Nasce il master per Manager faunistico

Dalla collaborazione fra Ispra, il Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara e i tre Parchi dei Monti Sibillini, della Maiella e del Velino Sirente, un nuovo master che ha l’obiettivo di colmare il gap fra Italia e resta d’Europa nell’ambito del wildlife management

L’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e i tre Parchi dei Monti Sibillini, della Maiella e del Velino Sirente, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara lanciano il master universitario di secondo livello in Manager Faunistico, un corso post laurea nel cui percorso formativo saranno inseriti laboratori didattici in aree protette, finalizzati alla salvaguardia della biodiversità, con un particolare occhio di riguardo per la fauna selvatica. L’obiettivo, spiega il coordinatore del master e docente di Ambiente all’Università D’Annunzio Giampiero Di Plinio è di“individuare un comparto economico sostenibile” e consentire all’Italia di mettersi “alla pari con in paesi dell’Unione. Ad annunciare il master, in una conferenza stampa, è stato l’assessore allo Sviluppo Forestale della Regione Abruzzo Mauro Febbo. Il percorso innovativo con Ispra aggiungerà un ulteriore titolo, quello in “Tecnologo della Fauna Selvatica”, disciplinato dalla legge n.157 del 1992, art.7: “Protezione della Fauna Selvatica Omeoterma” (specie selvatica comprendente animali a sangue caldo, esclusi insetti, invertebrati). Della durata di un anno, il master, rivolto a laureati in discipline ambientali e giuridiche, e al personale della Pubblica Amministrazione, inizierà prima dell’estate e sarà anticipato da un bando in via di definizione, “consultabile sul portale, in corso di allestimento, dell’assessorato regionale”, ha aggiunto Giacomo Nicolucci, docente dell’Università di Urbino).

Il wildlife management rappresenta, secondo Febbo, una fra le più innovative frontiere

di competenze e di azione specifica verso la tutela, conservazione, gestione della fauna selvatica, sulla quale converge una crescente esigenza di azione e intervento dei settori della P.A. competenti in materia, anche per espresse previsioni normative di livello interno e sovranazionale.108472842-586x413

fonte: Ansa

L’iniziativa contro lo spreco alimentare di Last Minute Market per il 2013 è ‘Carta spreco zero’

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Lo spreco alimentare che si verifica quotidianamente è uno dei più grandi paradossi di un mondo nel quale una buona parte della popolazione muore di fame o è a rischio di morte e malnutrizione a causa di sufficiente cibo disponibile, mentre un’altra parte della popolazione, più ridotta ma in aumento, combatte contro l’obesità. Tali estremi si riscontrano non solo tra diversi Continenti, ma anche all’interno dello stesso Stato o della stessa città. Contro queste differenze, ma anche contro un uso scorretto e una mancata valorizzazione delle risorse ambientali, si schiera la nuova campagna 2013 di Last Minute Marketspin off dell’Università di Bologna-Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari nato nel 1998 e divenuto nel corso degli anni una realtà d’eccellenza internazionale nel recupero delle eccedenze alimentari. Dal 2010, l’associazione è impegnata in campagne annuali europee per sensibilizzare contro gli sprechi alimentari. Tema centrale, quest’anno è la carta. Con la campagna “Carta Spreco Zero“, già sottoscritta da 231 Comuni italiani. In una situazione economica e sociale difficile, nella quale il 6% delle famiglie italiane ammette le proprie difficoltà nel garantirsi i pasti quotidiani, le amministrazioni firmatarie si impegnano ad attivare il decalogo di buone pratiche contro lo spreco alimentare che rende subito operative le indicazioni della Risoluzione del Parlamento europeo contro lo spreco. Non solo il cibo è al centro del prezioso decalogo, ma tutte le energie e le materie prime che vengono coinvolte nei processi produttivi di alimenti che finiscono poi per venire sprecati. Il fine ultimo è quello di ottimizzare l’intera catena alimentare europea, dai piccoli produttori e consumatori sino ai più complessi sistemi della grande distribuzione e della ristorazione, dove si registrano le maggiori quantità di sprechi. Firmando la carta, i Comuni si impegnano a rendere immediatamente attive le proposte contenute nel decalogo, in vista del raggiungimento dell’obiettivo UE, concordato proprio grazie all’azione internazionale di Last Minute Market, di ridurre gli sprechi alimentari del 50% entro il 2025. In particolare, il catalogo prevede il sostegno al recupero dei prodotti scartati dall’industria agroalimentare per la ridistribuzione alle persone al di sotto del reddito minimo, l’incentivazione della vendita a prezzo scontato di prodotti prossimi alla scadenza, attivazione di progetti di educazione alimentare, la semplificazione delle etichette per gli alimenti e l’istituzione di un osservatorio per gli sprechi alimentari.

Fonte: tuttogreen