8.L’industria e i servizi per l’efficienza e il risparmio energetico

index

 

8.1 L’indagine ENEA-Confindustria sulla filiera per l’efficienza energetica

8.1.1. Introduzione

ENEA e Confindustria, nel quadro di una collaborazione formalizzata con protocollo d’intesa nel luglio 2010, hanno congiuntamente avviato un’attività finalizzata all’analisi dei comparti industriali che offrono prodotti e servizi per l’efficienza energetica. Tale iniziativa si basa, tra l’altro, anche su alcuni importanti riferimenti normativi ed attuativi:

i. l’art. 5, lett. d) del D.lgs n. 115/2008 (attuazione della Direttiva 2006/32/CE relativa all’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici) e l’art. 40, comma 7, del D.lgs n. 28/2011 (Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili) che, in particolare, attribuisce all’ENEA il compito di elaborare per il MiSE un rapporto concernente lo stato e le prospettive delle tecnologie rilevanti in materia di efficienza energetica, con riguardo particolare a disponibilità, costi commerciali, sistemi innovativi non ancora commerciali e potenziale nazionale residuo di fonti rinnovabili e di efficienza energetica;

ii. il comma 3 dell’articolo 13 del Decreto MiSE 28 dicembre2012, noto come Decreto Conto termico, relativo all’incentivazione della produzione di energia termica da fonti rinnovabili ed interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni, ha precisato che entro la fine del 2013 e successivamente ogni due anni l’ENEA sottopone all’approvazione del Ministero dello sviluppo economico uno specifico programma biennale di monitoraggio concernente lo stato e le prospettive delle tecnologie, in attuazione del citato art. 40, comma 7, del decreto legislativo n. 28 del 2011.

 

Al fine di dare progressiva attuazione all’indirizzo del legislatore e del MiSE, l’Unità Tecnica Efficienza Energetica dell’ENEA ha elaborato un questionario, rivolto alle imprese del Sistema Confindustria, volto appunto a compiere un’analisi del settore industriale dedicato all’offerta di prodotti (sistemi, componenti e tecnologie) per l’efficienza ed il risparmio energetico. L’elaborazione e l’analisi dei dati sono effettuate da ENEA ed i primi risultati vengono inclusi nel presente Rapporto Annuale per l’Efficienza Energetica 2011. Tale iniziativa è stata giudicata da Confindustria utile per ottenere ulteriori informazioni sulla struttura e la specializzazione imprenditoriale italiana, così da poter meglio indirizzare le scelte di politica industriale per l’efficienza energetica, in una dimensione competitiva che punti allo sviluppo economico sostenibile. Sul sito http://www.confindustria.it , nella sezione Energia ed Ambiente, in particolare nella pagina dedicata a INFO ENERGIA, è dunque stato apposto un banner che introduceva gli associati Confindustria, sensibilizzati dalle diverse organizzazioni verticali ed orizzontali del Sistema confederale, alla compilazione del questionario sull’efficienza energetica38.

 

Fig. 8.1: Banner dedicato alla collaborazione tra ENEA e Confindustria

8.1

38 ENEA-UTEE rivolge un particolare ringraziamento al prof. Massimo Beccarello, vice Direttore delle Politiche per lo Sviluppo. Energia e Ambiente di Confindustria, per il contributo di conoscenza ed esperienza messo a disposizione del gruppo di lavoro ENEA, anche attraverso la cortese ed efficiente struttura organizzativa di Confindustria che lavora sui temi dell’energia.

 

Fig. 8.2: Banner del questionario ENEA-Confindustria sull’efficienza energetica

8.2

In queste brevi note si presentano alcune sintetiche considerazioni fondate su un primo campione di 99 imprese, che hanno compilato il questionario sull’industria che offre prodotti e servizi per l’efficienza energetica, rinviando ad un successivo appuntamento (previsto sempre nel corso del 2013) per rendere disponibile agli operatori ed ai decisori politici un rapporto organico sulla rilevazione che è stata svolta.

Fonte: ENEA

 

7.3 Efficienza economica

contoenergia

La tabella 7.1 fornisce la sintesi dei risultati dell’attività di valutazione dell’indicatore “efficienza economica” per ciascuno degli strumenti di incentivazione analizzati sia in rapporto all’investimento totale, sia al contributo dello Stato.

Tabella 7.1 – Efficienza economica degli strumenti di incentivazione

7.1

Le misure esaminate promuovono interventi in settori economici diversi; risulta, pertanto, difficile dare una valutazione comparativa che tenga anche conto delle differenti dinamiche di mercato. Si può, comunque, osservare che il meccanismo dei titoli di efficienza energetica, oltre a fornire il contributo maggiore in termini quantitativi di energia risparmiata, risulta anche il più conveniente dal punto di vista dell’efficienza economica per il contributo statale. La tabella 7.2 fornisce la valutazione dell’indicatore “efficienza economica” per lo strumento normativo “D.lg. 192/05 – Standard minimi di prestazione energetica degli edifici”.

Tabella 3 – Efficienza economica dello strumento normativo

tab3

Il valore riportato in tabella deriva da una valutazione di massima dell’extra-costo al 2011 imputabile agli standard più stringenti introdotti dalla normativa. L’andamento di tale indicatore a partire dal 2005 decresce costantemente nel tempo e si va ad allineare con il valore osservato per gli interventi di riqualificazione realizzati nell’ambito del meccanismo delle detrazioni fiscali del 55%. Gli standard stabiliscono i livelli minimi di efficienza energetica che i prodotti devono soddisfare. Essi rappresentano uno strumento chiave per influenzare le prestazioni energetiche degli edifici e delle apparecchiature. Secondo un’analisi condotta dall’Istituto Wuppertal37 questa misura risulta l’opzione preferita nella U.E. per superare le barriere all’efficienza.

37 (Bleischwitzet al., 2009)

Fonte: ENEA

7 Valutazione dell’efficacia e dell’efficienza economica dei principali strumenti nazionali per il miglioramento dell’efficienza energetica

 

In Italia, gli strumenti messi in campo per superare le barriere che impediscono o ritardano il miglioramento dell’efficienza energetica sono molteplici e di varia natura:

– RD & D: misure governative di investimento o agevolazione degli investimenti in ricerca tecnologica, sviluppo, dimostrazione, nonché le attività di distribuzione;

– formazione e sensibilizzazione: misure volte ad aumentare la conoscenza, la sensibilizzazione e la formazione tra i soggetti interessati o gli utenti;

– incentivi finanziari e sovvenzioni: misure che incoraggiano o stimolano determinate attività, comportamenti o investimenti utilizzando strumenti finanziari e fiscali;

– accordi volontari: misure che nascono dall’impegno volontario di agenzie governative o enti del settore, sulla base di accordi formali;

– permessi commerciabili: sistema di scambio di titoli di emissione di gas a effetto serra (Emissions Trading System, ETS), sistemi di titoli di efficienza energetica (certificati bianchi) derivanti da obblighi di risparmio energetico e sistemi di certificati verdi in base ad obblighi di produrre o acquistare energia di origine rinnovabile (in genere energia elettrica);

– strumenti normativi: questa categoria copre una vasta gamma di strumenti con cui un governo obbliga gli operatori ad adottare misure specifiche e/o a relazionare su informazioni specifiche.

In rapporto ai diversi strumenti utilizzati, è opportuno procedere ad una valutazione degli stessi sulla base di specifici indicatori quantitativi che consentano l’individuazione delle misure più efficaci ed efficienti. I principali strumenti di incentivazione e normativi attivati per il miglioramento dell’efficienza energetica sono stati analizzati al fine di valutarne l’efficacia in rapporto al raggiungimento dell’obiettivo di risparmio complessivo e di determinarne l’efficienza economica rispetto all’investimento totale e al contributo dello Stato. La valutazione ha riguardato le principali misure per l’efficienza energetica in vigore nel quinquennio 2007-2011. L’obiettivo è quello di rendere disponibili elementi utili per la valutazione dell’impatto delle politiche e misure energetiche in essere e per l’individuazione delle misure più efficaci ed efficienti.

7.1 Metodologia

Per la valutazione degli strumenti di miglioramento dell’efficienza energetica è stato utilizzato l’approccio bottom-up. I dati relativi ai risparmi energetici conseguiti sono stati desunti dall’attività di monitoraggio del PAEE, condotta da ENEA e riassunti nel precedente capitolo 6. Il quadro temporale e gli strumenti analizzati sono stati scelti tenendo conto della disponibilità dei dati necessari al processo di valutazione. La valutazione è stata effettuata per i seguenti strumenti:

a) recepimento della Direttiva 2002/91/CE e attuazione del D.Lgs. 192/05 con riferimento alla prescrizione di Standard minimi di prestazione energetica degli edifici;

b) riconoscimento delle detrazioni fiscali (55%) per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti;

c) meccanismo per il riconoscimento di titoli di efficienza energetica (o certificati bianchi) ai sensi dei DD.MM. 20/07/04;

d) misure di incentivazione al rinnovo ecosostenibile del parco autovetture ed autocarri fino a 3,5 tonnellate e applicazione del regolamento comunitario CE 443/200936.

 

36 http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2009:140:0063:008:it:PDF

 

A causa dell’esiguità del contributo al risparmio annuale e complessivo e della circostanza che la validità della misura è scaduta nel 2010, tra gli strumenti analizzati non si è tenuto conto della misura “Riconoscimento delle detrazioni fiscali (20%) per l’installazione di motori elettrici ad alta efficienza e di regolatori di frequenza (inverter)”. La valutazione è stata condotta sulla base dei due seguenti indicatori:

– l’efficacia, che quantifica l’effetto concreto di uno strumento di politica, e rappresenta la differenza tra la situazione raggiunta con l’attuazione di uno strumento e il caso di non intervento. Può fare riferimento alla differenza di consumo di energia in termini assoluti nel corso di un periodo di tempo più lungo di un anno oppure, ciò che è più utile, può essere normalizzata con valori annuali; può anche essere espressa in termini relativi (in % per anno);

– l’efficienza economica, che esprime il costo sostenuto per unità di energia risparmiata (ad esempio, euro per kWh risparmiato). L’indicatore può essere riferito all’investimento totale oppure all’entità del contributo pubblico.

7.2 Efficacia

L’efficacia dei singoli strumenti è stata valutata calcolando il contributo fornito da ciascuno di questi al conseguimento dell’obiettivo stabilito nel PAEE 2011 per l’anno 2016 (i.e. 126.540 GWh/anno). Il grafico di figura 7.1 mostra quindi l’efficacia espressa come rapporto tra il valore del risparmio energetico conseguito, nel periodo dal 2007 al 2011, con interventi promossi da ciascuna misura di miglioramento e  il valore dell’obiettivo di risparmio al 2016.

Figura 7.1: Efficacia delle misure espressa in %

7.1

Circa l’80% del risparmio totale conseguito è relativo ad interventi realizzati nell’ambito dei due strumenti: D.lgs. 192/05 (standard minimi di prestazione energetica degli edifici) e titoli di efficienza energetica, che hanno fornito un contributo di entità pari rispettivamente al 37 e 43% del totale.

Gli interventi che hanno maggiormente contribuito al raggiungimento dell’obiettivo sono stati: l’installazione di impianti di riscaldamento efficienti nel settore residenziale, l’adozione di standard minimi di prestazione energetica nel settore terziario, l’installazione di impianti di cogenerazione ad alto rendimento, di motori elettrici ad alta efficienza e l recuperi di calore nel settore industriale, il rinnovo eco-sostenibile del parco autoveicoli nel settore trasporti.

Fonte:ENEA

 

6.4 Sintesi dei risparmi conseguiti

 

I risparmi energetici conseguiti al 31.12.2011 e gli obiettivi indicativi nazionali proposti nel PAEE 2011 per il 2016 sono mostrati nella tabella 6.7. In particolare, la seconda colonna della tabella raccoglie i risparmi energetici complessivi al 31.12.2011. La quarta colonna, che riporta la percentuale dell’obiettivo 2016 conseguita al 31.12.2011, mette in evidenza la difficoltà di ottenere gli obiettivi prefissati nei settori terziario e trasporti e conseguentemente la necessità di introdurre nuove misure, in linea con quanto previsto, per il settore pubblico, dalla nuova Direttiva sull’efficienza energetica.

Tabella 6.7: Risparmio energetico annuale conseguito al 2011 e atteso al 2016

6.7

Anche le disposizioni contenute nei decreti “Conto energia termico” e “Certificati bianchi”, di recente emanazione, mirano in particolare al superamento delle suddette criticità.

Il grafico in figura 6.1 mostra che il 72,5% del risparmio annuale conseguito al 31.12.2011 è relativo ad interventi effettuati nel settore degli edifici (Residenziale+Terziario), mentre gli interventi realizzati nel settore Industria e in quello dei Trasporti rappresentano rispettivamente il 18% e il 9,6% del risparmio complessivo.

Figura 6.1: Risparmio energetico annuale conseguito al 31.12.2011 – Ripartizione per settore di intervento – %

6.1

fonte: ENEA

6.3 Certificati Bianchi

 

download

Questo meccanismo, introdotto in Italia con i DD.MM. 20 luglio 200435, prevede che i distributori di energia elettrica e di gas naturale raggiungano annualmente determinati obblighi quantitativi di risparmio di energia primaria.

35 “Nuova individuazione degli obiettivi quantitativi per l’incremento dell’efficienza energetica negli usi finali di energia, ai sensi dell’art. 9, comma 1, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 e s.m.i.”

Per adempiere a questi obblighi e ottenere il risparmio energetico prefissato i distributori possono:

– attuare progetti a favore dei consumatori finali che migliorino l’efficienza energetica delle tecnologie installate o delle relative pratiche di utilizzo. I progetti possono essere realizzati direttamente, oppure tramite società controllate, o ancora attraverso società operanti nei settori dei servizi energetici (le cosiddette ESCo- Energy Services Companies),

– acquistare da terzi titoli di efficienza energetica” o “certificati bianchi” attestanti il conseguimento di risparmi energetici.

I risparmi energetici certificati conseguiti a livello nazionale sono riportati nella tabella 6.5.

Tabella 6.5: Risparmi energetici conseguiti da Certificati Bianchi al 31/12/2011- Italia

6.5

E’ stata inoltre effettuata anche la valutazione di massima dei risparmi ottenuti e per le macro aree-geografiche Nord- Ovest, Nord-Est, Centro, Sud, Isole (tabella 6.6)

Tabella 6.6: Risparmi energetici conseguiti da Certificati Bianchi al 31/12/2011 per macro-aree geografiche.

6.6

6.6a

La ripartizione per macro-aree geografiche delle attività sviluppate nell’ambito del meccanismo evidenzia un netto predominio delle regioni del centro-nord in termini di risultati quantitativi conseguiti (circa 80% del risparmio totale).

Immagine

Fonte:ENEA

6.2 Riconoscimento delle detrazioni fiscali (55%) per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti

riqualificazione energ

In vigore dal 1° gennaio 2007, si tratta di un incentivo consistente in una detrazione di imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) o delle società (IRES), stabilito in base alla Legge 27 dicembre 2006 n. 296 (Finanziaria 2007) e successive. La tabella 6.3 riporta il risparmio energetico conseguito a livello nazionale , per gli anni 2007-2011, ripartito per tipologia di intervento.

Tabella 6.3: Risparmi energetici conseguiti dal riconoscimento delle detrazioni fiscali (55%) Italia

6.3

E’ stata inoltre effettuata anche la valutazione di massima dei risparmi ottenuti per le macro-aree geografiche Nord- Ovest, Nord-Est, Centro, Sud, Isole (tabella 6.4)

Tabella 6.4: Risparmi energetici conseguiti dal riconoscimento delle detrazioni fiscali (55%) per macro-aree geografiche.

 6.4

6.4a

La ripartizione per macro-aree geografiche delle attività sviluppate nell’ambito del meccanismo evidenzia un netto predominio delle regioni del Nord con una quota del 78% del risparmio complessivo.

Immagine

Fonte:ENEA