Le balenottere azzurre sono colpite dai sonar militari

Non solo le balene dal becco, ma anche le balenottere azzurre, i più grandi organismi viventi, sono estremamente sensibili ai sonar militari , al punto da fuggire e smettere di nutrirsi per ore, anche in presenza di segnali molto deboliBalenottera-azzurra-586x390

Da anni è noto che alcune specie di Balene, in particolare gli Zifidi (o balene dal becco) soffrono enormemente per l’impiego dei sonar della marina che operando nelle medie frequenze (1-10kHz) disorientano e danneggiano i delicati organi sensoriali dei cetacei portandoli spesso ad arenarsi e morire sulle spiagge. Secondo uno studio del 2009, di 136 spiaggiamenti di massa riportati  tra il 1874 e il 2004, ben 126sono avvenuti dopo il 1950, cioè dopo l’introduzione di sonar di alta potenza, nonostante la popolazione di balene si sia notevolmente ridotta a causa della caccia. Di questi, 12 sono avvenuti in concomitanza con esercitazioni navali e altri 27 nei pressi di navi e basi militari. Un articolo appena uscito negli autorevoli Proceedings of the Royal Society(1), dimostra che anche le balenottere azzurre sono sensibili ai sonar. I ricercatori hanno indirizzato i sonar su balenottere al pascolo nei mari della California.

Nonostante il fatto che le potenze usate fossero ordini di grandezza inferiori a quelle tipiche degli impieghi militari, i segnali sonar sono stati sufficienti a fare fuggire le balene interrompendo il loro nutrimento. L’impatto del sonar non è stato transitorio, perchè le balene hanno smesso di nutrirsi per ben 6-7 ore. La scoperta potrebbe avere notevoli ripercussioni in campo ecologico, perchè i cetacei si troverebbero costretti ad evitare pascoli abbondanti a causa della presenza di inquinamento acustico, oltre che effetti diretti sulla loro salute. Nessuno sta ovviamente ancora parlando di limitare la potenza e l’utilizzo dei sonar militari; visto che la guerra fredda è finita da tempo, i vari ammiragliati dovrebbero smetterla di giocherellare con i sottomarini, dedicandosi magari ad attività più utili di ricerca climatica e oceanografica.

(1) Fondata nel 1660, è la più antica istituzione scientifica del pianeta: tra i suoi soci ha annoverato Newton, Franklyn, Darwin, Dalton, Faraday, Maxwell, Russel,Fleming, Crick, Hoyle, Hawking, insomma tutto il meglio della scienza anglosassone.

Fonte: ecoblog

 

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