meno di 7 anni.

(2) Fonti: Friedli, Etheridge, Monnin e NOAA

(3) Il grafico si ferma a 1000 anni fa, ma le misurazioni in Antartide sono potute risalire molto, molto più indietro, fino a circa 800 000 anni fa. Questa è un’altra storia e si dovrà raccontare un’altra volta.

Fonte. Ecoblog